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mercoledì, luglio 11, 2007

L'imperialismo va fermato con tutti i mezzi.



Il racconto di Ramatullah Hanefi alla procura di Roma è esplicito: egli, trattando personalmente con Dadullah, gli avrebbe consegnato una valigetta con due milioni di dollari che compravano la liberazione di Mastrogiacomo.
La valigetta, dice, gli sarebbe stata affidata da mani italiane.

Intanto, questo spaventoso genocidio afghano (cui noi italiani siamo partecipi)continua, con omicidi e vittime da entrambe le parti: a sud del paese, un kamikaze è salito su un convoglio NATO con la fatidica cintura e si è fatto saltare, uccidendo 17 civili (tra cui 12 bambini) e facendo 37 feriti,tra cui 7 soldati olandesi.

Questo, dopo che gli attacchi americani avevano fatto morire 108 persone il 6 luglio e che ieri un soldato USA è morto per le ferite riportate a Herat e un bambino di 10 anni è morto a est del paese durante una controffensiva taliban che ha ferito, in piu', 8 persone.

Insomma: l'Afghanistan, in tutti e quattro i punti cardinali, brucia come la Germania all'inizio del '45. In Afghanistan è radunato quasi tutto l'occidente per esportare "democrazia" al costo di una guerra civile che sta decimando quel popolo.

Intanto il congresso USA prende atto che "tra Afghanistan e Iraq gli USA han speso 610 miliardi di dollari" (cifra secondo me che il Bushit-Team avrà saputo esporre per difetto, come si è provato che "barava" sul conteggio dei morti in Iraq.
Difatti l'Homo-involutus dichiarava di aver conteggiato 30000 morti, mentre si è dimostrato che solo in Iraq sono piu' di un milione, allo stato attuale (erano 650000 l'anno scorso).

La Camera dei Deputati Statunitense in questi giorni ha nuovamente votato il rifinanziamento della missione Iraquena, pur subordinandola ad un calendario che prevede il sostanziale ritiro delle truppe entro il 30 agosto 2008.

Personalmente,considero questi provvedimenti USA insoddisfacenti, perchè, pur prevedendo una "data di ritiro" (dall'Iraq, perchè resterebbe aperto il problema afghano), non si cercano trattative, non si prevedono tregue o cessate il fuoco. L'imperialismo americano rinvia il problema di una realizzazione della pace ad un tempo che, flosoficamente, sta nel non-essere: il futuro da qui a un anno e un mese.

Riservando al presente l'elargizione di cio' che, filosoficamente parlando, significa una cosa che ha tanto valore, che tutti perseguono, che muove il mondo: il danaro .

La filosofia dell'imperialismo americano, pur con tutte le parole che si possono spendere, è la seguente: Pace? Nel futuro, forse. Per il Presente: guerra.
Eccola la Barbarie Americana
di cui parlavo l'altro giorno: una rappresentazione del pianeta come qualcosa che rende le risorse disponibili al piu' forte.

E gli americani (intendo i potentati economici, non tutti eh) non tollerano che si possa mettere in discussione neppure lontanamente la convinzione che siano "loro" i guerrieri vincenti ( e questo spiega l'inquaificabile zerbinaggio italiano,da 60 anni a questa parte). Statunitensi che si prendono il mondo con la sublime "arte della guerra", risolvendo nel contempo anche i dissidi di classe interni, perchè vi sono leggi apposite per commutare la galera con il servizio militare.
Che così i criminali si integrano e collaborano col sistema, per dirla con i padri della nostra costituzione "secondo la loro capacità contributiva": da delinquenti, appunto.

Questo l'imperialismo fa, anche a costo di impoverire progressivamente anche la classe "media" occidentale, togliendole diritti e sicurezza, per renderla sempre ricattabile a livello di "servizi" commerciali e amministrativi, indispensabili al funzionamento di questo assurdo sistema imperialterroristico. Non solo: l'imperialismo ha studiato molti sistemi per controllarne anche le menti, rappresentando il mondo come un reality relativistico la cui percezione è filtrata e condizionata dai mass media (di cui l'uomo della medietà borghese occidentale, non riesce neppure a decidere se esso è bello o brutto, giusto o ingiusto) in cui le stragi stanno su uno sfondo come minuscole, ma strutturali, piastrine di un mosaico non ben definito.

martedì, maggio 01, 2007

...E non se ne vogliono andare...



Che cos’hanno in comune G.W. Bush, Paul Wolfowitz ed Ehud Olmert? Che cosa, oltre
alla complicità attiva ( e ad altissimo livello) col sistema guerrafondaio globale imperialistico?
Hanno in comune che, nel mondo, a diverso titolo, di questa gentaglia si stanno chiedendo le dimissioni.
Ehud Olmert, capo dell'esecutivo di Israele contrariamente alla "tradizione" israeliana per cui i capi dell'esecutivo sono anche militari, ha voluto portare guerra al Libano e poi l'ha persa.


Anche se questa parola (persa)non viene usata. Si parla di errori, omissioni, reticenze. Si dice, precisamente, che Olmert “e' accusato di aver trascinato Israele in guerra senza un adeguato piano militare e di non aver informato il governo del reale stato delle forze armate prima del lancio dell'offensiva di terra” . Contro la prosecuzione del suo mandato ci sono i riservisti, ma anche, secondo i sondaggi, il 69 % degli israeliani.
Tuttavia, G.w Bush è intervenuto per aiutarlo, testimoniando che “la sua presenza è indispensabile “ per “due popoli due stati” (...) e per “costruire la pace” (muahahahaha).
Siccome però oggi le dimissioni dei potenti sono diventate rare come i presidenti USA ragionevoli, le dimissioni di Ehud, per ora, sembrano rientrate.




Di fatto Bush è dovuto intervenire anche per difendere il suo amico Paul wolfowitz, accusato di aver fatto assumere in modo clientelare una “esperta di medio oriente”(che poi era la sua donna) presso il Dipartimento di Stato Usa, con un stipendio di 193mila dollari, superiore a quello di Condoleeza Rice .
Questo dopo che lui aveva assunto la presidenza della banca mondiale, dove lei lavorava con un già più che lauto stipendio, e da dove fu da lui distaccata,appunto, con la collaborazione della presidenza Bush, per evitare conflitto di interessi.
A questo distacco al Dipartimento, aveva provveduto G. Bush, nonostante avesse fatto della lotta al clientelismo il suo cavallo di battaglia alle elezioni. Quindi la patata bollente è stata passata nelle sue mani.

Pertanto, si chiedono le dimissioni sia di Wolfowitz che di Bush. Wolfowitz ha detto che non ha problemi ad andarsene, basta che gli venga elargito un riconoscimento per la sua “buona fede” e per il "buon servizio" prestato per la banca mondiale.
Bush invece, quelli che chiedono le sue dimissioni, non li prende neppure in considerazione.




Anzi: si attiva per dimostrare che è un ottimo presidente. Tipo che:
-sta persuadendo Putin ad acconsentire allo scudo spaziale (sarebbe "un bene" anche per i russi)
-sta controllando l’andamento del Doha Round(conferenza mondiale che riguarda anche 40 paesi in via di sviluppo in una trattativa che va avanti dal 2001 affinchè si giunga ad una direttiva economica sulle liberalizzazioni che valga in tutto il mondo) , con i suoi zerbini Merkel e Barroso affinche’ si raggiunga, a livello di WTO (organizzazione mondiale del commercio) un accordo entro la fine del 2007 per la liberalizzazione di settori chiave come l'agricoltura e i servizi.
- Ha spedito la Rice a Sharm el Sheik a parlare con gli iraniani(ha detto Bush: "sarà gentile, ma ferma")
-Ha elogiato l’Italia perché si è dimostrata affidabile nella lotta contro il terrorismo
E la deliberazione del congresso per cui si è detta qualche parola sui tempi e si sono stanziati finanziamenti per ritirare le truppe americane dall'Iraq è passata sulla persona di Bush come un'arietta fresca che, come ad un qualsiasi impiegato milanese, gli ha messo soltanto voglia di "sentirsi più attivo".

Nn lo so se la faccia del mondo cambierebbe, levandosi dagli zebedei questi personaggi...certo che per noi, levarci dalla vista televisiva le loro, di facce (di merda), sarebbe almeno un risultato estetico.

giovedì, marzo 22, 2007

Israele: la politica razzista e il vittimismo infetto dei sionisti.



La contrapposizione israelo-palestinese si dipana in una matassa di vicissitudini che sono difficili da comprendere, soprattutto quando filtrate da mass media vergognosamente asserviti all’”amicizia con Israele”: leitmotiv di punta di un certo filone dell’ideologia imperialistica che caratterizza la politica dell’Italia.

Quel che succede : Fatah e Hamas hanno trascorso gli ultimi mesi dilaniandosi in una “guerra civile”.
Fatah, il partito gradito a Israeliani e Americani, conta nelle sue file uomini che odiano di più i palestinesi stessi e Hamas, di quanto non odino gli israeliani che vessano e sterminano il loro popolo da più di 60 anni, i quali sono all'occorrenza pronti a pagarli, con i soldi rapinati al loro stesso popolo .

Con la mediazione dei sauditi, si sono rifatte le elezioni e questo popolo senza terra né legge, si è adattato a votare per Fatah, nella speranza che un accordo qualsiasi ponesse fine al conflitto civile che si era innescato . Mohamed Dahlan, accusato da Hamas di aver pianificato molti omicidi politici di membri di Hamas e non solo, doveva essere imposto nel nuovo governo (da Usa e dall’ “unica democrazia del medio oriente che dispone dell’esercito più morale del mondo”), siccome però i membri di Hamas (oggi meno della metà del “governo” si fa per dire, della Palestina)si sono opposti, allora lo hanno rimpiazzato con Azzam al-Ahmad ex ambasciatore dell’OLP in Iraq ai tempi del conflitto del 1991, oggi uomo “di punta” di Fatah (e amico di USA e dell’”unica democrazia del medio oriente che dispone dell’esercito più morale del mondo”).


Appena insediato, il nuovo governo palestinese è stato immediatamente stigmatizzato dagli israeliani, che hanno contestato le parole di un deputato di Hamas che ha detto che i palestinesi hanno il diritto di resistere alle vessazioni.

