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sabato, luglio 07, 2007

Gli eserciti di occupazione e i loro supporter.



E' la cronaca di una carneficina continua l'informazione sull'Afghanistan. Quella che passa poi, chè se ti dicono, come è successo il 26 giugno che un raid americano ammazza 50 talebani, non è che possiamo andare a controllare che questi avessero la barba o la cartucciera.


Alle ultime 24 ore risalgono le notizie circa 35 civili uccisi in un raid NATO . In un Check point nel paese di Spin Boldak (provincia di Kandahar) sono morti 11 poliziotti afghani e 3 soldati NATO.
Altri raid han provocato la morte di 33 "ribelli" (che poi, chissà cosa s'intende per ribelli).
Tutto cio' va ad aggiungersi alla lista fatta da me l'altro ieri, dove cerco di sensibilizzare che questo "scontro di civiltà" di sapore petrolifero, è un nuovo cataclisma che con questo "mercato" a cui è assoggettata anche la diplomazia (oltre che, ovvio la politica), provoca esattamente cio' per cui tendiamo a divinizzare la resistenza: l'oppressione, l'offesa al genere umano.
E invece noi stiamo a dibatterci sul "summit di Roma" (compravendita di paci separate con imperialismo annesso, per cavar fuori qualche rallentamento della carneficina) e su "il governo cade per via di Dini o della Sinistra radicale".

Il governo sarebbe già dovuto cadere quando è successa la storia di Turigliatto, che si è opposto alla scelta italiana di partecipare come complice pagante a questo genoocidio.

E recentemente ha ripinguato di soldi (e armi)la missione, dopo che lo stesso governo ha firmato accordi record per rafforzare la presenza militare italiana nel mondo.

E la sinistra italiana per mantenere questo vuol far lavorare la gente fino a 90 anni, anche gli elettori, anche i simaptizzanti del partito democratico (PD) che non chiedono ad alta voce la fine di questa politica imperialterrorista che a me pare la prosecuzione contemporanea della ricerca di una presenza coloniale che ci aveva portato alla sanguinosa conquista della Tripolitania e della Cirenaica.

Avec les compliments de la maison da un'anarchica, qualunquista e (magari pure un po' fascista, ditelo no?) che cerca di riportare il discorso politico sulla capacità di giudicare in proprio, di imparare dal passato e cercare di opporsi a queste logiche assassine .

ps non lo so come si scrive cartucciera se con la i o senza i, ma certi "ometti" magari grandi e grossi di lunga esperienza e con la tessera del pci da molto tempo, sono delle teste di minchia lo stesso, se non affrontano questo problema (per fare un esempio).

su suggerimento di Korsaro gli infernali Ramstein:

martedì, maggio 01, 2007

Festa del lavoro (schiavista)



La nostra costituzione recita: "l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro"
Come afferma Max Weber, questa valorizzazione del lavoro come cardine delle società , in Occidente, è stata fortemente influenzata dalla diffusione in europa ( e poi nel mondo), dei movimenti protestanti. Piu l’esaltazione del lavoro veniva progressivamente interiorizzata dalla società e dalla cultura,soprattutto ad opera degli illuministi, tanto piu’ andava rafforzandosi l’idea laica della “proprietà privata” ( e soprattutto dell'accumulo della medesima), portata avanti con coerenza, tenacia e dando ad essa primato, dagli stessi illuministi, che ne hanno fatto il cardine di ogni costituzione occidentale. Proprietà, s’intende, ottenuta in vari modi, gestita per merito personale, assegnata da notai e istituzioni e difesa dagli eserciti di leva.

L’evoluzione capitalistica della società, successivamente, ha portato alla globalizzazione dei valori occidentali nel resto del pianeta, pena le guerre contro chi, questi valori non li condivide e non possiede forza militare per placare gli invasati nipoti dell’illuminismo che portano civiltà con l'uso delle armi.
La proprietà privata viene estesa mondialmente coinvolgendo luoghi (colonie) valorizzati per ragioni di ricchezze naturali ed energetiche.

