martedì, novembre 28, 2006

Questa storia puzza Deaglio

Ho visto il film di Deaglio. Premetto che non mi è piaciuto,(lungo l’inizio, inopportuno richiamo a twin peaks e la scrittrice del libro “il broglio” che parlava con il tipo dei servizi segreti sembravano pessimi attori de:”al posto tuo”) tranne la parte in cui, scandito da un pezzo incalzante di percussioni, vi si racconta l’avvicendarsi di avvenimenti durante quell’incomprensibile 11 aprile.

Ho 45 anni. Voto da piu’ di 20 anni. La regola è sempre stata, senza nessuna eccezione che: i seggi chiudevano alle 15, Già dopo un’ora cominciavano ad arrivare le prime proiezioni (gli exit poll in Italia non si sono mai dimostrati tanto attendibili) che erano vicinissime al risultato finale. Sempre.
Stavolta non fu così. Ne parlai anche in Internet qui.

Deaglio non racconta molto che non sapessi già: che in alcune regioni era stato introdotto frettolosamente il voto elettronico , che l’appalto di questa storia era stato dato al figlio di Pisanu, che Berlusconi aveva convocato a palazzo Grazioli, di sera, Pisanu, a spoglio non concluso e che si mormorava di un grosso litigio fra loro.
Cio’ che non sapevo era che tra le prefetture e il Viminale i voti, peraltro scritti sui registri elettorali, venivano comunicati via computer: da quello che ho capito cio’ succedeva dappertutto, non solo dive era in vigore il voto elettronico.
Quest’ultimo punto non è che l’abbia capito bene, o meglio pensavo di sì, fino a quando il film ha mostrato Berlusconi che affermava che i risultati erano stati comunicati per telefono.

Deaglio si sofferma poi, pensando male, sul fatto che qualcuno abbia sempre cospirato affinché in epoca di elezioni, in Italia , se ne influenzasse il peso, prendendo come esempio Portella della ginestra (1947). Evabeh, lasciamo stare quel presunto “giornalista” trilionario, novantenne che risponde al nome di Michael Stern ,che secondo me non è affatto un ex giornalista, ma una ex spia,ben ripagata dai suoi servigi, concordo con Deaglio che, in Italia, la dialettica di governo sia sempre stata influenzata da poteri esterni al paese.
Cio’ che Deaglio non racconta, e che invece sarebbe stato utile per farsi un’idea piu’ chiara del fatto, è come si siano svolte le elezioni ( e il relativo conteggio dei voti) nelle regioni dove “a titolo sperimentale” era stato introdotto il voto elettronico.
E cioè se si sia usata una macchinetta come QUESTA QUI e cioè la stessa macchinetta americana usata per eleggere Bush , oppure un altro modo.
Sta di fatto che le schede bianche sono diminuite ovunque in modo conforme, attestandosi tra l’08 e il 2 per cento.
Certo c’è da insospettirsi di brutto. E ci sarebbe da ricontare le schede. Però se le regioni con il voto elettronico si fossero strutturate con Diebold (la macchinetta summenzionata) allora le ipotesi di modalità di broglio sarebbero 2, non solo quella illustrata da Deraglio di “centrifuga” nella trasmissione dei dati dalle prefetture alla sede del Viminale. Ma ci sarebbe anche l’ipotesi del broglio nel seggio, nel momento stesso in cui viene depositato il voto. Come illustrato dal gruppo di lavoro di Princeton.

Certo, se c’è solo un fondo di verità in questa brutta storia che racconterebbe di un colpo di stato, secondo me la sinistra c’entrerebbe.
E’ impossibile pensare che, avendo Berlusconi come avversario, L’Unione non si sia avvalsa di opportunissimi esperti informatici per controllare i programmi usati . Se le cose di cui sopra(il figlio di Pisanu, l’appalto ecc…) le sapevo io, allora come non poteva saperle “qualcuno” della coalizione dell’ulivo? .E non predisporre controllo alcuno, specie in sede informatica, che, come sa chiunque navighi in Internet , è il regno dell’insicurezza e della violazione dei dati personali, sarebbe stato, non solo ingenuo, ma impensabile.