Gli USA hanno ricominciato con la manfrina del “riconoscimento” da parte dei palestinesi, di Israele. Cioè: un popolo (possiamo definirlo un grande gruppo di persone, circa 3 milioni. Per ora.) che vive in un enorme ghetto, che quotidianamente subisce rastrellamenti e devastazioni dall’esercito del paese che li ha ghettizzati (quello "più morale del mondo”), che non ha stato (né si conosce il territorio dove, presumibilmente, si costruirà) deve, a mò di conditio sine qua non, prima di cominciare a parlare di territori dove stare, riconoscere il diritto di esistenza ( e , conseguentemente avallare rapine, omicidi, devastazioni, sequestri, rapimenti attualmente in corso) del paese che li opprime e che vorrebbe fregar loro ancora piu’ terre, tutte, possibilmente.

Il mantra che si spaccia, in questo caso, è inerente alla guerra “civile” che si è scatenata tra Fatah e Hamas. Quest’ultimo partito era stato eletto nelle penultime elezioni dai palestinesi, che lo avevano designato come “governo” di un paese “del mai”, il mandato del quale non “poteva” essere riconosciuto da Israele. Terroristi, dicevano. Non riconoscono il diritto di occupazione e di vessazione dello "stato ebraico". (ma guarda un po'. Stronzi eh?)

Poiché la situazione non si sbloccava, la “guerra civile” è intervenuta provvidenzialmente a modificare la situazione, sgradita agli oppressori.

Gli israeliani non perdono occasione per rimarcare la “corruzione” dei “capi” palestinesi.
E hanno ragione di farlo: questa “guerra civile” è stata infatti il risultato di una capillare opera di corruzione di membri di Fatah, che hanno operato gli omicidi “giusti” per scatenare una faida che ha indebolito , in pochi mesi, Hamas, "riorientando" sotto minaccia la volontà delle elettorato palestinese.

Che, per amore, per intervento internazionale o per sperare di salvare la pelle, ha rivotato (pregi della democrazia esportata dalla civiltà) e Fatah ha acquistato quel consenso finalmente “gradito” agli oppressori.

I quali però non sono stati del tutto soddisfatti: si sono infatti attaccati alle parole di un ministro palestinese di Hamas (uno dei 12 che vengono “sopportati” nell’esecutivo di un governo di uno stato che non c’è) che ha giustificato la resistenza.

Queste dichiarazioni stavano per far saltare tutto, ma l’UE e i sauditi si sono imposti agli oppressori USraeliani, i quali, stretti dalla diplomazia, per ora, si son detti disponibili al “dialogo”* (con un governo la cui maggioranza è voluta da loro, composta da uomini graditi a loro, disposti a fare quel che piace a loro) , in attesa di un false flag o di tempi migliori per innescare nuovamente la faida e, quindi, il genocidio.

Nel frattempo i coloni, supportati dall’esercito, occupano case palestinesi ad Hebron. I rastrellamenti continuano, famiglie palestinesi buttate fuori dalle loro case assistono alla deportazione e al seppellimento dei loro cari nelle carceri di Israele, cani feroci vengono liberati dagli sbirri dentro e fuori le case della gente, bambini e ragazzini restano feriti e uccisi in questo stillicidio di oppressione, che dopo 60 anni, nessun essere umano dovrebbe mai abituarsi a tollerare.

E mò vediamo come va a finire.

Nel frattempo, i sionisti italiani e non, scatenano mediaticamente la campagna vittimista che ravvisa il “marcio” della parte antisionista della sinistra italiana, che è ,ovviamente, antisemita, così come antisemiti sono tutti i paesi che in modo esplicito, si sono espressi sulla necessità di trattare ,almeno, con questo governo.
Il tam tam mediatico, che specialmente in Italia è supportato dal totale e incondizionato asservimento delle istituzioni (Napoletano in primis) e del sistema mediatico embedded, alla causa dello stato razzista israeliano, vorrebbe suscitare solidarietà verso i carnefici dei palestinesi, stimolando l’idea di una “colpa” che ricade su chi no, per quanto si sforzi, non ce la fa a capire il perché si debba sostenere uno stato che ha una base etnica, razzista e oppressiva come fondamento della sua esistenza.
Per questo sistema e per questa gente, razzisti sono gli antisionisti, non coloro che sostengono la sussistenza, attraverso la guerra, la tortura, l’incarcerazione e l’oppressione di uno stato su base etnica. Basta leggere l’ultima pubblicazione della Deborah Fait per capire quanto odio venga alimentato verso chi indica, a ragion veduta, l’atteggiamento fascista di uno stato che con i soldi corrompe e con le armi uccide i palestinesi , colpevoli di trovarsi a vivere sul suolo della “terra promessa”, che ormai è diventata, anche per gli israeliani stessi, pure la guerra promessa: feroce, razzista e infinita come l'odio che permea, dalla notte dei tempi, ogni forma di conflitto umano .

*è notizia recente che Olmert ha istigato la comunità internazionale a continuare a boicottare anche questo "governo" palestinese.

PS: Mi scuso in anticipo con gli amici ebrei, leali e simpatici con cui sono in contatto. La brutalità delle mie parole è stata però stimolata dalla violenza verbale con cui alcuni sionisti italiani perseverano nel dare del "razzista" "antisemita" "marcio moralmente" a chiunque osi criticare la politica vessatoria degli israeliani. Perpetuando, con questo atteggiamento, l'obbligo all'adesione incondizionata alla logica del piu' forte, difesa con le armi. A discapito di coloro che rischiano l'estinzione in una terra che hanno il diritto di abitare tanto quanto gli israeliani.

update: sulla strumentalizzazione dell'insulto antisemita, si legga l'ottimo articolo di eugenio cazzidui

update2 stop al boicottaggio del governo palestinese. di Vittorio di Palestinanews

domenica, marzo 18, 2007

Perchè si fanno le guerre



IMPERIALTERRORISMO e aziende
.

Questo post mi è stato suggerito da una conversazione msn con Sir Percy Blakeney. Che nel quadro politico internazionale ci vede, giustamente, il lato economico della questione come fattore essenziale(vedete che anche chi ce l’ha coi marxisti, alla fine, ne condivide di fatto i presupposti essenziali).

Egli mi ha fornito dei links di Monster (Mostro), il motore di ricerca internazionale per il reclutamento del personale. Tali links riguardano le assunzioni di personale “speciale” da mandare nelle zone controverse dal punto di vista politico, Zone in cui gli USA hanno problematiche di guerra, di ricostruzione o di creazione di oligarchie locali (link1(Afghanistan) , link2(Iraq)).

L’imperialismo si distingue dal colonialismo perché, diversamente da questo, non impiega personale proprio per l’amministrazione. Il regime imperialista si appoggia ad oligarchie locali, che, reclutati per meriti “di esperienza” , vengono successivamente integrati nell’oligarchia dei dirigenti o dei quadri dell’amministrazione del paese. L'esercito invasore tutela l'ordine pubblico e nel frattempo crea una struttura militare e/o poliziesca sul posto, soldati e poliziotti che "si vendono" al potere che viene insediato.

Le aziende sono multinazionali “worldwide”, troviamo sigle sconosciute, ma anche grandi nomi dell’industria, come la Toyota.

Il personale ricercato deve avere almeno (nella maggior parte degli annunci) 3 anni di esperienza.
La formazione militare è gradita, quando non obbligatoria, oltre alla conoscenza specifica (nel caso di professioni tecniche) e al fluent English.

Gli stipendi sono favolosi, soprattutto per coloro che vengono spediti in zone di guerra (Iraq), si parla di 85 dollari all’ora.

Come per esempio questo:


IRAQ Maintenimento delle Posizioni
Minimum: 1 anno di servizio
Compensation: $86 (Tax Free)
Full Benefits, 401K, Paid R&R, etc.
Transportation, Meals and Lodging provided!

L'azienda è importante, fornisce servizi di funzionamento, di manutenzione, di modifica, di revisione, di integrazione di sistemi, di sostegno della logistica e di addestramento agli enti governativi ed ai clienti commerciali negli Stati Uniti ed in tutto il mondo. Complessivamente, l'azienda ha più di 40 anni di esperienza, con un’ininterrotta annotazione delle distinte prestazioni di contratto effettuate .


Requisiti: Attualmente stiamo cercando i tecnici qualificati di manutenzione nelle specialità elencate qui sotto. E’ richiesto un minimo tre anni di esperienza specifica e formazione professionale militare di 3 anni o più.
I candidati devono possedere un passaporto valido e superare l’esame per le tossicodipendenze previsto, un checkup fisico e un controllo della fedina penale.

Condizioni di lavoro: Il pericolo estremo, lo sforzo, le difficoltà fisiche e le condizioni di vita devono tener conto del fatto che si sta in un accampamento nel deserto. I candidati devono saper resistere alle temperature estreme, alle ore di lavoro estese, ai servizi in comune e a comodità inesistenti.
All’interno dell’accampamento, lo spazio per la deambulazione è limitato, per via dell’isolamento. Il trasporto fin nella posizione schierata è fornito dall’aviazione.
Aperture di manutenzione: Meccanico del generatore di alimentazione Heating, refrigerazione, meccanico di HVAC Combustibile, riparatore del sistema elettrico Meccanico dell'apparecchiatura dell'assistente tecnico, Riparatore del carro armato di battaglia principale .

Quest’azienda si chiama:
Front Line Solutions, Inc
Office: 719-593-7139
Toll Free: 866-357-5627
caljones@flsolutions.net

Personale tecnico , in particolare, meccanici e ingegneri per automobile, in Afghanistan, lo cerca anche la Toyota (ma mò ve lo traducete voi)


Qui l’azienda Trillium Construction Services, cerca ex militari per posizioni qualificate nell’ambito dello sviluppo della qualità e della sicurezza nelle attività aziendali (dai corsi di software ai rapporti sulla sicurezza dei viaggi all’interno del territorio) in IRAQ

Anche se i lavori sono organizzativi e tecnici, cercano EX MILITARI, possibilmente laureati, positivi, motivati. Ci dovrebbero essere anche le retribuzioni e i perodi minimi della ferma.

Qui, invece, si parla di Afghanistan, si cercano immigrati afgani col passaporto statunitense, bilingue, reclutati per diventare interpreti e curare le relazioni con gli organismi del posto. Ad essi si assicura “una posizione prestigiosa e rispettata”. Non c’è bisogno di essere ex militari, ma il passaporto statunitense è imprescindibile (no ecceptions).