Le “caste” nobiliari si sono trasformate nei gruppi di potere economici e finanziarii: banche, società, multinazionali, con le relative cariche e l’esercito di addetti, che, a livelli diversi, appoggiano il sistema, lo foraggiano, lo rafforzano, creando a loro volta caste con minime possibilità di scalata sociale.
Le oligarchie politiche degli stati occidentali, semplicemente, asservono le loro azioni parlamentari a queste logiche. E per questo sono ampiamente e lussuosamente ricompensati, ricoprendo nella società il ruolo dei V.I.P.
Quelli per cui “lavorare” significa “far digerire” decisioni altrui a chi non ha voce in capitolo, anche se nella cabina elettorale, magari, ci va.

Quando , per esempio, nel nostro mondo si parla di “riforme” intendendo con queste inziative tese a diminuire il costo del lavoro e a far sgobbare di piu’, creando contratti di lavoro precarii, sappiamo che l’oligarchia mondiale imperialistica ha imposto, attraverso meccanismi economici e favori individuali e collettivi tra "pochi",una o più deliberazioni in questo senso.

Oggi è il primo maggio e i media saranno pieni di proclami sulla bontà del lavoro. Anche se dopo 8 ore in ufficio o in fabbrica, o nei cantieri, si impugnano mosche. Anche se gli incidenti sul lavoro vengono archiviati politicamente come “necessarie negatività” per perfezionare il sistema. Come la riduzione del potere d’acquisto dei salari. Come il precariato.

La proprietà privata, diceva C. Marx, è frutto di un furto e causa di alienazione umana.
Il suo ragionamento si basava sull’idea che l’uomo nasce libero, che la sua potenzialità di produrre merci e di trasformare il territorio fosse l’unica ricchezza riconoscibile antropologicamente: la sua forza-lavoro.

Il furto avviene quando i rapporti di forza tra classi sociali obbligano i sottoposti a “svendere” la propria “forza lavoro” , costringendoli a mettere sul piatto della bilancia del conflitto sociale la loro sopravvivenza. A questo punto il capitalismo ha sostituito lo schiavismo e ne mantiene la forma: uomini alienati da se stessi consentono a svendere il proprio lavoro ,la propria creatività e il proprio tempo accontentandosi di sopravvivere.

F.W. Taylor, nel 1903 (dopo ke pubblico’Principi di organizzazione scientifica del lavoro) convinse gli imprenditori americani della sua teoria dello “shop management” e cioè assegnare ad ogni fase del lavoro in fabbrica un “costo” preciso ,sulla base del tempo con cui si contribuisce alla produzione delle merci. Esso, dimostrò, era un valido calcolo, tenendo conto del quale l’assetto delle fabbriche poteva portare ad ancora maggiori profitti.
Le idee di Taylor furono applicate alla Ford, risultando vincenti, tanto che l’azienda americana pote’ produrre le prime auto a prezzi relativamente popolari.

In quel caso, la monetarizzazione del tempo del lavoro (calcolo delle fasi morte e loro riduzione tramite sistemi di sorveglianza e di coercizione) manifestò chiaramente la sua volontà di generare un nuovo schiavismo. Dove l’uomo diventa una prevedibile “macchina” i cui risultati si possono calcolare e pagare in proporzione. Oggi si fa ancora, ma in sordina, senza farsene accorgere dalla vox populi (che ormai si identifica con la televisione).

Tale teoria fu stigmatizzata da A. Gramsci, che individuò la volontà capitalistica, tuttora in opera, di ridurre la dimensione umana a quella delle “scimmie ammaestrate”, senza volontà e senza discernimento. Incapaci di padroneggiare i meccanismi economici del loro lavoro e assolutamente privi della possibilità di “prendere coscienza” del loro valore e del loro potenziale di cambiamento secondo la loro "volontà di potenza".

