sabato, marzo 31, 2007

La Chiesa difende il White Power? (parte II)





Molti lettori non condividono quest’idea per cui la logica conseguenza delle prescrizioni cattoliche in materia di legislazione sulle coppie di fatto sottenda un intendimento razzista. E’ vero, non ci sono prove documentali. Le mie sono “illazioni” fondate su un’induzione, magari arbitraria.

L’argomentazione cattolica contro i Pacs (Dico) viene sostenuta con la tesi che la legislazione italiana non dovrebbe elargire diritti alle coppie di fatto, perché cio’ aprirebbe le porte all’accettazione delle coppie gay, modalità di convivenza, a loro dire “contro natura”.

Cio’ che mi ha sempre colpito, del clero cattolico, è come esso possa pontificare sulla sessualità della gente, avendo fatto voto di castità.
La domanda circa “cosa ne sappiano loro” sul mondo dei rapporti umani, al di fuori delle logiche della parrocchia, mi ha sempre incuriosito .

Le coppie “normali”, unite dal sacro vincolo del matrimonio, secondo il parere della chiesa, non dovrebbero usare alcun tipo di contraccettivo. No ai preservativi, no alla pillola.
Gli unici metodi di contraccezione ammessi dalla chiesa sarebbero quelli “naturali”: l’ogino knauss, il coitus interruptus o il calcolo dei giorni fecondi della donna, durante i quali evitare i rapporti sessuali.

Vi sono operatori cattolici (aventi o meno i titoli per farlo) che bazzicano le case delle “famiglie cristiane” per spiegare i dettagli tecnici del comportamento sessuale ecclesiasticamente accettato, attraverso l’illustrazione delle modalità d’uso dei contraccettivi “naturali”. Che non sono affatto sicuri, ma che sono accettabili proprio in virtu’ dell’”apertura alla vita” che essi lascerebbero, comportando rischi frequenti di gravidanze.

Gravidanze a cui, secondo le prescrizioni cattoliche, si deve far fronte con l’”accoglimento” incondizionato. Laddove la madre non fosse in condizioni fisiche, o psicologiche, o materiali per “accogliere”, la gravidanza va portata a termine ugualmente e il bambino andrà “dato in adozione” ad un’altra coppia cattolica che provvederà a crescerlo “cristianamente”.

Questo è in sintesi l’ethos cattolico sulla morale sessuale e sulla concezione della famiglia. Quell’ethos per promuovere il quale la chiesa sta impiegando grandissimo dispendio di forze economiche per farsi spazio mediaticamente a 360°. Anche presso coloro che questi comportamenti non li sentono, non li condividono.

Gli ospedali sono pieni di obiettori di coscienza, medici, infermieri, psicologi, che, oltre a rendere difficilmente applicabile la legge 194 in certi luoghi, negano alle donne italiane la richiesta di essere sterilizzate. Richiesta motivata spesso da problemi di salute che han determinato degli handicap nei figli già avuti o dall’allergia ai contraccettivi farmacologici. Le richieste di sterilizzazione, anche se motivate, vengono respinte negli ospedali pubblici. Si preferisce far fronte con gli aborti. E di cio’ dobbiamo ringraziare gli operatori ( e i politici,che han deciso che la sterilizzazione è un intervento che alle donne "bianche" non dev'essere praticato con soldi pubblici) cattolici.

Il dispiegamento di forze che la chiesa impiega per imporre la globalità delle prescrizioni sulla “morale sessuale” , come ho già detto è costosa. Come una campagna pubblicitaria o elettorale. Milioni di euro in risorse umane e mediatiche.

Di contro, come ho già detto altrove, il pianeta conta la bellezza di 7 miliardi di persone. Solo in Africa, i bambini che non hanno alcuna cura parentale, sono 34 milioni, cifra destinata a crescere.

Di questi bambini, la maggioranza vive per strada, come puo’, soggetta alle fantasiose violenze degli adulti. Moltissimi vengono rapiti per fare gli schiavi: nelle miniere, nelle guerre, per l’espianto di organi.
Le missioni, gli orfanotrofi, le varie iniziative con cui occidentali di buona volontà (anche cattolici, non lo nego) intervengono per far fronte al problema, risolvono in una misura ridicola i problemi di questa infanzia. Di fatto, il problema, per quanto immenso come un oceano, viene gestito individualmente. Non esiste, per l’istituzione che si dice portatrice dei veri valori del Cristo, una politica su larga scala, un investimento economico neanche lontanamente paragonabile a quello che viene invece destinato all’Italia per impedire una legislazione equa sulle “coppie di fatto”.

La preoccupazione ecclesiastica è spendere molti soldi per garantire che non vengano legalizzate le coppie “contro natura” al di fuori del sacro vincolo del matrimonio.

Se quest’istituzione si è assunta un compito apostolico, ovvero “universale”, come l’aggettivo “cattolico” sembra suggerire, mi pare che essa lo adempia come chi, avendo un cancro alla pelle su una gamba, si accanisca a curarsi una banale puntura di zanzara su un braccio, trascurando completamente il male maggiore.

Non riesco ad accettare che il suggerimento cattolico di non usare i preservativi, presso gli africani si traduca in un genocidio in atto, che la chiesa sta a guardare (del resto gli africani neppure ci avrebbero i soldi per comprarseli i preservativi) . Non riesco ad accettare che l’oceano di quattrini spesi per le campagne antiaboriste qui in Italia abbia come contrappeso i 34 milioni di bambini (non embrioni, non feti: gente nata) che sono violati in ogni modo. Vite buttate via, verso le quali la chiesa promuove solo silenzio ed indifferenza.

Il consigliere degli esteri per il vaticano, ho saputo, è Henry Kissinger.
Se la Germania avesse vinto la seconda guerra mondiale, forse, sarebbe divenuto tale Josef Mengele.
Consigliere degli esteri! Rendiamoci conto: nella politica italiana la chiesa strombazza il suo NO alle “unioni contro natura” e in politica estera chiede "consiglio" a Kissinger. Genocida dei cambogiani, dei cileni, degli indonesiani di timor est, mandante ed organizzatore di numerosi assassini politici. Intoccabile ed intoccato simbolo della volontà omicida e razzista dell’imperialterrorismo globalizzato, costui è diventato “consigliere” dell’istituzione che “in nome di Dio” e seguendo l’esempio del Cristo, “difende la vita”.

La chiesa si preoccupa moltissimo di qualificare come “contro natura” l’amore omosessuale. E non posso pensare che sia la “meccanica” della loro sessualità a dar fastidio alle coscienze "cristiane". Cio’ che è “contro natura” è proprio l’impossibilità delle persone gay di procreare . Ma i gay potrebbero adottare. Potrebbero anche loro “metter su famiglia”. No, dicono loro. E’ contro natura.
Eppure, alcuni di essi potrebbero adottare uno o piu’ di quei trentaquattro milioni di piccoli africani. Penso che Cristo ragionerebbe che sarebbe bene anche salvarne uno o due ( o magari molti) in piu’ di coloro (pochi) che si salvano effettivamente.
"La verità è semplice" diceva San Tommaso D'Aquino. Il ricorso ad arzigogolate spiegazioni di natura dottrinale, su questi argomenti, non salva le anime belle dei cattolici.
Penso che se Cristo vedesse due gay che vivono insieme, volendosi bene e nel quadro di questo amore tenessero con loro un figlio di quell’Africa sfigurata e disumanizzata da cinquecento anni di sfruttamento(quello sì , contro natura) vergognoso da parte del popolo “bianco” , sarebbe contento. Ma forse alla chiesa cattolica, a giudicare da come usa i mezzi economici e da chi appoggia politicamente, di cosa ne penserebbe il “povero Cristo” non frega un beneamato accidente.

venerdì, marzo 30, 2007

LA VERGOGNA D'ITALIA



Guardate questo video girato nella mia città asfittica e sbattuta.

E' del 5 marzo 2007.
Esso spiega bene perchè stiamo così. Soffocati dall'indifferenza. Rappresentati mediocremente, sfruttati, mercificati, svenduti ai padroni e agli imperialterroristi.

La nostra dignità è sfumata nell'indifferenza. Finita come la punibilità per gli omicidi di mafia, caduta in prescrizione.
La mia gratitudine è per Piero Ricca e per QuiMilanoLibera.
Perchè lo hanno detto. Perchè lo dicono. Perchè è grazie a gente come loro che ancora non rinnego di essere italiana.

giovedì, marzo 29, 2007

La chiesa difende il “white power” (parte prima)?


Altrove avevo stigmatizzato la scarsa preoccupazione della chiesa cattolica per i problemi del mondo, attribuendo alla sua ignoranza la grande forza con cui, invece, essa si schiera contro cose come la musica rock.

Oggi penso di aver cambiato idea. Cio’ perché assisto ad un’istituzione che sta mettendo in campo tutte le sue forze per difendere la “famiglia normale” contro i “pericoli” e “gli attacchi” che pervengono da quelle forze progressiste che chiedono i diritti per le coppie di fatto.

Noto come i messaggi episcopali siano spaventosamente amplificati dai mass media, dimostrando a tutto campo il potere che il vaticano possiede e che usa, con successo, per influenzare la vita politica e, soprattutto, personale degli italiani. Un vero “potere in atto” con la sua forza mediatica, partitica, clientelare. Con la potenzialità di abbattere il governo decisamente superiore a quella innescata dalla missione a Kabul, dove ci son di mezzo un miliardo di euro (per incominciare) e la vita dei soldati italiani dislocati, tra le tante fregnacce mediatiche, nelle zone di guerra.

Per cui, volendo tradurre in un’ermeneutica comprensibile, senza voler tirar fuori la storia passata, l’antropologia tomistica e l’archeologia del sapere, mi son messa ad ascoltare i messaggi del web, senza pregiudizi. Per vedere se riuscivo in un’interpretazione plausibile di cio’ che mi pare, oggettivamente, una battaglia eccessiva per l’istituzione ecclesiastica, che ha già perso il referendum sull’aborto e quello sul divorzio.

Diciamo che oggi i tempi sarebbero favorevoli affinché la legge sull’aborto venisse modificata. In un momento storico di liberalcapitalismo globalizzato e imperialistico, in cui ai ceti deboli vengono tolti i diritti più elementari della sanità e della scuola e in cui vigono leggi, come la Biagi, che istituzionalizza il caporalato, in effetti i tempi sembrerebbero maturi anche per obbligare ad una marcia indietro sulla 194.

Mi sono fatta un giro sui siti cattolici. Moige e genitori cattolici. Su altri siti , come quello sui cavalieri templari, che potrebbero suscitare interesse nella gioventù figlia del “signore degli anelli” .
Ovunque ho trovato riferimenti alla “tutela della famiglia tradizionale”, corredate da un’iconografia fatta rigorosamente di ritratti di “famiglie bianche”. Quelle alla mulino bianco, per intenderci. Interni ed esterni di famiglia che mostrano una normalità sorridente e beata, simbolo e scudo di quella eterosessualità consacrata che viene così strenuamente difesa da ruini, ratzinger bagnasco und so weiter.