Nei link che vi ho sopra citato si possono vedere quali e quante “Companies” sono impegnate nel reclutamento di personale, in zone “calde o roventi” del mondo per conto dell’Impero*.
Il giro di denaro e di interessi politici è talmente impressionante che denominano i progetti aziendali di cui si cerca personale, con nomi che esplicitano il sistema imperialistico come substrato di queste strategie aziendali (tipo, come ho scritto sopra: “Mantenimento delle posizioni in Iraq”).
Le companies che assumono trarranno i loro profitti dalle riparazioni di guerra, che i paesi saranno chiamati a sostenere, invischiandosi nella politica di indebitamento, nonchè dai quattrini che saranno stanziati per la "ricostruzione". Nome con cui si designa una precisa politica di investimenti, ad esclusivo vantaggio dei potentati economici internazionali (le "companies") e dell'oligarchia che li sostiene.

Concludendo: Quando parliamo di imperialismo, non intendiamo una cosa “astratta” e "volatile", che casualmente ha a che fare con la velleità di potere di questo o di quel capo di Stato, ma parliamo di valanghe di quattrini, di finanziamenti, di investimenti, di profitti calcolati, a breve, a medio, a lungo termine che sono il midollo dei processi decisonali che conducono uno o più paesi a muovere guerra "al terrorismo" .

Per questa ragione penso che la guerra all’Iran sia ormai inevitabile , anche se, ancora, in questi annunci esso non compare (almeno io non ne ho trovati. Un po’, questo dà speranza…). Ma è solo questione di tempo. O no?

* Per la cronaca: sono disponibili anche due posti di “giudice” internazionale. L’ente che assume è IIC (international criminal court) Le sedi di lavoro sono due, una è DehHague (e vabeh), l’altra è la COREA DEL SUD. Se volete candidarvi per quest'ultimo posto, dovete compilare on line uno speciale modulo.

update contributo di Elisa sull'acquisto di navi italiane da parte del governo farlocco dell'Iraq e di Orso su armi,aereoporti,supporti militari forniti agli "alleati" a spese nostre.

giovedì, marzo 15, 2007

Il cristianesimo dell'abbandono



Si parla di 34 milioni, aprite le orecchie: trentaquattromilioni di bambini orfani nell’Africa subsahariana.

Trentaquattro milioni (quasi due terzi dell'intera popolazione italiana) di bambini ammalati, di bambini abbandonati per povertà, di bambini che si prostituiscono per uno o due dollari. Di bambini allontanati dalla famiglia perché portatori di stregonerie maligne.

Orfanotrofi? Ci sono, ma in misura ridicola in rapporto alle necessità.

Perché i paesi occidentali non aprono una campagna di adozioni di massa?

Perché una come Rosi Bindi, parlamentare “desinistra” dice che è meglio che continuino a stare in Africa ( a fare la “vita” che fanno) , piuttosto che vivano con le coppie gay?

Forse Rosi Bindi pensa che prostituirsi per 1 o 2 dollari o essere bruciati con dei copertoni di automobile risponda di più al messaggio di Cristo.

E la Bindi, naturalmente, è un’autorità. Il suo pensiero è molto “trendy”. Difende i valori “della famiglia”.

C’è chi pensa che la sua idea sia bigotta e moralista. Io no: penso che dietro il suo salvaguardare il “diritto naturale” ad abbandonare decine di milioni di bambini, assumendosi la responsabilità di essere complice negli omicidi di massa, sia razzismo.

Il cristianesimo bianco, non a caso spacciato in America dai predicatori Teocon che fervono gli animi dei "semplici pirla" con la richiesta a Dio di una guerra nucleare all’Iran, vuole il pianeta costituito soltanto da bianchi.

Questo è l’obiettivo del Nuovo Ordine Criminale Mondiale. E di tutti coloro che in nome di falsi valori, di significati farlocchi, buoni per i cervelli dei gonzi, reprimono il diritto alla vita e alla libertà degli individui, sottraendo loro le risorse del pianeta e inquinando quelle che sarebbero ancora disponibili.

martedì, marzo 06, 2007

Tu Mi Turbi

D’Alema in difficoltà

Una nuova strage insanguina le contrade afgane. In cui si consuma una guerra ingiusta, alla ricerca dei Talebani: gruppo di ex collaboratori degli USA, ribellatosi agli stessi successivamente, che sono additati come i sostenitori del mandante (bin laden) del disastro dell’11 settembre 2001.
Centinaia di migliaia di morti, sotto l’imperversare della pioggia di bombe, che portano con loro uomini armati che stuprano e rapinano una popolazione allo stremo delle forze e ormai decimata.

In occasione dell’ultima strage di minorenni e donne di ieri, in tutto nove, tra cui un’intera famiglia, D’alema dice che noi italiani “siamo turbati”.D’alema evoca anche un “inchiesta indipendente” , per capire come sia potuto accadere.Lui, forse, ci crede davvero che quella è una “missione di pace” e che quello è un errore, semplicemente.

Alzi la mano chi davvero crede che d’alema si ponga il problema di queste contraddizioni.
Egli più che altro, si chiede se, alla luce di questi ultimi eventi, qualche “anima bella, più prossima alla morte di altre, dei senatori, magari, una mano sulla coscienza per essere complice degli sterminii, si sa mai che qualcuno c’è davvero che se la mette…e allora che fare? Non si potrebbe rimediare ad un’altra caduta del governo. Il suo scranno scricchiolerebbe.

Le iniziative di Amato

Ma niente paura: Il vero “deus ex machina” della politica italiana, colui che “è sempre in disparte, ma sempre in luce”, ministro degli interni Amato, ha la ricetta giusta. “larghe intese”. Detto altrimenti: se i senatori di sinistra si mettono la mano sulla coscienza, strizziamo l’occhio ai senatori di destra, appoggiamoci ai loro voti, senza “intendere” (ecco perché “larghe intese”) far cadere il governo.

D’alema, essendo politico accorto ed intimamente troia, pensa che si possa fare, la cosa importante per d’alema è restare agli esteri, tenersi quella potente poltrona. Amato poi, con le amicizie altolocate che ha, riuscirà comunque a fargli fare la cosa giusta. E questo, se dovrà essere, sarà la pratica di “sadismo estremo” verso le popolazioni inermi, nominati dai “padroni del mondo” neocon, come “stati canaglia”. Che ospitano talebani, che nascondono bin laden, che finanziano i kamikaze, che finanziano hezbollah, che sono amici dei talebani, che odiano l’occidente e che infatti han polverizzato le torri gemelle con 2 aerei di linea telecomandati.


L’inconsistenza di Prodi

Prodi, fantoccio ben retribuito dai poteri forti, pacato quanto basta, rassicurante quanto basta, incapace quanto basta, si sentirebbe un po’ esautorato, in quanto al peso della sua poltrona, dalla necessità di dipendere, per le sue iniziative, dal voto dell’opposizione.



Una previsione del “mago di rozzano” dice che questa cosa delle larghe intese si farà, che la lega si farà comprare, mentre tutta la democristianeria berlusconiana entrerà nel calderone che sarà, inizialmente, “governo di centro sinistra di larghe intese”, poi partito neodemocristiano, quello che si avvantaggerà di più della riforma elettorale che l’oligarchia preparerà a breve. Berlusconi e Fini, all'opposizione, come, a sinistra, i cosiddetti "sinistri radicali".

Successivamente si andrà alle elezioni e la neodemocristianeria le vincerà.

Quindi il governo Prodi (l’ultimo per sempre) avrà governato solo per :
1 la riforma del tfr
2il ritiro dall’iraq (che era anche nelle previsioni del berlusca)
3la conferma della complicità italiana nel massacro afgano
4la riforma elettorale

E' la caduta definitiva dell’Italia nel loop del medioevo (neodemo)cristiano del XXIesimo secolo.
Molto più devastante e impoverente della DC degli ultimi decenni del XX.

sabato, marzo 03, 2007

Un Regalo Speciale Per La Festa della Donna



DI NERMEEN AL-MUFTI
The New Anatolian

In un'intervista rilasciata nel 2003, il Presidente Bush disse che se il suo paese fosse occupato egli opporrebbe resistenza. In realtà egli sta resistendo a ciò che chiama "terrore" per rendere il mondo migliore agli Americani e all'America. Un passo importante della sua "resistenza" è stato invadere, occupare e distruggere l'Iraq.

Fino ad ora, nell'Iraq occupato, la resistenza è stata descritta come terrore e insorgenza, mentre l'occupante come "liberatore". Il mondo intero assiste in silenzio alla violenza, alla distruzione, ai crimini contro l'umanità ed ai quotidiani bagni di sangue all'interno dell'Iraq ad opera dei "liberatori" americani! Bush ha il diritto di resistere, mentre gli Iracheni no.

A marzo, mentre le donne di tutto il mondo celebreranno la Festa Internazionale della Donna, le donne irachene avranno il loro personale regalo speciale. Tre donne irachene saranno giustiziate il 3 marzo. Queste sono: Wasan Talib, 31 anni e madre di una bambina di tre anni, rimasta con lei fino ad ora; Liqaa Omer Mohammed, 26 anni e madre di una bambina di tre mesi, nata in prigione; Zaineb Fadhil, 25 anni. Secondo l' avvocato Waleed Al-Hilali, membro dell'Unione degli Avvocati Iracheni, la corte ha rifiutato di lasciar difendere le tre donne dagli avvocati, che sono state in prigione per più di un anno, accusate di aver attaccato le forze di occupazione americane e di essere "terroriste".

I "liberatori" dell'Iraq hanno promesso di salvaguardare i diritti umani, e specialmente quelli delle donne irachene! Paul Bremer, l'ex procuratore di Bush nell'Iraq occupato, ha detto durante la demolizione dello stato iracheno che non ci sarebbero più state sentenze di morte in Iraq!.

Poco dopo questa "promessa", la pena capitale é ritornata "perché la situazione in Iraq ne ha bisogno".

I "diritti" portati alle donne irachene sono stati: stupro, privazione della casa, prigionia e povertà. Secondo l'agenzia di informazione IRIN News, 2 milioni di donne irachene povere sono diventate il sostegno per le loro famiglie dopo la perdita di mariti, fratelli, padri e figli durante la violenza in corso; 60 donne donne sono state violentate e 800 sono state molestate in soli tre mesi lo scorso anno. Secondo la Iraqi Human Rights Society, 2000 donne sono in prigione per motivi di sicurezza. Secondo stime irachene ufficiali, migliaia di donne sono state le vittime civili della violenza; tra loro c'erano professoresse, ricercatrici, giornaliste, insegnanti e casalinge, la maggior parte delle quali erano madri. Molte organizzazioni internazionali ed irachene, associazioni e personalità si sono appellate alle autorità irachene ed al Presidente Iracheno Jalal Talabani, il quale viene indicato come contrario alla pena capitale, di non giustiziare le tre donne irachenem e stanno ancora aspettando una risposta. Il primo passo per portare la democrazia é non affrontare una violenza con un'altra azione violenta.

