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giovedì, luglio 05, 2007

Sono così rattristati che...


D'Alema è riuscito, il 2 luglio, a far partire la conferenza internazionale "sullo stato di diritto in Afghanistan" che affermerà principi politici e "morali" che scaturiscono dalla "tristezza" e dalla "preoccupazione" per l'aumento di vittime civili in Afghanistan.

Gli Stati Uniti, infatti, poichè la strategia dei Taliban è cambiata, ha cominiciato ad intensificare le incursioni aeree che provocano un aumento delle stragi a carico dei civili afghani.

Parallelamente (al di fuori della conferenza), ieri, Richard Boucher, assistente del segretario di Stato Usa per l'Asia centrale e meridionale, ha incontrato Prodi per chiedergli di rimuovere eventuali caveat. I "caveat" sono le restrizioni che le truppe dei varii paesi hanno per esempio, riguardo al loro ruolo nei combattimenti.

Boucher ha precisato che tale richiesta verrà fatta a tutti gli altri paesi della coalizione nato.
Restano in sospeso 2 cose: primo, lo stretto riserbo sulla conversazione tra Prodi e Boucher, secondo: lo spazio e la contestualizzazione che si darà (se si darà) a questa nuova richiesta statunitense nel quadro della conferenza di Roma.

Nel frattempo in Afghanistan si continua a morire: tra venerdì e sabato, nell'Helmand, un bombardamento della Nato ha ucciso, secondo le autorità locali, 45 cittadini inermi e non soltanto 62 talebani. Il 22 giugno, nella regione di Kandahar sono morte 25 persone.

Ciononostante gli USA perdono terreno e chiedono alle nazioni "civili" di far combattere le loro truppe, rimuovendo le restrizioni alle partecipazioni ai combattimenti.


ps: adesso mi aspetto, da parte degli utenti così vibrantemente indignati per le mie posizioni su via Rasella, analoga indignazione contro l'esercito occupante americano, che spiana i villaggi, brucia case e persone e ciononostante non se ne va. Anzi, chiede alle altre "nazioni civili" complicità su quest'esportazione di mor...ehm..di democrazia.

martedì, giugno 26, 2007

Il Nazifascista Gandhi



Dal Blog di Multietnico, uno scritto di Gandhi del 1937, in cui esprime posizioni antisemite, di chiaro sapore nazifascista. Infatti è noto che Gandhi, nonostante abbia la storia che ha avuto, nascondeva un odio irrazionale per gli ebrei e negava al loro popolo il diritto di avere una Patria

“Non è senza esitazione che mi arrischio a dare un giudizio su problemi tanto spinosi.” “L’analogia tra il trattamento riservato agli ebrei dai cristiani e quello riservato agli intoccabili dagli indù è molto stretta.”

“Ma la simpatia che nutro per gli ebrei non mi chiude gli occhi alla giustizia.” “Perché, come gli altri popoli della terra, gli ebrei non dovrebbero fare la loro patria del paese dove sono nati e dove si guadagnano da vivere?” “La Palestina appartiene agli arabi come l’Inghilterra appartiene agli inglesi e la Francia appartiene ai francesi. E’ ingiusto e disumano imporre agli arabi la presenza degli ebrei.” “Sarebbe chiaramente un crimine contro l’umanità costringere gli orgogliosi arabi a restituire in parte o interamente la Palestina agli ebrei come loro territorio nazionale.”

“La cosa corretta è di pretendere un trattamento giusto per gli ebrei, dovunque siano nati o si trovino.” “Tuttavia la persecuzione degli ebrei che oggi viene attuata in Germania non ha precedenti nella storia.” “Se vi potesse mai essere una guerra giustificabile in nome dell’umanità, una guerra contro la Germania per impedire l’assurda persecuzione di un’intera razza sarebbe pienamente giustificata. Ma io non credo in nessuna guerra.”

“Sono convinto che gli ebrei stanno agendo ingiustamente. La Palestina biblica non è un’identità geografica. Essa deve trovarsi nei loro cuori. Ma messo anche che essi considerino la terra di Palestina come la loro patria, è ingiusto entrare in essa facendosi scudo dei fucili inglesi.” “Gli ebrei possono stabilirsi in Palestina soltanto col consenso degli arabi.“ “Attualmente gli ebrei sono complici degli inglesi nella spoliazione di un popolo che non ha fatto nulla contro di loro.”

“Non intendo difendere gli eccessi commessi dagli arabi. Vorrei che essi avessero scelto il metodo della non-violenza per resistere contro quella che giustamente considerano una ingiustificabile aggressione del loro paese. Ma in base ai canoni universalmente accettati del giusto e dell’ingiusto, non può essere detto niente contro la resistenza degli arabi contro le preponderanti forze avversarie. E’ necessario che gli ebrei, che sostengono di essere la razza eletta, dimostrino questo loro titolo scegliendo il metodo della non-violenza.”

sabato, giugno 09, 2007

Via dall'Italia il capo delle bande di stupratori assassini


Il 37 per cento delle spese militari «di stazionamento» è a carico del governo italiano

Cioè: noi paghiamo fior di miliardi di tasse per mantenere questi presidi militari pericolosi sul nostro territorio.

Oggi a Roma verrà onorato il capo di queste bande di assassini in divisa che in Afghanistan e in Iraq commettono genocidio, stupri, torture. Noi lo onoriamo come un padrone: il nostro.

Non c'è differenza tra governo e opposizione. Entrambe le forze politiche composte da lacchè preparate a dire sì a questo assassino, a leccargli le scarpe, a inondarlo di ricchezze purchè le sue forze militari contribuiscano a mantenere questa cricca di gente di malaffare ai vertici del nostro paese.

E i nostri governi votano per mantenere attiva la reiterata violenza, il degrado ambientale e umano imposto da questa gente, in cambio del mantenimento dei "privilegi di casta" che essi assicurano.

E intanto in Iraq e in Afghanistan, gli americani, torturano la gente, stuprano le ragazzine di 15 anni, e scattano foto mentre lo fanno, come testimonia questo soldato.

Gli americani, col loro agire, umiliano la specie umana. Nei paesi dove fanno la guerra, con il loro agire imperialistico uccidono e corrompono uomini, facendoli diventare stupratori e assassini.

In quest'altro video, una donna iraquena racconta di essere stata stuprata, picchiata e torturata sia dagli americani che dalla polizia iraquena al loro servizio.

Questa è la "civiltà" che portano. Una disperazione che costringe i nemici di questa gente a trovar preferibile morire con una cintura di tritolo addosso, pur di farne fuori qualcuno.

Questi sono i nostri padroni che onoriamo e finanziamo. Questi sono gli eserciti che prendono ordini da G.W. Bush, che oggi è a Roma, come un turista privilegiato, come un papa adorato. Nell'Italia del 2007, dove si offrono tributi agli assassini.

sabato, giugno 02, 2007

Però sono contro gli israeliani che provocano ste cose.

sorry



(musica: Pink Floyd,saurceful of secrets)

martedì, maggio 22, 2007

Servi dei servi




G.W.Bush chiede, per l'Afghanistan, più impegno per gli europei*.
E' così "alla canna del gas" che manda Condoleeza in missione diplomatica da Zapatero, finora snobbato per via del disimpegno in Iraq dopo le stragi di Madrid, per chiedergli soldi e/o truppe, che chiaramente servirebbero a "dar man forte" agli americani, che ,di fronte all'opinione pubblica stan facendo una figura dimmerda, mandando a crepare decine di migliaia di soldati, senza riuscire a fermare la resistenza e senza riuscire a puntellare il governo fantoccio di Karzai.

Il discorso di Bush, fatto dei soliti richiami agli "obiettivi comuni" che "renderebbero necessario" l'impegno militare da parte di tutti, con "condivisione di oneri e rischi" in modo equo, culmina con delle affermazioni che, presumo, siano state fatte "con quella faccia un po' così" che richiama il solco verticale che disegna la forma specifica di ciascuna delle due natiche che contribuiscono a comporre l'anatomia umana e cioè:

"Ciascuna vittima civile è una vittima di troppo. Ma nel nostro caso si tratta di errori. Noi non decapitiamo la gente, non ricorriamo ai kamikaze con le bombe, non compiamo attentati."

No. Effettivamente. Loro invadono con gli aerei, ammazzano la gente con i mitragliatori, bombardano case e villaggi col fosforo bianco e dio sa cos'altro .

Forse la raffinatezza degli americani è la stessa che nel film Indiana Jones spingeva Harrison Ford a contrastare un arabo virtuoso con la scimitarrra, mediante un più sbrigativo (e pulito) colpo di pistola.

*sull'impegno elargito dagli italiani si veda questo post Di Moltitudini

venerdì, maggio 18, 2007

Star Wars



Cazzo, mi ero prodotta a scrivere questo post per pubblicarlo su vivereincoma, invece niente. L'uomo del monte ha detto no. E perchè? Non vi scorge abbastanza filosionismo per poter uscire sulla sua gloriosa testata comaska.
Propongo una petizione...



Da l’unità del 17.5.07
Israele invia per il secondo giorno gli aerei a bombardare una zona vicino a Gaza City e i carri armati superano il confine.

Come possiamo notare, il glorioso popolo israeliano, attacca impavidamente i territori ex disoccupati. Lo sprezzo del pericolo e la gloria circonfusa di luce (divina) si spende per la pugna contro i nemici di Israele e dell’occidente, che si dibattono nell’incomprensibile follia di voler stare in un posto che non gli appartiene.

Infatti, pieno di livore e odio ingiustificato, hamas risponde che i morti saranno vendicati subito con l´invio di kamikaze sul suolo israeliano.

Ma niente paura, le forze del Bene sono schierate e fanno giustizia : Il fuoco israeliano ha ucciso una persona e ferite almeno una trentina.
Poi l’unità prosegue:

In mattinata, carri armati israeliani hanno preso posizione all'interno della Striscia di Gaza, dopo averne valicato il confine settentrionale. Un portavoce militare ha confermato che alcuni blindati hanno superato il confine arrestandosi a poca distanza da questo.

Chiaramente, le Forze del Bene non attaccano mai gratuitamente. Le forze del Bene possono solo Difendersi. Quindi possiamo capire il portavoce israeliano che dice: La mossa «non ha intenti offensivi».

Ma i palestinesi no: non capiscono il grande eroismo che si trovano davanti , essi, meschini, continuano a voler combattere per far trionfare il male nel mondo:
Nonostante il cessate-il-fuoco proclamato mercoledì da Hamas, tre militanti sono morti negli scontri.

Questo perché , giustamente, le forze del Bene non possono fidarsi delle forze del male, che concordano con il “cessate il fuoco” e poi invece ospitano sempre gente che spara.

Nel sud della Striscia di Gaza, a Rafah, uomini armati hanno fatto fuoco sulla folla che celebrava i funerali di un militante di Hamas: due persone sono morte e numerose altre sono rimaste ferite.

non dite che si tratta di infiltrati israeliani. No. Loro combattono, ma per l’energia positiva, uno stato di bontà che pervade il mondo . Essi riescono ad essere un esercito e ad essere “morali” contemporaneamente. Non s’infiltrerebbero mai tra i nemici. Non userebbero metodi cosi dozzinali, volgari e sleali (sono l'esercito piu' morale del mondo, vorrei vedere!!!).

A Gaza, invece, vi sarebbe stata una vera e propria esecuzione, secondo fonti del movimento radicale: un militante di Hamas è stato sequestrato dalla polizia controllata da Fatah e ucciso a sangue freddo nel quartier generale della fazione che fa riferimento al presidente palestinese Abu Mazen.

Questo perché i palestinesi sono un popolo diviso & non cosciente della propria identità. Spaesato, senza una meta, come tutti coloro che abbracciano il Male perchè non sono disposti a stare con chi la Forza sta (ricordate? la forza sia con voi..). Infatti non capiscono che l’unica salvezza è riconoscere il destino progressivo e progressista di Israele e piegarsi all’alto diktat della Democrazia. Ma il Male è così radicato in loro, che si ammazzano tra fratelli. Ma finchè non comprenderanno la grandiosità del destino di Israele, potrà sempre e solo succedere questo.

giovedì, maggio 17, 2007

Tanto vincono sempre loro...