Poi sono andata sul sito di forza nuova.
Premetto che non ho particolari pregiudiziali antifasciste. Nel senso che non considero forza nuova piu’ “fascista” (volendo usare quest’aggettivo come sinonimo di “male”) di casini, fini, pera e finanche d’alema. La demonizzazione del neofascismo giovanile non mi riguarda, anzi, la considero un argomento strumentale a chi, come Pisanu o Castelli, vorrebbe giustificare le guerre di oggi (razziste e imperialiste), come una lotta al “male assoluto” che negli anni 30 era incarnato dal perfido baffetto e che oggi trova la sua continuità nel terrorismo che ha espresso la sua crudeltà inarrivabile nell’attentato alle torri gemelle.

Tra i mantra perversi spacciati dai media vi è quello per cui l'imperialterrorismo di oggi sia la stessa guerra che gli americani fecero alla crudeltà di Hitler. Guerra giusta. E, essendo in gioco anche l'elemento religioso, anche guerra santa.

I giovani di forza nuova li considero solamente ragazzotti periferici ignorantelli e incazzati che hanno abbracciato il fantasma di un’ideologia sulla cui storia non hanno le idee chiare. Un “male” non peggiore di tanti altri mali che pervadono il nostro mondo presente.

Premesso cio’ comunque, ho osservato che il sito di forza nuova riporta tra i leitmotiv della sua home page la “difesa della famiglia” e la “condanna dello sterminio abortista”.
Cio’ accompagnato dal “canto della vittoria” perché dei forzanovisti toscani sono riusciti a far pressioni per sgomberare un campo di zingari.
Oltre a cio’osserviamo i molteplici appelli contro l’invasione islamica “ a difesa dell’italianità” e le proteste che essi fanno affinché l’immigrazione in italia sia bloccata.

Vi si illustra, anche con fotografie il corteo che ha orgogliosamente popolato le strade di roma contro i pacs,


e vi si ritraggono foto di persone in atteggiamento che vorrebbe far intendere “omosessuale” con la didascalia sotto : “vedete una famiglia…?”.


Insomma: i contenuti espressi da quel sito sono in buona sostanza e per una grossa percentuale analoghi a quelli che potete trovare sul sito dei genitori cattolici e dei templari.

Le icone che accompagnano tutti questi siti e questi messaggi sono tipo quelle della “famiglia normale” bianca, sorridente, realizzata, “minacciata” dalle famiglie di fatto e dai dico.

Il sito dei genitori cattolici, sulla pagina "pericoli"
afferma testualmente:
Purtroppo l'attuale predicazione sociologica, che risente degli influssi dell'eresia comunista (penetrata anche in certi settori della Chiesa) e delle "moderne teorie del mondo", non solo ha abbandonato tale catechesi ma deride anche, fatte salve le solite eccezioni, quanti rammentano le verità bibliche. Gli ultimi avvenimenti meteorologici che hanno coinvolto anche l'Italia del "gay pride", della pedofilia, del satanismo, degli aborti, della caduta dei valori, del permissivismo, dell'invasione islamica indiscriminata, della delinquenza minorile, degli spinelli, delle sfilate blasfeme, delle persistenti immagini erotiche e/ o violente propugnate in tutte le ore ecc., anziché risvegliare l'appello dei cristiani ad un cammino di conversione (raccomandato dalla Madonna a Lourdes, Fatima e Medjugorje), hanno provocato la solita rincorsa alle spiegazioni socio-scientifico-naturali! Purtroppo!

Ora, volendo procedere sillogisticamente: se forza nuova è (com'è) razzista e propugna contenuti analoghi a siti di provata fede cattolica, non è che per caso è il razzismo il tema che sottende alla guerra ai pacs, ai dico e alla regolamentazione delle coppie di fatto?

Non possiamo ravvisare, dunque, una forma di razzismo nella preoccupazione tutta cattolica di esortare le famiglie "normali" a praticare sesso senza contraccettivi, rinunciando all'aborto, preferendo a questo l'adozione attuata da altre famiglie cristiane?

Su questa meditazione tornerò in seguito.

Fratello politico guardati dal peccato dei tuoi sottoposti!!



L’ampio dibattito che si è aperto intorno ai temi fondamentali della vita e della famiglia ci chiama in causa come custodi di una verità e di una sapienza che traggono la loro origine dal Vangelo e che continuano a produrre frutti preziosi di amore, di fedeltà e di servizio agli altri, come testimoniano ogni giorno tante famiglie.

Per esempio le Famiglie afgane e iraquene travolte dal messaggio universale di cristo che voi diffondete ampiamente a loro favore…

Ci sentiamo responsabili di illuminare la coscienza dei credenti, perché trovino il modo migliore di incarnare la visione cristiana dell’uomo e della società nell’impegno quotidiano, personale e sociale, e di offrire ragioni valide e condivisibili da tutti a vantaggio del bene comune.

E che sia comune eh? Proprio bene comune, mi raccomando.

La Chiesa da sempre ha a cuore la famiglia e la sostiene con le sue cure e da sempre chiede che il legislatore la promuova e la difenda

Infatti in Italia milioni di famiglie indigenti, composte da disoccupati, diseredati, colpiti da disgrazie ecc.. sono sostenute dal vaticano, che, appunto, ce le ha a cuore.

. Per questo, la presentazione di alcuni disegni di legge che intendono legalizzare le unioni di fatto ancora una volta è stata oggetto di riflessione nel corso dei nostri lavori, raccogliendo la voce di numerosi Vescovi che si sono già pubblicamente espressi in proposito. È compito infatti del Consiglio Episcopale Permanente «approvare dichiarazioni o documenti concernenti problemi di speciale rilievo per la Chiesa o per la società in Italia, che meritano un’autorevole considerazione e valutazione anche per favorire l’azione convergente dei Vescovi»

Ecco. Riflettete , considerate e valutate, ma a casa vostra.

Non abbiamo interessi politici da affermare; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune, sollecitati oltretutto dalle richieste di tanti cittadini che si rivolgono a noi.

Assolutamente no. Ma perché qualcuno aveva pensato che aveste interessi politici da difendere?

Siamo convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti, del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera. Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Poter avere la sicurezza dell’affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, è un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l’impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli.

Questo naturalmente riguarda la razza bianca. Anche se siete non credenti, infatti, l’importante è che siate bianchi. Allora potrete entrare a far parte di tale “patrimonio” (in nomina sunt essentia rerum)

Anche per la società l’esistenza della famiglia è una risorsa insostituibile, tutelata dalla stessa Costituzione italiana

Ah perché a voi interessa la costituzione?

Anzitutto per il bene della procreazione dei figli: solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società perché garantisce la continuità e la cura delle generazioni

Di bianchi

È quindi interesse della società e dello Stato che la famiglia sia solida e cresca nel modo più equilibrato possibile.

Appunto interesse della società e dello stato. Non della chiesa…
Poi da quando in qua il razzismo è equilibrato?


A partire da queste considerazioni, riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo

Piu’ o meno dei preti che insidiano ragazzini/e negli oratori?

Quale che sia l’intenzione di chi propone questa scelta, l’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia

Omissis: bianca

Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro.

Traduzione: diritti per pochi, bianchi (ribadisco) che facciano quello che dite voi…


Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume.

Come insegna la miglior tradizione clericale, verticista e autoritaria


Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile.

Tra la negazione della “differenza” sessuale e la negazione delle “Persone” in nome della “differenza sessuale” (che vi sta molto a cuore) preferite senz’altro la seconda ipotesi…

Queste riflessioni non pregiudicano il riconoscimento della dignità di ogni persona; a tutti confermiamo il nostro rispetto e la nostra sollecitudine pastorale.

traduzione: fatevi pecore. Non così: depiu’ DEPPIU’…

Vogliamo però ricordare che il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza o di fornire riconoscimenti ideologici: ha invece il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell’esistenza.

Il diritto come fonte di educazione morale della nazione.


Siamo consapevoli che ci sono situazioni concrete nelle quali possono essere utili garanzie e tutele giuridiche per la persona che convive. A questa attenzione non siamo per principio contrari. Siamo però convinti che questo obiettivo sia perseguibile nell’ambito dei diritti individuali, senza ipotizzare una nuova figura giuridica che sarebbe alternativa al matrimonio e alla famiglia e produrrebbe più guasti di quelli che vorrebbe sanare.

Guasti? Ah sì, l’INFERNO


Una parola impegnativa ci sentiamo di rivolgere specialmente ai cattolici che operano in ambito politico

Cioè al potere (casini, follini, mastella ecc..) che gozzoviglia con troie e travesta sugli yacht.


Lo facciamo con l’insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum Caritatis: «i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana»,

ma qui si parla di “coscienza rettamente formata”…a chi vi rivolgete allora?

. tra i quali rientra «la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna» (n. 83). «I Vescovi – continua il Santo Padre – sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato» (ivi). Sarebbe quindi incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto.


E il cristiano che ruba, finanzia guerre con soldi non suoi, gozzoviglia sui panfili con zoccole e travesta è coerente?

“ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato»
ah cazzo non avevo letto bene.

In particolare ricordiamo l’affermazione precisa della Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo cui, nel caso di «un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge»

Sì. Però voi non avete interessi politici. Nooooo.

Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l’insegnamento del Magistero e pertanto non «può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società»

Insomma: trombano, rubano, finanziano guerre, ma in questa materia la loro coscienza dev’essere seriamente richiamata…

Comprendiamo la fatica e le tensioni sperimentate dai cattolici impegnati in politica in un contesto culturale come quello attuale

Signora mia…una vita da cani che non le dico….

nel quale la visione autenticamente umana della persona è contestata in modo radicale. Ma è anche per questo che i cristiani sono chiamati a impegnarsi in politica.

Cioè per tutelare di piu’ le persone bianche che stanno in famiglie bianche e che adorano un cristo e un papa rigorosamente bianchi. Salvo poi fare orge sui panfili con gente di tutti i colori.

Affidiamo queste riflessioni alla coscienza di tutti e in particolare a quanti hanno la responsabilità di fare le leggi, affinché si interroghino sulle scelte coerenti da compiere e sulle conseguenze future delle loro decisioni. Questa Nota rientra nella sollecitudine pastorale che l’intera comunità cristiana è chiamata quotidianamente ad esprimere verso le persone e le famiglie e che nasce dall’amore di Cristo per tutti i nostri fratelli in umanità.


Povero Cristo. Se non fosse risorto si rivolterebbe nella tomba.

mercoledì, marzo 28, 2007

Teocon, Teodem, Neodem



Berlusconi è finito. Concordo con l’analisi di G. Carotenuto, che afferma che “ha perso in una mano dove aveva messo sul piatto valori sacri per la destra come il rapporto con gli Stati Uniti e l'appoggio alle missioni all'estero.”
Ha fatto come Craxi, sacrificando al proprio interesse da ballatoio l’amicizia statunitense. Craxi lo fece per consolidare il proprio “culto della personalità” a livello di immagine, Berlusconi per una bega molto piu’ meschina: far cadere il governo immediatamente e andare a nuove elezioni. Ma gli è andata male.
E, per l'esperienza storica dell'Italia, gli USA non perdonano sto tipo di tradimenti: sono pronta a scommettere che le vicissitudini giudiziarie ancora in corso, per il cavaliere, d'ora in poi procederanno diversamente.