Le donne di tutto il mondo riceveranno rose colorate per la loro festa internazionale, mentre le donne irachene avranno gli odierni colori del rosso e del nero. Un regalo molto speciale.

Nermeen Al-Mufti
Fonte: http://www.thenewanatolian.com/
Link: http://www.thenewanatolian.com/opinion-23667.html
02.03.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

venerdì, marzo 02, 2007

"Buon Senso" solo in apparenza




Mia figlia, di 14 anni, intelligente, ma ciuccia come pochi, ha orecchiato in tv la storia che è caduto il governo e, come succede tra genitori e figli, è capitato che ne abbia chiesto.

Sapendo che lei non sa molto (praticamente niente) di politica, le ho risposto come segue:
“Il governo è caduto perché alcuni senatori si sono rifiutati di votare a favore della missione militare in Afghanistan, che necessitava di rifinanziamenti”.

Giustamente, mia figlia, che è ciuccia a scuola, ma stupida no, mi ha chiesto conferma se adesso ci fossero state al governo le sinistre o se lei avesse capito male e ci fosse stato ancora Berlusconi.

Al che, le ho risposto: “ma dove vivi? C’è su Prodi, o ignorantona!”

Allora lei si è giustamente ricordata delle manifestazioni, di quello magro magro (Fassino) che, da sotto la bandiera della pace, si proponeva come alternativa a Berlusconi, facendo capire che la sua politica sarebbe stata diversa, proprio su questa cosa dell’intervento in guerra…(ovvio che lei non aveva chiaro “di che guerra” si stesse parlando. Notevole è però che le sia stato passato, a lei, minorenne, insipiente, il messaggio pacifista) .

Allora: Ladytux, una nuova acquisizione di Kilombo, della quale ho rispetto, apre una polemica sul fatto che ella è d’accordo che Turigliatto sia estromesso dal partito, perché “non ha rispettato i patti” ovvero (cito testualmente) “ Agli elettori è stato chiesto di votare "quel" programma... ce lo siamo letto mi pare
Beh se in quel programma non c'è scritto che ce ne andavamo dall'Afganistan, anzi, Turigliatto non puo' decidere per tutti gli elettori del centro sinistra, che io sia d'accordo o meno con l'idea di fondo.(…)Nel programma (che tra l'altro è online proprio sul sito di rifondazione) è sottolineato che le missioni 'onu' non si toccano.
Giusto, sbagliato, non ci piace, ci fa incazzare...ma quest'abbiamo accettato e Turigliatto per primo.
Turigliatto ha fatto un patto con il partito (e gli elettori) ed ha accettato la linea di quel partito per 5 anni...non ha mantenuto i patti. Vai fuori dal partito. Perchè resti in un partito se non rispetti i patti e la linea decisa?”

Mi viene in mente la pubblicità di un famoso gelato, in cui un ragazzo, di fronte alla macchinetta dei preservativi, mentre la fidanzata lo aspetta in auto, sceglie invece di usare le sue monete per comprare un gelato (“il” gelato) perché, e qui stava la propaganda, “nella vita è questione di priorità”.

Italo ha risposto a Ladytux citando uno stralcio del programma: “ " Queste considerazioni ci dovranno indurre a un’applicazione rigorosa dell’articolo 11 della Costituzione che, oltre all’ovvio principio di autodifesa, prevede e consente l’uso della forza soltanto in quanto misura di sicurezza collettiva, come previsto dal capitolo VII della Carta della Nazioni Unite, secondo criteri che distinguono la funzione di polizia internazionale dalla guerra: il mandato dell’Onu, una forza delle Nazioni Unite, di natura tale da garantire la terzietà rispetto al Paese e agli interessi in campo; la congruità dei mezzi rispetto ai fini perseguiti.Crediamo che il Parlamento debba autorizzare le spese relative ad un’eventuale partecipazione dell’Italia con votazione separata per ogni singola missione ."

Anche io, in un precedente post, avevo citato un altro stralcio del programma, che diceva
"L'Unione si impegna, nell'ambito della cooperazione europea, a sostenere una politica che consenta la riduzione delle spese per armamenti"

Però, c’è un però… e cioè che nel programma c’è anche un paragrafo abbastanza lungo dedicato alla nostra collaborazione con gli organismi internazionali per la “lotta contro il terrorismo” le cui affermazioni contraddicono palesemente quello che è citato qui sopra da Italo e da me, perché denominando “terrorismo”, secondo cio’ che viene indicato dagli organismi internazionali come “pericoli per la nostra sicurezza” i “talebani” piuttosto che Hezbollah, piuttosto che “l’estremismo islamico” ed affermando come impegno italiano la “collaborazione” con le forze che tutelano la “pace”, ecco che abbiamo firmato il nostro impegno per la “guerra” che, ovviamente, è sempre “difensiva” dati i presupposti…

A questo punto, sembrerebbe che Ladytux abbia ragione e cioè che in effetti:
1)son state fatte le primarie
2) le primarie le ha vinte prodi
3) il prc ha sottoscritto che se le primarie le avesse vinte prodi, il partito si sarebbe attenuto alla sua linea
4)Turigliatto si è sottratto a quest’impegno e cio’ fa sì che Ladytux scriva:

“non sono d'accordo con le tesi rivoluzionarie per un semplice problema di logica e coerenza (…)Turigliatto ha fatto un patto con il partito (e gli elettori) ed ha accettato la linea di quel partito per 5 anni...non ha mantenuto i patti. Vai fuori dal partito. Perchè resti in un partito se non rispetti i patti e la linea decisa?”

Dal punto di vista da me descritto, potrebbe sembrare che abbia ragione. Ma “potrebbe sembrare” perché, appunto, ha solo apparentemente ragione.Come dicevo inizialmente: “nella vita è questione di priorità”. Priorità vuol dire “una cosa viene prima di un’altra, vi è primato “logico e, sprattutto, ontologico” si direbe in filosofia. Una cosa dipende da un’altra.

Ora: nel medesimo contesto o le parole hanno valore sempre, o non hanno valore mai.
Innnanzitutto: un programma di 300 pagine. Io preferisco leggermi o rileggermi un’opera di filosofia, piuttosto che leggermi un programma di una “coalizione” di menti che è lungo 300 pagine, dove si dice tutto e il contrario di tutto.
Se si cita (come si cita) la costituzione, in questo programma, io sono tenuta a pensare che non sia un caso. Siccome la costituzione è ( o dovrebbe essere) la regola delle regole, da sola basterebbe a giustificare, a livello di fondamento, tutto quello che decido dopo.
Ma facciamo che la costituzione non sia citata, che in definitiva, il programma di 300 pagine non valga una fava, se non altro perché le parole si annullano a vicenda e la maggior parte di noi non le ha lette (io per prima) quando ha votato per l’unione.

Allora, se gli “scripta” non valgono nulla, è la “strategia” quella che dà significato all’evento: Prc si era impegnata che, se perdeva le primarie, avrebbe “abbozzato” (come dicono a Roma) sulle riserve che le servitu’ militari implicano.

Ma se è la “strategia” cio’ che conta, bisogna tenere conto che noi non abbiamo votato dei personaggi che decidono sul resoconto condominiale, abbiam votato su una “politica” coè su scelte le cui conseguenze vanno a condizionare l’intera collettività.
Pertanto: se chiudono l’ospedale vicino a casa mia, ma destinano 13 miliardi alla costruzione dei “caccia joint strike fighter” ho il sacrosanto diritto di incazzarmi, perché questa conseguenza non poteva, né si sarebbe potuta conoscere, a livello di massa, prima che votassero per la guerra.

Allora: i fattori da predere in considerazione sono che:
1)il programma era intrinsecamente contradditorio (quindi ogni cosa che diceva si annullava con il suo opposto)
2) questi sono politici (responsabili e candidati per il buon funzionamento della polìs, cioè dello stato)
3) i politici precedenti (e neppure loro) non hanno creato un substrato culturale tale da far sì che il popolo votante potesse vedere “così lontano”, rispetto alle logiche elettorali con cui hanno mistificato questa manovra (a mio avviso un piccolo “colpo di stato” ma non voglio parlare di questo ora)
4) La campagna elettorale di questi politici è avvenuta all’ombra delle “bandiere multicolori” che significano una cosa precisa: PACE. Mia iflgia si ricordava, nella fattispecie, lei che di politica non se ne interessa, di Fassino che interveniva da sotto una delle medesime bandiere.
5) Se le parole non valgono (ed effettivamente, nel caso del programma, non sono valse) a qualcosa bisogna dar pure significato

Sul punto 5:
Mi spieghi Ladytux ( e i "rivoluzionari da operetta" che le danno ragione) perché , non dando ragione alle parole, non si debba neppure darla ai simboli.
Per quale ragione si pretende che l’elettore dovesse conoscere le 300 pagine di programma ( che, come dimostrato non valgono una cippa, perché autoannullantesi) e invece non dovesse dar significato alla bandiera multicolore, che, nell’immaginario collettivo (c’è gente che l’ha esposta mesi fuori dal balcone) significa “sono contro la guerra” , contro qualsiasi guerra, e sotto i cui colori i politicanti da 4 soldi che abbiamo votato, hanno lanciato slogan “popolari” per dire che “rispetto a Berlusconi questo, proprio questo, sarebbe cambiato.

Mi spiegassero, Ladytux e gli amici suoi, per quale ragione, un elettorato insipiente quanto mia figlia, avrebbe dovuto entrare nel merito di “strategie obbligate” dal “sistema maggioritario” , per cui chi è contro la guerra è, necessariamente “uno che fa la rovina della sinistra”. Di quale sinistra?
Di quella che nelle votazioni per la finanziaria vota a favore delle scuole private, delle privatizzazioni e degli armamenti?

Di quella che ha, come unico contenuto politico (nel senso letterale del termine) la paura che Berlusconi torni al governo?

Di quella che, per dirla con Platone, reagisce ad un’ingiustizia come "i piu’, perpetrando un’altra ingiustizia"?