Oggi, dopo un periodo , ormai lontano, di “lotte sociali” che hanno almeno garantito ai moderni schiavi lo “stato sociale” che provvedeva ai bisogni collettivi di istruzione e salute, la liberalizzazione, che a livello mondiale si sta perseguendo in tutti i settori, dal commercio, all’approvvigionamento di materie prime, sta piano piano togliendo alle fasce piu deboli della popolazione mondiale la possibilità finanche di parlarne di certe cose. In Occidente cio’ si traduce in dislocamento di aziende, disoccupazione, chiusura di servizi pubblici, nel terzo mondo , in accordi per sfruttare le risorse aturali senza coinvolgere il tenore di vita dei nativi.

E poi, retoricamente, si continua a parlare di “nobiltà del lavoro”. L’ipocrisia dei ceti alti e il loro marcio interesse, impedisce loro di finire la frase: nobiltà del lavoro schiavista. Come l’”arbeit macht frei” scritto a ferro battuto sul cancello del campo di Auschwitz.

sabato, aprile 21, 2007

P D: La Fucina del Futuro










P D , P D, P D

Stamane parlerò di come sono finiti i congressi paralleli sui maggiori partiti di governo, Ds e Margherita. Ieri al congresso DS si è celebrata la defezione di Mussi –quello “più comunista degli altri” -che se n’è andato perché “ questo partito democratico è troppo “americano”.
Questa questione è stata liquidata con "commozione", dicono le agenzie, ma senza troppi complimenti.

Diciamo, poi, che la parte del leone non l’hanno fatta né Veltroni né Fassino, che si sono impegnati più che altro a cercare compromessi verbali per far stare insieme la partecipazione al PSE e la netta tendenza “americana” come dice Mussi,del partito, che è decisamente prevalente in tutti i membri “che contano” ( e che hanno il loro gragge che li vota a prescindere).

Questi compromessi verbali si sono aggirati, tanto per dare un’idea, sulle denominazioni: partito socialista riformista, partito democratico riformistapartito riformista, partito,,,boh?
L’aggettivo “socialista” è stato praticamente la discussione del giorno. Troppo compromesso con una tradizione filosofica che intendeva (almeno in teoria) la politica come servizio all’uomo e valorizzazione dei diritti fondamentali, intesi come l’essenza delle scelte di lotta e di governo.

L’aggettivo, che è stato scientemente attinto dagli europei (sperem, almeno), pare che ai politici italiani “desinistra” susciti una certa allergia
Per via del contenuto e della forma.
Comunque il congresso D S si è concluso con i discorsi di D’alema e di Prodi, ospite d’onore , reduce dal "suo" partito dove s'è allineato a Rutelli che dai DS si è preso applausi "numerosi ma tiepidi" (lo dicono le agenzie eh)

D’alema ormai parla per parabole come Gesu Cristo e come il papa*.
E forse proprio per questo modo criptico e mistico di esprimersi la gente del congresso si spella le mani per applaudirlo.
La metafora da lui saggiamente coniata è (riferendosi agli europei, in relazione alle riserve dei DS di chiamarsi e rifarsi ai socialisti)
il socialismo non è un omino (nn mi ricordo se bambola, omino o bambolotto) di pezza”.
Profondo eh?
Ke ci si fa con l’omino di pezza? Ci si dorme, lo si maltratta, lo si prende a calci come un pallone. Quindi quest’ammonimento del “braccio di ferro” di Gallipoli, che significa? Semplice, che se si sceglie di denominarsi “socialisti” poi bisogna essere coerenti ed adeguarsi a quello che gli europei hanno concordato come “principi” del socialismo.
Quindi l’ammonizione di D’alema è quella di aspettare a fare questa scelta impegnativa, aspettare almeno che il PSE abbia bisogno dell’Italia per fare numero e quindi si possano trattare condizioni.
Insomma l’alta metafora di D’alema è un semplice richiamo a temporeggiare. Anche perché chi oggi, nella sinistra, non vuole aver a che fare col socialismo, domani potrebbe cambiare idea per ragioni che possono più o meno avere a che fare con il bene collettivo.