Diverso è il destino del servo D’alema, che non ha ottenuto tutto quello che voleva (le missioni militari si ridiscutono tra 6 mesi e non tra 1 anno come gli sarebbe piaciuto) ma il cui piano politico ha tenuto. Egli ha davanti ancora una lunga carriera nella politicuccia italiana. Il suo lavoro, nonostante qualche intoppo, è andato a buon fine.

La legge elettorale la faranno con lo sbarramento per impedire ostruzionismo da parte delle posizioni piu’ estreme (lasinistraradicalechericattaprodi non avrà piu’ alcuno spazio istituzionale) e il bipolarismo tramonterà per lasciar spazio ad un partitone di centrosinistra "cristiana", che potrà spostare il suo asse propositivo verso alcuni interessi, piuttosto che verso altri, a seconda di come imposta la campagna elettorale.

Una sinistra democristiana. Che lavora per la flessibilità, per le "riforme" , per la fedeltà all'amico statunitense. E in cui le "questioni morali" come i dico e il testamento biologico finiranno per essere risolti con abili compromessi.

Però, il problema berlusconi ce lo siamo tolto.

Se ci stiamo dentro ad accettare l’italia neodemocristiana, penso che gli accordi sui rifinanziamenti militari abbiano preparato le dinamiche politiche per questo tipo di evoluzione.
Quelli più a sinistra, d’ora in poi, saranno i radicali di sinistra (la rosa nel pugno)muahahahahaha

martedì, marzo 27, 2007

Potere, Ladro del Tempo



Qualcuno mi sa dire, esattamente e prove alla mano, per quale motivo 2 volte all'anno, dobbiamo piegare il nostro metabolismo ai capricci dell'autorità politica?Per quale cazzo di ragione, adesso che mi alzavo la mattina in piena luce, mi devo alzare ancora al buio come in inverno e andare a letto ad una "mezzanotte" che non mi porta sonno, arrivata dopo una stronza giornata-lampo?

Se ci pieghiamo a questo sopruso senza fiatare, che secondo me ha la sola funzione di saggiare il livello di zerbinaggio al potere da parte delle masse (tutti a lavorare* tranquilli un' ora prima?) non ci soprendiamo se esso ci vessa in molti altri modi, applicando norme ed usanze barbariche. Noi ci pieghiamo come un gregge obbediente all'ora legale e continuiamo a tollerare una casta di "feudatarii" armati che gozzovigliano a spese nostre e dei paesi dove essi esportano la democrazia. C'entrano le due cose, eccome se c'entrano.

*oggi vado a lavorare col cazzo.

domenica, marzo 25, 2007

Mercato imperialglobalizzato = abbiam fatto le squadre prima...


Ballo lento no, ballo forte no, la bottiglia no, gioco scopa no. Amicizia
no, cortesia no, convenienza no, ampio parcheggio no. Basta. Questa festa e`
insoddifacente, ma ne ho un'altra nella mia mente. Una festa molto
particolare dove saranno invitati tutti: molti amici, molti nemici anche
Panino.
Forza, Panino.


Con questa splendida canzone,"tapparella", Elio e le storie tese raccontano la storia di un adolescente emarginato dagli amici, che autoinvitandosi alla festa delle medie, dove non era invitato, non riesce a bere se non della spuma con un anonimo bicchiere di carta, non riesce a mangiare, se non degli avanzi, non riesce nè a pomiciare, nè a baciare, ne a palpare le ragazzine e neppure a balllare i lenti.

Alla fine i compagni di scuola gli dicono pure "Sai chi ti saluta un casino?" e l'ultima speranza del giovane sfigato si innalza, per l'ultima volta perchè, quando speranzosamente fa: "no", gli amici gli rispondono "sto cazzo!!!".
Per me che sono filosofa, per la precisione ermeneuta dei linguaggi "popular" della sottocultura del presente*, questa canzone ha un grande valore di lotta. Perchè nel racconto scherzoso, ironico e tragico nel contempo, Elio illustra la metafora dell'insoddisfazione esistenziale, che trova il suo simbolo nella delusione della festa delle medie, che rappresenta l'Ur-Phenomenon della decisione sulla competitività sociale.


*Questo post l'ho scritto in risposta a quei lettori, simpatici come un plesso emorroidale, che mi dicono che faccio la sborona, perchè mi definisco "scrittrice" (ma dove?) e poi faccio gli errori di ortografia e a volte di sintassi.

Mi definisco "filosofa" perchè, pur non avendo una vastissima cultura, ho comunque una laurea in tasca e quindi è superiore alla media, inoltre essa corrisponde a riflesioni approfondite e ad una quasi quotidiana rilettura di passi dello Zarathustra. Uno dei quali ha motivato la creazione di questo "blog" che è, e vuole essere (sempre, anche quando parlo dei cazzi miei) un blog di lotta.
La lettura di Nietzsche è una delle cose teoriche che mi rallentano la distensio animi (che più che chiamarlo così l'avrei chiamato "turbina animi": il tempo interno). L'altra è la guida urbana dell'automobile (l'attività pratica in cui riesco meglio).

Prego!



Non ho resistito.
Cristiano, associato agli "amici di Ratzinger" , antiabortista, sionista "amico di Israele", convinto che il papa "deve fare il suo lavoro", infervorato del messaggio del Cristo, ma con i dovuti distinguo. Hezbollah, Talebani, Palestinesi, in effetti necessitano che si faccia loro la guerra.

Signore e Signori, ecco a voi "La vita secondo il Mulino Bianco". Belli, Sani, Bianchi, col bel pacco di soldi in tasca.

Dediti alle multinazionali, alla religione finanziaria, alla parola che porta voti, all'acquisto che porta benessere. I "NORMALI". E vogliamo tributargli il dovuto valore a questa "benedetta" normalità?

I divorziati, gli uomini-cammello, le ragazze madri, quelle il cui marito è scappato col becchino, i mariti cornuti e mazziati, i gay ,gli aspiranti suicidi, i bambini delle favelas, quelli del Congo, quelli del Darfur, gli orfani di tutto il mondo, chiedono scusa di esistere e comprendono le ragioni di cotanto spirito religioso, mistico e sinceramente convinto della bontà del messaggio del "Cristo".

E sapendo che la vita talvolta manca le occasioni di mettere in atto siffatti esempi educativi pur vedendo chiaramente come la Provvidenza non ometta di illustrarli, tutti questi meschini qua sopra, dicevo, alla scritta edificante dell'icona che ho esposto, rispondono in un coro unanime: "PREGO!!!"

...e oggi, visto che è domenica e mi sento pure io in sintonia con il Cristo, vi regalo video e canzone, per meglio illustrare il concetto

sabato, marzo 24, 2007

70 Miliardi col guanto


Premessa: questo post si basa su pure ipotesi. Ciò, affinché il glorioso blog “Cloroalclero” non incorra in querele, denunzie, minacce et similia, che la proprietaria del medesimo non potrebbe assolutamente permettersi.

E’ notizia recente che nell’agenda del giornalista Saninini, ex consulente Telecom, ora agli arresti domiciliari nel quadro delle indagini su quella stessa azienda, vi sia stato trovato un appunto che riportava di una “regalìa” fatta dall’ex “premier” Berlusconi ad Umberto Bossi, in cambio della fedeltà assoluta alla linea determinata da Forza Italia.

Tale evento si riferirebbe al 1994. Il Corriere scrive : “Negli appunti si dice che il periodo sarebbe stato quello in cui venne «pignorata per debiti la casa di Bossi», quindi prima del successo della Casa delle libertà nelle elezioni del 2001"

Saninini è un ex giornalista di “famiglia cristiana” . Ieri sera sull’emittente delle famiglie cristiane “Telenova”, si celebrava una trasmissione che avrebbe dovuto essere dedicata al caso Sircana, corredata da sondaggio telefonico presso i telespettatori, in cui si chiedeva loro se Sircana dovesse dimettersi, o meno, per via dell’occhiata al Trans.

Epperò la trasmissione si intitolava (a caratteri cubitali) “70 miliardi per la fedeltà”. Erano presenti un rappresentante di FI, DeCorato, il vicesindaco milanese, Agnoletto e un paio di opachi rappresentanti dell’opposizione.


Per la lega era presente Carolina Lussana, una signora che difendeva l’operato di Bossi molto peggio di quanto una massaia con licenza elementare avrebbe difeso il potere d’acquisto del suo denaro di fronte al fruttivendolo del mercato che ha improvvisamente alzato il prezzo dei pomodori da salsa.

Inizio trasmissione. Esordisce: “è una bufala. Magari ci fossero stati quei 70 miliardi!!! E’ una panzana per coprire il caso Corona e il caso Sircana”Imbarazzo, rinforzi e obiezioni dei presenti (della serie: andare coi trans non è esattamente un reato).
Lei rincara:
“Beh, ma neanche questo, se fosse davvero successo, lo sarebbe…”
Altre obiezioni: “come no? Si andrebbe dal finanziamento illecito alla corruzione…”
Lussana, bionda e intelligente come poche, non demorde:
“Poi stiamo parlando di 70 miliardi di lire o di euro?”
Questa, che sarebbe una buona domanda, viene opportunamente glissata di tutti i presenti, che fanno proprio finta che lei non l’abbia fatta…. E buon per lei...
E comunque, Lussana cerca di chiudere il discorso con
“Quegli appunti sono trapelati illegalmente. Non se ne dovrebbe sapere nulla. Non hanno alcun valore.”
E su questo si potrebbe darle ragione, come è giusto dar peso al resto della discussione in merito che si conclude, in modo unanime, con la considerazione che “finchè la magistratura non chiarisce, non è opportuno parlarne, né dare rilievo alla vicenda.”




Beh, le considerazioni che mi vengono in mente è che se la cosa fosse vera ( e sottolineo “se” perché la magistratura deve ancora verificare…)si spiegherebbero tante cose.

Per esempio perché I leghisti hanno così facilmente rinunciato al loro progetto secessionista per entrare nel piu’ becero nazionalismo forzitaliota. Perché Castelli sia andato a sbraitare fastidiosamente in tv contro l’intollerabile violenza di chi, per manifestare la propria contrarietà alle guerre ha bruciato le bandiere israeloamericane in piazza.

Perché i leghisti hanno appoggiato incondizionatamente le iniziative berlusconiane sulle leggi ad-personam e i progetti di rafforzamento dei poteri del premier nel quadro costituzionale (cosa totalmente opposta all’ideologia leghista e alla volontà del suo elettorato).

Perché, sempre Castelli, in questi ultimi anni, ha berciato a proposito di coloro che “odiano l’Italia”, avendo un passato “canoro” e non solo, assolutamente in linea con la mentalità antinazionalista, che successivamente, a parole e a fatti, ha rinnegato.