Di quella sinistra che contribuisce a tirare bombe ed ammazzare la gente, senza spiegare chiaramente il perché agli elettori, solo perché lo ha sottoscritto al momento delle primarie?
Di quella sinistra che dice ai cittadini che l’hanno eletta “abbiamo ritirato le truppe dall’Iraq, accontentatevi?

Eh, no cari miei, io non faccio parte di questo popolo che erige ad autorità degli accordi arbitrarii tra oligarchi, che “si accontenta” , che pone fiducia in chi ha il potere solo perché ha il potere.

Non mi pare di essere rivoluzionaria in questo. Solo di rivendicare la mia dignità di ente pensante e non ovino.

Altrimenti andrei a far parte di quella schiera di persone, magistralmente descritta da Jannacci con una sola frase, e a cui sono fiera di non appartenere:

“quelli che…sono onesti….fino a un certo punto”

giovedì, febbraio 22, 2007

Gli interventisti italiani della 3° Guerra Mondiale





Questi vogliono l'incondizionato consenso. La trappola del maggioritario non permette neppure la libertà di coscienza del singolo parlamentare.
Turigliatto è alla gogna. Dall'Unità a Panorama si sottolinea l'imbarazzo e l'indignazione di membri del PRC e del resto dell'Unione verso questo senatore che "non doveva neanche esserci", sia perchè è un "ripescato" sia perchè la sua dissidenza verso il programma dell'Unione (quello di centinaia di pagine, illeggibile per ogni possibile elettore a meno che non avesse tanto tempo libero e voglia di spaccarsi i maroni) era cosa vecchia.

Parole di fuoco

"Il comportamento di Turigliatto non è solo sbagliato ma incompatibile con le scelte della comunità del partito. Il suo atto è stato anti democratico e violento".

Eggià. Invece imporre un aereoporto USA ad una città e spese colossali per la servitu' militare è un atto "democratico e pacifico".
Da "la Stampa"
Rifondazione comunista lancia un appello a tutti i militanti a manifestare in piazza domenica «la propria determinazione affinchè il governo Prodi vada avanti».

Ma davvero a voi frega qualcosa che Prodi prosegua? Tanto è interventista. Non cambierà i destini decisionali italiani sulla partecipazione a future guerre

L’iniziativa dovrebbe svilupparsi in tutta Italia per mettere il partito, si sottolinea a via del Policlinico, «in contatto con i cittadini, per parlare alla gente, al popolo dell’Unione e spiegare che Rifondazione non è Franco Turigliatto...».

Ma davvero: spiegateci invece il perchè di tutto il resto, visto che la campagna elettorale dell'Unione e in particolare del Prc è stata improntata al pacifismo.

O meglio spiegassero perchè lo stato che rappresentano deve continuare ad essere complice , oltretutto pagante, della politica assassina che miete vittime in Iraq e in Afghanistan, tenendo pure in casa nostra (e a nostre spese) le basi da cui far partire i loro strumenti di morte.

Eh sì, perchè intanto...

VIENNA - Teheran alza i toni della partita e non rispetta i patti sul nucleare: il rapporto del capo degli ispettori dell’Aiea, l’Agenzia per l’energia atomica, Mohammed El Baradei ha confermato i timori della vigilia; cioè che l’Iran non solo non ha sospeso l’arricchimento dell’uranio, come chiesto dalle Nazioni Unite nella risoluzione n. 1737 del 23 dicembre 2006, ma lo sta portando avanti su scala industriale con almeno 300 centrifughe a cascata nell’impianto di Natanz, primo passo per la costruzione della bomba atomica.
Un evento che dopo le parole del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad di «voler spazzar via dalla carta geografica Isralele» mette l’angoscia alle cancellerie di mezzo mondo. Scaduto il termine di 60 giorni dell’ultimatum, ora il Consiglio di Sicurezza e il board dell’Aiea, a cui è destinato il rapporto di El Baradei, potrebbero decidere altre e più dure sanzioni contro Teheran, già soggetta a restrizioni sulla vendita di materiale atomico o missilistico (…)(sole24ore)

Capito dove vogliono arrivare?
Vogliono l'appoggio incondizionato per un altro atto di imperialterrorismo: Quello che si svolgerà ai danni dell'Iran. La terza guerra mondiale. Dicono che il "popolo dell'unione" è stato tradito. Da Turigliatto. Dicono che è colpa sua se rischia di tornare Berlusconi , con questo spauracchio, tanto sbandierato da suscitare nausea, in realtà si persegue, da sinistra, la medesima campagna INTERVENTISTA che avrebbe perseguito la destra più revanscista e becera.

Ma , sul serio, penso, se tornasse Berlusconi, con 'ste notiziuole di politica estera e questa "cementificazione" della volontà guerrafondaia di coloro che sono stati, e saranno al governo (perchè sta crisi è, a mio avviso, una messinscena) non è che, come ho detto ad Orso, sarebbe il maggiore dei mali.
C'è di molto peggio, purtroppo, e ci siamo dentro fino al collo.

giovedì, febbraio 08, 2007

Solidarietà al prof Pallavidini

«È vero, è un professore molto originale. È vero, ha idee discutibili. Ma è molto scrupoloso, estremamente preparato e sempre documentato, è uno che parla chiaro, fa capire quello che pensa e con questo non ha mai mancato di rispetto ai morti».

Questo è quello che dicono coloro che, in questa vergognosa storia, lo difendono.

Ho deciso di pubblicarlo, perchè, conoscendo lo zerbinaggio verso i poteri forti, l'abitudine alla calunnia, il processo sistematico di falsamento/omologazione dei fatti cui ci hanno abituato i media italiani, ritengo che, alla vigilia di un attacco armato (nucleare?) all'Iran, preceduta immediatamente da un'opera razionale e pianificata di disinformazione, il rischio personale che corre il prof. Pallavidini con la sua faccia e la sua posizione (proletaria, almeno per quel che riguarda il reddito)ad aver detto il suo pensiero, per quello che è e per quello che ha studiato, sia un atto eroico.

Chi non è d'accordo, può direttamente surfare al sito di informazionecorretta ( o informazionescorreggia, che dir si voglia) e farsi i pipponi.

martedì, gennaio 30, 2007

BUSH STA PER ATTACCARE L'IRAN. PERCHE'GLI AMERICANI NON LO VEDONO?




http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2982
DI PAUL CRAIG ROBERTS
Information Clearing House (ICH) Blog

Il pubblico Americano e il Congresso Statunitense si stanno dando da fare per contrastare la determinazione del Regime Bush a intensificare la guerra in Iraq. Una massiccia dimostrazione di protesta è in corso oggi a Washington DC, e il Congresso sta esprimendo il proprio disaccordo nei confronti della decisione da parte di Bush di intensificare la guerra in Iraq.

Tutto questo va benissimo. Tuttavia, non viene preso in nessuna considerazione il vero problema, che è quello del profilarsi di un attacco del Regime Bush sull'Iran.Invece di porre fine ad una guerra, Bush è in procinto di iniziarne un'altra. Il mondo intero lo sa e nell'ambito di numerosi forum sta discutendo l'attacco all'Iran che è stato pianificato da Bush. Sono solo gli Americani che non l'hanno capito. Un manipolo di Senatori ha dichiarato che Bush non deve attaccare l'Iran senza ottenere l'approvazione del Congresso, e numerosi commenti pubblicati su Internet rivelano la consapevolezza che esiste a livello mondiale sul fatto che l'Iran è nel mirino del Regime Bush. Ma il Congresso e i Media – nonchè la dimostrazione a Washington – sono invece concentrati sull'Iraq.
Che cosa si può fare per far innalzare il grado di consapevolezza degli Americani fino al livello del resto del pianeta?

A Davos, in Svizzera, il meeting del World Economic Forum, una conferenza durante la quale vengono discusse questioni che hanno a che fare con la globalizzazione economica, si è aperto il 24 Gennaio con una discussione riguardante l'attacco sull'Iran pianificato da Bush. Sia il Segretario Generale della Lega delle Nazioni Arabe che banchieri e uomini d'affari provenienti da paesi che sono alleati degli USA, come per esempio il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti, hanno tutti lanciato l'allarme sull'attacco in arrivo e sulle conseguenze catastrofiche che avrebbe per il Medio Oriente e per il mondo intero.
Scrivendo per Global Research [24 Gennaio], il Generale Leonid Ivashov, vice presidente dell'Accademia sugli Affari Geopolitici ed ex Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Russo, ha predetto un attacco nucleare Americano sull'Iran per la fine di Aprile. Il Generale Ivashov ha presentato il ragionamento neo conservatore che è alla base dell'attacco e ha concluso che le varie dimostrazioni che si stanno svolgendo a livello mondiale non saranno in grado di fermare l'attacco Statunitense all'Iran.

Ci sarà shock e indignazione, ha concluso il Generale Ivashov, ma gli USA la faranno franca. Scrive:

“Nel giro di poche settimane assisteremo alla messa in moto della macchina per la guerriglia dell'informazione. L'opinione pubblica è già sotto pressione. Ci sarà una crescente isteria militarista anti-Iraniana, nuove fughe di notizie, disinformazione, ecc... Le probabilità di una aggressione Statunitense contro l'Iran sono estremamente alte. Quello che non è chiaro, tuttavia, è se il Congresso Statunitense autorizzerà o meno la guerra. Potrebbe volerci una provocazione per eliminare un tale ostacolo [come per esempio un attacco su Israele o su obiettivi USA comprese le basi militari]. Il livello di questa provocazione potrebbe essere paragonabile a quello degli attacchi dell'11 Settembre a New York. In questo caso il Congresso senza alcuna ombra di dubbio darà la propria approvazione al Presidente degli Stati Uniti”. Il Regime Bush ha fatto chiaramente intendere di essere convinto che Bush ha già l'autorità necessaria per attaccare l'Iran. Il Regime sostiene che questa autorità è parte dei poteri che Bush detiene in quanto comandante-in-capo. Il Congresso ha autorizzato la guerra in Iraq, e recenti dichiarazioni pubbliche di Bush hanno spostato la responsabilità della insurrezione Irachena da Al Qaeda all'Iran. L'Iran, ha dichiarato Bush, sta uccidendo i soldati Statunitensi in Iraq. l'Iran è quindi coperto dalla autorizzazione per la guerra in Iraq.

