giovedì, febbraio 15, 2007

Il Cuore Dello Stato


Attacco al Cuore dello Stato

…E così, dopo oltre 2 anni di pedinamenti, hanno acciuffato perfidi sovversivi denominati (ancora!) Brigate Rosse.
Nella blogosfera, miriadi di posizioni: chi prende le distanze. Chi dà loro ragione. Chi, tra i debiti distinguo, comprende e/o accetta.

Come dice Dacia, nel nostro paese vi sono, eccome, ragioni per sostenere un’insurrezione armata.
Forse molte di più di quante ve ne fossero negli anni ’70.
Naturalmente oggi la “rivoluzionarietà” non è di moda: questi brigatisti trovano sicuramente una larghissima maggioranza di detrattori, rispetto alla gente che, negli anni ’70, li giustificava.

Per come la penso io: ai principi non bisogna mai venire meno. Io sono una sostenitrice del principio della non violenza. Mi metto nei panni di una persona che, scegliendo la lotta armata, si trova prima o poi, a dover decidere di ammazzare . Magari qualcuno che, oggettivamente, non dico lo meriterebbe, ma per il quale non vi sarebbe tantissima gente che spende lacrime…
E' una scelta che a mio avviso non si può fare da liberi. E' sempre, volente o nolente, dettata da condizionamento sociale e/o familiare. L'uomo che pensa di arbitrare la giustizia con la morte è sempre dalla parte del torto. Il potere lo fa, ma, oltre al fatto di non mettersi ai suoi livelli, è molto difficle sottrarsi alla repressione. Quindi la scelta armata è non libera, malsana e sconveniente. Inutile alla vita, per dirla col Filosofo.


Personalmente, penso che i politici abbiano più responsabilità dei tecnici, perché questi sono individui che fanno il loro lavoro. Sono come i funzionari mandati nelle aziende a decurtare il personale in eccesso. Gente che con la propria prostituzione, è giusto che faccia i conti da sola. Come chiunque compia azioni moralmente abiette, da cui c'è sempre qualcuno che esce con le ossa rotte.

Chi ha la responsabilità, sono i politici, quelli che, appunto, sono delegati a fare scelte “in nome nostro”. Essi aggiungono all’abiezione morale il tradimento della collettività.

I brigatisti, per me, sarebbero considerabili storicamente come “resistenti” se se la fossero presa, all’epoca, con Andreotti, con De Mita, con Craxi ecc… mentre l’accanimento contro giudici, professori ecc..toglie loro la valenza politica e li qualifica al rango di comuni delinquenti che cercavano obiettivi meno rischiosi .

D'altro canto, la tradizione filosofica liberale, con Locke, per esempio, ma anche con Kant, considera il diritto del popolo a ribellarsi quando il potere non garantisce loro i diritti.

E i diritti della gente non sono garantiti. Possiamo giusto scrivere sui blog, ma a parte questo “diritto di chiacchiera” , davvero non possiamo aspirare a giustizia, autoconservazione, ricerca della felicità , come invece questo potere neoliberista e imperialterrorista, dice di garantire.

Se i potenti sono soggetti e complici di imperialterroristi, non potrebbero permettersi tutti i discorsi di moralità che vanno spacciando in tv. Dovrebbero vivere in permanente assetto di guerra, perché, con questo sistema maggioritario e riccocentrico, non c’è alcuna possibilità di una apertura democratica del sistema. Essi pertanto , sono i nemici del "demos" , in un sistema democratico. Si configurano quindi pure come nemici miei.

Purtuttavia , filosoficamente, sono contraria alla violenza, se non per difesa.
Uccidere qualcuno in un agguato lo trovo ripugnante e disumano.
Ho parlato a favore della vita di Saddam e concordo che pure l’uccisione di Mussolini, pure nella sua simbolicità catartica, fu un errore, se non un crimine, per quanto comprensibile.

Le questioni di politica estera dovrebbero essere risolte con l’uso delle armi esistenti per obbligare al disarmo. Il possesso di armi, soprattutto quando esse presentano quantitativamente e qualitativamente una sproporzione con quello di cui è volta che sia chiamato “nemico” è una delle jatture, delle peggiori vigliaccherie che si attuano in politica estera.