Certo, se queste cose fossero vere ( e risottolineo “se”), sarebbe l’ulteriore conferma che la democrazia in Italia è definitivamente morta. Che i milioni di elettori leghisti hanno votato il nulla reso consistente e ideologicamente pregante dai quattrini .
Che sul fondo del baratro leghista, scavato nel vuoto ideologico che già aveva animato i suoi elettori, è rimasta solo la faccia di Borghezio, il brutto specchietto delle allodole che si presenta sui treni a “pulire” le donne di colore, che bercia, come e più di Castelli dall’inutile podio di Pontida : “Li cacceremo a pedate nel culo, questi islamici di merda!!!”

giovedì, marzo 22, 2007

Israele: la politica razzista e il vittimismo infetto dei sionisti.



La contrapposizione israelo-palestinese si dipana in una matassa di vicissitudini che sono difficili da comprendere, soprattutto quando filtrate da mass media vergognosamente asserviti all’”amicizia con Israele”: leitmotiv di punta di un certo filone dell’ideologia imperialistica che caratterizza la politica dell’Italia.

Quel che succede : Fatah e Hamas hanno trascorso gli ultimi mesi dilaniandosi in una “guerra civile”.
Fatah, il partito gradito a Israeliani e Americani, conta nelle sue file uomini che odiano di più i palestinesi stessi e Hamas, di quanto non odino gli israeliani che vessano e sterminano il loro popolo da più di 60 anni, i quali sono all'occorrenza pronti a pagarli, con i soldi rapinati al loro stesso popolo .

Con la mediazione dei sauditi, si sono rifatte le elezioni e questo popolo senza terra né legge, si è adattato a votare per Fatah, nella speranza che un accordo qualsiasi ponesse fine al conflitto civile che si era innescato . Mohamed Dahlan, accusato da Hamas di aver pianificato molti omicidi politici di membri di Hamas e non solo, doveva essere imposto nel nuovo governo (da Usa e dall’ “unica democrazia del medio oriente che dispone dell’esercito più morale del mondo”), siccome però i membri di Hamas (oggi meno della metà del “governo” si fa per dire, della Palestina)si sono opposti, allora lo hanno rimpiazzato con Azzam al-Ahmad ex ambasciatore dell’OLP in Iraq ai tempi del conflitto del 1991, oggi uomo “di punta” di Fatah (e amico di USA e dell’”unica democrazia del medio oriente che dispone dell’esercito più morale del mondo”).


Appena insediato, il nuovo governo palestinese è stato immediatamente stigmatizzato dagli israeliani, che hanno contestato le parole di un deputato di Hamas che ha detto che i palestinesi hanno il diritto di resistere alle vessazioni.

Gli USA hanno ricominciato con la manfrina del “riconoscimento” da parte dei palestinesi, di Israele. Cioè: un popolo (possiamo definirlo un grande gruppo di persone, circa 3 milioni. Per ora.) che vive in un enorme ghetto, che quotidianamente subisce rastrellamenti e devastazioni dall’esercito del paese che li ha ghettizzati (quello "più morale del mondo”), che non ha stato (né si conosce il territorio dove, presumibilmente, si costruirà) deve, a mò di conditio sine qua non, prima di cominciare a parlare di territori dove stare, riconoscere il diritto di esistenza ( e , conseguentemente avallare rapine, omicidi, devastazioni, sequestri, rapimenti attualmente in corso) del paese che li opprime e che vorrebbe fregar loro ancora piu’ terre, tutte, possibilmente.

Il mantra che si spaccia, in questo caso, è inerente alla guerra “civile” che si è scatenata tra Fatah e Hamas. Quest’ultimo partito era stato eletto nelle penultime elezioni dai palestinesi, che lo avevano designato come “governo” di un paese “del mai”, il mandato del quale non “poteva” essere riconosciuto da Israele. Terroristi, dicevano. Non riconoscono il diritto di occupazione e di vessazione dello "stato ebraico". (ma guarda un po'. Stronzi eh?)

Poiché la situazione non si sbloccava, la “guerra civile” è intervenuta provvidenzialmente a modificare la situazione, sgradita agli oppressori.

Gli israeliani non perdono occasione per rimarcare la “corruzione” dei “capi” palestinesi.
E hanno ragione di farlo: questa “guerra civile” è stata infatti il risultato di una capillare opera di corruzione di membri di Fatah, che hanno operato gli omicidi “giusti” per scatenare una faida che ha indebolito , in pochi mesi, Hamas, "riorientando" sotto minaccia la volontà delle elettorato palestinese.

Che, per amore, per intervento internazionale o per sperare di salvare la pelle, ha rivotato (pregi della democrazia esportata dalla civiltà) e Fatah ha acquistato quel consenso finalmente “gradito” agli oppressori.

I quali però non sono stati del tutto soddisfatti: si sono infatti attaccati alle parole di un ministro palestinese di Hamas (uno dei 12 che vengono “sopportati” nell’esecutivo di un governo di uno stato che non c’è) che ha giustificato la resistenza.

Queste dichiarazioni stavano per far saltare tutto, ma l’UE e i sauditi si sono imposti agli oppressori USraeliani, i quali, stretti dalla diplomazia, per ora, si son detti disponibili al “dialogo”* (con un governo la cui maggioranza è voluta da loro, composta da uomini graditi a loro, disposti a fare quel che piace a loro) , in attesa di un false flag o di tempi migliori per innescare nuovamente la faida e, quindi, il genocidio.

Nel frattempo i coloni, supportati dall’esercito, occupano case palestinesi ad Hebron. I rastrellamenti continuano, famiglie palestinesi buttate fuori dalle loro case assistono alla deportazione e al seppellimento dei loro cari nelle carceri di Israele, cani feroci vengono liberati dagli sbirri dentro e fuori le case della gente, bambini e ragazzini restano feriti e uccisi in questo stillicidio di oppressione, che dopo 60 anni, nessun essere umano dovrebbe mai abituarsi a tollerare.

E mò vediamo come va a finire.

Nel frattempo, i sionisti italiani e non, scatenano mediaticamente la campagna vittimista che ravvisa il “marcio” della parte antisionista della sinistra italiana, che è ,ovviamente, antisemita, così come antisemiti sono tutti i paesi che in modo esplicito, si sono espressi sulla necessità di trattare ,almeno, con questo governo.
Il tam tam mediatico, che specialmente in Italia è supportato dal totale e incondizionato asservimento delle istituzioni (Napoletano in primis) e del sistema mediatico embedded, alla causa dello stato razzista israeliano, vorrebbe suscitare solidarietà verso i carnefici dei palestinesi, stimolando l’idea di una “colpa” che ricade su chi no, per quanto si sforzi, non ce la fa a capire il perché si debba sostenere uno stato che ha una base etnica, razzista e oppressiva come fondamento della sua esistenza.
Per questo sistema e per questa gente, razzisti sono gli antisionisti, non coloro che sostengono la sussistenza, attraverso la guerra, la tortura, l’incarcerazione e l’oppressione di uno stato su base etnica. Basta leggere l’ultima pubblicazione della Deborah Fait per capire quanto odio venga alimentato verso chi indica, a ragion veduta, l’atteggiamento fascista di uno stato che con i soldi corrompe e con le armi uccide i palestinesi , colpevoli di trovarsi a vivere sul suolo della “terra promessa”, che ormai è diventata, anche per gli israeliani stessi, pure la guerra promessa: feroce, razzista e infinita come l'odio che permea, dalla notte dei tempi, ogni forma di conflitto umano .

*è notizia recente che Olmert ha istigato la comunità internazionale a continuare a boicottare anche questo "governo" palestinese.

PS: Mi scuso in anticipo con gli amici ebrei, leali e simpatici con cui sono in contatto. La brutalità delle mie parole è stata però stimolata dalla violenza verbale con cui alcuni sionisti italiani perseverano nel dare del "razzista" "antisemita" "marcio moralmente" a chiunque osi criticare la politica vessatoria degli israeliani. Perpetuando, con questo atteggiamento, l'obbligo all'adesione incondizionata alla logica del piu' forte, difesa con le armi. A discapito di coloro che rischiano l'estinzione in una terra che hanno il diritto di abitare tanto quanto gli israeliani.

update: sulla strumentalizzazione dell'insulto antisemita, si legga l'ottimo articolo di eugenio cazzidui

update2 stop al boicottaggio del governo palestinese. di Vittorio di Palestinanews

mercoledì, marzo 21, 2007

Stronzate a go-go

Oggi, parlerò delle troiate mediatiche con cui si sono promosse leggi e iniziative a favore del delirio del mercato globale.Quel pezzo di merda di Nicola Rossi dice che la classe dirigente non è riuscita a "mutare la cultura pian piano". Palle. L'ha fatto. E continua a farlo tramite i media asserviti .

Ritorniamo agli anni '70, quando l'inserimento del ticket sui medicinali fu preceduto da una lunga e intensa campagna mediatica su quanto gli italiani "sprecassero" i medicinali, allora disponibli a titolo gratuito.

Su quel tracciato (prima con ticket simbolici e successivamente sempre piu' corposi) il welfare è praticamente stato abolito e quando sarò in pensione non potro' permettermi di pagarmi le cure per gli acciacchi dell'età ( e nemmeno voi).

La guerra in Afghanistan fu preceduta da una lunga campagna mediatica sulla condizione della donna presso i talebani. Servizi giornalistici anche disimpegnati, hanno provveduto a fornire particolari agghiaccianti sul burka e sulle vessazioni che le donne subiscono in quel paese.

Risultato: siamo in guerra. E le donne afghane il burka ancora lo portano.

Il precariato introdotto dalla legge Treu negli anni '90, fu preceduto da una lunga campagna mediatica su "i giovani restano in famiglia fino a 35 anni". In certi casi pure 40. Piace loro essere coccolati dai genitori, che, del resto trovano nel figlio/a single una consolazione ed un aiuto per la loro età avanzata.

Risultato: legge Treu e legge Biagi. L'impoverimento e il precariato sostenuti da un'ideologia "lifestyle" che pare pure una figata.

Lo scippo del TFR fu preceduto da una campagna sulle "pensioni integrative". Per avere piu' agi, piu' sicurezza, per una vecchiaia più serena. Che vuoi che siano 100 mila lire al mese?

Risultato: la liquidazione non la prenderemo piu'. Diciamo che essa, nella migliore delle ipotesi integrerà quel 50% di pensione che ci resterà dopo che avranno fatto la riforma. Portandola (nella migliore delle ipotesi, all'80% dello stpendio calcolato sull'intera carriera lavorativa (quindi anche sulla media dei primi anni di lavoro)

Questo se le cose andranno bene.

Da leggere: la brutta bestia del TFR di Fabio

Quelli che...la legge Biagi è stato un progresso...