Questo post, lo dedico a SPB, per le sue illuminate idee politiche. Apprezzerà (a tal punto che gliel'ho piazzato su vivereincoma)


Gli ebrei israeliani hanno sfondato il confine di Gaza coi carri armati e così hanno risposto ,anche con un attacco aereo, ai missili palestinesi.
Del resto, come non reagire ad un barbarico attacco da parte di questi “morti di fame” che vorrebbero “distruggere Israele?”. E si sa, la potenza e l’odio dei palestinesi arriva dovunque: essa costituisce una minaccia tangibile per Israele, un piccolissimo stato, inoffensivo, che vuole solo la sua terra, perché, del resto, non è che gliel’ha promessa uno qualsiasi, giel’ha promessa il dio degli ebrei. Cazzo, mica pizza e fichi.


Israele è come la storia di Davide e Golia. Il piccolo stato che è nemico di tutti. Che stava sulle palle a tutti. Che lo odiavano proprio tutti. L’antisemitismo non se l’è mica inventato Hitler. C’è sempre stato.

Questo, perché gli umani sono invidiosi: non è colpa degli ebrei se sono più intelligenti delle altre “razze” umane. Se non fosse così, non ci sarebbero stati Einstein, Freud, Bergson, Wittgenstein, Benjamin, Marx, Derrida, Spinosa, Filone l’ebreo e Maimon.

Nel 1948 è stato fondato il glorioso stato di Israele. Dopo tanti secoli, l’alacre lavoro dell'eroe ideologico Theodor Hertzl, ha dato i suoi frutti.
Israele è nato come uno stato pacifico. Un piccolo lembo di terra che si affaccia sul Mediterraneo, l’unico stato dove nei kibbutz, mentre trasformavano il deserto in un giardino (perché gli ebrei sanno rendere giardino il deserto) , hanno saputo capire più degli altri (eh per forza, sono più intelligenti…) il messaggio di Carlo Marx (che, come ho detto, era ebreo) ed hanno saputo applicare il “vero comunismo” ovviamente senza fare i morti che han fatto Stalin e pol pot quando hanno cercato di fare lo stesso nei loro paesi.

Quindi, quando si leggono notizie come questa, non si deve pensare che gli israeliani stiano facendo una guerra imperialista, colonialista, di rapina delle risorse territoriali, di conquista dello spazio vitale. No.

Si deve pensare che è in atto una nemetica rivendicazione del glorioso popolo ebraico che sta finalmente riconquistandosi quella terra da cui, poco tempo fa, era ingiustamente stato cacciato e che, come colui che sarebbe stato il re Davide, soltanto con sparuti armamenti, qualche bomba comprata a caro prezzo dai nemici occidentali sempre ostili, ora come in passato, caccia via il “gigante” palestinese, che si accresce, come un cancro, a partire dal numero esagerato di figli che le donne palestinesi mettono al mondo senza alcun ritegno. E che si sacrificano, come Giacobbe voleva fare con Isacco, sull’altare dei kamikaze, che a volte fanno saltare gli autobus pieni di bambini israeliani che vanno a scuola.

..e come direbbe Aquilatricolore: vergogna!

ps: vi chiederete come si fa a scrivere tutte ste cazzate...ebbene: piazzatevi sotto il naso una bandierina di Israele e, in posizione yoga a schiena dritta, ripetete continuamente il mantra "israele prenderà il potere su tutto il mondo" e dopo un po', il post esce come una cagata dopo il lassativo...
Della serie: ho scoperto il segreto di Debbie Fait...

domenica, aprile 01, 2007

Il Papa Fermato Dai Travestiti

Una notizia è stata diffusa dalle agenzie di stampa brasiliane. Ma in Italia, nazione preda delle spire dell’imperialismo globalizzato, nessuno ne ha fatto menzione.
Si tratta dell’incidente diplomatico intercorso tra le autorità vaticane, che avevano previsto un viaggio di Benedetto XVI a maggio in Brasile, e la presidenza Lula, che, inizialmente, aveva rinviato il viaggio con un pretesto burocratico, successivamente aveva parlato di semplice rinvio,adducendo motivazioni legate all’ordine pubblico e alla fine la visita papale è proprio stata cancellata.


Causa di cio’: le retrive posizioni clericali sull’ omosessualità in Italia , che hanno irritato i familiari degli immigrati brasiliani in Italia, che si sentono fuori posto nel nostro paese, a causa dei pregiudizi sulla loro provenienza, spesso associata al loro operato in campo sessuale. Si aggiunga a cio' la preoccupazione per le posizioni papali, da parte del parlamento brasiliano che è im procinto di varare una legge sulle unioni di fatto.

La questione si è posta in sordina, ma via via che gli eventi si succedevano, il fattaccio si ingrandiva come una valanga e non poteva piu' essere occultato ai media, provocando imbarazzo negli ambienti ecclesiatici governativi brasiliani.
In Italia, la solita disinformazione non ha dato rilievo alla faccenda volutamente, a causa dell’asservimento dei media ai “poteri forti” di cui la chiesa è parte integrante.


Tutto è iniziato con il “Cristo di cioccolata” scolpito da un artista brasiliano
ed esposto a new york.



Questa scultura ha provocato le ire dei cattolici, che l' hanno giudicata “offensiva” per la coscienza cristiana. La scultura è stata giudicata di pessimo gusto, soprattutto in vista della pasqua.
L’artista brasiliano Cosimo Cavallero, che ha visto la propria arte infangata dal pregiudizio e dalla ottusità cristiana, ha raccontato di un parente, immigrato in italia più di 10 anni fa seguendo l’aspirazione di fare un lavoro regolare, ed invece si è trovato ad operare, travestito da donna, sul raccordo anulare di Roma .

Cosimo Cavallero ha rilasciato in Brasile dichiarazioni di fuoco in seguito alle rimostranze dei cattolici : "Coloro che di giorno disprezzano e di notte orgasmano tra le braccia della gioventu' brasiliana".
L’ associacao livra primeiro, che raccoglie i parenti dei giovani emigrati brasiliani all’estero di religione evangelica e che è legata ad ambienti della chiesa evangelica, ha fatto anch'essa sentire la sua voce.
La chiesa evangelica, in Brasile, è la principale “concorrente” della chiesa cattolica e ha subito cavalcato questo putiferio.
La presidentessa dell’ associazione, Pamela da Brinquadera Neta , intervistata da O Globo, ha apertamente stigmatizzato l’atteggiamento del vaticano, la cui propaganda verte sull'assunto che “i travestiti” e gli omosessuali in genere, sarebbero “contro natura”, o malati, o anormali, ricordando l'episodio del delegato pontificio espulso dal Messico per analoghi motivi.
“I nostri ragazzi si sentono discriminati, sia che facciano lavori “normali” sia che si guadagnino da vivere come “operatori sessuali”, perchè il giovane brasiliano è sempre associato all'intollerabile immagine costruita dal clero cattolico. Spesso quest’ultimo modo di guadagnarsi il pane è frutto di scelte sofferte, di anni di clandestinità, di incontri sbagliati con italiani che fanno false promesse di lavori normali e che poi li indirizzano verso la prestazione sessuale come public relation che viene contrabbandato come indispensabile per un dignitoso inserimento sociale.”

Tra i clienti dei travestiti brasiliani che lavorano prostituendosi sulle strade italiane, numerosissimi sono i chierici, a volte in tonaca, a volte in borghese.
Le polemiche sui pacs e sui dico ha portato la chiesa ad esprimersi duramente sulla condizione di chi non pratica la sessualità “etero”, appesantendo e denigrando la condizione di queste persone, che già vivono in una dimensione sociale difficile e che ora si sentono piu’ che mai discriminati nel tessuto sociale italiano (la violazione della privacy di un transessuale che si prostituiva, con il caso Sircana, è un sintomo di queste problematiche).
I cittadini cattolici, condizionati dalle opinioni papali e dai documenti CEI, tendono ad emarginarli nella vita quotidiana.

“Nella vita quotidiana, certo, ma non nella vita notturna, dove i giovani brasiliani vengono cercati e pagati per offrire, anche e soprattutto al clero che li discrimina, le prestazioni sessuali a pagamento che cercano” continua la presidentessa dell’associacao livra primeiro.”alcuni di loro tornano in brasile, magari con un po’ di soldi, ma con una vita psicologica distrutta. Spesso anche il ritorno in patria, per queste persone, presenta problemi di integrazione all’interno del loro stesso paese.”

La chiesa evangelica dunque leva gli scudi e interpella alcuni parlamentari brasiliani.
Lo stesso presidente Lula, all’inizio, ha solo manifestato imbarazzo all’ambasciatore per la santa sede, poiché in Brasile le voci levate contro la discriminazione di cui la chiesa è fautrice sono diventate sempre piu’ numerose. Successivamente le reazioni di Lula si sono fatte sempre piu' esplicitamente contrarie alla visita pontificia. Se inizialmente infatti s'era parlato solo di rinvio della visita papale "per motivi di sicurezza, alla fine Lula si è risolto per un deciso annullamento.

Notizie ufficiose, non confermate da alcuna agenzia, ma frutto di voci vicine a livra primeiro affermano che si sarebbero mossi addirittura i “pai de santo“(santoni della macumba), che avrebbero intimato allo stesso presidente Lula (indiscrezioni parlano della classica bambolina con gli spilloni) di assumere posizioni decise con lo stato vaticano.



L’incidente diplomatico si è concluso nel piu’ drastico dei modi: il viaggio è stato rinviato. Il presidente Lula, inizialmente reticente sull’”affaire” vaticano, alla fine si è lasciato andare con la stampa a dichiarazioni molto eloquenti, che hanno soddisfatto gli evangelici e i seguaci del culto della Macumba, che in Brasile è molto seguito.
Anche il presidente venezuelano Chavez ha espresso soddisfazione per l’atteggiamento di Lula contro “gli emissari dell’imperialismo”,a cui il “collega” brasiliano ha saputo imporsi con tanta decisione. Personalmente ritengo che quest’episodio sia da giudicare con occhio ottimistico, perché dimostra che il vento nuovo del sud america sta spazzando via i residui delle logiche clericofasciste che invece in Italia sono ancora imperanti.

sabato, marzo 03, 2007

Un Regalo Speciale Per La Festa della Donna



DI NERMEEN AL-MUFTI
The New Anatolian

In un'intervista rilasciata nel 2003, il Presidente Bush disse che se il suo paese fosse occupato egli opporrebbe resistenza. In realtà egli sta resistendo a ciò che chiama "terrore" per rendere il mondo migliore agli Americani e all'America. Un passo importante della sua "resistenza" è stato invadere, occupare e distruggere l'Iraq.

Fino ad ora, nell'Iraq occupato, la resistenza è stata descritta come terrore e insorgenza, mentre l'occupante come "liberatore". Il mondo intero assiste in silenzio alla violenza, alla distruzione, ai crimini contro l'umanità ed ai quotidiani bagni di sangue all'interno dell'Iraq ad opera dei "liberatori" americani! Bush ha il diritto di resistere, mentre gli Iracheni no.

A marzo, mentre le donne di tutto il mondo celebreranno la Festa Internazionale della Donna, le donne irachene avranno il loro personale regalo speciale. Tre donne irachene saranno giustiziate il 3 marzo. Queste sono: Wasan Talib, 31 anni e madre di una bambina di tre anni, rimasta con lei fino ad ora; Liqaa Omer Mohammed, 26 anni e madre di una bambina di tre mesi, nata in prigione; Zaineb Fadhil, 25 anni. Secondo l' avvocato Waleed Al-Hilali, membro dell'Unione degli Avvocati Iracheni, la corte ha rifiutato di lasciar difendere le tre donne dagli avvocati, che sono state in prigione per più di un anno, accusate di aver attaccato le forze di occupazione americane e di essere "terroriste".