Questo è tutto. Nessuna nuova se non la lungimiranza espressa dal Massimo nazionale. La sinistraradicalechericattaprodi andrà fuori dagli zebedei, i DS di d’alema restano soprattutto liberali e riformisti (il prototipo è la Linda Lanzillotta) la margherita non si sposta un centimetro dal centro e quindi in Italia ci sarà una sovrabbondanza di centrismo, a discapito di un’opposizione degna di questo nome. Né a destra, né a sinistra. E Mussi dove crede di andare? Quanto crede che conterà la sua presenza politica quando, dopo larghe e amorose intese, anche il Polo delle libertà avrà collaborato a varare la nuova legge elettorale? (perchè la musica è questa, la legge elettorale troverà nei politici tutti la stessa collaborazione e feeling che trovano quando devono votare per aumentarsi lo stipendio loro stessi).

Cmq: D’alema è un politico che sa muoversi, indubbiamente. Ha abbastanza pelo sullo stomaco per non prendere in considerazione faccende ideali, ma abbracciandole se la situazione lo consente ( per esempio se, contingentemente, avrà piu voce in capitolo con gli europei e piu’ potere di ricatto con gli alleati).
In ogni caso, l’abbandono o la svolta rispetto a una politica basata sul culto del mercato e sull’asservimento ai banchieri mondiali e alle politiche imperialistiche che impongono, è da considerarsi, date le premesse neanche come tenue orizzonte del possibile.

*L'ultima metafora del Papa, relativamente alla definizione della "bontà di Dio" è che "non è acqua zuccherata"

martedì, aprile 03, 2007

Santoro denigra gli islamici di Torino

Pubblico volentieri la lettera diffusa da Sherif El Sebaie (giratami dal noto simpatizzante islamico Sir Percy Blakeney) sulla denigrazione della comunità islamica torinese, operata dalla trasmissione "Anno Zero" di M. Santoro per organizzare una protesta collettiva.


Care amiche, cari amici.

Vi scrivo in merito alla puntata di "Anno Zero", condotta da Michele Santoro e mandata in onda su Rai 2 Giovedi scorso (29/03/07), dove si parlava di violenza contro le donne islamiche, con tanto di servizio girato esclusivamente a Torino. L'impressione che molti spettatori hanno avuto, incluso il sottoscritto, è stata che la trasmissione fosse una maratona tesa a propagandare l'immagine di una Torino feudo di talebani maschilisti e violenti , preda dell'integralismo islamico, dove non esiste una seria politica di integrazione. (Si può vedere la puntata qui).

Non è stata interpellata nessuna voce attendibile della comunità islamica locale, nessuna autorità politica, nessun contaddittorio. In compenso c'erano personaggi noti per le loro posizioni tese ad accreditare l'immagine del buon selvaggio, che non aspetta altro che essere civilizzato, ma che purtroppo - agli occhi di chi non è addentro al gioco politico che c'è dietro tutta questa propaganda negativa - sembrano persone per bene e moderate, ma in ogni caso estranee alla realtà cittadina.

Ebbene, care amiche e cari amici, la verità è che la trasmissione in questione era discutibile per tanti altri motivi: tanto per incominciare, è stata interpellata nel corso del servizio una tale Adriana Bolchini, presentata come Direttore dell'Osservatorio sul Diritto Internazionale e Italiano. In realtà la signora Bolchini di professione è una casalinga cartomante, che si dichiara Rettore dell'Istituto di Parapsicologia e Astrologia, autrice di testi indispensabili quali la "La Guida pratica alla magia bianca" e "Il manuale del Perfetto cartomante", oltre che insignita di prestigiosi premi quali "Il Charlie Chaplin d'Oro".
Una vergogna che ho denunciato sia sull'Unità che sulle agenzie stampa (leggere qui e qui). Eppure da questa trasmissione, e da questo stesso servizio, è uscito fuori un polverone che afferma che un imam locale farebbe propaganda dell'Odio. Potrebbe anche essere, e in tal caso sarebbe davvero grave. Ma delle parole dell'Imam non si è sentito nulla in trasmissione ( erano coperte dalla voce della giornalista che ha accreditato la cartomante) e la procura sta tuttora indagando contro ignoti. Nessuno - tanto meno il sottoscritto - nega che ci sia l'estremismo o la violenza domestica negli ambienti degli immigrati. Fatto sta che ci si aspetterebbe, da una trasmissione realizzata dal servizio pubblico, un po' più di obiettività e un controllo sulle fonti.