Un lettore mi pone delle domande sul post "posso vomitare subito o..."
e io gli rispondo.
Così rispondo anche a Supramonte e a tutti quelli che ritengono che la legge Biagi ci conferisca dei diritti.
Fermo restando che sono d'accordo che essa è la riedizione berlusconiana di quel vomito che era la legge Treu e la cui sostanza , l'attuale governo vuole mantenere inalterata.


daniele scrive:

Nel leggere dell’uccisione di un libero cittadino italiano, studioso del lavoro e docente universitario, chiamato Marco Biagi, hai provato più o meno conati di vomito?

ciccio: come ho intitolato il post? gli urti di vomito a che erano riferiti? alla morte o all’uso strumentale della morte?

Cosa sai di Marco Biagi?
Lo conoscevi?
Hai mai letto un suo libro? Seguito una sua lezione?
Che studi hai fatto (o stai facendo) per poter giudicare una sua scrittura economica?


No. non lo conoscevo. Non ho fatto studi economici ( a parte un esame di storia economica) ma come cittadina mi sento in diritto di giudicare un provvedimento ke influenza la collettività in cui vivo e con cui avranno a che fare i miei figli.


cosa intendi per “stronzate”??
Come discriminare tra una “stronzata” e una “non stronzata”??
Quale il criterio?

Di sicuro uno dei criteri base (per quel che riguarda lo spaccio mediatico, che di QUESTO parlava il mio post) è l’uso improprio delle parole. Estrapolate da un contesto, in cui avevano significato positivo e usate in modo da inculcare una positività che viene rinnegata dai dati di fatto. Questo è uno dei criteri base, a mio avviso, che definiscono le stronzate mediatiche.

sapresti indicare con esattezza i numeri del precariato? (ovvero quanti ne “soffrono”)
sapresti poi indicare quante e quali siano le forme con cui si manifesta questo “precariato”??

delle statistiche istat mi fido poco. Piu attendibili sono le statistiche locali (puoi trovare su google dati relativi alla provincia di treviso e di genova) che dicono che la legge biagi non ha apportato alcun beneficio, neppure sulla questione dei cococo, che essendo stati trasformati in lavoratori a progetto, non hanno acquisito alcuna garanzia sulla loro licenziabilità e sulle loro tutele.

x es. l’avvocato Biole’ scrive
Nel terzo anno dall’entrata in vigore della cosiddetta legge Biagi è possibile tracciare un primo bilancio. Dall’entrata in vigore della legge 30/2003 quasi la metà (46%) dei collaboratori coordinati e continuativi è oggi un lavoratore a progetto. Della restante parte il 23% era ed è rimasto un co.co.co. nel pubblico impiego. Ciò significa che circa il 70% permane nella condizione di para-subordinato. Il 5,8% ha invece aperto la partita Iva: si tratta spesso di collaboratori che, con l’introduzione della riforma, sono stati indotti dal proprio committente ad aprire la partita Iva, con un aggravio per loro dei costi, dei rischi e in generale con un aumento dell’incertezza.
La percentuale di stabilizzazione è stata piuttosto bassa e si è attestata su valori perlopiù “fisiologici”, ossia attribuibili ai percorsi contrattuali …

la legge biagi è la prosecuzione della legge treu, introdotta dalle sinistre, che con berlusconi ha avuto la sua celebrazione PROPAGANDISTICA, con l’apparente abolizione dei cococo, ma la politica della precarizzazione (ti piace di piu, flessibilità?) è la medesima. E la commemorazione di Biagi VA IN QUESTA DIREZIONE.


Come ha influito la legge Biagi sul mercato del lavoro? Sapresti dirlo?

in modo assolutaente irrilevante, a parte il fatto che essa consente ai datori di lavoro di ESTERNALIZZARE piu facilmente (e poi licenziare altrettanto facilmente) e usare la legge biagi IN LUOGO DEL contratto collettivo nazionale. Cosa che ha provocato un mare di ricorsi, dei quali puoi facilmente leggere su google.

Ma, sopratutto, sei a conoscenza del fatto che la legge Biagi NON sia stata firmata da Marco Biagi, ma ad esso sia stata solo dedicata??

A me frega poco ke la legge biagi sia stata firmata da lui o da chi x lui. COME HO CERCATO DI DIRE NEL POST non è biagi il problema della commemorazione, QUANTO CHE IL POTERE USA BIAGI PER PERèPETUARE UNA POLITICA DI DEPRIVAZIONE DEI DIRITTI, cio’ in modo bipartisan e con la complicità dei sindacati.

Sei quindi a conoscenza del fatto che quella legge sia stata votata mesi dopo la sua morte, e del Biagi-pensiero abbia colto solo UNA delle possibili mere interpretazioni??

certo. Quella del “maggior profitto” per le aziende, che si vedono pagati parte dei contributi dallo stato. E meno male che i fautori della legge biagi disprezzano la cassa integrazione…

hai letto mai qualcosa di Biagi?
Quali studi hai fatto (o stai facendo) per poter giudicare?

mò per dare un giudizio politico bisogna saperne approfonditamente di economia? CHE NON E’ NEANKE UNA SCIENZA ESATTA? chi non ne sa di economia muore senza mai sapere il perche? ma dài

Può un’idea giustificare un omicidio?
no.

Si può morire per delle idee?

sì. Ma non è stato il caso di biagi (pace all’anima sua)

e pure ora rimando al nuovo post di Pensatoio "seconda giornata di veglia" in merito

martedì, marzo 20, 2007

Commemorazione Biagi: posso vomitare subito o...

Oggi, il Corriere (della sera) riporta svariate notizie sulla commemorazione della morte di M.Biagi che si è svolta a Bologna, ieri, alla presenza "bipartisan" di tutte le personalità politiche (naturalmente non mancava Casini, che ultimamente possiamo ammirare in tutte le rappresentazioni televisive, ufficiali e ufficiose, talk show impegnati e non, promuovendo se stesso in modo colossale. E' così onnipresente da farmi pensare che sarà l'ospite d'onore che accoglierà il vincitore del "grande fratello").
Mancava la famiglia di Biagi, sempre in polemica con il comune di Bologna e con i politici, per una scorta che non c'era.

Il primo urto di vomito, l'ho avuto quando ho letto le inevitabili dichiarazioni dei politici e delle personalità di turno.
Angeletti (della UIL) definisce Biagi "martire riformista". Cioè: Biagi, con la sua morte, avrebbe "testimoniato" la "bonta' e la "verità" dell'agire politico "riformista" di questo governo e del precedente.
Allo stesso modo che per i cristiani i "martiri"(di Nerone, per esempio) hanno testimoniato , con la loro morte, la bonta' e la verità del messaggio di Cristo.

Bonanno (CISL) rinforza questo spaccio mediatico di stronzate, parlando, come spesso si parla dei preti, di Biagi "uomo del dialogo". Certo. Alle giovani generazioni, sacrificate sull'altare del precariato assurto a categoria esistenziale di questo periodo storico, non resta che dialogare, tra di loro, nei corridoi degli uffici dove si consumano le attese per un rinnovo contrattuale, che li porterà nei call-center ancora per altri sei mesi...
La missione morale di cui Biagi è stato, appunto martire, viene ulteriormente sottolineata dalle parole di Bonanno che dice che "ebbe il coraggio di indicare riforme difficili ma necessarie".
Ecco come, banali dichiarazioni commemorative divengono mantra che gettano semi per l'accettazione di una sottocultura legata alle volontà del potere, in questo caso l'accettazione del precariato. Biagi sarebbe dunque morto "per il suo coraggio", appunto, indicando quali difficili vie la collettività si doveva preparare a prendere.
Martire, coraggio, morte. Un tris di parole che è significativo delle intenzioni della politica prodiana dei 12 punti, in cui la revisione della legge Biagi è stata abolita.
Intenzioni che preparano strade da percorrere (da noi, mica da loro) "difficili" (le lacrime e il sangue citati da Prodi danno alla vita politica di questo paese uno spessore epico) ma "necessarie" (per chi?).

L'idea che queste parole, e la commemorazione stessa di Biagi, la cui eco è stata ed è monumentale, sia strumentale a precise intenzioni del potere, viene confermata dall'intervista a N. Rossi, giuslavorista (parola impegnativa con cui si designano i tecnici preposti a redigere leggi per metterla nel culo ai cittadini) che ha lasciato i DS perchè non tollerava la mancanza di fermezza con cui a sinistra si trattava con la sinistra radicale (arieccola) che mordeva il freno sulle politiche "riformiste".
Egli sostiene che le (deplorevoli, of course) perplessità della sinistraradicale (chericattaprodi,ovviamente) sul "rinnovamento dei coefficienti di trasformazione delle pensioni" appartengono al DNA stesso di questi "radicali", che sono "vecchi", che non sono trendy, perchè come fanno a non concepire che il "riformismo" (parola che storicamente ha un significato positivo per la gente, ma che oggi è sinonimo, appunto, di "politica che la mette nel culo" ai cittadini) è necessario.

Dice, sto Rossi, che in Italia "la classe dirigente non è riuscita a fare quello che in altri paesi europei è riuscito: mutare la cultura pian piano".

Eggià. Perchè la classe dirigente, responsabile del disfacimento della società italiana, del dispendio delle risorse nelle guerre e al servizio delle oligarchie d'impresa, negatrice dei diritti fondamentali del cittadino, irrispettosa delle leggi, coinvolta in tangentopoli, crack cirio, crack parmalat, calciopoli, puttanopoli ecc...puo' erigersi a portatrice di contenuti culturali...disinteresati, ovvio.

Lui dice (testualmente) che "la cultura è quella" (quindi noi ce la dobbiamo digerire) quale? quella del convincimento forzato che il motore economico richiede sacrifici e precarizzazione.
Tanto da aggiungere (testuale) che " non è ipocrisia...dire che...l'unica soluzione è quella di far finta che la Biagi sia un'altra cosa, magari chiamandola legge 30, così dà meno nell'occhio."

Con buona pace di quelli che avevano votato per l'Unione, anche sperando che quest'obbrobrio di legge che condanna milioni di persone alla precarizzazione a vita, venisse abolita.
Altro non aggiungo perchè il vomito, a sto punto, sorge spontaneo e irrefrenabile.

Sul medesimo argomento, si legga anche "a spasso col morto", di Italo di Pensatoio.

Conformismo, Merci e Adolescenti in evoluzione..



Ho già parlato della mia figliola adolescente. Uno dei crucci della mia vita. Non per quello che lei fa, che trattasi di ottima ragazza seria ed ironica, ma per il suo andamento scolastico, che, in effetti, è discutibile.

Io amo questa giovinetta bionda, insicura, rigida come un sasso quando interagisce con i compagni, specialmente maschi, rispetto ai quali si sente, giustamente, attratta, a mio avviso non tanto per i suoi turbamenti ormonali, quanto perchè "tutte le sue amiche lo sono" e quindi anche lei, visto che l'età è quella e che presso gli adolescenti, come ci dicono gli amici psicologi, il problema è la ricerca di una propria identità definitiva, di un proprio parametro valutativo del mondo, dato che la sua vita è appena incominciata e, come umani, siamo tutti alla ricerca di un "centro di gravità permanente" .