I "liberatori" dell'Iraq hanno promesso di salvaguardare i diritti umani, e specialmente quelli delle donne irachene! Paul Bremer, l'ex procuratore di Bush nell'Iraq occupato, ha detto durante la demolizione dello stato iracheno che non ci sarebbero più state sentenze di morte in Iraq!.

Poco dopo questa "promessa", la pena capitale é ritornata "perché la situazione in Iraq ne ha bisogno".

I "diritti" portati alle donne irachene sono stati: stupro, privazione della casa, prigionia e povertà. Secondo l'agenzia di informazione IRIN News, 2 milioni di donne irachene povere sono diventate il sostegno per le loro famiglie dopo la perdita di mariti, fratelli, padri e figli durante la violenza in corso; 60 donne donne sono state violentate e 800 sono state molestate in soli tre mesi lo scorso anno. Secondo la Iraqi Human Rights Society, 2000 donne sono in prigione per motivi di sicurezza. Secondo stime irachene ufficiali, migliaia di donne sono state le vittime civili della violenza; tra loro c'erano professoresse, ricercatrici, giornaliste, insegnanti e casalinge, la maggior parte delle quali erano madri. Molte organizzazioni internazionali ed irachene, associazioni e personalità si sono appellate alle autorità irachene ed al Presidente Iracheno Jalal Talabani, il quale viene indicato come contrario alla pena capitale, di non giustiziare le tre donne irachenem e stanno ancora aspettando una risposta. Il primo passo per portare la democrazia é non affrontare una violenza con un'altra azione violenta.

Le donne di tutto il mondo riceveranno rose colorate per la loro festa internazionale, mentre le donne irachene avranno gli odierni colori del rosso e del nero. Un regalo molto speciale.

Nermeen Al-Mufti
Fonte: http://www.thenewanatolian.com/
Link: http://www.thenewanatolian.com/opinion-23667.html
02.03.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

mercoledì, febbraio 28, 2007

Quando l'estremismo arriva da Israele.

Cambiare idea sulle cose, sulle persone, liberarsi dei pregiudizii, creare ponti di comunicazione, è una via filosofica, quindi "universale" di affrontare il mondo.
E' cercare cio' che, al di là del contingente, dell'esperienza personale, della propria individuale storia, è pensabile e comunicabile. Quel minimum di comunanza che ci puo' condurre ad un'idea "militante" della filosofia e della vita. Che apre alla solidarietà e che genera speranza. Quest'articolo di Elisa, mi sembra importante. Anche perchè conoscendo, non di persona, ma dagli scritti, gente come Deborah Faith, non se la passerà bene con gli amici di comunità.
Per questa ragione, quest'articolo non è poco. E' comunque la testimonianza di chi vuole trovare, al di là delle pretese verità, una propria strada.
E' una via per la pace.
Quindi oggi, la pagina dell'AgoràDiCloro, la dedico ancora all'Elisa, con stima, per il coraggio che dimostra.
Cloro



Quando l’estremismo arriva da Israele


Fiamma Nirenstein è una giornalista italiana residente in Israele che ha fatto dell’estremismo ebraico la sua fortuna. E’ diventata la più fiera paladina dei Savi di Sion, la forma di sionismo più retrograda, pericolosa ed estremista ai massimi livelli. Chi scrive (e chi mi conosce e mi legge lo sa benissimo) non può essere certo tacciata di essere anti-israeliana, tuttavia vedere questo comportamento da parte di certa stampa cosiddetta ebraica, chiusa completamente al mondo esterno e sempre pronta a condannare, senza se e senza ma, ogni critica rivolta verso Israele come se fosse un attacco missilistico mi ha onestamente stufata.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, per la verità già pieno, è stato un articolo di Fiamma Nirenstein apparso qualche giorno fa sul Giornale intitolato “La crisi del governo Prodi vista da Gerusalemme” e riportato con enfasi da Informazione Corretta che di corretto ha molto poco. A parte l’arroganza del titolo “vista da Gerusalemme” come se detto articolo riportasse il pensiero comune di tutta la comunità israeliana, il contenuto è una vera e propria apologia alla guerra giustificata con la parola “difesa” ,distorcendo ancora una volta il significato e l’importanza di detta importante parola.

Certo, non è la prima volta che certe persone si nascondono dietro al sacrosanto diritto alla difesa, ma quando il succitato diritto diventa un paravento all’offesa tutto si trasforma e allora le vittime divengono carnefici e creano attorno a se quell’ambiente ostile che loro per primi, attraverso i loro articoli, vogliono denunciare. Trasformare ogni critica rivolta all’operato del governo israeliano come un attacco antisemita, ogni parola detta da sinistra come un atto anti-americano o anti-israeliano, considerare ogni legittima perplessità come una attestazione di ostilità (con me o contro di me) è un atteggiamento estremista più di quanto non lo siano quegli stessi atti che molto spesso vengono denunciati da queste persone.

La totale chiusura a qualsiasi trattativa sponsorizzata da questi “giornalisti” che si ergono falsamente a portavoce di tutta la comunità ebraica crea una opinione ostile giustificata e allora i difensori, i paladini di Gerusalemme, diventano i primi responsabili degli attacchi di chi dissente e che non trova dall’altra parte chi sia disposto ad ascoltare, a trattare, a trovare un logico compromesso.

E allora su quell’articolo si legge: “il pacifismo è parte integrante di questa visione del mondo, che ritiene la guerra, qualsiasi guerra, estranea all’idea stessa di democrazia” e continua dicendo “la guerra è odiosa, ma la difesa è sacrosanta ed è anzi evidente parte di un pensiero democratico, che mette al centro i bisogni dei cittadini: sembra tanto semplice”. Ecco, abbiamo appena assistito all’uso improprio della parola difesa, alla giustificazione della guerra nel nome di un diritto che però non ammette eccezioni e quindi non può essere distorto con parole del tipo “difesa preventiva” o “guerra preventiva”. Questi termini sono stati inventati apposta per giustificare atti ostili.

Io, e come me migliaia di israeliani, dissento da questo modo di pensare, da questo modo di giustificare le decine di vittime innocenti con il termine difesa, dissento con chi chiude ogni porta al dialogo. Come in una famiglia, quando si litiga le colpe non sono mai solo di uno, anche nella politica ognuna delle parti ha le proprie ragioni. Irrigidirsi e negare le ragioni altrui, non ascoltare le critiche che vengono fatte è un atto arrogante e quindi estremista. I primi colpevoli dell’ostilità verso Israele sono questi giornalisti, arroganti e presuntuosi, che trasmettono un pensiero distorto e una ideologia fondamentalista che, come quella musulmana tanto criticata, nega il diritto di dissentire e pone le basi per uno scontro che, prima che politico è ideologico.

Elisa Arduini

update: "Prima di parlare di Fiamma Nierenstein, sciaquati la bocca" by Dimitri Buffa. La discussione prosegue qui.

sabato, gennaio 27, 2007

Milioni Di Ebrei Finiranno In Prigione. Di M.Mazzucco

Sbagliano coloro che dicono che il nostro governo è schiavo di Israele, e che il decreto legge di Mastella, approvato ieri, è un servile gesto di obbedienza "alla cricca ebraica".

Prima di giudicare in base ai soliti preconcetti, vediamo infatti con più attenzione di cosa si tratta. Ci dice il Corriere di oggi che "il decreto legge, preannunciato in vista della giornata della Memoria del 27, si riferisce più in generale ai «delitti di istigazione a commettere crimini contro l'umanità e di apologia dei crimini contro l'umanità», senza far riferimento a un preciso reato di negazionismo della Shoah."

Tanto rumore per nulla quindi, da parte di tutti coloro che si erano allarmati per il diritto di opinione.

Continua l'articolo: "In particolare il ddl - sottolinea una nota diffusa dal ministero della Giustizia - amplia e rende più severe le norme per quanti propagandino la superiorità razziale e quanti commettano o incitino a commettere atti discriminatori. Verrà punito con una pena fino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale. Prevista una pena da 6 mesi a 4 anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identità di genere".

Possiamo quindi prevedere che finiranno in galera tutti quegli ebrei - e non sono pochi - che si ritengono parte di un popolo eletto, …

… e che in virtù di questa presunta superiorità si arrogano diritti che non gli spettano affatto. Ad esempio:

Il diritto di prendersi arbitrariamente più terra di quanta assegnatali dall'autorità internazionale, per poi rifiutarsi di obbedire alla stessa autorità, quando questa gli impone di restituire la terra presa in eccesso.

Il diritto di dividere, spezzettare, tagliare a piacimento la terra altrui, arrivando a murare vivi interi villaggi pur di frammentare con ogni scusa possibile il tessuto sociale.

Il diritto di interferire continuamente con ogni minimo gesto di vita quotidiana della popolazione locale, umiliandola e costringendola ad una continua vessazione che con la sicurezza di Israele non ha nulla a che vedere. Vedremo così scattare ai check-point le giuste pene, come recita la legge, "per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi".

Il diritto di tenere intere generazioni di palestinesi ingabbiate come animali nei campi profughi, e impedire il loro ritorno alle loro case e alle loro famiglie. E ogni tanto di massacrarne anche qualche migliaio, da Sabra a Chatila al più recente caso di Jenin.

A loro volta, il diritto di negare agli ispettori ONU di visitare i campi profughi in cui si dice che Israele abbia fatto strage di innocenti.

Più in generale, il diritto di ammazzare civili a piacimento, con la scusa di volersi difendere da una violenza che loro stessi vanno creando.

Il diritto di esimere i propri soldati dal rispondere ai tribunali internazionali, dando loro carta bianca per ogni più brutale violazione dei diritti umani. Avremo così il piacere di vedere finalmente in prigione i generali israeliani che sui loro soldati compiono continuamente «delitti di istigazione a commettere crimini contro l'umanità», come recita la nuova legge. Anche Rumsfeld dovrebbe trovare comodamente posto fra di loro.

Il diritto di ammazzare impunemente reporter e fotografi stranieri, arrivando a travolgere intenzionalmente con i loro bulldozer delle semplici persone disarmate, che siano venute a ficcare il naso un pò troppo da vicino nelle loro faccende.

Il diritto di rapire persone ospiti di un qualunque paese straniero, e portarsele a casa come se fossero delle valigie, senza poi dovere spiegazioni a nessuno.

Il diritto di bombardare qualunque cosa "metta a repentaglio la loro sicurezza nazionale", senza nemmeno ricorrere alle normali procedure internazionali.

Il diritto di minacciare un paese sovrano di distruzione perchè starebbe sviluppando una "minaccia nucleare", quando loro stessi hanno violato ogni possibile accordo internazionale, mettendo insieme un arsenale 10.000 volte più potente di quello paventato.

E infine, il diritto di continuare a comportarsi da perseguitati, quando la Shoah è finita da 60 anni, pretendendo leggi "protettive" che in realtà servono a loro per perseguitare chiunque osi mettersi sul loro passo.

Tutto questo, e molto altro, denuncia chiaramente una presunzione di superiorità a base religiosa, etnica e razziale che finalmente la nuova legge Mastella potrà punire adeguatamente.

Ci si augura inoltre che questa legge, per quanto non lo citi esplicitamente, vorrà anche punire il cosiddetto negazionismo di cui tanto si parla. Finiranno così in galera, insieme agli altri, anche tutti quegli ebrei che negano sia esistito un olocausto palestinese, chiamato Nabka.

Era ora che ci fosse un pò di giustizia a questo mondo.
Massimo Mazzucco

un riferimento qui

Fonte:http//luogocomune.net
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1661

venerdì, gennaio 19, 2007

Giornata della Memoria



Geniale questo articolo dello scrittore e saggista israeliano Gabriel Ash, nato in Romania, cresciuto in Israele, dove ha prestato servizio regolare nell’esercito. Oggi vive in America, è un attivista per la Pace e scrive sulla rivista “Yellow Pages”.Il suo motto è che scrivere è importante perchè "talvolta la penna è più efficace della spada, talvolta no"
Questo articolo s’intitola Hollowcaust Hullabaloo ed è stato scritto a metà dicembre 2006, in occasione della conferenza di Teheran. L’ho tradotto io :-) e la parola Hollowcaust non può essere tradotta, in quanto egli la conia come definizione dell’Olocausto come “strumento efficace nell’arsenale della segregazione globale”. E’ geniale, ripeto. E doveroso pubblicarlo in occasione della giornata della memoria e del fatto che Mastella vuole, anche da noi, mandare in galera i “negatori” dell’Olocausto. Anche la vignetta la pubblica lui ed è esplicativa dei concetti che elabora.