Penso che la salvezza stia nella capacità individuale di sforzo nell'abbattere pregiudizi. Nella capacità di comunicazione e nella condivisione, almeno, dei principi generali legati alla dignità umana. Almeno sulle cose eclatanti, bisognerebbe essere in grado di autosuperarsi. E mobilitarsi, in tanti, indipendentemente dal partito che si è votato.
Una grande mobilitazione permanente, davanti ai palazzi di giustizia e a montecitorio, alle ambasciate, alle questure. Con cartelli, slogan, gente, tanta gente, anche bambini.

A pretendere che dicano la verità su Ustica, su Piazza Fontana, sulla miriade di infiltrati con cui hanno impestato la dissidenza, di destra e di sinistra, negli anni ’70.

A chiedere che Andreotti se ne vada via, sparisca, e non giri per le università a dire che è innocente ed, anzi, è stato un gran politico.

A Pretendere che la finanziaria sia regolata in base ad esigenze modulate sui cittadini e non sulle strategie dei potentati economici europei e non solo.

A chiedere scuola e sanità efficienti e gratuite.

A volere che i morti sul lavoro, i precari depressi e senza futuro, i ragazzi ignoranti e i vecchietti inutili e morti di fame, siano riscattati da una politica degna di questo nome. Questo dovrebbe essere l’obiettivo “sovversivo” e dovrebbe trovare concordi tutti quelli che, di destra, sinistra o centro, reclamano una vita degna. La lotta per la giustizia è sempre una lotta per il senso della vita.

Facciamo sì che i nostri soldi non siano spesi per i caccia americani o per le basi militari, ma per il lavoro, il futuro, la salute. Beni fondamentali, legati alla sopravvivenza del pianeta e quindi pure nostra.

Chiedere queste cose, chiederle tutti i giorni, parlarne, pretendere, mobilitarsi. Prima in 2 , poi in 4 poi in 8, dappertutto.Davanti alle questure, ai municipi, ai consolati, ai ministeri, ai palazzi di giustizia. Ovunque si prendano queste decisioni o le si applichino o difendano.

Stare chiusi in casa a vedere sky , certo, non aiuta ad essere ottimisti.

Provare a cambiare la meridiana dei significati, anche liberandosi dalle scorie di un passato che ha visto l’Italia, come rivendicazione del “demos” perdente, magari puo’ far scorgere una prospettiva diversa.
Intanto: chi puo’ vada a Vicenza , Chi non puo’ si fermi davanti al consolato USA della sua città. Magari si ferma pure altra gente.
Questo è quello che consiglio a chi dice “e allora non facciamo niente?”


Offerto da Italo uno splendido articolo, oltre a quelli di Dacia Valent e di Miguel Martinez, sull'argomento.

7 commenti:

meinong ha detto...

Grazie.
Il tuo articolo è molto bello :
la politica è quotidianità, come le abluzioni.
Altrimenti tante grazie che la politica è sporca.

Pensatoio

unonessuno ha detto...

Grazie Cloro,

speravo che scrivessi qualcosa su questa storia.
Io ero affezionato al blog di Martinez.Non mi capita spesso di ritrovarmi a pensare che non avevo capito un cazzo della natura delle persone.
Questo tuo post è un balsamo.

P.S. hai ragione, De Michelis non usava la brillantina ma aveva un frantoio tra i capelli.

unonessuno ha detto...

P.S. non sottovaluterei come fa Martinez, il “diritto di chiacchiera”. I potenti, di solito, sono la versione adulta dei prepotenti bambini che, sempre di solito, sono grandi grossi e ciula. Può essere che questa libertà di chiacchiera che ci viene concessa non sia un semplice anestetico.Magari un giorno ci verrà tolta e può benissimo essere che allo stato attuale delle cose chi detiene il potere non abbia ancora capito quanto questo mezzo possa essere potente.
Forse è una window of opportunity.
Da sfruttare al meglio, finchè dura.

cloroalclero ha detto...

xMeinong: la via è quella. Apputo del reinserimento della politica nel quotidiano. Certo il contrappeso della tv non rende l'opera molto semplice...
xUnonessuno: ma Miguel non ha detto che condivide. Solo che gli dispiace per loro e arriva a comprendere (non condividendo) questa scelta radicale.
Sono d'accordo con te sul diritto di chiacchiera. Ce lo dobbiamo tenere stretto. Dopo la legge di Mastella, tutto sarà permesso, infatti. Il problema è che internet è in mano agli USA. Se lo vogliono spegnere lo fanno. Dipendiamo da loro anche in questo.

