mercoledì, marzo 21, 2007

Quelli che...la legge Biagi è stato un progresso...

Un lettore mi pone delle domande sul post "posso vomitare subito o..."
e io gli rispondo.
Così rispondo anche a Supramonte e a tutti quelli che ritengono che la legge Biagi ci conferisca dei diritti.
Fermo restando che sono d'accordo che essa è la riedizione berlusconiana di quel vomito che era la legge Treu e la cui sostanza , l'attuale governo vuole mantenere inalterata.


daniele scrive:

Nel leggere dell’uccisione di un libero cittadino italiano, studioso del lavoro e docente universitario, chiamato Marco Biagi, hai provato più o meno conati di vomito?

ciccio: come ho intitolato il post? gli urti di vomito a che erano riferiti? alla morte o all’uso strumentale della morte?

Cosa sai di Marco Biagi?
Lo conoscevi?
Hai mai letto un suo libro? Seguito una sua lezione?
Che studi hai fatto (o stai facendo) per poter giudicare una sua scrittura economica?


No. non lo conoscevo. Non ho fatto studi economici ( a parte un esame di storia economica) ma come cittadina mi sento in diritto di giudicare un provvedimento ke influenza la collettività in cui vivo e con cui avranno a che fare i miei figli.


cosa intendi per “stronzate”??
Come discriminare tra una “stronzata” e una “non stronzata”??
Quale il criterio?

Di sicuro uno dei criteri base (per quel che riguarda lo spaccio mediatico, che di QUESTO parlava il mio post) è l’uso improprio delle parole. Estrapolate da un contesto, in cui avevano significato positivo e usate in modo da inculcare una positività che viene rinnegata dai dati di fatto. Questo è uno dei criteri base, a mio avviso, che definiscono le stronzate mediatiche.

sapresti indicare con esattezza i numeri del precariato? (ovvero quanti ne “soffrono”)
sapresti poi indicare quante e quali siano le forme con cui si manifesta questo “precariato”??

delle statistiche istat mi fido poco. Piu attendibili sono le statistiche locali (puoi trovare su google dati relativi alla provincia di treviso e di genova) che dicono che la legge biagi non ha apportato alcun beneficio, neppure sulla questione dei cococo, che essendo stati trasformati in lavoratori a progetto, non hanno acquisito alcuna garanzia sulla loro licenziabilità e sulle loro tutele.

x es. l’avvocato Biole’ scrive
Nel terzo anno dall’entrata in vigore della cosiddetta legge Biagi è possibile tracciare un primo bilancio. Dall’entrata in vigore della legge 30/2003 quasi la metà (46%) dei collaboratori coordinati e continuativi è oggi un lavoratore a progetto. Della restante parte il 23% era ed è rimasto un co.co.co. nel pubblico impiego. Ciò significa che circa il 70% permane nella condizione di para-subordinato. Il 5,8% ha invece aperto la partita Iva: si tratta spesso di collaboratori che, con l’introduzione della riforma, sono stati indotti dal proprio committente ad aprire la partita Iva, con un aggravio per loro dei costi, dei rischi e in generale con un aumento dell’incertezza.
La percentuale di stabilizzazione è stata piuttosto bassa e si è attestata su valori perlopiù “fisiologici”, ossia attribuibili ai percorsi contrattuali …

la legge biagi è la prosecuzione della legge treu, introdotta dalle sinistre, che con berlusconi ha avuto la sua celebrazione PROPAGANDISTICA, con l’apparente abolizione dei cococo, ma la politica della precarizzazione (ti piace di piu, flessibilità?) è la medesima. E la commemorazione di Biagi VA IN QUESTA DIREZIONE.


Come ha influito la legge Biagi sul mercato del lavoro? Sapresti dirlo?

in modo assolutaente irrilevante, a parte il fatto che essa consente ai datori di lavoro di ESTERNALIZZARE piu facilmente (e poi licenziare altrettanto facilmente) e usare la legge biagi IN LUOGO DEL contratto collettivo nazionale. Cosa che ha provocato un mare di ricorsi, dei quali puoi facilmente leggere su google.

Ma, sopratutto, sei a conoscenza del fatto che la legge Biagi NON sia stata firmata da Marco Biagi, ma ad esso sia stata solo dedicata??