Hollowcaust Holaballoo di Gabriel Ash (tradotto da Cloroalclero)


E’ una buona settimana x l’Olocausto. E’ stato per tutto questo tempo tra le notizie piu’ importanti. Sfortunatamente, i media, non eccellono nel fare collegamenti, cosa che lascia a me il gioioso compito di mettere insieme tutte le recenti notizie sull’Olocausto.

In Iran, dei pagliacci hanno ospitato una ridicola conferenza sull’Olocausto al ministero degli esteri, allietata dalla presenza di “luminari”, quali colui che predica la supremazia dei bianchi, David Duke .
In Francia la speranzosa candidata alle presidenziali, Segolene Royal ha avuto da dire sulla questione per cui , alla presenza del deputato di Hezbollah, le è toccato di ascoltare(non si sa se in arabo, o in traduzione) un paragone tra la resistenza di Hezbollah e la resistenza dei francesi contro l’occupazione nazista.
Royal ci assicura che ogni paragone che implicasse un associazione tra gli spiacevoli nazisti e Israele sarebbe stato , per cio’ che è stato fatto dai nazi, “inammissibile, odioso ed abominevole”(Loubnan Ya Loubnan, December 2006)

Per finire: prima di di partire per una visita in Germania, il premier Ehud Olmert, è intervenuto al museo nazionale dell’Olocausto (di Israele), dove ha paragonato L’Iran ai nazisti e ha spinto affinché la Germania tagliasse i suoi rapporti economici con l’Iran.

Cominciamo con il terzo evento. Con le parole con cui Olmert ha presentato la sua posizione ai tedeschi: “Posso suggerire al popolo tedesco…Voi potete avere interessi economici, potete fare affari, però avete un obbligo morale piu’ profondo verso voi stessi, verso la vostra storia e verso il vostro futuro.”Israel National News, December 11, 2006. In altri termini, a causa dell’Olocausto, La Germania deve appoggiare l’attacco Israeliano all’Iran.
Cinque secoli fa, un monaco tedesco si mise contro il papa, accusandolo di aver mescolato affari di coscienza con questioni di lucro, per aver venduto il perdono divino ai peccatori impauriti .
Martin Lutero fu fautore dell’idea secondo cui peccato e redenzione sono questioni che riguardano il rapporto diretto tra l’uomo e Dio. Qualcuno che pretenda di mediare questa relazione per ottenere la redenzione per qualcun altro ed essere pagato per questo, sarebbe stato considerato un ciarlatano (Lutero disse che anticristo era il nome del “capo” dei ciarlatani).
La cosa meno importante che si può dire è che la Germania del secondo dopoguerra è che ha tradito Lutero. Pentiti del recente passato nazista, i tedeschi hanno accettato di pagare miliardi di dollari ad Israele. E Israele neanche esisteva durante l’Olocausto. I nazi hanno assassinato Ebrei, omosessuali, zingari, socialisti. Non fecero nulla contro lo stato di Israele, molti dei fondatori del quale, espressero ammirazione per l’ideologia nazista e in certi casi vollero combattere a fianco di Hitler durante la guerra. (Lenni Brenner, 51 Documents: Zionist Collaboration with the Nazis).


Israele non è stata vittima dei nazi. Ne trasse, anzi, degli indiretti benefici.
Israele ha offerto ancora ai tedeschi la loro redenzione: pagaci e noi cancelleremo l’onta del peccato sui vostri discendenti. Pagaci e voi sarete riabilitati. E i tedeschi sono stati felici di pagare. Essendo coscienti del loro vero, specifico, passato e cercando redenzione nella desolazione della loro identità naufragata che si rifletteva in molti tedeschi (e sono pure gentile. Il perché è facile da capire. L’eredità del nazismo non è stata certo limpida). Essi sono stati felici di pagare e hanno guardato silenziosamente, acriticamente, a come Israele ha preso i loro insanguinati soldi e li ha usati per costruire esattamente il tipo di stato crudelmente militarizzato che , ai loro tempi, condusse i tedeschi stessi alla perdizione.
L’ironia sta nel fatto che I tedeschi, dopo aver accusato se stessi di essere stati troppo obbedienti , troppo ligi alla definizione di moralità presentata dallo stato nazista, abbiano tentato di riscattarsi dando ad un altro stato, Israele, i diritti di definire i termini della loro moralità a loro piacimento. Questo però hanno fatto. I politici e gli intellettuali tedeschi hanno ceduto la loro coscienza ad Israele e agli Stati Uniti.
60 anni piu’ tardi essi sono ancora incapaci di criticare le azioni di costoro. Invece di una vera coscienza, essi hanno adottato l’atteggiamento di una servile santificazione di tutto cio’ che Israele fa.
In questo contesto, Olmert, il nuovo papa dell’Olocausto, pretende obbedienza dai tedeschi per rinnovare un perdono epocale, ricordando loro , come un lucido venditore ambulante di indulgenze quale è, che loro “hanno un obbligo verso se stessi.”


Tuttavia, Olmert, l’uomo ricevuto con calore dalla cancelliera Merkel, è un criminale di guerra. E’ notizia recente che egli ha mandato ,ancora una volta, centinaia di persone al macello. In accordo con le sue parole, la carneficina non è stata prodotta da un’azione militare (che sarebbe stata già di per se, sufficiente) ma di una deliberata azione finalizzata ad esercitare pressioni sui politici libanesi (Gabriel Ash, Dissident Voice, July 2006).
Olmert è il classico criminale che proviene dalla stanca abitudine storica del diritto del più forte (ius in bellum) . Chiaramente non c’è paragone tra cio’ che Olmert ha fatto a Gaza e in Libano e cio’ che han fatto i nazisti ad Auschwitz.
C’è paragone, però con cio’ che i Nazi han fatto in posti come Lidice.

Contemporaneamente, se davvero i tedeschi hanno un “obbligo verso se stessi” quest’ obbligo imporrebbe di arrestarlo e porlo in condizione di non nuocere , nel momento in cui mette piede in Germania. I tedeschi di certo non hanno l’obbligo di stare a sentire un macellaio come lui, pontificare sulla moralità. Nessuno ce l’ha, quest’obbligo.



Passiamo ora all’” affaire Sego”. Secondo il guru dei blogger libanesi in Francia,(Loubnan Ya Loubnan, December 2006)
Segolene Royal sarebbe stata intrappolata da una piccola commedia ordita dal gruppo libanese appartenente al partito “cedar revolution”, o dai sostenitori del governo di Jacques Chirac, o da entrambe le parti, le quali hanno interesse a mantenere le assicurazioni e il loro allineamento con Washington e Tel Aviv.
Royal ha astutamente evitato le “mazzate” diplomatiche, cancellando il suo incontro coi rappresentanti di Hamas, sostanzialmente derogando al suo impegno di ascoltare tutte le parti coinvolte nella polveriera del Medio Oriente .
Ella ha evitato l’imbarazzo che avrebbe suscitato la previsione, più volte pubblicata, che il paragone che sarebbe stato fatto dai rappresentanti di Hamas tra i nazi e Israele, l’avrebbe spinta ad abbandonare l’incontro. Cio’ significa che, effettivamente, ella non potrebbe sostenere incontri con il 90% della popolazione che oggi vive nel medio oriente.
L’Olocausto, (si conclude nel blog) è la più efficace arma nelle mani di coloro che sono fautori dello scontro di civiltà. Se la memoria del nazismo, in occidente, puo’ far sì che un politico francese si astenga dall’incontrare dei rappresentanti politici palestinesi democraticamente eletti, significa che l’Olocausto è diventato uno strumento più che efficace nell’arsenale della segregazione dell’apartheid globale.


Non credo sia più offensive un medico saudita che afferma di “non voler stare nella stessa stanza con donne” (Arab News, November 22, 2006) o un politico francese che insiste che non vuol stare in una stanza con un libanese o un palestinese che afferma di vedere se stesso paragonabile a colui che s’insericsce nella tradizione dei francesi che hanno resistito all’invasione nazi.
Il paragone è significativo perché l’Olocausto viene inteso in Europa (e, diversamente, in Israele) come avente le sembianze di un dogma religioso. La “negazione dell’Olocausto” è l’unico atto “discorsivo” che sia legalmente vietato come una blasfemia e che può portare qualcuno in galera.
E i politici europei apparentemente non possono stare nella stessa stanza con degli “infedeli” o con persone che sfidano la credenza secondo cui vi è stato un solo grande olocausto, con Israele come suo profeta.


E come i fondamentalisti sauditi , che ,con strabiliante ipocrisia, lanciano maledizioni contro una stupida vignetta danese ma cooperano con gli USA e Israele, dietro le quinte del contrasto alla resistenza palestinese, i fondamentalisti dell’olocausto d’Europa parlano con la lingua biforcuta.
Non appena Segolene Royal aveva finito di dire di non voler ascoltare chi paragonava Israele al nazismo, il primo ministro israeliano ha usato come palcoscenico il museo dell’olocausto, per affermare il paragone tra l’Iran e la Germania nazista.
Avrebbe mai detto, Royal, che avrebbe lasciato la stanza se avesse sentito Olmert fare tale paragone storico? Gli israeliani e gli americani fanno funzionare a loro comodo un’industria dei paragoni tra il nazismo e l’uomo malvagio del giorno.
Cominciarono col paragonare Yasser Arafat a Hitler. Clinton paragono’ Milosevic a Hitler. Sulle colonne del Sun apparvero paragoni tra il fondamentalismo islamico e il nazismo. Bush paragonò Saddam a Hitler e ora L’Iran è diventato l’ultima incarnazione del nazismo per Israele.
Quand’è stata l’ultima volta che un fondamentalista europeo dell’Olocausto ha lasciato la stanza sentendo questi paragoni asinini?


Lasciatemi parlare fuori dai denti di questi piazzisti dell’Olocausto. L’Occidente ha elevato i crimini dei nazi come il paradigma del male assoluto. Paradossalmente, ogni crimine successivo, specialmente se l’autore è Israele, puo’ oggi essere giustificato in virtu’ dei campi di sterminio. Per contro, le tendenze genocide che segnano la base della vita civile possono essere ignorate, invocando la rituale condanna della “falsa analogia” col nazismo, persino quando la distruzione sistematica è parte integrante della pratica militare degli occidentali e dei suoi moderni ed operativi eserciti, che combattono con la resistenza popolare. Conseguentemente, non si può paragonare la morte di piu’ di un milione di irakeni , risultato della politica americana di “sicurezza” dal 1992, all’Olocausto. Oppure non è possibile paragonare la pluridecennale punizione collettiva cui sono sottoposti gli abitanti di Gaza, o la distruzione del sud del Libano, ai metodi di “pacificazione” dei nazi.
Nessuno chiamerebbe Bush “negatore dell’Olocausto” per aver fatto in modo di negare il valore di studi scientifici a proposito dei morti (in Iraq) , stimati nell’ordine delle centinaia di migliaia.
Quando gli interessi occidentali ci vanno di mezzo, invece, si opera diversamente. La lezione dell’Olocausto ( e dei suoi 6 milioni di morti) è abbastanza buona per giustificare le bombe NATO su obiettivi civili in Iugoslavia, il massiccio bombardamento israeliano di Beirut, la futura guerra nucleare all’Iran ecc…L’insignificante tiranno che “uccide il suo stesso popolo”( e chi non lo fa?) diviene improvvisamente terribile come Hitler.