Ora: immaginate questa ragazzina così insicura, alle prese con una madre come me, antisionista, antiimperialista e, oltretutto, senza il becco di un quattrino, che s'incazza davanti al telegiornale, che bestemmia quando sente bruno vespa o emilio fede, che sacramenta quando apre la casella della posta, perchè "qui dentro ci stan sempre rotture di coglioni in forma cartacea" . Una madre che è "contro tutto e contro tutti" , che, secondo il suo punto di vista, avrebbe dovuto nascere in guerra, perchè "sta bene solo con un mitra in mano" a "sparare a Bush" che "vabbe, è un figlio di puttana", però "ti vorrei vedere se avresti il coraggio di sparargli addosso", secondo lei, infatti, me la farei "nei pantaloni" (porto esclusivamente quelli) se poi dovessi essere io, proprio io, a premere il grilletto dell'arma.

Insomma: il post vorrebbe esprimere quanto sia difficile, per noi adulti, essere se stessi e nello stesso tempo, essere così equilibrati da trasmettere qualcosa ai figli, proprio solo "qualcosa", perchè, alla faccia di quel che gli psicologi pensano, è l'esperienza che è formativa, innanzitutto, per l'individuo.

E io mi immedesimo in lei che fa "l'esperienza" di vedere una mamma (pure affettuosa, perchè lo sono, e non ho nessun dubbio, magari non sempre e non in modo adeguato, ma lo sono) incazzata con l'universo, che bestemmia un mese prima e un mese dopo il suo compleanno, che sta sempre a discutere di politica, al supermercato, su internet, sul tram, dal dottore, con gli amici.

Poveraccia. Io ho avuto una mamma che, solo a vent'anni, ho scoperto che era comunista, di cui ho saputo, da parenti, che era figlia di un anarchico che si è bevuto tanto di quell'olio di ricino da inondare un oceano. A mio nonno, il regime, taglio' le possibilità di sopravvivenza al punto che, ai 5 figli che aveva avuto, aveva problemi a dargli da mangiare.

Mio padre, in compenso, era fascista, non collaborazionista, che si è passato (per sua fortuna) tutta l'ultima fase della guerra in un campo di concentramento americano, che non era certo nè Buchenwald nè Guantanamo. Gli americani son diventati bastardi adesso. Allora, avevano interesse a mantenere la loro integrità morale davanti ai futuri "servi".

Io queste cose a mia figlia gliele ho spiegate (ci ho provato, almeno). Ma lei non lo so se ci ha capito qualcosa, penso di sì, lo spero.

Ma è veramente un casino la storia di cui siamo fatti. Suo nonno paterno ha camminato per mesi, dopo il '43, per disertare dall'esercito della RSI e tornare a casa, ad Avellino. Perchè si trovava nel nord Italia, non so per quale ragione.

E allora la mia riflessione riguarda questa ragazzina, una quindicenne ai piedi della quale si staglia il "mercato globale". Che deve aver a che vedere con compagne e compagni che si abbeverano di vestiti firmati e "merci" di vario genere. Che vivono prescinendo completamente dalla loro storicità, prendendo quel che trovano (e che possono prendere) e che hanno in testa domande che neppure riescono a tradurre in parole.

Tutte le informazioni, verbali, storiche, fisiche e psicologiche, subliminali, televisive, relative a modelli "vincenti" o "perdenti" vanno nel suo cervello.
Io cerco di mediare, ma non dò un buonissimo esempio (oggi è impossibile darlo. In passato non lo so). Interagisco, parlo. Con il dubbio perenne di dar aria alle gengive, perchè, come ancora ci insegnano gli psicologi, nessuna parola, se non è accompagnata da un robusto esempio, attecchisce nella personalità dei giovani.

E così vivo io e vive lei. Che, mi dice, quando interagisco coi maschi "sono un legno" , che non ha interesse per la cultura, che il massimo delle emozioni librarie le prova quando legge Agatha Christie (sotto ricatto di un 2 in italiano) che, però, ha espresso interesse per un ragazzo (il primo che la interessa "un po'") che non porta i jeans firmati (anzi, non veste neppure i jeans, va a scuola in camicia, giacca e pantaloni da uomo), che però conosce i "Black Sabbath" e che ha tutti 10 in tutte le materie.

Non so se sia un buon segno. Mi piace pensare che sì...

lunedì, marzo 19, 2007

Profili

Avendo compiuto gli anni, ho cambiato la foto del profilo.
Ne ho messo una fatta adesso, senza ritocchi, senza niente.
Il compleanno un po' di anni fa mi meteva di cattivo umore per tre giorni, poi per quindici, poi per un mese.
Oggi mi accorgo che smaltirò l'incazzatura nel giro di un mese e mezzo.
Mi fa incazzare 'sta storia.
Quando vedo la mia faccia che si disfa, giorno dopo giorno, mi girano veramente le palle. Come per la guerra e per l'imperialismo.
Sogno una città in cui gli stronzi si impicchino in massa in un ufficio pubblico, un'anagrafe o un ufficio postale.
Dove i poracci sono condannati a restare ore e ore della loro vita mentre la loro faccia si disfa e i loro pensieri li consumano.
La mia faccia si disfa e il mio cervello non riesce a stare fermo.
Ma non è una buona ginnastica.
E allora, piuttosto che interagire con maschi che hanno un'età compresa tra i 24 e i 35 anni, preferisco imbrattare sto cazzo di blog e trasmettere i miei pensieri a qualcuno che fa lo sforzo di venirseli a leggere.
Non lo so perchè.
Forse perchè mi consuma meno di altre cose.
Non tutti i giorni sono uguali.
Nè per me nè per le mie figlie, nè per nessuno.
Tutti quanti spendiamo miliardi e miliardi di giorni negli uffici pubblici a smembrare le proprie cartacce, i propri dolori, le proprie meschinità necessarie alla sopravvivenza.
Forse dovrei mettermi a leggere Schopenhauer.
Ma quando l'ho fatto mi ha fatto cagare. Non si sfugge alle proprie incazzature.
Sono io "loro".
Il tempo, ce l'ho addosso. Come una vagonata di letame che mi viene versato addosso mentre sto alla fermata dell'autobus e che centra me, l'obiettivo, ovunque mi metta, per evitare di farmi prendere.
E quando l'autobus passa, mi son già dimenticata perchè lo dovevo prendere e dove dovevo andare. Allora resto lì alla fermata. A farmi divorare il cervello dai pensieri. Sono quelli, in definitiva, che mi consumano la faccia.

domenica, marzo 18, 2007

Perchè si fanno le guerre



IMPERIALTERRORISMO e aziende
.

Questo post mi è stato suggerito da una conversazione msn con Sir Percy Blakeney. Che nel quadro politico internazionale ci vede, giustamente, il lato economico della questione come fattore essenziale(vedete che anche chi ce l’ha coi marxisti, alla fine, ne condivide di fatto i presupposti essenziali).

Egli mi ha fornito dei links di Monster (Mostro), il motore di ricerca internazionale per il reclutamento del personale. Tali links riguardano le assunzioni di personale “speciale” da mandare nelle zone controverse dal punto di vista politico, Zone in cui gli USA hanno problematiche di guerra, di ricostruzione o di creazione di oligarchie locali (link1(Afghanistan) , link2(Iraq)).

L’imperialismo si distingue dal colonialismo perché, diversamente da questo, non impiega personale proprio per l’amministrazione. Il regime imperialista si appoggia ad oligarchie locali, che, reclutati per meriti “di esperienza” , vengono successivamente integrati nell’oligarchia dei dirigenti o dei quadri dell’amministrazione del paese. L'esercito invasore tutela l'ordine pubblico e nel frattempo crea una struttura militare e/o poliziesca sul posto, soldati e poliziotti che "si vendono" al potere che viene insediato.

Le aziende sono multinazionali “worldwide”, troviamo sigle sconosciute, ma anche grandi nomi dell’industria, come la Toyota.

Il personale ricercato deve avere almeno (nella maggior parte degli annunci) 3 anni di esperienza.
La formazione militare è gradita, quando non obbligatoria, oltre alla conoscenza specifica (nel caso di professioni tecniche) e al fluent English.

Gli stipendi sono favolosi, soprattutto per coloro che vengono spediti in zone di guerra (Iraq), si parla di 85 dollari all’ora.

Come per esempio questo:


IRAQ Maintenimento delle Posizioni
Minimum: 1 anno di servizio
Compensation: $86 (Tax Free)
Full Benefits, 401K, Paid R&R, etc.
Transportation, Meals and Lodging provided!

L'azienda è importante, fornisce servizi di funzionamento, di manutenzione, di modifica, di revisione, di integrazione di sistemi, di sostegno della logistica e di addestramento agli enti governativi ed ai clienti commerciali negli Stati Uniti ed in tutto il mondo. Complessivamente, l'azienda ha più di 40 anni di esperienza, con un’ininterrotta annotazione delle distinte prestazioni di contratto effettuate .


Requisiti: Attualmente stiamo cercando i tecnici qualificati di manutenzione nelle specialità elencate qui sotto. E’ richiesto un minimo tre anni di esperienza specifica e formazione professionale militare di 3 anni o più.
I candidati devono possedere un passaporto valido e superare l’esame per le tossicodipendenze previsto, un checkup fisico e un controllo della fedina penale.

Condizioni di lavoro: Il pericolo estremo, lo sforzo, le difficoltà fisiche e le condizioni di vita devono tener conto del fatto che si sta in un accampamento nel deserto. I candidati devono saper resistere alle temperature estreme, alle ore di lavoro estese, ai servizi in comune e a comodità inesistenti.
All’interno dell’accampamento, lo spazio per la deambulazione è limitato, per via dell’isolamento. Il trasporto fin nella posizione schierata è fornito dall’aviazione.
Aperture di manutenzione: Meccanico del generatore di alimentazione Heating, refrigerazione, meccanico di HVAC Combustibile, riparatore del sistema elettrico Meccanico dell'apparecchiatura dell'assistente tecnico, Riparatore del carro armato di battaglia principale .

Quest’azienda si chiama:
Front Line Solutions, Inc
Office: 719-593-7139
Toll Free: 866-357-5627
caljones@flsolutions.net

Personale tecnico , in particolare, meccanici e ingegneri per automobile, in Afghanistan, lo cerca anche la Toyota (ma mò ve lo traducete voi)


Qui l’azienda Trillium Construction Services, cerca ex militari per posizioni qualificate nell’ambito dello sviluppo della qualità e della sicurezza nelle attività aziendali (dai corsi di software ai rapporti sulla sicurezza dei viaggi all’interno del territorio) in IRAQ

Anche se i lavori sono organizzativi e tecnici, cercano EX MILITARI, possibilmente laureati, positivi, motivati. Ci dovrebbero essere anche le retribuzioni e i perodi minimi della ferma.

Qui, invece, si parla di Afghanistan, si cercano immigrati afgani col passaporto statunitense, bilingue, reclutati per diventare interpreti e curare le relazioni con gli organismi del posto. Ad essi si assicura “una posizione prestigiosa e rispettata”. Non c’è bisogno di essere ex militari, ma il passaporto statunitense è imprescindibile (no ecceptions).