A me frega poco ke la legge biagi sia stata firmata da lui o da chi x lui. COME HO CERCATO DI DIRE NEL POST non è biagi il problema della commemorazione, QUANTO CHE IL POTERE USA BIAGI PER PERèPETUARE UNA POLITICA DI DEPRIVAZIONE DEI DIRITTI, cio’ in modo bipartisan e con la complicità dei sindacati.

Sei quindi a conoscenza del fatto che quella legge sia stata votata mesi dopo la sua morte, e del Biagi-pensiero abbia colto solo UNA delle possibili mere interpretazioni??

certo. Quella del “maggior profitto” per le aziende, che si vedono pagati parte dei contributi dallo stato. E meno male che i fautori della legge biagi disprezzano la cassa integrazione…

hai letto mai qualcosa di Biagi?
Quali studi hai fatto (o stai facendo) per poter giudicare?

mò per dare un giudizio politico bisogna saperne approfonditamente di economia? CHE NON E’ NEANKE UNA SCIENZA ESATTA? chi non ne sa di economia muore senza mai sapere il perche? ma dài

Può un’idea giustificare un omicidio?
no.

Si può morire per delle idee?

sì. Ma non è stato il caso di biagi (pace all’anima sua)

e pure ora rimando al nuovo post di Pensatoio "seconda giornata di veglia" in merito

6 commenti:

orso ha detto...

bella cloro...grande risposta, colpo su colpo...eh eh...
basta col seguire questa nuova ideologia che chiamano economia, torniamo all'uomo, alla politica che fa l'economia e non il contrario
PS
mi piacerebbe sapere come e cosa calcolano per la disoccupazione, è un metodo giusto, veritiero? ci mettono dentro di tutto suppongo...
ciao cloro
saluti libertari
orso

supramonte ha detto...

il fatto che la legge biagi non abbia cambiato nulla dimostra appunto che il povero biagi non ha tutte le colpe e tutti i meriti che gli si accollano. ed è esattamente quel che dico. la legge biagi è un miglioramento legislativo notevole, a cui però non corrisponde un miglioramento reale. perchè? perchè mancano le sanzioni. e in un paese dove l'abuso è la regola, non si può fare a meno di pesanti sanzioni per punire gli abusi. in questo senso la legge biagi va appunto modificata e non cancellata, perchè sarebbe un passo indietro in termini di tutele.

l'argomentazione di non fidarsi dell'istat francamente è risibile. ci sono altri centri studi più indipendenti dalle beghe della politica italiana che certificano i dati istat. i posti di lavoro sono aumentati. l'argomentazione "meglio un posto di lavoro precario che nessun posto di lavoro" ha un qualche fondamento, tenuto anche conto che più di metà di questi posti creati è a tempo indeterminato e, aggiungo, sono stati creati in una fase di crescita zero, dunque senza l'aiuto della congiuntura economica.

il punto è: ci basta così?
scaricare sui giovani il brutto del mercato del lavoro? io credo di no. credo che si possa coniugare un ancor maggiore aumento dell'occupazione, un attenuamento o eliminazione del dualismo del mercato del lavoro e un'estensione delle tutele anche ai disoccupati.

purtroppo però ribadisco: la retorica non aiuta ad inquadrare il problema.

Anonimo ha detto...

x orso: il dato sulla disoccupazione è facilmente manipolabile, quello sull'occupazione decisamente molto poco, anche se ci sono alcune imprecisioni. comunque i dati istat di ieri si riferiscono anche all'occupazione.
supra

orso ha detto...

grazie supra...ho una scarsa fiducia in questi calcoli percentuali...ma prendiamo i dati sull'occupazione, cosa conteggiano? i lavori stagionali suppongo, come pure i lavori precari (o flessibili se si preferisce l'estetica linguistica) penso che vadano nel conteggio...e se così fosse, non mi sembra che si possa parlare di vera occupazione...
ciao
orso

Anonimo ha detto...

Che dire? Approvo le tue motivazioni CloroAlClero, vorrei farti un piccolo appunto: impara a scrivere in lingua Italiana comprensibile, tra i vari " ke " e tutte le altre cagate ortografiche si capisce ben poco.

Saluti

Cloroalclero ha detto...

impara a scrivere in lingua Italiana comprensibile, tra i vari " ke " e tutte le altre cagate ortografiche si capisce ben poco

(...)
maddaii