domenica, febbraio 04, 2007

Scuola italiana all'ombra di tutte le inquisizioni.

Mia figlia è una liceale abbastanza ciuccia, uscita dalle scuole medie con una serie impressionante di lacune, specialmente in storia, dove se l’è sempre cavata con una sequenza di fatti studiati a memoria, senza capire molto di quello che studiava.

Non sa cosa sia stata l’inquisizione. Non sa nulla degli anni di galera di Galileo Galilei, né del rogo acceso dai santissimi eredi di Cristo sotto i piedi di Giordano Bruno.
Non sa che suo nonno fu ferito, catturato, torturato dagli inglesi ad El Alamein. Non sa neppure cos’è stato El Alamein per noi italiani. Lo imparerà, forse, l’ultimo anno del liceo, se avrà un professore abbastanza in gamba da farglielo capire.

Il telegiornale le provoca quell’annoiato fastidio che colpisce coloro che sono costretti ad assistere ad una rappresentazione in una lingua che non conoscono.

Ma c’è una cosa che mia figlia sa, anzi due: che odia il fascismo (di cui sa veramente poco o niente) e che c’è stato l’olocausto (anzi come lo chiamano oggi: shoah, parola che quando andavo a scuola io non si usava, nonostante l’analogo martellamento) con sei milioni di morti, nei campi di concentramento del dittatore tedesco Hitler.
Ora: io ho provato a spiegarle delle cose, con parole molto semplici, ma , nonostante la gentile attenzione che mi ha anche riservato al momento, non ha ritenuto nulla, come ho verificato in successivi colloqui che rimandavano ad argomenti già trattati.

Ecco allora che ho fatto cio’ che si rimprovera alla maggioranza dei genitori italiani: ho delegato troppo alla scuola pubblica, caricandola dell'immane responsablità della formazione culturale di mia figlia.

Da notare che, a parte il fatto che (oggettivamente, lo scrivo nel caso lei legga tutto cio’, non è un mia opinione…) che è carente culturalmente, mia figlia è un gioiello comportalmentalmente: allegra, ironica, buona, anticonformista, socievole, affettuosa ecc..ecc..capace di scegliersi gli amici, per niente asservita ai valori contemporanei ( a parte quando dice che “il suo sport preferito…è lo shopping di vestiti”. vabe’, l’”ottimo è nemico del bene” come diceva un mio saggio amico ebreo)

Tornando alla sua cultura, allo stato attuale, mi pare che in pratica, l’unico argomento che ha approfondito è la shoah(con visite ai musei, testimonianze ecc…).

Ora: leggo che a Torino, in un liceo, un professore di storia e filosofia, è stato messo alla gogna, con articoli di giornale che dicevano il falso, calunnie, ecc..per via di risposte antiimperialistiche a domande degli studenti.

In particolare, avrebbe detto che l’aggressione al Libano è la piu vigliacca delle azioni israeliane e che Ahmadinejad avrebbe detto non distruggere Israele ma cancellarlo dalla cartina, come si è cancellata l’Urss, differenza non da poco.

I detrattori di questo professore, si sono attaccati al fatto che non usava celebrare la shoah in classe e che, richiestegli spiegazioni, ha affermato di non condividere la strumentalizzazione sionista del medesimo fatto storico.

Risultato: han detto che esalta ahmadinejad e che ha consigliato gli studenti di leggere meine kampf (cosa non vera, ma anche se fosse? Non mi scandalizzerei se vedessi mia figlia leggere meine kampf come compito scolastico. L’indice è stato abolito e chi lo volesse ristabilire ricordi l’articolo 21 della costituzione.)
Poi la preside ha chiamato il provveditore che ha valutato se andasse meglio un richiamo o un’ispezione e alla fine è prevalsa l’ispezione. Ma si è parlato anche di commissione medica.

Questo per il semplice fatto che faceva il suo lavoro, nell’unico modo in cui si possa fare, cioè essendo se stesso
. E, come Socrate, parlando coerentemente per quello che è,avendo scelto consapevolmente dove sta l'ingiustizia e sentendo di non poter essere che "contro" (secondo la tradizione e l’autorità che la filosofia ha rivestito, per chi è filosofo, dal V secolo avanti Cristo e che vive universalmente nello spirito dell’individuo come "potenziale di espressione") gerarchie significative, prodotte a misura di chi gestisce secondo interessi particolari, risorse e potere sul pianeta.