Come residente a Torino, sono davvero indignato da quanto è accaduto, e ho personalmente protestato con il produttore esecutivo della trasmissione e alcuni dei suoi ospiti. Mi sono rivolto agli esponenti politici locali, che stanno facendo il possibile per arginare le conseguenze nefaste di quella TV-spazzatura. Ma questo non basta: chiedo a tutti voi - cittadini torinesi o residenti a Torino o che hanno conosciuto Torino - di darmi una mano diffondendo la presente a tutti i vostri contatti. E soprattutto di scrivere alla redazione di Anno Zero protestando . Personalmente l'ho fatto. Mi auguro che lo facciate anche voi. Di seguito un modello per la protesta, da inviare all'indirizzo annozero@rai.it e per, conoscenza, al mio personale: sceriffo@gmail.com

Sherif El Sebaie
http://salamelik.blogspot.com

Indirizzo: annozero@rai.it
Bcc: sceriffo@gmail.com
Oggetto: Protesta in merito alla trasmissione del 29/03/07

Gentile Dott. Santoro,

Le scrivo per protestare vivamente in merito alla trasmissione mandata in onda il 29 marzo scorso. Come cittadino torinese/residente a Torino, non mi riconosco affatto nella rappresentazione stereotipata della città e della realtà dell'immigrazione islamica in essa residente. E mi sento ancora più indignato per la mancanza di obiettività e per l'accreditamento di personaggi discutibili nel corso della trasmissione. Confido in un' immediata rettifica o quanto meno un servizio più equilibrato in futuro.

Cordiali saluti
Firma

sabato, marzo 31, 2007

La Chiesa difende il White Power? (parte II)





Molti lettori non condividono quest’idea per cui la logica conseguenza delle prescrizioni cattoliche in materia di legislazione sulle coppie di fatto sottenda un intendimento razzista. E’ vero, non ci sono prove documentali. Le mie sono “illazioni” fondate su un’induzione, magari arbitraria.

L’argomentazione cattolica contro i Pacs (Dico) viene sostenuta con la tesi che la legislazione italiana non dovrebbe elargire diritti alle coppie di fatto, perché cio’ aprirebbe le porte all’accettazione delle coppie gay, modalità di convivenza, a loro dire “contro natura”.

Cio’ che mi ha sempre colpito, del clero cattolico, è come esso possa pontificare sulla sessualità della gente, avendo fatto voto di castità.
La domanda circa “cosa ne sappiano loro” sul mondo dei rapporti umani, al di fuori delle logiche della parrocchia, mi ha sempre incuriosito .

Le coppie “normali”, unite dal sacro vincolo del matrimonio, secondo il parere della chiesa, non dovrebbero usare alcun tipo di contraccettivo. No ai preservativi, no alla pillola.
Gli unici metodi di contraccezione ammessi dalla chiesa sarebbero quelli “naturali”: l’ogino knauss, il coitus interruptus o il calcolo dei giorni fecondi della donna, durante i quali evitare i rapporti sessuali.

Vi sono operatori cattolici (aventi o meno i titoli per farlo) che bazzicano le case delle “famiglie cristiane” per spiegare i dettagli tecnici del comportamento sessuale ecclesiasticamente accettato, attraverso l’illustrazione delle modalità d’uso dei contraccettivi “naturali”. Che non sono affatto sicuri, ma che sono accettabili proprio in virtu’ dell’”apertura alla vita” che essi lascerebbero, comportando rischi frequenti di gravidanze.

Gravidanze a cui, secondo le prescrizioni cattoliche, si deve far fronte con l’”accoglimento” incondizionato. Laddove la madre non fosse in condizioni fisiche, o psicologiche, o materiali per “accogliere”, la gravidanza va portata a termine ugualmente e il bambino andrà “dato in adozione” ad un’altra coppia cattolica che provvederà a crescerlo “cristianamente”.