Il genocidio degli ebrei europei è stato trasformato nell’ Hollowcaust , un paradigma del male che resta concettualmente indeterminato. Vuoto nel suo senso centrale,sublimemente applicabile a tutto e a nulla, a seconda delle circostanze.
L’Hollowcaust , come una divinità volitiva e capricciosa, rifiuta il paragone qui, accetta invece un altro paragone, valido o farlocco, là.
E’ una divinità partigiana, un dio che sempre benedice “noi” e condanna “loro” , persino in come essa chiede di essere adorata dall’intera umanità, in nome di tutta l’umanità. Questo Hollowcaust attrae vittime in un’inutile competizione, nella quale esse devono adorarlo con un sacrificio rituale dei fatti, delle notizie, delle statistiche, che giustificherebbero la loro richiesta di essere prese in considerazione, rispetto al destino degli ebrei europei.

Tuttavia , il successo di questo richiamo,come il successo dell’Olocausto “originario” di Caino, non dipende da nulla che non sia la volontà divina , in questo caso, l’umore dell’occidente. Come ne "i Piccioni" di Skinner, i devoti sono condotti in modo malato a sconnettere completamente le cause dalle conseguenze. Come Caino essi sono talvolta portati al fratricidio. E’ facilmente comprensibile che, date tali circostanze, la tentazione di negare o di sminuire i crimini dei nazi è quasi irresistibile. La negazione dell’Olocausto è radicata nel desiderio di spingere via l’Hollowcaust.


Ritorniamo ora alla patetica conferenza sull’Olocausto che si è tenuta in Iran. La cosa più carina che si puo’ dire degli organizzatori è che sono pazzi. Motivati dalla solidarietà con le vittime del terrorismo di stato, si sono fatti involontariamente vessilli del terrorismo di stato loro stessi. Discutendo dell’autenticità dell’Olocausto, il presidente iraniano non ha determinato il ripudio del sionismo, bensì, come argomenta Joseph Massad (Al-Ahram, 2004) un’utile giustificazione del sionismo stesso. Di più: per alleggerire il nazismo si difende il terrorismo di stato,compreso quello di Israele.(Alla conferenza) partecipano anche antimperialisti che rifiutano categoricamente il terrorismo di stato, (ma) d’altra parte, forse, non è sorprendente che il governo iraniano stesso non avversi la tortura e l’omicidio e che trovi gli alti principii di costoro troppo pesanti.
La meschinità del presidente iraniano è stata, come ci si aspettava, manna
dal cielo per gli apologeti di Sion.
I media occidentali han colto l’occasione per imbrattare molte pagine con condanne, esortazioni e diffusione di paure di epiche proporzioni.
Per fare un illuminato esempio, , Anne Appelbaum avvisa I lettori che tutto il lavoro fatto per istituzionalizzare la memoria dell’olocausto non è sufficiente: “la distruzione, vicina nel tempo, degli ebrei europei perpetrata in modo organizzato e in poco tempo dalla sofisticata nazione europea, attraverso l’uso della miglior tecnologia disponibile è stata, a quanto pare, un evento che richiede costante riproposizione…”
Il messaggio dei piazzisti dell’Hollowcaust come Appelbaum,viene solo amplificato dalle idiozie della conferenza iraniana . O ebrei! Essi stanno cantando all’unisono per questo, dando molti più soldi alle attività del centro Simon Wiesenthal, così possono blaterare ancora un po’ sull’Hollowcaust, mentre presentano Robert Murdoch come un campione dei diritti umani!(The Forward, February 3, 2003)


Ma fate molta attenzione a cio’ che Appelbaum cerca di “spiegare” . Le sue parole sono finalizzate chiaramente a mostrare la traccia del Faustiano affare Hollowcaust,, quell’ affare che ha dato agli ebrei il riconoscimento ufficiale per le loro sofferenze in cambio dell’accettazione del “modus vivendi” standard della razza bianca occidentale. Non è l’orrore sofferto dalle vittime, cosi come non è l’omicidio, non è il terrore, che rende unico l’olocausto per Appelbaum. Cio’ che dev’essere costantemente spiegato e continuamente immaginato è l’orrore di “una sofisticata nazione europea che ha usato la miglior tecnologia disponibile” per commettere genocidio. Ma non si devono fare sforzi per immaginare che questa è l’ultima cosa che richiederebbe spiegazione. Una nazione avanzata che usi i mezzi tecnologici a sua disposizione per uccidere non risponde forse a criteri pienamente umani? Qual è la questione, veramente? Questa sinossi di un dozzina di capitoli completi di storia moderna non appare valida? Per caso qualcuno si aspettava che la supremazia bianca fosse fatta valere con bastoni e pietre? E’ chiaro che una nazione usa la miglior tecnologia , quando vuole sterminare intere popolazioni. Non sa, Appelbaum, quanti miliardi di dollari vengono tutti gli anni spesi per perfezionare le armi di distruzione di massa esistenti e per inventarne di nuove?

Cos’hanno le camere a gas di così sofisticatamente scioccante o di scioccantemente sofisticato, rispetto alle bombe nucleari, al mustard gas, al napalm, alle cluster bombs, all’agente orange, ai mitragliatori, ai Caterpillar D-9s ,ai bombardieri di lunga autonomia, e alle altre migliaia di piccole e grandi invenzioni, progettate da aziende perfettamente legittime per accelerare con efficacia il trapasso dei “nemici” alla tomba?

La sofisticazione e la tecnologia non sono cio’ che rende il genocidio nazista diverso.
Questi caratteri, infatti, sono comuni alla maggior parte delle dozzine di altre guerre dichiarate dagli occidentali contro i gruppi “non bianchi” della popolazione mondiale.
È singolare che Appelbaum desideri sottolineare come la differenza principale sia l’elemento (la tecnologia di morte) che è proprio l’ultimo a distinguere l’Olocausto dagli altri massacri: tale elemento, molto più probabilmente, è giusto che sia rivendicato dalle vittime dell'imperialismo e del colonialismo occidentali, poiché è proprio ciò che costituisce il terreno comune della vittimizzazione di questi diversi popoli.

Gli scopi della “necessità di spiegazione” di Appelbaum non potrebbero essere più chiari. “Ricordarsi„ dell’Olocausto è, soprattutto, escludere altre vittime.
La rappresentazione dell'omicidio di massa commesso “da una nazione specializzata con le tecnologie avanzate.„ è incomprensibile. E la sua spiegazione non è interessata a raggiungere comprensione. Nella modalità propria della teologia negativa, si “spiega„ l’Olocausto conservandone volontariamente la sua incomprensibilità, in modo da rendere costantemente necessaria la sua ri-spiegazione.


Erigere l’Hollowcaust ad unico caso di “nazione dalla tecnologia avanzata” che commette genocidio, non è affermare il passato. E’ negare il presente. E’ negare le milioni di morti che sono perpetrate, anno dopo anno, da “sofisticate nazioni con avanzate tecnologie” ed è anche erigere una barriera tra le “sofisticate nazioni con avanzata tecnologia” ed il resto dell’umanità

Da una parte stanno le nazioni “tecnologicamente avanzate” , quelle per cui il genocidio è e resta nell’incomprensibilità e viene, quindi, efficacemente negato. Il genocidio, si pensa, non accadrà più perché sarebbe impensabile pensare che accada di nuovo. Il genocidio commesso da una nazione sofisticata, con armi tecnologicamente avanzate è accaduto sì, ma soltanto una volta. Se si suggerisce che, invece, è accaduto più di una volta, ciò viene a significare il tradimento delle vittime. E’ blasfemìa.

La commemorazione e la deificazione di quell’unicità è un’aberrazione prodotta su commissione ed è il fondamento inesplicabile delle norme “civilizzate” che in seguito ad esso sono state emanate.
In termini freudiani possiamo dire che l’Hollowcaust sta alla fondazione della moderna supremazia occidentale allo stesso modo che il tabù dell’incesto sta alla fondazione della famiglia.

Dall'altro lato (del muro, se lo desiderate) vi sono le nazioni “ non sofisticate,„ tecnologicamente arretrate.
Implicitamente, l'omicidio di massa, in quelle nazioni viene considerato “tecnologia arretrata”, ma anche per questo poco rilevante, facilmente comprensibile;essa viene spiegata abbastanza “naturalmente„ dalla loro decisiva mancanza di sofisticazione. In effetti essi sono barbari e come tali tendono facilmente ad uccidere . Ne consegue che uccidere queste persone non è esattamente commettere grande crimine, si pensa presso di noi , poiché la morte violenta è il loro stesso modus vivendi `' Non rispettano la vita come “`noi”'; essi si offrono come vittime per fare i kamikaze, e così via.
In modo perfettamente circolare, il loro rifiuto irreverente della fede nell’ Hollowcaust (che è stata costruita per escludere da essa proprio questi “barbari”) conferma la loro esclusione dalla Comunità civilizzata che li abbandona senza ripensamenti al loro destino di “carne da macello”.

Ecco come l’Hollowcaust è così l'ideologia di segregazione globale (della quale il muro israeliano è un simbolo)per eccellenza . La vignetta brillante di Abdullah Derkaoui qui sopra, esprime il senso secondo cui l’ Hollowcaust funziona secondo la definizione classica dell'ideologia, come mediazione tra la propaganda e la realtà di segregazione e , come tale, argomento decisivo per costruire la segregazione stessa. Ed ora questi piazzisti di Hollowcaust sono sorpresi e scossi che tanti barbari pisciano sui loro memoriali? Fateci caso, essi stanno ottenendo soltanto la restituzione del messaggio del loro proprio razzismo con scritto“ ritorno al mittente„ scarabocchiato sopra la busta.

L'autore gradisce commenti e considerazioni
g.a.evildoer@gmail.com.

lunedì, gennaio 15, 2007

Il divorzio di Un Rabbino e La Guerra nel nome di Dio



Stasera lo sfavillante TG2 ha dato la singolare notizia secondo cui il rabbino Moishe Friedman sarebbe stato “scaricato” dalla moglie, quand’ella, guardando il telegiornale, apprese, con sommo orrore e raccapriccio, che il succitato rabbino ha abbracciato il presidente Ahmadinejad.

Ora: non so voi, ma a me, quando danno una notizia, vien da chiedermi non solo “che cosa mi stanno comunicando” ma anche (e soprattutto, in epoca di giornalismo-servo come la nostra) perché mi stanno comunicando qualcosa.

E’ il rabbino Friedman un eroe del gossip? Ha partecipato al “grande Fratello”? Fa parte dell’inesauribile scuderia degli “amici” di Maria De Filippi?

No.
Il rabbino Friedman è un rabbino (quindi ebreo, obviously:-)), appartenente al gruppo NetureiKarta, ortodosso , che ha espresso la sua opinione alla conferenza di Teheran sull’Olocausto.
La Conferenza di Teheran, indetta per sottoporre all’opinione pubblica le tesi “non ufficiali” sull’Olocausto, è stata pubblicizzata dai media “embedded” come una conferenza “negazionista”. Cioè in cui si è "negato" l’evento storico dell’Olocausto, nel suo accadimento.

Alla conferenza sono state presenti numerose personalità del mondo accademico. Moltissimi ebrei, religiosi o meno. Tra essi, spicca , per esempio, Norman Finkelmann, figlio di due superstiti dei campi di concentramento nazisti. Uno che, se avessero negato l’Olocausto, per quello che mi è dato sapere sulla natura umana, non avrebbe sicuramente presenziato.

Ma torniamo al divorzio di Friedman, motivato, secondo il TG2, dall’abbraccio, visto in tv dalla moglie, tra lui ed Ahmadinejad.

Qui, Dacia Valent racconta del suo incontro col rabbino, quando fu invitato in una sala di Montecitorio a commemorare l’11 settembre (insieme ad un imam e ad un frate comboniano) per stigmatizzare ogni strumentalizzazione, che il potere da sempre mette in atto, delle stragi e delle sofferenze dei sopravvissuti, per perpetuare logiche di guerra e di genocidio.

L’8 settembre, qualche giorno prima, che Friedman si recasse a Roma per l’incontro summenzionato, egli rischiò di essere rapito. Ne parla Blondet qui.