In questo processo nazionale (in nome dell’irrazionalità del culto dell’olocausto, che si vuole sostituire con il diritto della forza, alla razionalità della fiducia nelle capacità umane di comprendere, come testimoniano le ragioni profonde dell'essenza del sionismo) diretto a un sottopagato e coerente pedagogo pubblico, si agitano non solo gli spetri di Galileo e di Bruno, ma addirittura la condanna a morte di Socrate da parte della società cui era appartenuto e che aveva servito.

Di questi eventi reali e simbolici, contemporaneamente, l' essenza è il potere che sempre schiaccia chi, essendo se stesso, dice cio’ che pensa, si “esprime” ed esprimendosi “incide” .
Inevitabilmente, andando “contro” perché la vera dialettica contendente è tra potere e uomo filosofico, cioè se stesso libero, cosciente della propria identità.

Il prodotto dell'interpretazione "forzata" degli eventi umani è necessariamente l’infamia e la calunnia, come è sempre stato, anche se non esistevano i mass media.

Nel caso torinese, abbiamo la società, nelle sue forme di potere schiaccianti, che dà il peggio di se’ proprio davanti ai giovani.
I quali giovani restano ignoranti e capiscono che essere sè stessi è una tattica “perdente” . Meglio buttare sassi dai ponti delle autostrade.
E intanto il pianeta e la specie vanno alla deriva, senza un “muro” di cultura popolare che aiuti ad un “ritorno antropologico” a se stessi come specie e come singoli, chè una delle preoccupazioni dei politici di questi ultimi anni, è atata mantenere formalmente la "scuola di massa" , avendo distrutto finanche l'idea della "cultura di massa". Perchè la repressione si scatena con il suo corredo di paure ataviche, non appena qualcuno "piscia fuori dalla tazza" , sfidando la mitologia imposta e portando i discepoli, i giovani cittadini, ad intravedere un modo "altro" di considerare le cose. Modo che, nella struttura del potere, non è previsto.

12 commenti:

tiredbrain ha detto...

Per quanto riguarda il concetto di "cancellare dalla cartina" e di "distruggere lo stato di Israele", segnalo l'autorevole opinione di Mauro Manno, studioso del sionismo, nella sua pubblicazione reperibile su internet "La natura del sionismo". Nell'ultimo paragrafo c'è un'interessante precisazione: il concetto di distruzione è riferito allo stato di Israele come stato sionista; un po' come dire che lo stato sella Reubblica Sudafricana è stato distrutto come stato razzista, in cui vigeva l'apartheid, e non come Stato in sé, in senso amministrativo.
A fronte di quanto detto in questi ultimi giorni, e dell'evidente tentativo dell'informazione di regime di stigmatizzare l'antisionismo facendolo passare per antisemitismo, e quindi criminalizzandolo, è compito dei bloggers e dei siti di controinformazione tentare di divulgare quanto più possibile altri punti di vista.
L'espediente di ridurre una corrente di pensiero ad una definizione da appioppare a bande di fuorilegge da criminalizzare è ormai trito e ritrito ma funziona sempre, basti pensare al termine no-global, che ogni volta che viene utilizzato dai media è sempre in relazione ad incidenti di piazza.
Temo che si stia verificando un tentativo analogo nei confronti del termine "antisionista", e dobbiamo fare in modo, nel nostro piccolo, di dire la nostra.
Segnalo peraltro la presenza di numerosi siti di organizzazioni ebraiche antisioniste, in cui gli stessi ebrei che ne fanno parte affermano che lo stato di Israele non ha il diritto di esistere, e che tra sionismo e giudaismo c'è una bella distinzione.
Uno fra tutti:

www.jewsnotzionists.org

in cui sono contenuti svariati link di rimando ad altri siti consigliati.
Complimenti per il blog. Non avevo mai commentato prima, ma ti seguo spesso.

Anonimo ha detto...

Cloro manchi solo tu per fare un post dedicato a me e farmi un pò di pubblicità. Ormai in due l'hanno già fatto...
ciao

Anonimo ha detto...

Scusami dimentico sempre di essere in terra straniera e non mi firmo..
sono Aquilatricolore de ilnazionalista.splinder.com

orso ha detto...

io ho invitato a leggere la lettera del professore...ciaoo

meinong ha detto...