Sia Bush che Cheney hanno fatto chiaramente intendere nelle loro dichiarazioni pubbliche che ignoreranno qualunque opposizione da parte del Congresso ai loro piani di guerra. Per esempio, CBS News ha riportato [25 Gennaio] che Cheney ha dichiarato che una risoluzione del Congresso contro la intensificazione della guerra in Iraq “non ci fermerà”. Secondo la Associated Press e Yahoo News, Bush ha respinto la disapprovazione del Congresso con la seguente dichiarazione, “Sono io quello che decide.”

Tutto è pronto per scatenare un attacco sull'Iran. Due portaerei di attacco sono state dispiegate nel Golfo Persico, altre portaerei di attacco USA sono state spostate dalla Turchia e da altri paesi dell'area in prossimità dei confini Iraniani, sistemi di difesa anti missilistica Patriot sono stati spostati da tutto il Medio Oriente per proteggere gli impianti petroliferi e le basi Statunitensi dalla rappresaglia dei missili Iraniani, e crescenti quantità di disinformazione che sostengono la responsabilità Iraniana per la insurrezione in Iraq sono date in pasto al facilmente influenzabile Sistema Mediatico USA.

Il Generale Ivashof e tutti in Medio Oriente e la conferenza sulla globalizzazione di Davos in Europa capiscono benissimo quale sia l'agenda del Regime Bush.

Perchè gli Americani non riescono invece a capire?

Perchè il Congresso non ha fatto sapere a Bush e a Cheney che verranno messi immediatamente in stato di accusa – impeachment – se daranno inizio ad una guerra su più larga scala?

Immagine di apertura: ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA IN... IRAN. Bush: "Così, quando Dio mi disse di invadere l'Iraq, semplicemente ci fu un refuso..."

Paul Craig Roberts
Fonte: http://www.ichblog.eu
Link: http://www.ichblog.eu/content/view/132/2/
27.12.2006

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info & www.comedonchisciotte.org


Da Leggere:La guerra all’Iran pianificata sei anni fa . Di M.Blondet

domenica, gennaio 28, 2007

la parola al Massimo (del Minimo)


Qualche ospite (Mikecas) mi ha accusato di avere una “visione superficiale del ruolo dell’Italia in politica estera “.

Quando sono andata a votare, cosa che non facevo da anni, l’ho fatto principalmente per la speranza che la sinistra desse una “svolta” alla politica estera, ormai condizionata dalle effusioni televisive che il “premier” Berlusconi si scambiava quotidianamente con il serial killer G.Bush.
Non l’ho fatto per le privatizzazioni, né per la legge urbani o moratti, che in questo campo non speravo in nulla di buono (i sinistri sono stati i primi a liberalizzare risorse, con il governo d’alema).
In politica estera, tutti, da Rutelli a Fassino a pecoraio Scanio (soprattutto lui, con una passione che sembrava autentica) dicevano che erano per la pace, criticavano la politica estera di Berlusconi, che giudicavano, come era, di asservimento agli americani senza riserve.

Poi la storia si sa: sono venuti su loro e , dopo qualche mese, hanno attuato il ritiro dall’Iraq, ma hanno aumentato il contingente afghano e, successivamente con la finanziaria, hanno raddoppiato le “spese militari”.
Oggi, il ministro Pecoraio Scanio, quello che con tanta passione ha difeso la Pace (vedo che word mi corregge continuamente con Pecoraio. Una ragione ci sarà..) ha “accettato” di “astenersi”, mantenendo la cadrega di “ministro dell’ambiente, non votare contro ma non far sentire il peso della sua contrarietà (e, scusate se mi ripeto, mantenere il “posto” di ministro, di dimettersi non ne ha neanche parlato).
Così il decreto è passato. Con buona pace di Franca Rame e di Luxuria che, presumo, avranno votato pure loro a favore.

Però, ma c’è un però. I “pacifisti in questione, sarebbero stati soddisfatti dal governo, con ulteriori spese riservate agli “aiuti umanitari” da aggiungersi agli “aiuti” che dobbiamo agli americani per esportare la democrazia (30 milioni di euro aggiuntivi).
Su questi aiuti invito tutti a leggersi l’articolo di kelebek di oggi.
Insomma: io pago, qualche aiuto (forse) andrà a buon fine e le truppe stanno là lo stesso.

Ora: perché Mikecas dice che io avrei una visione superficiale della politica estera?
Io avevo capito che il mio voto non aveva senso, quando ho visto che la poltrona agli esteri la prese D’alema.
D’Alema, capite? (responsabile 1)delle privatizzazioni 2)dell’attacco al kossovo 3)dell’ascesa politica di Berlusconi. Vi basta? Avete una mano migliore?) ,ma vi rendete conto? Uno ambiguo, tranne quando prende decisioni . Che non fa mai scelte difficili per se stesso. Le fa solo per gli altri.

Intervistato sull’Afghanistan (su cui è naturalmente d’accordo con Fini* che il governo deve avere la propria maggioranza) dice (copioincollo):
(…)Non è venendo via dall'Afghanistan che si costruisce la pace. E "di queste forze armate, quelli che si dicono pacifisti dovrebbero sentirsi orgogliosi(…)
Il primo argomento è dato per scontato. Rispondere con un po’ più di determinazione, prevedendo un “perché”? non è dato.
Il secondo argomento (soldati bravi umanitariii costruttivi ecc…) è la più becera argomentazione senza richiesta, che usava il governo Berlusconi per limonare con Bush senza essere criticato troppo.
Alla domanda “perché limoni con bush?” Il polo delle libertà rispondeva, compatto, senza individualità di partito o di persona “le forze armate stanno facendo un lavoro meraviglioso” e via con i filmati sulle cisterne d’acqua e sulle distribuzioni di pessimo cibo. Intanto però, si sa che in Afghanistan, specie nelle periferie della regione, non ci sono gli antibiotici.
IDEM FA D’ALEMA. Ma quanto sono bravi i soldati (ci mancò la quasi lacrimuccia di commozione di chiara moroni da Santoro , circa 3 mesi fa,che, con quest’argomento, senza saperlo,o forse lo sapeva, faceva gli interessi politici di D’Alema…)
Quanto bene fanno, w l’italia dei soldati buoni, la parte migliore dell’italia,( per forza, ci spendiamo tutto là, qui di soldi non ne restano per diventare una collettività viva…Qui i vicini di casa si ammazzano. Una specie di compensazione nemetica: tanto buoni là. Tanto rovinati qua)
I soldati là, portano il nome del meglio dell’italia nel mondo , i soldati fanno andare a scuola i bambini (quelli che hanno ancora le gambe) I soldati ricostruiscono dove c’è distruzione (ma smettere di collaborare coi distruttori no?)

Non omette, D’Alema ,per suffragare questa tesi, una strizzata d’occhio alle elettrici
(…)Parlando alla platea della donne della sinistra, il ministro degli Esteri ha sottolineato la crescente presenza femminile nelle forze armate "ovunque e nelle situazioni più difficili" riconoscendo alle donne appunto un ruolo importante per la pace. Usa un argomento “femmnista-matriarcale” per dire quanto siamo civili noi che permettiamo alle donne di fare la guerra.

Si eh? E allora perché non mandare là delle dottoresse, delle infermiere, delle psicologhe, delle organizzatrici, degli apparecchi ortopedici, della farina bianca, degli antibiotici, tanti antibiotici? Tanti, almeno un valore corrispondente alle pistole che tutte queste signore con la divisa portano appesa alla cintura, come un grosso pene, che significa: “ora sono bravo ,come militare, ora ti aiuto, ma lo faccio perché ci ho questa attaccata alla cintura. Per la pennicillina non posso fare niente, ma prendi quello che ti do, ringrazia e non farti troppe domande.”

Intanto, il regime di Karzan, zerbino degli americani come quello di Al Maliki in Iraq (che mi ricorda malik maluk di alto gradimento, chissà se lo sentiva alto gradimento, per es la Lameduck ),è ben lungi dall' aver liberato le donne che vivono una condizione di pochissimo migliore rispetto a prima, coi talebani. Difatti la differenza è che ora possono 1 mettere il velo che volgliono e non il burka 2andare a scuola da piccole. Ma ancora è vietato guidare e mettersi le maniche corte. Andare in giro piu’ del necessario o truccarsi all’occidentale.

Tornando al ministro degli esteri, addirittura D’alema sostiene la tesi (che a Berlusconi mai sarebbe venuta in mente per via dell’apriori diverso ), secondo cui proprio i pacifisti dovrebbero essere orgogliosi dei militari. Quindi loro (i pacifisti) dovrebbero essere piu contenti degli altri della militarizzazione dell’Afghanistan, un’occasione per mostrare al mondo la grande etica con cui l’esercito italiano, in guerra, “aiuta la gente”. Un po’ come dire che i topi dovrebbero essere orgogliosi dell’inventiva e dell’ abnegazione di chi costruisce trappole sempre piu’ perfezionate per catturarli.

Comunque sia, quest’ argomentazione della probità di uomini e donne, militari dunque ben equipaggiati con armi, mandati a fare “del bene” a gente bombardata da nostri amici, è sempre "in" destra o sinistra e occupa tutto lo spazio possibile di ogni risposta a qualunque domanda.
Semplicemente non si risponde a quale sia, fuori dai denti, la posta in gioco, ma si continuano a far girare “formule vuote” : impossibile ritirarsi, si perde la credibilità, Impegno concreto di pace cui l’italia non puo’ esimersi ecc…
Al di là delle interpretazioni personali, ciascuno ha il dovere di avere dal politico delle risposte chiare. Specie quando con i propri soldi viene finanziata una guerra.
Che, per caso Mikecas ne sa di più su “in che consisterebbe” questa “credibilità” che andremmo a perdere? Di che si tratta? Commesse commerciali? Forniture di petrolio? Contratti di certe aziende? Armi? Che?

Avvicinamento all’attuale presidente europea “dominatrix autoritaria”neocon Merkel,un po’ baldracca, un po’ mistress e ,come si conviene all’immaginario pervertito, anche schiavetta, zerbino, cencio degli americani che però riesce a individuare gli “schiavi dentro” come D’alema ed ottenere il meglio o il peggio da loro?
Di che si tratta esattamente? Che c’è dietro a quest’irreversibilità della fedeltà italiana all’alleanza atlantica? Sono superficiale se dico che io non lo so e che vorrei saperlo? Che la mia polemica è diretta verso la retorica e l'ipocrisia di discorsi con cui questi politici non rispondono? Perché l’idea di un referendum, quindi un atto di delega degli uomini al governo ai loro sottoposti finanziariamente, è respinta a priori come bestemmia, quando il 60% degli italiani sarebbe favorevole ad un ritiro immediato?
Se qualcuno , o Mikecas, o altri, queste cose le sa, o se fa congetture fondate, sarò lieta di leggerne.