Questo è in sintesi l’ethos cattolico sulla morale sessuale e sulla concezione della famiglia. Quell’ethos per promuovere il quale la chiesa sta impiegando grandissimo dispendio di forze economiche per farsi spazio mediaticamente a 360°. Anche presso coloro che questi comportamenti non li sentono, non li condividono.

Gli ospedali sono pieni di obiettori di coscienza, medici, infermieri, psicologi, che, oltre a rendere difficilmente applicabile la legge 194 in certi luoghi, negano alle donne italiane la richiesta di essere sterilizzate. Richiesta motivata spesso da problemi di salute che han determinato degli handicap nei figli già avuti o dall’allergia ai contraccettivi farmacologici. Le richieste di sterilizzazione, anche se motivate, vengono respinte negli ospedali pubblici. Si preferisce far fronte con gli aborti. E di cio’ dobbiamo ringraziare gli operatori ( e i politici,che han deciso che la sterilizzazione è un intervento che alle donne "bianche" non dev'essere praticato con soldi pubblici) cattolici.

Il dispiegamento di forze che la chiesa impiega per imporre la globalità delle prescrizioni sulla “morale sessuale” , come ho già detto è costosa. Come una campagna pubblicitaria o elettorale. Milioni di euro in risorse umane e mediatiche.

Di contro, come ho già detto altrove, il pianeta conta la bellezza di 7 miliardi di persone. Solo in Africa, i bambini che non hanno alcuna cura parentale, sono 34 milioni, cifra destinata a crescere.

Di questi bambini, la maggioranza vive per strada, come puo’, soggetta alle fantasiose violenze degli adulti. Moltissimi vengono rapiti per fare gli schiavi: nelle miniere, nelle guerre, per l’espianto di organi.
Le missioni, gli orfanotrofi, le varie iniziative con cui occidentali di buona volontà (anche cattolici, non lo nego) intervengono per far fronte al problema, risolvono in una misura ridicola i problemi di questa infanzia. Di fatto, il problema, per quanto immenso come un oceano, viene gestito individualmente. Non esiste, per l’istituzione che si dice portatrice dei veri valori del Cristo, una politica su larga scala, un investimento economico neanche lontanamente paragonabile a quello che viene invece destinato all’Italia per impedire una legislazione equa sulle “coppie di fatto”.

La preoccupazione ecclesiastica è spendere molti soldi per garantire che non vengano legalizzate le coppie “contro natura” al di fuori del sacro vincolo del matrimonio.

Se quest’istituzione si è assunta un compito apostolico, ovvero “universale”, come l’aggettivo “cattolico” sembra suggerire, mi pare che essa lo adempia come chi, avendo un cancro alla pelle su una gamba, si accanisca a curarsi una banale puntura di zanzara su un braccio, trascurando completamente il male maggiore.

Non riesco ad accettare che il suggerimento cattolico di non usare i preservativi, presso gli africani si traduca in un genocidio in atto, che la chiesa sta a guardare (del resto gli africani neppure ci avrebbero i soldi per comprarseli i preservativi) . Non riesco ad accettare che l’oceano di quattrini spesi per le campagne antiaboriste qui in Italia abbia come contrappeso i 34 milioni di bambini (non embrioni, non feti: gente nata) che sono violati in ogni modo. Vite buttate via, verso le quali la chiesa promuove solo silenzio ed indifferenza.

Il consigliere degli esteri per il vaticano, ho saputo, è Henry Kissinger.
Se la Germania avesse vinto la seconda guerra mondiale, forse, sarebbe divenuto tale Josef Mengele.
Consigliere degli esteri! Rendiamoci conto: nella politica italiana la chiesa strombazza il suo NO alle “unioni contro natura” e in politica estera chiede "consiglio" a Kissinger. Genocida dei cambogiani, dei cileni, degli indonesiani di timor est, mandante ed organizzatore di numerosi assassini politici. Intoccabile ed intoccato simbolo della volontà omicida e razzista dell’imperialterrorismo globalizzato, costui è diventato “consigliere” dell’istituzione che “in nome di Dio” e seguendo l’esempio del Cristo, “difende la vita”.