Meriteresti una discussione approfondita (anche per il post precedente) ma non ho molto tempo
quindi
un abbraccio

Pensatoio

Anonimo ha detto...

Ciao Cloro, scusa se non commento il tuo bel post come meriterebbe, ma quello che mi interessa è farti sapere che apprezzo approvo quanto contenuto in esso.
E come direbbe V :
"il tuo operato diventa un voto non mai vano poichè il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi"

un salutone
adanos.

cloroalclero ha detto...

x tiredbrain : ogni mutamento politico, nel micro e nel macrocosmo umano, cominciano con un mutamento di linguaggio, che è imposto dal potere e che prelude ad un cambiamento strutturale.
x aquilatricolore: cazzo ma sta per scoppiare la 3 guerra mondiale e tu vuoi un post SU DI TE che scrivi la "lettera al duce" ? ma pensa al presente, che il passato ormai non macina più, se non come causa di quello che oggi stiamo vergognosamente vivendo.
x Orso . Grazie e saluti libertari
x Pensatoio. Per me sarebbe un onore se tu commentassi piu' approfonditamente un mio post, specialmente filosofico ;-)
x Adanos: speriamo.
ps chi è V? (maxima gnurantia)

Anonimo ha detto...

Ciao Cloro,
deduco che non hai visto il film
'V per Vendetta' di cui V è il protagonista.

Qui trovi i dialoghi e le massime salienti del film

http://it.wikipedia.org/wiki/V_per_Vendetta

il film è tratto dall'omonimo fumetto di Alan Moore, fumetto 'ispirato' a '1984' di G.Orwell.

Merita di essere visto.

Salutoni
Adanos

Anonimo ha detto...

Il link che ho postato e relativo alla trama del film, mentre quello che contiene le frasi salienti è

http://it.wikiquote.org/wiki/V_per_Vendetta

ciao
adanos.

orso ha detto...

x cloro
c'è chi afferma che siamo alle porte di una quarta guerra mondiale... a presto...

tiziana ha detto...

ciao Cloro.. come hai visto abbiamo "ospitato" la lettera del professore, pur non conoscendone il retroscena; non vorrei prolungarmi con le mie dissertazioni sulla strumentalizzazione dell'olocausto oggi, evento che dovrebbe essere ancora drammaticamente vivo nelle coscienze di ognuno di noi, e assolutamente indipendente dalla politica criminale di Israele... c'è un aspetto della realtà che descrivi che secondo me merita una maggior attenzione: l'educazione dei figli. Oggi più che mai viviamo in una società depauperata da ogni valore, dove i figli del benessere sono spesso lasciati in balia di loro stessi, e crescono senza punti di riferimento, senza ideali, nell'apatia di chi non deve compiere sacrifici e di chi non nutre interesse verso ciò che ha intorno. La scuola purtroppo, come sottolinei tu, ha grosse colpe. I docenti spesso si limitano ad eseguire i programmi con superficialità e passività. E i genitori, che in parte si "lavano le mani" della formazione dei loro figli, spesso intervengono solo per puntare il dito indignati ogni qualvolta che sentano l'eco di un dibattito che esca dalle "norme". Il docente, oggi, non deve stimolare l'alunno. Deve attenersi al programma ministeriale, nel bene e nel male. Non sia mai che si parli di politica! Meno che mai di religione! E continuiamo a vivere in questo buonismo rivoltante mentre la soccietà marcisce intorno a noi... scusa se mi sono dilungata ;) la sintesi non è il mio forte. un caro saluto, Tiziana

cloroalclero ha detto...

x Tiziana: vabbe', sarò complottista, ma io penso che la rovina della scuola di massa, in Italia, sia stata programmata e attuata apposta per attutire le coscienze dei cittadini... si poteva fare qualcosa, dare qualità alle scuole senza un grosso dispendio di risorse. Non lo hanno voluto fare, perchè al potere giova di più il popolo bue-ignorante che il popolo critico.
Su Israele: non sono d'accordo con te che l'olocausto non c'entri con la questione mediorientale di oggi.
Ne costituisce, al contrario, il mito fondatore dello stato di Israele. E come tale esige unicità e culto. Perchè se quello è il "male assoluto" gli altri olocausti diventano "mali relativi", quindi "non mali". E' una pura operazione di marketing...di guerra.