Fatto sta che , invece, il rapimento fu sventato, che Friedman andò all’incontro e non solo: andò anche alla conferenza di Teheran. Dove non vi fu affatto “negazione” dell’Olocausto e neppure messa in discussione del numero di morti che comportò questo genocidio.
Vi fu, invece, stigmatizzazione di come, a fini “bellici” (per spacciare cioè lo “scontro di civiltà) l’Olocausto sia stato un argomento “forte” per giustificare la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale con cui Israele, quotidianamente, perpetra delitti contro il popolo palestinese, in nome di una presunta “minacciata” esistenza.

Laddove, invece, NatureiKarta ha sempre espresso una contrarietà sul piano politico (per ovvie ragioni) e religioso (con ragioni legate al credo ebraico, a seconda delle interpretazioni che ne vengono date) del sionismo.

Teniamo conto, e molto significativamente, che stanno preparando la guerra all’Iran, quando si leggono certe notizie.
Si sta parlando di un padre di 7 figli, rabbino, ma dissidente da anni dal sionismo: di lui il tg2 dice che “la moglie ha deciso di divorziare quando ha visto in tv il suo abbraccio con Ahmadinejad” (Ahmadinejad, in questo momento è in sudamerica a discutere con Chavez e altri capi sudamericani, di collaborazione per il petrolio e altre piacevolezze che farebbero venire a GW Bush come minimo l’allergia) .
Il 12 gennaio, swissinfo titola che Friedman è stato sbattuto fuori dalla comunità ebraica di Vienna, proprio per la sua partecipazione alla conferenza di Teheran.

Chi ha esperienza di divorzi, sa quanto incidano le vicende di “insuccesso lavorativo” e sociale sulla stabilità di una famiglia. Non è bello, non è nobile. Ma è umano, come molte altre cose.
Friedman è (era) un rabbino, papà di 7 figli, aspramente contestato da anni per le sue idee anticonformiste. Che ha rischiato (presumo più di una volta) la sua incolumità personale. Che alla fine, è stato sbattuto fuori dalla comunità ebraica di Vienna.
Il rabbino Friedman è una vittima della guerra. Di quella che si fa, di quella che si andrà a fare. Il rabbino Friedman, per essere stato coraggioso, si è fatto troppi nemici potenti. Ebreo, contrario, giustamente, alla più colossale strumentalizzazione di un genocidio che si sia fatta nel XX secolo, ha pagato per le sue idee. Personalmente. E a lui va tutta la mia personale solidarietà. E la mia ammirazione. E i miei auguri che con la moglie possa aggiustare tutto ed essere nuovamente felice.

sabato, gennaio 13, 2007

comunismo!!!(dell'acqua)

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Anche per questo post, mi rifaccio all’ottimomassimo Martinez di Kelebek , che nel suo ultimo post propone una visione molto originale ,e secondo me condivisibile, dell’evoluzione storica degli ultimi 2 secoli. Visione che getta una luce nuova sulle vicende attuali.

Per Miguel, stiamo attualmente nel contesto di una secolare guerra, iniziata con la conferenza di Berlino (1878), in cui la borghesia industriale, ormai assurta ai vertici del potere nelle nazioni europee, si è posta il problema della spartizione delle “zone d’influenza” a livello coloniale, ponendosi in un’ottica di “svecchiamento” delle antiche strutture imperiali (imperi ottomano e austro-ungarico) per lasciare il posto a nuove potenze statali di matrice economica liberista.

Questo evento ha avuto come conseguenze storiche la prima e la seconda guerra mondiale. Che altro non sono che diversi prodotti storici dello stesso fenomeno: l’espansione coloniale e l’abbattimento di antichi poteri tradizionali, allo scopo di approvvigionarsi facilmente delle risorse che in europa mancavano ( e continuano a mancare).

L’evoluzione successiva alla prima guerra mondiale, che è stata sanguinosissima per i paesi che l’hanno persa, portandosi dietro l’impoverimento che le classi medie in quei paesi hanno subito,
ha assistito alla nascita di poteri totalitari, quali il comunismo e i fascismi. Sconfitti dalla seconda guerra mondiale, che ha lasciato un unico vincitore, che ci fa sentire l’alito sul collo ancora oggi, il “free market democracy” : ovvero l’evoluzione globalizzante dell’imperialismo, che, a differenza del colonialismo ottocentesco, non impiega eserciti della madrepatria per controllare i territori “da succhiare”, ma fa leva su oligarchie “del posto” gradite e scelte (a me ricorda il privilegium othonis del 936) dalla potenza che può imporre i suoi rapporti di forza in modo deciso e decisivo.

Ecco come si spiega sia la continuità con la storia del passato (il colonialismo ha cambiato metodi e soggetti, ma non gli obiettivi) che le guerre del presente, viste in una sequenza effettivamente logica con quanto nel passato è accaduto: cioè che chi era il piu’ forte imponeva le sue regole a chi non disponeva di eserciti e armi tali da potersi opporre. Vedi l’Inghilterra vittoriana o la Francia di Clemenceau.

Quindi cio’ che noi oggi chiamiamo “globalizzazione” sarebbe una specifica economica di cio’ che in passato chiamavamo “colonialismo”. La parola “neocolonialismo” secondo me definisce ,con tutte le specificità del caso, l’aspetto strettamente politico dell’attuale decisionismo, per esempio, statunitense.

La cosa su cui vorrei soffermarmi è che 1) la “guerra mondiale” non è affatto finita: le guerre in Africa e in Medio Oriente, oggi, sono la naturale prosecuzione d questo “piano” di globalizzazione liberistica delle risorse, che però liberistica non è, perché la classe dirigente dei paesi fornitori di materie prime deve essre scelta dallo stato piu’ forte e assecondare ogni condizione, non importa che essa preveda il lasciare nell’assoluta indigenza il proletariato del luogo, a fronte delle immense ricchezze in cui navigano gli oligarchi “gentilemente prescelti”.
2) In occidente, soprattutto, viene demonizzata l’ideologia comunista. Il fascismo meno, perché in fondo, come le dittature sudamericane hanno dimostrato, l’imperialismo liberista puo’ convivere con un dittatore parafascista (anche se è piu’ difficile, per le leggi sull’ordine pubblico emanate in quei luoghi , armare il contropotere mafioso, parte integrante dell’imperialismo, poiché non è possibile mai essere socraticamente “ligi alle leggi” nel momento in cui si progetta un dominio su una comunità che vive fattualmente una sua autonomia).

Il comunismo è visto dagli imperialisti come “il male assoluto”, il demone che lascia insorgere allergia al sol pensiero. Perché?
Perché , come direbbe il poeta “nessun maggior dolore” che nazionalizzare le risorse (idriche, petrolifere, energetiche, territoriali ) in regime imperialistico.
Chavez, in questo momento, è un nemico giurato. Pur non essendo comunista, ha realizzato l’orrore che l’oligarchia imperialistica aborrisce, più del fondamentalismo islamico.

Nazionalizzare significa “rendere una risorsa proprietà collettiva” quindi non cedibile monetariamente. Non controllabile, se non dai soggetti che sono effettivamente rappresentati dal potere che ha nazionalizzato. Significa che per ottenerle, bisogna impegnarsi ad innescare una guerra civile (vedi cile). Bisogna far partire i “false flag” , che non è uno sterile parto della mente di Blondet, ma è una strategia precisa di terrorismo di massa, rischioso, impegnativo, che prevede la provocazione di attentati, stragi, morti a decine, per indignare e “orientare” l’opinione pubblica nelle elezioni.

Adesso, per esempio, è in ballo la questione della privatizzazione delle acque. Tra nani, ballerine e calcio, questo evento viene preso, in Italia, sottogamba. Ma non ci si rende conto che l’acqua finora è stata gestita in modo comunistico: uno dei pochi casi un cui un bene naturale, almeno qui in Europa, ha goduto del beneficio di non essere aziendalizzato (come il suolo, le miniere ecc..)

Non è casuale che solo ora i capitalisti si accorgano dell’esistenza dell’acqua. Già la conoscevano.
Ma oggi, che il clima (anche in seguito alle guerre) produce la desertificazione dei continenti, che la “libera circolazione delle idee” (che il potere liberale da sempre rinfaccia agli occidentali “sovversivi”) porterebbe a risultati sociologicamente imprevedibili, il potere economico capitalistico e globalizzato si mette al riparo, appunto, non proponendo, ma imponendo la privatizzazione della distribuzione dlel’acqua. Un’arma di ricatto non da poco rivolta a milioni e milioni di persone, a quel punto “sotto lo schiaffo” non per “benessere” ma per mera sopravvivenza.

Parlare di “mantenere un comunismo dell’acqua” è politicamente sovversivo? Secondo me no, e bisognerebbe rendere questo pensiero “comunista” patrimonio di piu’ persone possibile.

venerdì, gennaio 12, 2007

Il disprezzo USA per la nostra comunità italica




Gli USA esportano la democrazia con le armi. Gli USA vogliono (con Israele) scatenare una guerra in Iran anche se sa che non ci saranno armi atomiche fino al 2015 e l'Iran accetta chiunque nel suo territorio per controllare. Gli USA attaccano territori, armano invasori, provocano centinaia di migliaia di morti, anche tra il loro stesso popolo (i soldati vanno a farsi ammazzare per 4 soldi: sono i "peones" delle armi. Non per niente vengono praticamente tutti dalle comunità deboli dei sobborghi americani) .
Tutto cio' che ho elencato, forse, sono paranoie di una filoislamoanarconecroclericale come me e basta. Infatti, non parlerò di queste cose, magari troppo soggettive.
Esibisco invece un'altra tesi, buona per fascisti e socialisti: gli Usa rifiutano le leggi italiane. E questa è una costante di tutti coloro che, con attività incostituzionali, hanno influito sul progresso del paese (dalla strategia della tensione, all'eversione, con connesse stragi e silenzi e incolpevoli e ignoti), fino ad arrivare a oggi. Con una classe politica senza identità che riflette un popolo con un'identità popolare ormai assimilata ai valori americani (se io vedo i film italiani degli anni 50 e 60, allora ce l'avevamo un'identità, una cultura popolare. Da eduardo a Vittorio De sica di questa cultura hanno parlato alla grande. Confrontateli con "un posto al sole")

Questa è la mia tesi ,contestatela, se siete capaci.
L'obiezione "sì tu critichi gli americani, ma vai bloggando con Google che non è kenyota", sarà respinta. Perchè potrei benissimo viaggiare su un provider italiano, se gli USA non si fossero monopolizzati internet, fin dalla sua nascita (ma io spero molto negli indiani e nei cinesi sul progresso del software).

Adesso espongo la mia argomentazione a mo' di suffragio della mia tesi.

Una notizia, caduta un po’ in sordina tra la ridondanza di informazioni, più o meno inutili con cui i pregevoli giornalisti italiani ci deliziano la vita, è stata accantonata.
Bob Seldon Lady, responsabile CIA in Italia, inquisito per il rapimento del cittadino italiano Abu Omar ha affermato "Non riconosco l'autorita' giudiziaria italiana perche' la soluzione del 'caso' e' politica e non giudiziaria", rifiutandosi pertanto di rispondere alle domande del gip.

In realtà ci sarebbero dovuti essere altri 26 imputati americani, legati alla CIA, ovviamente, che si sono resi latitanti, chiedendo però al giudice di riconoscere la loro “buona fede” nell’aver prudentemente espatriato, perché “non a conoscenza” del procedimento a loro carico. Naturalmente questa richiesta è stata respinta.

Resta questo 007, Seldon Lady, che rispolvera un antico copione: quello dei brigatisti che, di fronte ad ogni domanda dei giudici ripetevano meccanicamente il loro “atto di non riconoscimento” della nostra giustizia e dei nostri tribunali.

E’ singolare come lo stesso meccanismo di rifiuto sia stato abbracciato, in un passato non lontano da irriducibili guerriglieri comunisti e oggi invece sia adottato da un funzionario ligio ai suoi compiti, al soldo degli “anticomunisti per eccellenza”: l’impero americano esportatore di democrazia.

La sovranità dello stato italiano e il rispetto per le leggi è stato calpestato, in tempi diversi da soggetti antitetici tra loro .

Certo, siamo in un ambito diverso dal military secret accampato per le richieste della magistratura italiana dell’esibizione di documenti e audizione di testimoni in occasione delle stragi di Ustica e della funivia del Cermis. Anche i tempi sono cambiati.