Nei link che vi ho sopra citato si possono vedere quali e quante “Companies” sono impegnate nel reclutamento di personale, in zone “calde o roventi” del mondo per conto dell’Impero*.
Il giro di denaro e di interessi politici è talmente impressionante che denominano i progetti aziendali di cui si cerca personale, con nomi che esplicitano il sistema imperialistico come substrato di queste strategie aziendali (tipo, come ho scritto sopra: “Mantenimento delle posizioni in Iraq”).
Le companies che assumono trarranno i loro profitti dalle riparazioni di guerra, che i paesi saranno chiamati a sostenere, invischiandosi nella politica di indebitamento, nonchè dai quattrini che saranno stanziati per la "ricostruzione". Nome con cui si designa una precisa politica di investimenti, ad esclusivo vantaggio dei potentati economici internazionali (le "companies") e dell'oligarchia che li sostiene.

Concludendo: Quando parliamo di imperialismo, non intendiamo una cosa “astratta” e "volatile", che casualmente ha a che fare con la velleità di potere di questo o di quel capo di Stato, ma parliamo di valanghe di quattrini, di finanziamenti, di investimenti, di profitti calcolati, a breve, a medio, a lungo termine che sono il midollo dei processi decisonali che conducono uno o più paesi a muovere guerra "al terrorismo" .

Per questa ragione penso che la guerra all’Iran sia ormai inevitabile , anche se, ancora, in questi annunci esso non compare (almeno io non ne ho trovati. Un po’, questo dà speranza…). Ma è solo questione di tempo. O no?

* Per la cronaca: sono disponibili anche due posti di “giudice” internazionale. L’ente che assume è IIC (international criminal court) Le sedi di lavoro sono due, una è DehHague (e vabeh), l’altra è la COREA DEL SUD. Se volete candidarvi per quest'ultimo posto, dovete compilare on line uno speciale modulo.

update contributo di Elisa sull'acquisto di navi italiane da parte del governo farlocco dell'Iraq e di Orso su armi,aereoporti,supporti militari forniti agli "alleati" a spese nostre.

venerdì, marzo 16, 2007

porno & rivoluzione




Sul blog di Sir Percy Blakeney, rispondo ,così per caso, ad un post in cui Percy denunciava la censura televisiva sul porno, con una banale osservazione di stampo marxista, e cioè che secondo me , il porno in tv lo censuravano non tanto per ragioni morali, ma economiche.

Un tipo, evidentemente di destra, dice che io, “della sinistra radicale” (mah) ,
propago balle sull’oligarchia e di fatto sostengo un governo repressivo, con cui avrei un rapporto controverso, perché gli sto contro, ma l’ho votato. Quindi avrei appoggiato la politica di censura (dei pornazzi), anche se spaccio balle per giustificarlo, perché in fondo, dandovi una motivazione economica, lo giustifico (tutto cio’ con contorno di “con silvio berlusconi questo non sarebbe mai successo”).

Un ragazzo ( un brillante giovane proletario, pipparolo&razzista ) ci racconta i suoi gusti sessuali e la sua delusione, in quanto parte economicamente debole della società, quindi impossibilitato, per ora, a procurarsi il digitale terrestre, per la soppressione dei pornazzi dalla tv analogica.

Allora io gli faccio notare che si poteva ribellare prima, quando hanno annunciato l’introduzione ( a mio avviso forzata) del digitale terrestre.

Ma il ragazzino è fissato, lui non scopa, poraccio, le extracomunitarie gli fanno schifo e deve fare le rate per vedersi il pornazzo. E siccome non trova solidarietà presso i compagni (che l’amico suo, anonymous, che vota Berlusconi dice che sono “falsi moralisti pidocchiosi”) allora non ha dubbi: voterà per Silvio, perché..una cosa così…non sarebbe mai successa.

L’ospite berlusconiano ha più spessore, capisce i limiti del marxismo (lui che ne capisce di economia…) si lancia in un’analisi della politica dell’occupazione, tra l’altro, facendo notare come quest’iniziativa del governo (di censurare i pornazzi sulla tv analogica), metterà in mezzo alla strada gli operatori dei call center erotici, che non avranno piu’ da lavorare perché s’interrompe il loro canale pubblicitario privilegiato.
Una visione filoliberista ben motivata, non c’è dubbio.

Se la pensano tutti come il “razzista appartenente alla classe popolare” non avranno problemi.
Per non parlare poi della mamma cristiana che è favorevole, perché il suo figliolo di 20 anni potra’ seguire meglio gli insegnamenti “del cristo”.

Così è la vita: a volte una si imbatte in una discussione futile, nel mondo dei blog. Interviene, pensando di fare un’osservazione, non dico intelligente, ma ragionevole, e s’imbatte in connazionali il cui spessore argomentativo e politico è veramente di basso livello. Allora fa l’errore di continuare e si rende conto che c’è solo da cominciare a scavare. Nello stesso tempo, però, diviene evidente che la molla dell’interesse politico, almeno in Italia, oggi , non è la tav, non è la base di Vicenza, non è la partecipazione alla guerra.

L’apatico cittadino italiano, che normalmente starebbe spalmato sul divano a vedere le partite, improvvisamente si alza e si mette al computer. Arriva al blog “vivere e morire a como” dove si parla del pornazzo censurato in tv e non riesce a frenare il rigurgito di passione politica, finora seppellita tra i cuscini del divano, come la schedina e il telecomando.

Chissà se, in nome del porno, gli italiani farebbero la rivoluzione...?

giovedì, marzo 15, 2007

Il cristianesimo dell'abbandono



Si parla di 34 milioni, aprite le orecchie: trentaquattromilioni di bambini orfani nell’Africa subsahariana.

Trentaquattro milioni (quasi due terzi dell'intera popolazione italiana) di bambini ammalati, di bambini abbandonati per povertà, di bambini che si prostituiscono per uno o due dollari. Di bambini allontanati dalla famiglia perché portatori di stregonerie maligne.

Orfanotrofi? Ci sono, ma in misura ridicola in rapporto alle necessità.

Perché i paesi occidentali non aprono una campagna di adozioni di massa?

Perché una come Rosi Bindi, parlamentare “desinistra” dice che è meglio che continuino a stare in Africa ( a fare la “vita” che fanno) , piuttosto che vivano con le coppie gay?

Forse Rosi Bindi pensa che prostituirsi per 1 o 2 dollari o essere bruciati con dei copertoni di automobile risponda di più al messaggio di Cristo.

E la Bindi, naturalmente, è un’autorità. Il suo pensiero è molto “trendy”. Difende i valori “della famiglia”.

C’è chi pensa che la sua idea sia bigotta e moralista. Io no: penso che dietro il suo salvaguardare il “diritto naturale” ad abbandonare decine di milioni di bambini, assumendosi la responsabilità di essere complice negli omicidi di massa, sia razzismo.

Il cristianesimo bianco, non a caso spacciato in America dai predicatori Teocon che fervono gli animi dei "semplici pirla" con la richiesta a Dio di una guerra nucleare all’Iran, vuole il pianeta costituito soltanto da bianchi.

Questo è l’obiettivo del Nuovo Ordine Criminale Mondiale. E di tutti coloro che in nome di falsi valori, di significati farlocchi, buoni per i cervelli dei gonzi, reprimono il diritto alla vita e alla libertà degli individui, sottraendo loro le risorse del pianeta e inquinando quelle che sarebbero ancora disponibili.

mercoledì, marzo 14, 2007

Delirio Psichico-fisico per coloro che detengono il potere.







Dovete cedere le armi. Dovete fare i conti con la vostra paura. Dovete guardare in faccia l’abisso.

Una battuta memorabile del film Non ci resta che Piangere vedeva Massimo Troisi alle prese con una predica di Girolamo Savonarola che gli rivolgeva ripetutamente queste parole:
RICORDATI CHE DEVI MORIRE
Alla terza o quarta volta che gli veniva ripetuto il terribile messaggio, il compianto Troisi diceva
“Mò me lo segno”.

Quella scena mi fece ridere per 20 minuti.

La morte del pianeta è alle porte.
Non c’è bisogno di aggiungere molte parole, chi è un minimo informato sui “report” delle varie agenzie per l’aria, per l’acqua ecc..sa che questo tempo che stiamo vivendo ormai ha raggiunto il “non ritorno”.
Trent’anni e sarà un problema bere, mangiare e respirare.
Epidemie, che su un globo di 7 miliardi di persone, saranno gestite con metodi disumani.

Chi ha messo al mondo figli, si rode i coglioni. Se non avessi loro, probabilmente, avei da tempo optato per il suicidio (o almeno lo terrei in considerazione piu' che volentieri).
Ma nello stesso tempo, aggravo la mia posizione filosofica ed è difficile pensare al presente.
Posso solo augurarmi un buon presente intenso e sensato e una buona morte, per loro e per me.

Il problema oggi è dove agganciare la speranza. Se Dio è morto, pare che si sia disgregato l’unico riferimento possibile.

Invece un riferimento c’è. La morte. L’estremo insensato. L’ultimo peggior dolore. La tragedia e il suo fondamento.

La fine, l’epilogo. Quella di cui, coi soldi, puoi lenire il dolore, ma non l’annullamento, intrinseco al suo succedere.
Della morte si ha paura perché è l’ignoto. Cio’ che abbiamo dimenticato: il nulla anteriore alla nascita. Un nulla di cui, come tale, non si conservano brutti ricordi.

Ma forse, come diceva Platone, abbiamo solo dimenticato.
E la vita che stiamo facendo è solo il rivangarsi di un ricordo.
Si puo pensare alla beatitudine al cospetto di Dio, al dissolversi in un godurioso oceano di nulla. Alle scopate con 70 vergini o al paradiso terrestre geovano.

Io penso che l'ipotesi più probabile è l'eterno ritorno. L'agghicciante in se.

Avete mai visto un cartone animato con i tre paperini (qui quo qua) che, delusi dalla fine della giornata di natale, prima di dormire pregano intensamente "i wish live christmas every day" e vengono accontentati e poi impazziscono perchè ogni giorno accade la stessa sequenza di cose. A quel punto loro sono costretti a fare delle scelte morali che li porta a vivere in modo emotivamente diverso la giornata.

Il finale non ve lo racconto perchè non vorrei guastarvelo.

Comunque la prospettiva che l'orizzonte terrestre sia l'unico che, in senso umano, mai conosceremo e che le cose succederanno eternamente allo stesso modo, è da prendere in considerazione. Io ci credo.

Cio’ che ci succede ci è già successo. E l’eguale si proietta davanti a noi come un orizzonte infinito, di ripetizione eterna. Senza il minimo cambiamento. Con le stesse paturnie, le stesse emozioni, situazioni, incazzature, affetti, rabbia di sempre.
A noi umani individuati dell'essere, appartiene solo "questa" vita. Per l'eternità, come individuati, è l'unica cosa con cui abbiamo a che fare.