La chiesa si preoccupa moltissimo di qualificare come “contro natura” l’amore omosessuale. E non posso pensare che sia la “meccanica” della loro sessualità a dar fastidio alle coscienze "cristiane". Cio’ che è “contro natura” è proprio l’impossibilità delle persone gay di procreare . Ma i gay potrebbero adottare. Potrebbero anche loro “metter su famiglia”. No, dicono loro. E’ contro natura.
Eppure, alcuni di essi potrebbero adottare uno o piu’ di quei trentaquattro milioni di piccoli africani. Penso che Cristo ragionerebbe che sarebbe bene anche salvarne uno o due ( o magari molti) in piu’ di coloro (pochi) che si salvano effettivamente.
"La verità è semplice" diceva San Tommaso D'Aquino. Il ricorso ad arzigogolate spiegazioni di natura dottrinale, su questi argomenti, non salva le anime belle dei cattolici.
Penso che se Cristo vedesse due gay che vivono insieme, volendosi bene e nel quadro di questo amore tenessero con loro un figlio di quell’Africa sfigurata e disumanizzata da cinquecento anni di sfruttamento(quello sì , contro natura) vergognoso da parte del popolo “bianco” , sarebbe contento. Ma forse alla chiesa cattolica, a giudicare da come usa i mezzi economici e da chi appoggia politicamente, di cosa ne penserebbe il “povero Cristo” non frega un beneamato accidente.

giovedì, marzo 29, 2007

La chiesa difende il “white power” (parte prima)?


Altrove avevo stigmatizzato la scarsa preoccupazione della chiesa cattolica per i problemi del mondo, attribuendo alla sua ignoranza la grande forza con cui, invece, essa si schiera contro cose come la musica rock.

Oggi penso di aver cambiato idea. Cio’ perché assisto ad un’istituzione che sta mettendo in campo tutte le sue forze per difendere la “famiglia normale” contro i “pericoli” e “gli attacchi” che pervengono da quelle forze progressiste che chiedono i diritti per le coppie di fatto.

Noto come i messaggi episcopali siano spaventosamente amplificati dai mass media, dimostrando a tutto campo il potere che il vaticano possiede e che usa, con successo, per influenzare la vita politica e, soprattutto, personale degli italiani. Un vero “potere in atto” con la sua forza mediatica, partitica, clientelare. Con la potenzialità di abbattere il governo decisamente superiore a quella innescata dalla missione a Kabul, dove ci son di mezzo un miliardo di euro (per incominciare) e la vita dei soldati italiani dislocati, tra le tante fregnacce mediatiche, nelle zone di guerra.

Per cui, volendo tradurre in un’ermeneutica comprensibile, senza voler tirar fuori la storia passata, l’antropologia tomistica e l’archeologia del sapere, mi son messa ad ascoltare i messaggi del web, senza pregiudizi. Per vedere se riuscivo in un’interpretazione plausibile di cio’ che mi pare, oggettivamente, una battaglia eccessiva per l’istituzione ecclesiastica, che ha già perso il referendum sull’aborto e quello sul divorzio.

Diciamo che oggi i tempi sarebbero favorevoli affinché la legge sull’aborto venisse modificata. In un momento storico di liberalcapitalismo globalizzato e imperialistico, in cui ai ceti deboli vengono tolti i diritti più elementari della sanità e della scuola e in cui vigono leggi, come la Biagi, che istituzionalizza il caporalato, in effetti i tempi sembrerebbero maturi anche per obbligare ad una marcia indietro sulla 194.

Mi sono fatta un giro sui siti cattolici. Moige e genitori cattolici. Su altri siti , come quello sui cavalieri templari, che potrebbero suscitare interesse nella gioventù figlia del “signore degli anelli” .
Ovunque ho trovato riferimenti alla “tutela della famiglia tradizionale”, corredate da un’iconografia fatta rigorosamente di ritratti di “famiglie bianche”. Quelle alla mulino bianco, per intenderci. Interni ed esterni di famiglia che mostrano una normalità sorridente e beata, simbolo e scudo di quella eterosessualità consacrata che viene così strenuamente difesa da ruini, ratzinger bagnasco und so weiter.