*ma ho capito male io, o è all'opposizione?

sabato, gennaio 27, 2007

Milioni Di Ebrei Finiranno In Prigione. Di M.Mazzucco

Sbagliano coloro che dicono che il nostro governo è schiavo di Israele, e che il decreto legge di Mastella, approvato ieri, è un servile gesto di obbedienza "alla cricca ebraica".

Prima di giudicare in base ai soliti preconcetti, vediamo infatti con più attenzione di cosa si tratta. Ci dice il Corriere di oggi che "il decreto legge, preannunciato in vista della giornata della Memoria del 27, si riferisce più in generale ai «delitti di istigazione a commettere crimini contro l'umanità e di apologia dei crimini contro l'umanità», senza far riferimento a un preciso reato di negazionismo della Shoah."

Tanto rumore per nulla quindi, da parte di tutti coloro che si erano allarmati per il diritto di opinione.

Continua l'articolo: "In particolare il ddl - sottolinea una nota diffusa dal ministero della Giustizia - amplia e rende più severe le norme per quanti propagandino la superiorità razziale e quanti commettano o incitino a commettere atti discriminatori. Verrà punito con una pena fino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale. Prevista una pena da 6 mesi a 4 anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identità di genere".

Possiamo quindi prevedere che finiranno in galera tutti quegli ebrei - e non sono pochi - che si ritengono parte di un popolo eletto, …

… e che in virtù di questa presunta superiorità si arrogano diritti che non gli spettano affatto. Ad esempio:

Il diritto di prendersi arbitrariamente più terra di quanta assegnatali dall'autorità internazionale, per poi rifiutarsi di obbedire alla stessa autorità, quando questa gli impone di restituire la terra presa in eccesso.

Il diritto di dividere, spezzettare, tagliare a piacimento la terra altrui, arrivando a murare vivi interi villaggi pur di frammentare con ogni scusa possibile il tessuto sociale.

Il diritto di interferire continuamente con ogni minimo gesto di vita quotidiana della popolazione locale, umiliandola e costringendola ad una continua vessazione che con la sicurezza di Israele non ha nulla a che vedere. Vedremo così scattare ai check-point le giuste pene, come recita la legge, "per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi".

Il diritto di tenere intere generazioni di palestinesi ingabbiate come animali nei campi profughi, e impedire il loro ritorno alle loro case e alle loro famiglie. E ogni tanto di massacrarne anche qualche migliaio, da Sabra a Chatila al più recente caso di Jenin.

A loro volta, il diritto di negare agli ispettori ONU di visitare i campi profughi in cui si dice che Israele abbia fatto strage di innocenti.

Più in generale, il diritto di ammazzare civili a piacimento, con la scusa di volersi difendere da una violenza che loro stessi vanno creando.

Il diritto di esimere i propri soldati dal rispondere ai tribunali internazionali, dando loro carta bianca per ogni più brutale violazione dei diritti umani. Avremo così il piacere di vedere finalmente in prigione i generali israeliani che sui loro soldati compiono continuamente «delitti di istigazione a commettere crimini contro l'umanità», come recita la nuova legge. Anche Rumsfeld dovrebbe trovare comodamente posto fra di loro.

Il diritto di ammazzare impunemente reporter e fotografi stranieri, arrivando a travolgere intenzionalmente con i loro bulldozer delle semplici persone disarmate, che siano venute a ficcare il naso un pò troppo da vicino nelle loro faccende.

Il diritto di rapire persone ospiti di un qualunque paese straniero, e portarsele a casa come se fossero delle valigie, senza poi dovere spiegazioni a nessuno.

Il diritto di bombardare qualunque cosa "metta a repentaglio la loro sicurezza nazionale", senza nemmeno ricorrere alle normali procedure internazionali.

Il diritto di minacciare un paese sovrano di distruzione perchè starebbe sviluppando una "minaccia nucleare", quando loro stessi hanno violato ogni possibile accordo internazionale, mettendo insieme un arsenale 10.000 volte più potente di quello paventato.

E infine, il diritto di continuare a comportarsi da perseguitati, quando la Shoah è finita da 60 anni, pretendendo leggi "protettive" che in realtà servono a loro per perseguitare chiunque osi mettersi sul loro passo.

Tutto questo, e molto altro, denuncia chiaramente una presunzione di superiorità a base religiosa, etnica e razziale che finalmente la nuova legge Mastella potrà punire adeguatamente.

Ci si augura inoltre che questa legge, per quanto non lo citi esplicitamente, vorrà anche punire il cosiddetto negazionismo di cui tanto si parla. Finiranno così in galera, insieme agli altri, anche tutti quegli ebrei che negano sia esistito un olocausto palestinese, chiamato Nabka.

Era ora che ci fosse un pò di giustizia a questo mondo.
Massimo Mazzucco

un riferimento qui

Fonte:http//luogocomune.net
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1661

giovedì, gennaio 25, 2007

Via dall'Afghanistan,subito, senza indugio alcuno...


Certo, un D'Alema ministro degli esteri c'era da augurarselo come un attacco di emorroidi.
Tutto sommato in Italia succedono cose incomprensibili. Non per loro, chè conoscono bene la materia vera della faccenda, ma per noi, che osserviamo allibiti (parlo per me) l'andamento della "politica" estera(si fa per dire) qua in Italia...

Già da Santoro avevo osservato la faccia di Franca Rame- quando Telese le aveva giustamente ricordato il suo voto, favorevole alla missione militare in Afghanistan- farsi progressivamente di palta inespressiva.
Dal corriere dell'altro ieri (risparmio sulla carta stampata. Un paio di chili di "10 piani di morbidezza" per la famiglia ci entrano..)apprendo che sulla missione in Afghanistan c'è dissenso nel governo. Soprattutto al senato , pure gente non eletta dalla "sinistraradicalechericattaprodi". "bene" mi sono detta.
Poi leggo che alla camera, Pecoraro Scanio dice che lui voterà il rifinanziamento della missione a certe condizioni: finanziare pure missioni di pace, governative, quindi pagate da noi, lasciando là tutto il resto(Corriere della Sera 23/1/07).
A lui questa sembra un'equa proposta di compromesso.
Se non voteranno i senatori e i deputati che dovrebbero votare il rifinanziamento, Prodi dovrà appoggiarsi al voto di fiducia del Polo delle Libbertà (2b apposta) che lo ricatterebbe di brutto
Poi leggo che D'Alema dice che non esiste, che dobbiamo fidarci di lui, che sta lavorando per una svolta" ma che "uscirne è impossibile..." Oh bella...e perchè è impossibile??? spiegacelo una volta per tutte...
"Perchè, dice D'alema, ne andrebbe della nostra credibilità internazionale..."
Nel frattempo leggo, altrove, che Fini si è incontrato con Condolleza Rice "che l'ha ringraziato per l'allargamento di Vicenza" (ma non c'era una battaglia ancora in atto???" e che Fini "Le ha garantito il voto sull'Afghanistan"
MA COME, FINI NON E' ALL'OPPOSIZIONE?
Tra l'altro: La storia di Vicenza viene addotta come motivo del no all'Afghanistan da parte de senatori che dicono che voteranno no.
Poi, ancora: D'Alema ha "rimproverato Frattini per aver usato toni troppo schietti , criticando l'attacco unilaterale portato dagli USA alla Somalia." Le parole esatte della risposta, alla domanda rivolta a D'Alema (ho i conàti di vomito)su che comportamento avrebbe dovuto tenere Frattini, volendo criticare l'America (USA):
"Non c'è nulla di particolare da fare. E' una cosa che richiede più autocontrollo da parte di chi ha responsabilità".(Corriere della Sera 23/1/07).
PER ESEMPIO: LUI DOVREBBE AUTOCONTROLLARSI, QUANDO VEDE UN AMERICANO,ASTENENDOSI DALL'IRREFRENABILE VOGLIA DI PASSARGLI LA LINGUA SUL CULO.
cHIUDO QUI, PERCHE' avendo appena mangiato, mi è venuta la nausea. Continuo dopo.
ciao

martedì, gennaio 23, 2007

La libertà occidentale




Apprendo che una sentenza della cassazione ha assolto dei ragazzi che avevano scambiato files attraverso programmi p2p , perché , se non c’è “lucro”, non c’è reato.
“bene”, mi sono detta. In questa repubblica di ladroni e servi, almeno una cosa giusta l’hanno fatta.
Apprendo successivamente una notizia che m’induce a rettificare tale considerazione: l’assoluzione arriva perché nel ‘99, all’epoca dei fatti, non era in vigore ancora la legge Urbani, che specifica il concetto di “lucro”, allargandone la categoria alla definizione di “profitto”. E’ innegabile che chi scarica un brano musicale gratis ne tragga profitto proprio dalla sua “gratuità”. Pertanto i ragazzi, se avessero commesso il fatto dopo il 2001, sarebbero stati tuttora condannati.
Il governo attuale, avvicendatosi al famigerato governo Berlusconi, autore del provvedimento Urbani, ancora non ha cancellato questa legge iniqua.
Né probabilmente lo farà. Già questo governo ha dato prova di essere sleale nei confronti degli elettori, essendosi fatto portatore dell’istanza di ritiro delle truppe dai fronti di guerra prima ed aver invece, una volta insediatosi al potere, salassato gli italiani con un’inutile finanziaria gonfiata dal raddoppio delle spese militari.
Né questo governo, che ha insultato a più riprese lo scempio dell’istruzione italiana perpetrato dalla riforma Moratti, pare abbia intenzione di scardinarla, anzi, al summit di Caserta sono state prospettate soluzioni agghiaccianti per la scuola italiana, che rischia di peggiorare proprio gli aspetti più aberranti della riforma Moratti. E nessuno, nei media "embedded", ne parla.
Questo governo poi non pare essersi staccato dal decisionismo berlusconiano. Anzi, si è avvantaggiato dalla “tradizione” imposta da Berlusconi ( o forse ereditata da Craxi?) proprio nel “decidere” cose turpi alla faccia dei cittadini (vedi base di Vicenza) e delle più elementari norme di buonsenso.
La riforma del TFR , per esempio, è una simbologia chiara del fatto che, spacciando “mantra” tipo “il governo è prigioniero della sinistra radicale” dà, con sempre maggiore decisione e autoritarismo, schiaffi alla gente che spende il 30% della vita (se va bene) sul posto di lavoro. Senza peraltro risolvere i problemi dei servizi pubblici, del precariato, delle morti per lavoro nero. Ma , anzi, portando avanti una politica imperialistico-capitalistica che sposta i capitali ad est e piange miseria spendendosi tutte le risorse che sarebbero destinate alla “qualità della vita” collettiva in armi.