K ha detto...

Bel post. Anche io sono pacifista. Penso che il problema sia di ordien non soltanto sociale ma anche psicologico. Storicamente i teorici di sinistra sono riusciti a dare voce a una frustrazione e una rabbia represse che non avevano sfogo né rappresentanza. Ma c'è anche da dire che pochi degli operai o contadini (che tradizionalmente sono sempre stati conservatori ovunque) capivano molto di quello che si diceva... Ecco il ruolo delle avanguardie, ovunque trasformatisi in difensori delle tirannie. In nome della verità, della buona interpretazione. Nessuno vede un'analogia tra l'ortodossia di un marxista e l'ortodossia di una setta ebrea o islamica nella lettura della Torah o del Corano? Brrr che paura! Tom Ponzi, re degli investigatori privati diceva: "Non è difficile seguire una persona. In fondo la maggior parte di noi compie tragitti molto limitati, sempre uguali. Casa, lavoro, casa, supermercato, ecc ecc. Tutto ri racchiude in poche linee." Pensaci. Questi uomini, questi esseri rinchiusi in vite apparentemente ordinarie, vivono, proprio per la loro doppia realtà, in microambienti e pensano di conscere il mondo perché incarnerebbero l'ortodossia marxista. Ma Marx si sta rivoltando nella tomba! Quando mai una testa come quella avrebbe pensato che un libro, seppur geniale, avrebbe potuto leggere il mondo ed esaurirlo! Follie da ignoranti. Il pericolo non sono i politici o i tecnici che ubbidiscono e talvolta guidano le scelte dei politici (sapendone molto di più), il pericolo è l'ignoranza e la meschinità. la chiusura mentale. IL pensarsi autosufficienti. Pensarsi al di sopra di tutto. Della infinita complessità del mondo e delle sue culture e delle sue enormi diversità. E in nome di questo uccidere un uomo, un piccolo uomo che cerca una piccola soluzione (chissà se giusta o sbagliata?) a un piccolo, misero problema qui in Italia, che riguarderà non tutta la popolazione, ma soltanto alcuni, e tutto questo mentre il resto del mondo, sulle Ande, in Antartide, in Sri Lanka, continua a girare e non si è accorto di nulla... Piccoli uomini dalle piccole, misere prospettive. Bisogna aprirsi, guardarsi intorno, rendersi conto che siamo poco o nulla e che non sappiamo un caxxo di niente. E che soltanto confrontandoci con il resto del mondo in modo vero possiamo trarne qualcosa che serva realmente a migliorare il mondo. Il resto sono solo stronzate. Luca PS ti leggo spesso con piacere.

orso ha detto...

bel post, come sempre...come dice anche miguel, oggi viviamo un deficit di partecipazione ed un surplus di opinioni/chiacchere...poi mi domando se davvero non ci fanno partecipare o se ormai non vogliamo partecipare (perdonami il plurale)...dovremmo tornare ad organizzarci dal basso, riprenderci "il politico" mandando a fare in culo tutto l'attuale sistema dei partiti...
a presto
orso

cloroalclero ha detto...

x Luca: Benvenuto. Anche tu scrivi sempre interventi appropriati che mi trovo a condividere...come quanto da te scritto qui sopra, su cui non ho la minima obiezione..
xOrso. Riappropriarci e ricreare la politica, perchè la vedo morta,seppellita, avendo lasciato spazio a beghe da ballatoio che culminano con ripetute inchiappettate sotto l'aspetto della partecipazione. Vedi il nefando progetto del "partito democratico" un eccesso di maggioritario che taglierà definitivamente fuori dalla politica il "demos", per usare la terminologia di Miguel...