Significativa è l’ultima battuta del pessimo attore che interpreta uno dei sevizi segreti italiani, alla signorina giornalista lui dice:
“Pisanu sapeva che Berlusconi si agitava come un gatto in un sacco. Ma sapeva che era un gatto morto.”
Allora: la mia ipotesi è: se Pisanu avesse tentato un broglio, i controllori dell’Unione l’avrebbero scoperto. Se così è stato, a questo punto il risultato definitivo delle elezioni, dato così tardivamente sarebbe stato frutto di un accordo preso a posteriori. Berlusconi chideva il riconteggio delle schede bianche, Pisanu non l’ha appoggiato, Ciampi non l’ha appoggiato, entrambi facendo quel che l’Unione voleva: vedersi confermare una vittoria, seppur di misura, rendendo se stessa, magari ricattabile da Berlusconi, ma vedendosi meno ricattabile dai gruppi di sinistra estrema, che, in un regime con un gran numero di schede bianche, sarebbero risultati elettoralmente molto piu’ potenti di quanto effettivamente siano.
Così, com’è andata, la Margherita e tutti i guerrafondai dell’Unione possono con meno scossoni portare avanti gli interessi della confindustria e 12 miliardi in spese militari sancite con una finanziaria da trenta. Il maggior numero di coloro che sono compresi in questo governo ( a mio avviso illegittimo, a questo punto) hanno maggiori difficoltà a sentirsi ricattati da richieste populiste modello Di liberto, che da quelle di Berlusconi . E il potere fa comodo a tutti.
QUINDI SI RICONTINO LE SCHEDE.

7 commenti:

rigitans ha detto...

bella ricostruzione...e sono d'accordo. ho paura che c'entri anche il centrosinistra. si ricontino le schede, a partire da quelle bianche, almeno sapremo come stanno le cose...

Anonimo ha detto...

e a questo punto, si capirebbe come mai l'Ulivo non abbia toccato il conflitto di interessi

Anonimo ha detto...

Una bellissima ricostruzione, complimenti.

Peccato che invece di indagare sui brogli si indaghi Deaglio perchè si è già deciso che ciò che ha raccontato è falso. Come in Pinocchio, dove il burattino viene arrestato per aver denunciato il furto subìto. Ciao!

cloroalclero ha detto...

Grazzzie x la "bella ricostruzione".
Secondo me cmq, bisognerebbe ricontare tutte le schede,non solo quelle bianche. Ovvio: nei seggi gestiti tradizionalmente, è sufficiente ricontrollare i registri.
Diverso è il caso del voto elettronico. Se è stata usata DIEBOLD è necessario lavorare sul codice sorgente. Le regioni coinvolte sono Lazio, Sardegna, Liguria , parecchi voti, dunque. Se broglio c'è stato, bisogna comnciare da lì. Il resto sarebbe conseguenza.
In ogni caso mi auguro che la denuncia per Deaglio sia un'occasione perchè ualche magistrato ci guardi meglio. Ovvio, l'accusa di turbamento all'odine pubblico non lascia sperare bene.ciao.

Bleck ha detto...

Concordo con l'augurio che le indagini vadano avanti, Deaglio in fondo ha esercitato lo stesso diritto che per giorni hanno utilizzato coloro che avevano perso le elezioni.

Roberto ha detto...

Solo per precisare, in Italia non è ancora stato fatta nessuna esperienza di voto elettronico, il voto è sempre su scheda cartacea con matita copiativa; solo in alcune regioni (come ad esempio in Liguria dove sono presidente di seggio) sono state fatte sperimentazioni di scrutinio elettronico, ossia nel seggio lo scrutinio è stato fatto come sempre, ma in aggiunta c'erano operatori informatici esterni che segnavano i voti su un computer (mentre i membri del seggio usavano le tradizionali tabelle cartacee). Alla fine si prendeva solo nota se i risultati ottenuti dallo scrutinio elettronico concordavano con quelli del cartaceo, ma senza attribuire loro alcun valore in ogni caso.

partigiano ha detto...

Il capo della loggia massonica P2 ,Gelli , ha sempre sostenuto il progetto di un Italia governata alternativamente da due grandi partiti di centro, destri e sinistri che siano , ma sempre di centro ,che facessero riferimento e che siano stati funzionali al partito dei crociati vaticani .Il progetto è stato messo in pratica negli ultimi anni , adesso avremo un governicchio Prodi che si caricherà il compito di rimettere in sesto i conti resi fuori controllo da 5 anni di ruberie mafiose fasciste e clericali , per poi riconsegnare il paese ai berluscones i quali allegramente potranno ricominciare a rubare . Il popolo gregge e teleimbecillizzato non se ne accorgerà nemmeno .