Questo è l’inferno. Quello vero.
Per uscirne abbiamo un solo modo:usare la vita per raggiungere l’unità.
E per raggiungere l’unità, in questa vita, bisogna andare in pari. Non portar via niente di quello che si è ricevuto. Uscire in “pari” con se stessi. Col bagaglio che ci è stato dato dopo il nulla, dopo la separazione. La vita serve per diventare l'immagine del nulla generativo. Il punto esatto dove definiamo noi stessi.
E dobbiamo morire con il nulla che ci siamo portati di qua.


La concordia tra i popoli è sempre stato un significato ideale antropologico.
Radice di cio’ è che la guerra è dolore perché rappresenta la separazione.
Guai a coloro che si presenteranno davanti al nulla separati da se stessi.

Puoi sopportare la separazione dal mondo esterno, ma non quella da te stesso. E se la vivi, non puoi pretendere di dominare il mondo.
E’ un rischio troppo grande per te, la morte “separato da te stesso e dal mondo".
E questo lo dico a George Bush. E a tutti coloro che lo blandiscono e si arricchiscono sui suoi affari.
Anche ai nostri politici.
Se morite separati da voi stessi, vivrete eternamente da morti.

Non permettiamo loro che muoiano separati da se stessi. Doniamo loro ( e a noi stessi) l’unità.
L’insegnamento filosofico è morite “in pari” con voi stessi. Regalandovi la possibilità di un nulla meno disperato.

PS Un ringraziamento speciale a Deep Action aka Figlio di Dio aka Andrea, le cui profonde riflessioni poetiche e filosofiche sono, insieme alla lettura (e rilettura) di Nietzsche, spunti per fertili riflessioni.

lunedì, marzo 12, 2007

Tentativo (malriuscito) di una fenomenologia della deferenza II



Sia nelle società sacrali, che in quelle in divenire verso una progressiva laicizzazione della mentalità, la proprietà terriera è sopravvissuta nella sua essenza di principium individuationis della ricchezza di certe famiglie, quindi di fondamento del potere.

Tale potere aumentava, anche a prescindere dal livello di ricchezza materiale, a seconda delle modalità di difesa e dei suoi costi, sia politici che, ovviamente, economici, per sostenere i quali, in epoca feudale in occidente, si son fatte guerre che duravano decenni.

Nel frattempo si sviluppava la borghesia che è oggi la classe dominante (ma non è che la nobiltà sia stata defraudata completamente dal suo potere, anche se magari dal suo carisma, sì) e gli “stati” europei (ma anche le nazioni americane) sono il frutto, come diceva Marx, giustamente, dell’opposizione tra certe famiglie nobili, (2) e borghesia, nella dialettica con cio’ che incarnava la nobiltà e che gestiva .

Se si condivide, in generale, quanto detto sopra, non si potrà dar torto a Marx, che diceva che la storia è storia lotta di classe. All'epoca sua per la gestione dei "mezzi di produzione". Più in generale però, la lotta per il potere è una lotta per la gestione (3) e , successivamente , per la proprietà, delle risorse che han generato ,e generano, ricchezza.

In questo quadro, marxiano, il potere ha avuto le sue forme di evoluzione secondo un rapporto di forza gestito tramite risorse economiche e risorse umane, in cui era in gioco l’abilità dell’individuo nel creare relazioni, nel capire dove investire i soldi. Nel lucrare sugli investimenti, nell'accumulare denaro e fare prestiti su interesse.

La borghesia è stata nell’epoca moderna il tessuto sociale che ha fatto da collante tra luoghi, business, capitani di ventura e anche, nell’epoca coloniale, han trattato (quando han trattato) coi “capi” di altre zone e culture, come nel caso degli schiavi africani, che erano “venduti” dal loro capovillaggio che si avvantaggiava dell’acquisto di “merci” nel quadro dei commerci triangolari della potenza inglese.

Tuttavia mentre nel passato queste infiltrazioni in settori della classe al potere, avvenivano sulla base della forze e dell’abilità personale, oggi, la classe dirigente ha una storia che ,per lo più, è parassitaria.

Figli di papà che s’abboccano tra figli di papà, che ereditano, subentrano, si avvantaggiano di posizioni di spicco nell’economia, nel gossip (che è “Potere” come dimostra la vicenda Gregoraci) nell’industria, nella politica, nella finanza, nell’alta consulenza al servizio di tutti questi settori.

La proprietà terriera, in certe occasioni si è scontrata con la proprietà borghese (fondata sul commercio) , in certi altri casi no, anzi, i latifondisti sono stati complici dei borghesi nel processo che li ha visti, progressivamente, imporre le loro oligarchie ai vertici del mondo occidentale(4).
Oggi, la proprietà terriera, specialmente nelle zone ricche di materie prime, coincide con il “cuore” del meccanismo economico e di potere: la gestione dell’energia, senza la quale, tutto il sistema di produzione delle merci, si ferma. Non si trascuri però l’acqua potabile, la risorsa che tra poco scarseggerà. Specie in certe zone , dove sarà oggetto di contese in termini di gestione, che con gli anni si trasformerà in proprietà e come tale, dovrà essere difesa militarmente. La corsa alla ricchezza, come viene intesa oggi ha bisogno sostanzialmente di denaro e di gente abbastanza disperata ed ambiziosa da farsi mandare a difendere l'ordine mondiale.

La dialettica tra classi, che ha occupato la storia soprattutto moderna, ha implicato la deferenza, da sempre ottenuta tramite la forza e i mass media.

Nel medioevo, fino all’epoca della rivoluzione americana, il mass media era la religione.
Come oggi fa la tv, essa parla al “cuore della gente”, fa vedere l’esempio di dio in croce (nel caso del cristianesimo). Con quest’immagine di immane sofferenza, si soggiogano le coscienze, iniettando loro il concetto della “volontà di dio”, che “provvidenzialmente” assegna un destino, oltre che individuale, collettivo, alle masse
.
E le mandava alle crociate, alla cacciata dei tartari, alla colonizzazione di terre straniere, come le Americhe.
Disperazione e spirito d’avventura erano le motivazioni degli innumerevoli (nel vero senso della parola) poveracci . Infarciti della convinzione che “dio è con noi” e “lo vuole”, sacralizzando il destino collettivo in nome del delirio della beatitudine ultraterrena.
In questo delirio collettivo che ha caratterizzato l’obbedienza all’autorità in certi periodi della storia, la maggioranza moriva.
Tra i pochi sopravvissuti, c’erano coloro che imparavano dalle loro disgrazie e riuscivano ad affermarsi, come soldato di ventura, mercenario, o come “vassallo” a qualunque titolo, di un potente e attraverso l’abilità personale (ed essa non è che un perfezionamento dell’istinto di sopravvivenza) restava vivo e si arricchiva nell’interazione con questo potente.



Presso il popolo, i poveracci che facevano fortuna erano guardati con invidia e disprezzo(5) , però, dopo qualche tempo, anche nel disprezzo si creava la “deferenza”. Antropologicamente parlando, poiché comunque, arricchirsi era considerata un’aspirazione comune,diventava un “valore”; alla fine questi, pur burini, bifolchi ecc.. venivano considerati in qualche modo un’autorità.
Però c’era sempre qualcuno che, all’osteria, si vantava di aver detto un no qualsiasi al paesano arricchito, cioè che ,almeno a parole, si ribellava allo status quo. E nello stesso tempo, al dato di realtà del proprio “non essere abile”.
Penso che coloro che dicono (mio cugino, mio cugino) che “qualcuno era comunista per frustrazione” (W Gaber) abbiano ragione, in molti casi.
Negli anni 70 è successo che molti cavalcarono la moda dell’essere comunisti per incapacità di porsi al mondo degli adulti e però riuscirono (e ai figli di papà riusciva sempre sicuramente), in epoca di riflusso, ad accedervi lo stesso, sintetizzando il proprio passato in qualche modo e diventando, a propria volta, un “autorità”.

Oggi che l’occidente ci ha regalato una società apparentemente “sicura” : la casa, il lavoro, le rate, i figli ecc…la deferenza viene creata, non piu’ in base a leitmotiv religiosi, ma in base ad icone coniate dai mass media.
Il mass media per eccellenza, la tv, ha creato la deferenza “per principio di ragion sufficiente”: non si riconosce l’autorità perché ha doti militari (con le guerre che si fanno oggi le doti militari non esistono più) o perché riveste una fama di santo, o è un grande condottiero.
No: oggi l’autorità si crea quando qualcuno va in televisione. Non solo, ovvio, ma l’apparire in tv è un modo sicuro per promuovere qualcuno al consenso di massa.
Se qualcuno “va in televisione” vuol dire che “c’è una ragion sufficiente” perché ci vada. Qualcosa che rende il soggetto “diverso” e anche “superiore”.

Cantanti e pessime attrici che diventano onorevoli, come venditori, avvocati, commercianti.
Tutti questi professionisti prestati alla politica sono diventati autorevoli. Come dicevo prima si trovano davanti delle masse di gente “ben disposta” nei loro confronti.
Heidegger parlava del dominio del “si” e dell’immenso potere che si nasconde in questo sentire “medio” . Si dice, si pensa che chi va in televisione…c’è una ragione sufficiente per cui ci sta, allo stesso modo che chi ha il potere di prendere decisioni collettive, ce l’ha perché, appunto, esiste una ragione sufficiente che fa sì che lo abbia. Appare il principio di realtà come canone di discernimento. Si accetta a priori una verità di fatto, connaturata all’istinto. Questo “istinto” , antropologicamente parlando, risiede nell’animale convinzione che l’uomo di successo sia “colui che è talmente autoconservativo…che puo’ occuparsi dell’autoconservazione degli altri” in altri termini, è un leader.

Vabbè. Volevo scrivere qualcosa di filosofico, invece m’è uscito il solito discorso “da bar”.
Pazienza.


1si pensi alle guerre in seguito alle quali si è introdotta la leva obbligatoria

2Sovrani assoluti che magari si alleavano con il popolo minuto per tassare e limitare la borghesia, che mirava, coi soldi (finanziamenti su interesse ecc..), con la fondazione di organizzazioni (società segrete ecc..) e l’infiltrazione in quelle esistenti, a creare strutture dove , inizialmente attraverso la rivendicazione di leggi scritte,( oggi attraverso la complicità con le parti sociali vincenti),fossero tutelati nei loro interessi (per esempio dai sequestri operati dai sovrani assolutisti) e coadiuvati nella scalata al potere.

3 si pensi ad esempio agli intendenti che da Luigi XIV si sono arricchiti facendo la cresta sulle tasse che esigevano.Una cosa analoga accade ancora oggi: lo dimostrano le cifre con cui vengono pagati i consulenti “privati” ,per esempio della sindaca Moratti qui a Milano. Soldi con cui lei si è pagata le “clientele” durante la campagna elettorale.

4 Si pensi ad esempio alla collaborazione, durante il governo Crispi, tra i latifondisti e la “sinistra storica” che, negli anni 80 dell’800 portò alla firma della triplice, pur di contrastare la Francia, con cui c’era aperta una guerra doganale sui prodotti agricoli.

5 “quelli che stavano con le pezze al culo e mò so diventati “ricchi” ma sempre stronzi rimangono”