Ma ricordiamo che l’amministrazione Bush, coi suoi sodali Cheney, Ashcroft, Wolfowitz, Leeney, i suoi galoppini sadici come Negroponte o i “mediatori” come Kissinger (ora consigliere di non so cosa al Vaticano), e altri che non cito, non ha una filosofia “sovversiva” rispetto all’america del passato. E’ un gruppo “conservatore”. Che rafforza dei contenuti già espressi in una storia neanche lontana. E che almeno un presidente USA è stato sparato in circostanze misteriose (ma chissà se Kennedy era un “sovversivo”…)...la facciamo passare così...?

E che se ne è fatto dei contatti americani di Giannettini?

giovedì, gennaio 11, 2007

I Rapporti di forza sono l’antitesi della democrazia

Teneteli d’occhio questi governanti italiani ed europei. Vediamo come-se-quando condanneranno la follia impunita di G. Bush e dei suoi amici gangster.

I rapporti di forza non possono convivere con la democrazia. Se in una banda c’è un personaggio che regala ceffoni, o ci si sottomette, o si fa la guerra.

Noi stiamo qui a cincischiare sulle riforme, sulla democrazia, sul partito democratico e non teniamo conto del fatto che tra servi non potrà mai esser realizzata. Noi abbiam perso la guerra, siamo nati servi. La nostra costituzione, formalmente bellissima, contenendo principii generali e non entrando nel merito, non ci ha protetto contro lo strapotere americano. Quello che stava dietro i gruppi eversivi, di destra e di sinistra. Quello che ha fatto ammazzare politici e tecnici. Giornalisti. Moro, Mattei,Latorre. Le mani, della mafia, dei brigatisti o dei killler erano sempre armate dal burattinaio a stelle e strisce. Anche noi , con un grande partito comunista alle elezioni, eravamo allora il loro Afghanistan, il loro iraq. Non abbiamo avuto la guerra per il petrolio, ma la guerra di posizione. Il terrorista era l’unione sovietica, che sovvenzionava e appoggiava il pci.
La dc era il loro (degli USA) partito d’appoggio , il loro complice sul posto.
mafiosi , delinquenti comuni e infiltrati, i loro soldati mercenari e i loro killer.

Tutti piangono i loro morti e tutti cercano la democrazia.
Ma abbiamo realizzato la libertà americana. Ormai la servitu’ è il nostro destino. Servitu’ ad un potere che non ha nulla di democratico. Democrazia significa parlare, discutere, scontrarsi senza violenza fisica. Se qualcuno comincia a dr schiaffoni, si smette di parlare e in fretta si decide se stare con chi li da, con chi li prende o darli a propria volta.
Essere cittadini di potenze che sussistono perché asservite al colosso americano, politicamente ed economicamente,fà sì che non ci si debba illudere di godere della democrazia.
E’ l’illusione emanata dalla loro elite di potere che alimenta questa falsa convinzione.

Lo sentirete al prossimo comunicato dell’onu, che non pronuncera’ mai parole di condanna per il padrone.
Anche se ha armato gli etiopi contro la Somalia. Anche se ha armato Saddam prima di fargli la guerra a sua volta. Anche se ha attaccato un consolato iraniano. Per il padrone “le lois c’est moi” come Luigi XIV.
Il diritto internazionale è carta straccia. L’onu un suo gabinetto. I marines sono i peones del potere militare. Mafiosi e terroristi e infiltrati in tutto il mondo, i suoi veri mercenarii.

Un paese prostrato,il nostro, con una classe dirigente zerbino degli statunitensi, che non produrrà mai una politica davvero democratica. Dove chi ha qualcosa da dire o da fare si candidi, avendo la possibilità di essere eletto.
Tra servi le regole son quelle del padrone.

lunedì, gennaio 08, 2007

I predatori della PISTOLA fumante...



Stimolo a questo post è la risposta di Elisa Arduini al mio scritto sull'imminenza della guerra all'Iran e sulle sue menzogne preparatorie

Ella esprime testualmente, sulle fonti da lei citate per sostenere la sua tesi secondo cui vi sarebbe un pericolo MONDIALE che procederebbe dagli impianti atomici iraniani che "le fonti di informazioni, quelle serie, non si trovano su internet e se permetti non te le dico le mie/nostre fonti" (per "nostre" non credo che si riferisca a inpolitica-net, sito su cui scrivo anch'io e non credo che usi per se stessa il plurale maiestatis, ergo si riferisce ad una soggettività plurale che resta, volutamente, nel vago)
Poichè qui si tratta di fare informazione (propaganda?) su una guerra possibile e, forse, imminente, nn credo giovi andarci troppo alla leggera.
Poichè ella accusa me di non pubblicare fonti (errore, le ho pubblicate, ma sono lunghe, quindi forse la lettura risultava un po' faticosa) ne pubblico altre, stralciando i brani a suffragio di quanto io sostengo e cioè che Cheney, Bush, Leeney e la cricca USraeliana stiano montando la bufala della pericolosità dell'Iran (che sta effettivamente arricchendo l'uranio a scopi pacifici) per scatenare una guerra secondo cio' che gli israeliani credono sia il loro interesse, secondo il medesimo copione già osservato a proposito delle armi di distruzione di massa dell'Iraq. In altri termini, che si sappia che l'oligarchia piu' potente e armata del pianeta è pronta a scatenare un altro inferno (da cui non sarebbe escluso l'utilizzo di armi nucleari) in Iran, inserito da anni da Bush nella lista dei paesi appartenenti all'asse del male.

qui
e
qui
è spiegato chiaramente che
Le agenzie di intelligence americane ed europee, e l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), sono d'accordo che l'Iran sia intento a sviluppare la capacità di produrre armi nucleari. Ma ci sono stime molto differenti su quanto impiegherà, e se la diplomazia, le sanzioni, o l'intervento militare siano il modo migliore per impedirlo. L'Iran insiste che la sua ricerca è solo per usi pacifici, in accordo con il Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, e che non si farà ritardare o dissuadere.

Qui si parla di come Cheney abbia da anni il progetto, concordato con gli israeliani di attaccare l'Iran, però (cito testualmente)Un duro colpo contro tale piano è arrivato il 2 agosto quando il Washington Post ha reso pubblici, nell'articolo di apertura, stralci del National Intelligence Estimate (NIE), una importante valutazione riservata dell'intelligence redatta sotto la coordinazione della CIA.
Le fonti del Washington Post sostengono che in quel rapporto dello scorso giugno, a cui esse hanno accesso, c'è scritto chiaramente che l'Iran non è in grado di disporre di armi nucleari prima del 2015
, al più presto, e al tempo stesso si specifica che con questo non si vuole riconoscere che l'Iran disponga effettivamente di un tale programma di riarmo nucleare, perché non ci sono elementi sufficienti per una tale conferma.
Christopher de Bellaigue, poi, scrive sul "new york rewiew of books" al termine di un'accurata analisi sui rapporti tra Usa e medio oriente, come
The official, who spoke anonymously to British newspapers following Iran's referral to the Security Council, was referring to Iran's impending mastery of the nuclear fuel cycle, a prerequisite both to generating electricity and building a bomb. But he acknowledged that even with this technology, it would still take several years for Iran to build a serviceable weaponIl rapporto degli ispettori dell'AIEA
dice (cito testualmente)“Ora abbiamo l’Iran. Si può giurare (dice la Casa Bianca) che abbiano un programma per lo sviluppo di armi nucleari.
E pure l' Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, gli ispettori che hanno avuto pieno accesso ai siti iraniani, è uscita allo scoperto ed i suoi funzionari hanno dichiarato “Bene non possiamo dire che c’è un programma segreto che non conosciamo. Ciò che possiamo dire, come diretto risultato delle nostre indagini, è che non c’è alcun dato che supporti le affermazioni dell’amministrazione Bush sull' esistenza di un programma per l' implementazione di armi nucleari”.Sempre nello stesso articolo possiamo trovare(cito testulamente) le dichiarazioni di J.Ritter, Capo Ispettore nella Commissione Speciale per gli Armamenti dell’ONU,che ha rivelato durante il dibattito con Hersh che nemmeno i servizi segreti israeliani sono stati in grado, nonostante il copioso utilizzo di risorse umane e tecnologiche, di scoprire una qualsivoglia prova che l' Iran abbia un programma nucleare).

Richard Armitage, il vice-segretario di Stato durante il primo mandato di Bush, mi ha detto: "Penso che l’Iran abbia un programma segreto di armi nucleari, ne sono convinto, ma non posso provarlo".


Robert Gallucci, un ex-esperto del governo sulla non proliferazione, ora il preside della 'School of Foreign Service' a Georgetown, ha detto: "Per quanto ne so, l’Iran potrebbe essere lontano 8 o 10 anni" dalla creazione di un’arma nucleare utilizzabile. Ha inoltre aggiunto che “se si riuscisse a provare l’esistenza di un programma segreto e non si riuscisse a fermarlo con la negoziazione e la diplomazia, o con la minaccia di sanzioni, io sarei favorevole all'intervento armato. Se, tuttavia, li attaccherete senza prove, vi metterete nei guai”.
Altro Linkche spiega la situazione e che cito testualmente

Attualmente l’Iran sta perseguendo un programma nucleare civile, teso allo sviluppo di almeno una centrale nucleare (centrale di Bushehr), oltre che vari reattori di ricerca e centri di ricerca, i principali dei quali si trovano, oltre che a Tehran, ad Isfahan ed a Shiraz.
Per il funzionamento dell’impianto nucleare di Bushehr, i cui scopi “civili” sono accertati e non messi in dubbio da nessuno, l’Iran deve poter fabbricare o avere a disposizione combustibile nucleare. Questo è costituito da uranio, arricchito nella sua componente fissile (U-235) fino a circa il 3%. Teniamo conto che l’uranio naturale di cui l’Iran ha molti giacimenti, ha un arricchimento dello 0.7%, e non è quindi utilizzabile a scopi energetici senza prima essere arricchito. L’Iran ha pensato di dotarsi di tecnologie atte all’arricchimento dell’uranio, in modo da effettuare tutto il “ciclo del combustibile” in casa, senza ricorrere all’estero. Questo è abbastanza comprensibile, in una nazione da sempre abituata, data l’abbondanza di risorse quali petrolio e gas, a non dipendere dall’estero per i suoi approvvigionamenti energetici. Il programma nucleare iraniano risale ai tempi dello Scià: non si vede il motivo per cui una nazione come l’Iran, pur avendo petrolio e gas a volontà, debba rinunciare ad una tecnologia avanzata come quella nucleare, che già possiede e che sarebbe in grado di fornirle energia in forma pregiata, ovvero energia elettrica, cosa della quale l’Iran ha sicuramente bisogno.
Tornando al programma nucleare iraniano, la tecnologia di arricchimento della quale l’Iran si è dotato è quella dell’ultracentrifugazione, che è in quest’ambito una delle più moderne ed avanzate.
Teoricamente, l’ultracentrifugazione può essere utilizzata per spingere fino all’estremo l’arricchimento del combustibile, e passare dal 3% al 90%. Quindi si può dire che ogni nazione che possiede tecnologie nucleari, e sono svariate decine nel mondo, ha in teoria le potenzialità per fabbricare del combustibile a scopi bellici.
A questo punto va però detto che:
· Il Trattato di Non Proliferazione (NPT), cui anche l’Iran aderisce, prevede ispezioni costanti da parte dell’IAEA di tutte le installazioni di rilevanza nucleare, proprio per evitare questo tipo di problemi
· La fabbricazione di combustibile nucleare arricchito è comunque soltanto uno dei passi necessari a dotarsi di armamenti nucleari
Detto questo, dobbiamo chiarire che – a causa della situazione di tensione esistente e, non nascondiamocelo, anche a causa delle pressioni di Stati Uniti ed Europa, da un lato, e dell’atteggiamento del governo iraniano dall’altro - l’IAEA ha finito per richiedere all’Iran non soltanto di lasciar ispezionare le proprie installazioni nucleari, come tutti gli altri paesi, ma anche di interrompere qualunque procedimento di arricchimento dell’uranio sul proprio territorio. Questo, indipendentemente dal fatto che l’arricchimento sia a pretesi scopi pacifici oppure meno. Ciò è dovuto non a motivi tecnici, ma semplicemente al fatto che l’Iran non è considerata una nazione affidabile da questo punto di vista e c’è il timore voglia conservare questa tecnologia per scopi bellici, contrariamente alle assicurazioni fornite.
L’Iran, irrigidendosi dinanzi a questa richiesta ritenuta eccessiva e rigida, a sua volta ha continuato a permettere ispezioni ai suoi impianti, ma non ha rinunciato all’arricchimento come punto di principio. Da qui il “deferimento” – abbastanza inevitabile date le premesse - dell’Iran al consiglio di sicurezza dell’ONU, i tentativi della Russia di far accettare all’Iran che l’arricchimento del combustibile per Bushehr venga svolto appunto in Russia piuttosto che in Iran.