Poi sono andata sul sito di forza nuova.
Premetto che non ho particolari pregiudiziali antifasciste. Nel senso che non considero forza nuova piu’ “fascista” (volendo usare quest’aggettivo come sinonimo di “male”) di casini, fini, pera e finanche d’alema. La demonizzazione del neofascismo giovanile non mi riguarda, anzi, la considero un argomento strumentale a chi, come Pisanu o Castelli, vorrebbe giustificare le guerre di oggi (razziste e imperialiste), come una lotta al “male assoluto” che negli anni 30 era incarnato dal perfido baffetto e che oggi trova la sua continuità nel terrorismo che ha espresso la sua crudeltà inarrivabile nell’attentato alle torri gemelle.

Tra i mantra perversi spacciati dai media vi è quello per cui l'imperialterrorismo di oggi sia la stessa guerra che gli americani fecero alla crudeltà di Hitler. Guerra giusta. E, essendo in gioco anche l'elemento religioso, anche guerra santa.

I giovani di forza nuova li considero solamente ragazzotti periferici ignorantelli e incazzati che hanno abbracciato il fantasma di un’ideologia sulla cui storia non hanno le idee chiare. Un “male” non peggiore di tanti altri mali che pervadono il nostro mondo presente.

Premesso cio’ comunque, ho osservato che il sito di forza nuova riporta tra i leitmotiv della sua home page la “difesa della famiglia” e la “condanna dello sterminio abortista”.
Cio’ accompagnato dal “canto della vittoria” perché dei forzanovisti toscani sono riusciti a far pressioni per sgomberare un campo di zingari.
Oltre a cio’osserviamo i molteplici appelli contro l’invasione islamica “ a difesa dell’italianità” e le proteste che essi fanno affinché l’immigrazione in italia sia bloccata.

Vi si illustra, anche con fotografie il corteo che ha orgogliosamente popolato le strade di roma contro i pacs,


e vi si ritraggono foto di persone in atteggiamento che vorrebbe far intendere “omosessuale” con la didascalia sotto : “vedete una famiglia…?”.


Insomma: i contenuti espressi da quel sito sono in buona sostanza e per una grossa percentuale analoghi a quelli che potete trovare sul sito dei genitori cattolici e dei templari.

Le icone che accompagnano tutti questi siti e questi messaggi sono tipo quelle della “famiglia normale” bianca, sorridente, realizzata, “minacciata” dalle famiglie di fatto e dai dico.

Il sito dei genitori cattolici, sulla pagina "pericoli"
afferma testualmente:
Purtroppo l'attuale predicazione sociologica, che risente degli influssi dell'eresia comunista (penetrata anche in certi settori della Chiesa) e delle "moderne teorie del mondo", non solo ha abbandonato tale catechesi ma deride anche, fatte salve le solite eccezioni, quanti rammentano le verità bibliche. Gli ultimi avvenimenti meteorologici che hanno coinvolto anche l'Italia del "gay pride", della pedofilia, del satanismo, degli aborti, della caduta dei valori, del permissivismo, dell'invasione islamica indiscriminata, della delinquenza minorile, degli spinelli, delle sfilate blasfeme, delle persistenti immagini erotiche e/ o violente propugnate in tutte le ore ecc., anziché risvegliare l'appello dei cristiani ad un cammino di conversione (raccomandato dalla Madonna a Lourdes, Fatima e Medjugorje), hanno provocato la solita rincorsa alle spiegazioni socio-scientifico-naturali! Purtroppo!

Ora, volendo procedere sillogisticamente: se forza nuova è (com'è) razzista e propugna contenuti analoghi a siti di provata fede cattolica, non è che per caso è il razzismo il tema che sottende alla guerra ai pacs, ai dico e alla regolamentazione delle coppie di fatto?

Non possiamo ravvisare, dunque, una forma di razzismo nella preoccupazione tutta cattolica di esortare le famiglie "normali" a praticare sesso senza contraccettivi, rinunciando all'aborto, preferendo a questo l'adozione attuata da altre famiglie cristiane?

Su questa meditazione tornerò in seguito.