giovedì, novembre 30, 2006

10 Poliziotti per tre Sovversivi (da luogocomune)

Dal sito di luogocomune volentieri "giro" quest'illustrazione di quanto siamo democratici e civili.


di Claudio Gianvincenzi, Fulvio Venanzini, Ambra Giordani

In Italia – ed invero in gran parte dell'Occidente che si fregia di essere civiltà illuminata – la libertà di espressione sussiste soltanto previa autorizzazione. Dire la propria è lecito solo se viene accordato il permesso dall'alto. Insomma, c'è sì libertà di pensiero, ma basta che te lo tieni per te. Questa non è democrazia: è cripto-dittatura camuffata.

Ieri Claudio, Fulvio ed Ambra, tre semplici cittadini qualunque, lo abbiamo constatato sulla nostra pelle.

Venuti a conoscenza che il 27 novembre Giulio Andreotti avrebbe presentato un libro all'Università Lumsa di Roma, avevamo deciso di organizzare un sit-in di protesta ed informazione contro il Disonorevole Prescritto a Vita - per l'occasione abbiamo anche aperto un blog al fine di raccogliere documentazione, articoli e materiale vario sul Senatore. L'idea era quella di distribuire davanti alla sede della conferenza copie della sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 2 maggio 2003 che certifica i rapporti tra Andreotti e Cosa Nostra intercorsi fino al 1980.

Così ieri mattina, con un pacco di volantini ciascuno, ci siamo messi a svolgere il compito che sarebbe spettato ai media ufficiali, …


… i quali invece hanno occultato la verità – tutti ricorderanno la puntata di Porta a Porta in cui venne mendacemente sancita l'innocenza di Andreotti – facendo passare per assoluzione quella che invece è una prescrizione per un reato "concretamente ravvisabile".

Abbiamo fatto libera e gratuita informazione "dal basso".

Eravamo solo in tre – perché si sa, da casa sono tutti rivoluzionari – ed a titolo assolutamente individuale ed indipendente, mossi da coscienza civile ed indignazione, abbiamo iniziato a dare l'estratto di un documento pubblico agli studenti di un Ateneo privato cattolico e destrorso, ai docenti, ai passanti, agli ecclesiastici che in quell'università sono di casa.

A parte qualche sberleffo e qualche ghigno arrogante da parte dei soliti che chiudono gli occhi per partito preso e sono convinti di averli più aperti degli altri, ci hanno stupito la curiosità e l'interesse di coloro ai quali avevamo consegnato il volantino e a giudicare dagli sguardi di sorpresa di molti che via via si facevano cupi durante la lettura abbiamo avuto la conferma del valore dell'informazione: quasi nessuno lì sapeva la realtà dei fatti; quasi tutti ignoravano i legami comprovati tra Andreotti e la mafia ed i suoi ripetuti incontri con i boss.

In molti di loro qualcosa si sarà mosso, o forse no, ma di certo ora saranno in possesso di ulteriori elementi per affinare gli strumenti critici e formulare una personale opinione, non già campata per aria, bensì basata su fattori concreti. "Carta canta".

Agli organizzatori dell'incontro però la nostra iniziativa non deve essere andata molto a genio, considerando che dopo neanche quaranta minuti hanno chiamato le guardie ed in poco tempo ci siamo ritrovati circondati da una decina tra carabinieri e poliziotti in borghese.

Dieci (forse dodici) rappresentanti delle forze dell'ordine per tre manifestanti: un record.

Dopo aver esaminato attentamente il contenuto dei fogli da noi distribuiti, consultandosi ripetutamente tra loro, ed aver avuto la cocente delusione che non eravamo imputabili di calunnia o diffamazione essendo quello un documento pubblico giudiziario, ci hanno intimato di cessare quella che era una "manifestazione non autorizzata", sequestrandoci (anzi, "acquisendoci") i cinque cartelli su cui avevamo riportato passi salienti della sentenza.

Dopodiché siamo stati portati in commissariato e denunciati per violazione dell'articolo 18 del codice penale (per cui sono previsti fino ad un massimo di sei mesi di reclusione, che contiamo di evitare sulla base del comma che rende non punibile chi non oppone resistenza o comunque per archiviazione del caso - giacché per noi nemmeno ci sarebbe l'indulto).

Firmare il verbale sotto la voce "L'INDAGATO/A" è stata per noi l'ennesima dimostrazione delle insanabili storture dello Stivale: un repubblicofago amico della mafia viene eletto Senatore a Vita ed invitato a pubblici eventi in luoghi deputati all'istruzione, all'educazione ed alla formazione, mentre chi ne contesta le collusioni mafiose viene arrestato poiché l'esercizio di un suo sacrosanto diritto non è consentito senza il beneplacito delle autorità.

Dunque indagati per antimafia e per abuso di libertà d'espressione, a quanto pare ed andando a stringere.
Rimane un dubbio: in una città con un così alto tasso di criminalità impunita, uomini, tempo e mezzi per un volantinaggio contro un potente corrotto si trovano sempre.

Ci tenevamo a segnalare questo spaccato di vita politico-burocratica nazional-popolare.

Ringraziando anticipatamente per la preziosa attenzione dedicataci, inviamo i più cordiali saluti densi di stima ed ammirazione.

Claudio Gianvincenzi, Fulvio Venanzini, Ambra Giordani

il testo del volantino e la sentenza la trovate su:
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1566

1 commento:

guerrilla radio ha detto...

Cloroalclero,
a mio avviso l'indifferenza ai "disinformatori corrotti" è la migliore tecnica di frustrazione,
posseggono un ego come una mongolfiera e si sentono loro la "redazione eletta".
Per quanto riguarda i blog pro-Israel, sì, mi sono accorto di questa moltiplicazione biblica, ma credo concorderai anche tu che,
molti di questi blogger se ne strabattono degli ebrei,
anzi, sino all'altro giorno li vedevano bene nel forno, fascisti che non sono altro,.
Ma ora la liberazione della Palestina è baluardo delle sinistre, e allora per antagonismo e per riflesso su di una politica estremamente vicina al massimo estremismo raggiunto dalle destre europee, eccoti che hai fascisti-filoisraeliani.

Io ricordo bene i malumori all'interno AN quando Fini andò a Gerusalemme,
il marchio di fabbrica non si scolorisce.

La liberazione della Palestina invece dovrebbe essere un baluardo dell'umanità intera,
ben conscio (perchè alcuni avendoli frequentanti) dei molti conflitti attualmente in giro per il globo, moltissimi nella mia amata Africa,
in terrasanta si consuma l'inizio e la fine dell'uomo,
e la metafora di tutta la spregevole corruzione occidentale nei confronti di popolo degno e che mai piegherà il capo dinnanzi all'oppressore.
Una lezione che si consuma nel sangue ogni giorno,
e troppi di noi a pararsi le orecchie.

ps.
per quanto riguarda questa deborah non la conosco ma eviterei certo una cura contro le emorroidi,
tanto più che l'ultimo tatuaggio apparso sul mio braccio la farebbe inorridire come l'esorcista...

ps.
avec beaucoup di piacere domani, cioè oggi... provvedero al contraccambio di linkaggio, simbolo di una nuova alleanza cucita.