Dopo qualche considerazione successiva, l'esperto americano intervistato aggiunge che:

Possono essere discorsi che mettono i brividi, ma qualunque esperto di armamenti nucleari potrà confermare che, militarmente, la minaccia nucleare iraniana semplicemente non esiste
QUIVI si parla espressamente del rapporto della CIA (ovvio, non è che si trovi facilmente l'originale in americano...pare che Bush voglia proprio evitare di presentarlo al congresso...)
Il piano dell’Amministrazione per un attacco militare in Iran è stato reso più complicato all’inizio dell’autunno da un abbozzo di valutazione compiuto dalla CIA che ha contestato le idee della Casa Bianca su quanto fosse vicina al nucleare l’Iran. La CIA non ha trovato prove conclusive, finora, di un programma di armi nucleari segrete iraniane che si muovesse parallelamente alla operazioni civili che l’Iran ha dichiarato alla AIEA (La CIA ha rifiutato di commentare questa notizia).

L’analisi della CIA, che è circolata nella altre agenzie per dei commenti, era basata su tecniche di intelligence prese dai satelliti, e da altre prove empiriche, come misuramenti della radioattività dei corsi d’acqua e dagli sbuffi di fumo delle industrie e dagli impianti di produzione elettrica. Dati aggiuntivi sono stati raccolti, mi hanno detto fonti dell’intelligence, da strumenti high-tech di rilevamento della radioattività che agenti clandestini di Israele e degli USA hanno posizionato vicino alle attrezzature sospette dell’Iran nello scorso anno. Non è stato rilevato un significante ammontare di radioattività.

Un attuale funzionario anziano dell’intelligence ha confermato l’esistenza dell’analisi della CIA, e mi ha detto che la Casa Bianca è stata ostile all’analisi. Il fatto che la Casa Bianca respinga le prove della CIA sull’Iran è largamente risaputo nell’intelligence. Cheney ed i suoi assistenti hanno minimizzato il rapporto, ha detto l’ex funzionario anziano dell’intelligence. “Loro non stanno cercando una pistola fumante,” ha aggiunto il funzionario, riferendosi specificamente all’intelligence sul piano nucleare iraniano. “Loro stanno cercando il livello di comfort di cui pensano di aver bisogno per eseguire la missione.” La “Defense Intelligence Agency” del Pentagono ha anche contestato l’analisi della CIA. “

Per finire, rinfrescando la memoria ai gentili lettori di questo blog, posto un breve resoconto tratto da "the Lie of the century" (sito in cui si sostiene, a mio avviso giustamente, che per trascinare un popolo in guerra la menzogna è un ingrediente essenziale)che descrive le modalità in cui hanno spacciato l'infame menzogna relativa al possesso da parte dell'iraq di armi di distruzione di massa, scatenando guerra che ha portato, dicono alcune fonti (disponibili qui a lato sul mio blog) 650000 morti civili, tanti quanti ne ha avuto l'Italia nella prima guerra mondiale.

Per quanto riguarda Elisa, che mi scrive (cito testualmente)"pace-sviluppo non significa mettersi supini di fronte a qualsiasi minaccia oppure essere pacifisti a tutti i costi o a senso unico come lo sei tu, significa analizzare le varie questioni e cercare una soluzione il più possibile pacifica" dico solo una cosa:
Affermare è un atto che ha un senso, un valore. Affermare la pericolosità dell'Iran, pubblicamente in questo periodo, non è una "cazzata gratuita" (che, per carità, è concessa a tutti) ma diventa, in senso letterale propaganda di guerra. Ci si autoumilia a farsi, magari involontariamente, strumento dei guerrafondai. Per questa ragione penso che un individuo dovrebbe prendere coscienza della sua reificazione a mezzo mediatico, a "ripetitore" a disposizione dei potenti (magari pure gratis)e risolversi a disporre le proprie conoscenze al servizio della pace, quella vera. Non quella artificiosa e sofistica di cui parli tu...

Costruzione della menzogna iraquena

Il governo degli Stati Uniti ha forse mentito agli americani, o meglio, il Presidente Bush e i suoi nuovi conservatori hanno mentito al Congresso per iniziare una guerra di conquista dell’Iraq?

La questione è stata presa attentamente, quando un memorandum del Governo Britannico ha indicato che la decisione di andare alla guerra seguì la stesura di una politica d’informazione. Questa era la pistola fumante.

Ma prima ancora la scoperta di questo documento, era diventato evidente che il Governo USA, aiutato dalla Gran Bretagna, stava mentendo per creare consenso ad una guerra contro l’Iraq.

La prima prova è un Dossier di Tony Blair: un documento divulgato dal Primo Ministro che spiegava i motivi per la guerra. Il dossier perse valore quando fu rivelato che per buona parte aveva copiato la tesina di uno studente di 12 anni!

Molti contenuti del dossier, anche se sembrassero buoni motivi per una invasione, erano senz’altro vecchie notizie.

L’uso di questo materiale datato è senz’altro prova di un chiaro tentativo di imbroglio.


Vi erano le prove sui laboratori mobili con armi biologiche. Questi furono passati in assenza di veri laboratori, mentre si avvicinava l’invasione. Le foto di questi rimorchi furono mostrati da tutti i mezzi di informazione con la pretesa che erano parte di un più vasto gruppo di rimorchi che portavano in giro armi di distruzione di masse.

Il maggiore proponente di questa bufola, fu Colin Powe.l che mostrò una foto analoga alle Nazioni Unite, il 5 febbraio, 2003.

La bufola venne fuori quando si seppe che questi rimorchi non erano nient’altro che generatori di idrogeno, gas per riempire palloni meteorologici aerostatici. Il fatto era risaputo dagli Stati Uniti e dagli Inglesi. Infatti una compagnia Inglese li aveva vendute all’Iraq.
Il discorso di Collin Powell alle Nazioni Unite in effetti fu nient’altro che una serie di contraddizioni. Powell asserì che l’Iraq aveva acquistato dei tubi speciali d’alluminio di cui, l’unico uso possibile sarebbe potuto essere centrifughe per l’uranio arricchito. Entrambi la Cia e il Dipartimento di Stato confermarono che i tubi erano pezzi di missili che Saddam avrebbe potuto avere legalmente. A seguito dell’invasione, non furono trovate centrifughe d’alluminio o di altro materiale.

Powell alle Nazioni Unite dichiarò anche che le foto a sinistra mostravano veicoli per la decontaminazione. Ma quando gli ispettori dell’Onu visitarono i luoghi, dopo l’invasione, localizzarono i veicoli e scoprirono che erano solo equipaggiamento dei vigili del fuoco.
Powell dichiarò anche che gli iracheni avevano dei missili e dei siti di lancio nascosti fra le palme dell’Iraq occidentale; niente di tutto questo fu mai trovato.
Powell dichiarò anche che gli iracheni avevano 8500 litri di antrace (2245galloni). Non fu mai trovata.
Powell dichiarò che l’Iraq aveva 4 tonnellate di gas nervino VX. Le Nazioni Unite avevano già confermato che era stato distrutto. Gli unici campioni di gas residui furono quelli lasciati dagli USA per contaminare le testate irachene. Gli USA si affrettarono a distruggere i loro campioni prima che prove di paragone potessero iniziare.
Powell dichiarò che l’Iraq stava costruendo delle macchine volanti a lungo raggio, con comando a distanza progettate per portare armi biologiche. Le uniche macchine volanti che furono trovate, erano utili solo per la ricognizione a breve raggio.

Powell dichiarò che l’Iraq aveva fra le 100 e 500 tonnellate di agenti chimici per la guerra biologica. Powell non dette alcuna prova per le sue asserzioni. Il rapporto della DIA, divulgato allo stesso tempo, era in diretta contraddizione con quanto asserito da Powell. Non sono mai state trovate armi chimiche o biologiche a seguito dell’invasione, in Iraq.
Powell dichiarò che informazioni provenienti da persone che non poteva indicare, confermavano che Saddam aveva autorizzato i suoi comandanti ad usare armi biologiche. Tali armi in Iraq non sono mai state usate per fermare l’invasione, e neanche ne sono state trovate.
Powell dichiarò che 122 testate erano state trovate dagli ispettori delle Nazioni Unite definite armi chimiche. Risultò che le testate erano vuote, e non mostravano segno d’aver mai contenuto armi chimiche.
Powell ha dichiarato che l’Iraq aveva una forza segreta di missili SCUD a lunga gittata. Questi non sono mai stati trovati.
Powell ha riferito d’avere un nastro registrato che provava l’appoggio che Saddam forniva a Osama Bin Laden. Una traduzione indipendente di quel nastro ha rivelato che Osama desiderava la morte di Saddam.

La definitiva sconfitta di Powell alle Nazioni Unite incluse anche foto spia prese da velivoli in alta quota, e dallo spazio. Sulle foto erano stati cerchiati alcune zone, con targhette esplicative che indicavano laboratori chimici, e diverse zone per l’immagazzinaggio di armi di distruzione di masse di Saddam. Le foto non chiarivano cosa quelle zone fossero, e le ispezioni seguenti l’invasione dimostrarono che quei siti non erano una minaccia.
Almeno in un caso, le foto satellitari mostrate da Powell non potevano esserci, perché il satellite indicato come origine delle foto era stato fuori uso in quel periodo. Molti si sono domandato come mai Powell mostrasse delle foto bianco-nero quando oramai i satelliti fanno foto a colori.

Altre prove sono i documenti che il Presidente Bush richiamò al suo discorso sullo stato dell’unione, nel 2003. Secondo il presidente, questi documenti mostravano che l’Iraq stava comprando tonnellate di ossido d’uranio, chiamato anche Torta Gialla, dal Niger.
Poiché Israele aveva bombardato la centrale nucleare di Irachena, anni prima, fu assunto che l’unico motivo per cui Saddam stava comprando l’uranio era per costruire bombe.

Questa bufala si rivelò quando fu scoperto che l’Iraq aveva una grande quantità d’uranio proprio e non aveva bisogno di importarlo dal Niger, o da qualunque altra parte. La IAEA allora venne allo scoperto dichiarando che i documenti del Presidente non solo erano falsi ma che fosse ovvio credere che tutti nel governo non fossero all’oscuro della loro falsità!
Alla fine, la prova inconfutabile che erano state dette bugie sulle armi di distruzione di massa dell’Iraq fu che non furono mai trovate tali armi. Questo significa che ogni documento con lo scopo di provare che l’Iraq avesse armi di distruzione di masse era falso, una bufola, una bugia. Non vi potevano essere prove per appoggiare l’illazione che l’Iraq avesse armi di distruzione di masse; perché l’Iraq non ne aveva. Ogni documento inteso a provarlo diventa una prova di colpevolezza. Se qualcuno sta prendendo tempo per creare dei documenti falsi implica che questo imbroglione già sa che non vi sono documenti validi sull’argomento.
Quello che il governo USA aveva, tutto quello che aveva, erano copie di tesine di studenti, documenti falsi, per la “Torta gialla”, stazioni per l’allestimento di palloni aerostati, e piccoli laboratori portatili per analisi chimiche che facevano passare dei temini di studenti come analisi contemporanee.