Anche la libertà personale viene intaccata. Il reato di negazionismo dell’Olocausto, fatto passare da Mastella, lungi dal volerne discutere il contenuto, è formalmente incostituzionale e apre la strada ad una tradizione di limitazione della libertà personale i cui squarci potranno farsi sentire in seguito.
Per esempio potrà essere avanzata una proposta di legge come quella americana, che obbliga tutti i blog di discussione politica a registrarsi presso un’organizzazione governativa.
Motivi di ordine pubblico potrebbero essere la giustificazione spacciata. O motivi di “sicurezza dello stato”.
Il nostro ordinamento giuridico è “positivo”. A differenza di quello anglo-sassone in cui una sentenza puo’ influire sull’intero complesso delle consuetudini, da noi una norma deve essere logicamente non contraddittoria con un’altra norma.
Se, quindi,la punibilità per negazione dell’olocausto contrasta con l’articolo 21 della costituzione, essa non dovrebbe essere introdotta. Se introdotta ugualmente, significa che il sistema giuridico è deragliato verso una forma “consuetudinaria”, vale a dire che, in certe circostanze contingenti, il giudizio giuridico puo’ essere contraddetto.La situazione contingente la decide chi è al potere e questo passa come principio nella prassi di applicazione delle leggi.
E’ fatta: libertà di espressione è intaccata. A sto punto possiamo aspettarci anche che “il terrorismo internazionale e al qaeda” impongano un oscuramento di internet, perché, ad esempio, i terroristi, direbbero, si mandano messaggi cifrati di autodistruzione del pianeta.

Questo ci giochiamo, senza una valida opposizione al perseguimento dei reati di opinione.
Tutto ciò considerando che simili decisioni le prende gente, la cui presenza al Palazzo l’abbiamo decisa noi. Un Prodi, che si bacia e abbraccia con Olmert, criminale di guerra e di cui non sappiamo cosa, i rappresentanti italiani all’ONU, abbiano votato, al momento di decidere di condannare l’aggressione militare israeliana al Libano di quest’estate ( a proposito di “dire parole”).

Ora: quando discuto con dei reazionari, una delle obiezioni piu’ frquenti al mio viscerale antiimperialismo è “ tu, se abitassi a Teheran.. queste cose manco le potresti scrivere”.
La mia controobiezione è che “ questa libertà, attualmente effettiva, non è una conquista, ma una “gentile concessione di una classe dirigente serva, che la può negare in qualsiasi momento”.
E io delle “gentili concessioni” sapete cosa me ne faccio?
Cosa me ne faccio di una libertà che ora c’è ma che in qualsiasi momento puo’ essere soppressa e che comunque, se qualcuno “caga fuori dalla tazza”, già viene limitata insieme al dovere dello stato di rendere giustizia, vedi come si sta procedendo al processo del G8 dove sono state soppresse prove a favore della condanna di chi ha fatto la mattanza.
Quali cittadini hanno già trovato giustizia, in questo paese col governo Prodi? Forse quelli che hanno votato contro il nucleare e poi devono ospitare i missili americani che farebbero saltare l’intera padania, col corredo di tutto l’oltrepo?
Quelli di Vicenza che devono fare i conti con un numero spropositato di soldati che andranno ad alloggiare, con missili, aerei e tutto il resto, nel centro cittadino?
Voi direte che , se normalmente faccio discorsi da bar, questo è un discorso “ancora più da bar del solito”. Perché metto troppa carne al fuoco e, in definitiva, appaio qualunquista (prevengo le critiche ;-)).
Ma in realtà volevo far riflettere sul “governo ostaggio delle sinistra radicale”: una formula di "Mistica del potere" per succhiare soldi alla piccola borghesia, inculando, e senza vasellina, i proletari.
Sostanzialmente, la classe dirigente si comporta con noi come se fossimo una colonia, la cui rovina politica non è preoccupazione di nessuno, e in cui la volontà popolare conta come contava quella degli atzechi quando sono arrivati gli spagnoli.
Noi non abbiamo una classe dirigente che ha a cuore il nostro denaro, il futuro dei servizi e dei nostri figli, dell’inserimento della nostra nazione, in un’etica di sviluppo equo, solidale e sostenibile.
Ma seguiamo l’imperioso ordine dei capitalisti: una ristretta oligarchia armata del pianeta che fa fare lo zerbino agli oligarchi nazionali e che vive come una guerra continua il confronto con la “gente che non conta un cazzo”. In altri termini, dietro le bugiarde affermazioni di Berlusconi e/o Prodi c’è sempre la frase del Marchese del Grillo “io so’ io e te non sei un cazzo”, implicita e parafrasata, in modo creativo ad ogni dichiarazione ufficiale e mistificata dalla propaganda.

domenica, gennaio 21, 2007

La Memoria imposta


Craxi è morto. Lasciatelo dormire. Pur essendo agnostica, senza dio, ho un rispetto quasi religioso per i morti. Quelli uccisi meriterebero giustizia.
Quelli di cui le cose si sanno, andrebbero lasciati andare nel lungo corso di una memoria che sia influenzata solo dallo stesso flusso temporale.
Craxi ha rubato. Lo ha detto lui. Ricordo l'ammissione, che venne esplicitamente dalle sue labbra nel corso di un interrogatorio davanti all'allora PM Di Pietro e trasmesso in TV. Si difese dicendo "lo facevano tutti" e probabilmente era vero.
Craxi, come altri politici in Italia, ha fatto cose pregevoli e cose meno pregevoli, ma ora è morto. Lasciamolo dormire, senza forzarne l'oblio o la memoria. Non si farebbe un servizio nè a lui, nè a noi italiani, nè alla sua famiglia.

Non mi va di riprecorrere la sua storia politica.
Solo un episodio personale: quando ero all'università, in pochissimo tempo morì mio padre, mettendomi nelle condizioni di dovermi cercare un lavoro in fretta.
Incontrai un mio compagno di liceo che mi disse "se fai la tessera del partito socialista, alla banca xxx hai molte possibilità di essere assunta, come è successo a me"(io non la feci, a scanso di equivoci, mi regolai in altro modo).
Erano gli anni '80, L'epoca della Mlano da bere, di Pilliteri e Tognoli sindaci: un'epoca in cui a Milano si stava ancora bene. Ma non era merito di Craxi, era merito della sua tradizione operaia che, pure nella fase di imborghesimento di una realtà che si è evoluta secondo una dimensione disumana, allora, lasciava ancora spazio alla convivenza di situazioni umane diverse, all'illusione di una felicità collettiva possibile.

Ma forse anche quest' ultima considerazione è viziata dal fatto che quella era l'epoca dei miei vent'anni. E le percezioni ricordate sono distorte.
Negli anni 80, Craxi era "il potere" . Insieme ad Andreotti.
C'erano anche Gava, Zaccagnini, Di Lorenzo, De Mita, ecc...ma questi due nomi avevano l'altisonanza del potere "per eccellenza". Che il potere "rubasse" era cosa nota, ma, pochi anni più tardi, sentire Bettino che lo ammetteva con la propria faccia e la propria voce in tv, fece un certo effetto.

Oggi che "il Craxismo" è storia passata, eppure causa di tante realtà che stiamo vivendo politicamente, qualcuno lo vuole elevare, come Enrico Toti, Giuseppe Garibaldi, Dante, Giuseppe Mazzini, Camillo Cavour, ecc... a categoria non solo storica, ma etica.

E' infatti l'etica di un personaggio storico che si vuole "promuovere ad esempio" quando si dedica a qualcuno una via, un aereoporto, un santuario, un museo,un ospedale, un centro di utilità sociale.

E l'etica di Craxi, purtroppo, è quella che, nell'immaginario collettivo si rifà alle "dazioni" (fu la prima volta che sentii questa parola) di denaro che si intascò (per sè, per il partito, per l'immensa clientela che componeva il clan socialista...non importa...) e di cui fece ammissione davanti ai milioni di spettatori televisivi. L'etica di Craxi, come era percepita e apprezzata dai milanesi, si leggeva sui muri, a quel tempo imbrattati dalle ripetute scritte: "Di Pietro grazie" che riempivano la città. La rappresentazione della gente, poi, che gli tirava le monetine, a Roma,fuori dall'hotel "Ergife", dicendogli "vuoi intascarti pure queste?" non si può dimenticare e a me sembra più rispettoso, pure per la memoria stessa di Craxi, che non venga più sottolineata. Nè per polemizzarne politicamente, nè per nessun altro motivo.

L'etica di Craxi, imposta alla collettività attraverso celebrazioni di vie o di istituzioni che portassero il suo nome, secondo me, avrebbe un solo significato non orientato verso la gente, ma verso i politici.
Il significato che il "politico che ruba" può avere la sua gloria. Imperitura, come quella di Enrico Toti, che, privo di una gamba, venne ucciso scaraventando la stampella in direzione dei nemici, mentre gli sparano addosso.

A Peppino Impastato, ucciso dalla mafia poco più che adolescente, ancora (almeno qui al nord) nessuno ha proposto di consacrarlo alla "gloria imperitura", forse perchè c'è la Lega, o perchè si pensa che la mafia sia un "folklore" meridionale. O semplicemente perchè a qualcuno, di consacrare a imperitura memoria collettiva un ragazzo che si batteva ,da solo contro la mafia, non fa piacere.

Farebbe piacere, invece, consacrare Craxi. Un politico che ha intascato "dazioni" di denaro. Un esempio da elargire come patrimonio collettivo, certo. Così si diviene forse più indulgenti con i politici che rubano, è normale che lo si diventi. La consacrazione collettiva un certo valore culturale lo dovrà pur produrre, o no?
E cio' che oggi chiamiamo "cultura", come molte altre cose che dovrebbero venire "dal basso" sono invece proposte di potere. O imposizioni, che dir si voglia.