mercoledì, luglio 11, 2007

L'imperialismo va fermato con tutti i mezzi.



Il racconto di Ramatullah Hanefi alla procura di Roma è esplicito: egli, trattando personalmente con Dadullah, gli avrebbe consegnato una valigetta con due milioni di dollari che compravano la liberazione di Mastrogiacomo.
La valigetta, dice, gli sarebbe stata affidata da mani italiane.

Intanto, questo spaventoso genocidio afghano (cui noi italiani siamo partecipi)continua, con omicidi e vittime da entrambe le parti: a sud del paese, un kamikaze è salito su un convoglio NATO con la fatidica cintura e si è fatto saltare, uccidendo 17 civili (tra cui 12 bambini) e facendo 37 feriti,tra cui 7 soldati olandesi.

Questo, dopo che gli attacchi americani avevano fatto morire 108 persone il 6 luglio e che ieri un soldato USA è morto per le ferite riportate a Herat e un bambino di 10 anni è morto a est del paese durante una controffensiva taliban che ha ferito, in piu', 8 persone.

Insomma: l'Afghanistan, in tutti e quattro i punti cardinali, brucia come la Germania all'inizio del '45. In Afghanistan è radunato quasi tutto l'occidente per esportare "democrazia" al costo di una guerra civile che sta decimando quel popolo.

Intanto il congresso USA prende atto che "tra Afghanistan e Iraq gli USA han speso 610 miliardi di dollari" (cifra secondo me che il Bushit-Team avrà saputo esporre per difetto, come si è provato che "barava" sul conteggio dei morti in Iraq.
Difatti l'Homo-involutus dichiarava di aver conteggiato 30000 morti, mentre si è dimostrato che solo in Iraq sono piu' di un milione, allo stato attuale (erano 650000 l'anno scorso).

La Camera dei Deputati Statunitense in questi giorni ha nuovamente votato il rifinanziamento della missione Iraquena, pur subordinandola ad un calendario che prevede il sostanziale ritiro delle truppe entro il 30 agosto 2008.

Personalmente,considero questi provvedimenti USA insoddisfacenti, perchè, pur prevedendo una "data di ritiro" (dall'Iraq, perchè resterebbe aperto il problema afghano), non si cercano trattative, non si prevedono tregue o cessate il fuoco. L'imperialismo americano rinvia il problema di una realizzazione della pace ad un tempo che, flosoficamente, sta nel non-essere: il futuro da qui a un anno e un mese.

Riservando al presente l'elargizione di cio' che, filosoficamente parlando, significa una cosa che ha tanto valore, che tutti perseguono, che muove il mondo: il danaro .

La filosofia dell'imperialismo americano, pur con tutte le parole che si possono spendere, è la seguente: Pace? Nel futuro, forse. Per il Presente: guerra.
Eccola la Barbarie Americana
di cui parlavo l'altro giorno: una rappresentazione del pianeta come qualcosa che rende le risorse disponibili al piu' forte.

E gli americani (intendo i potentati economici, non tutti eh) non tollerano che si possa mettere in discussione neppure lontanamente la convinzione che siano "loro" i guerrieri vincenti ( e questo spiega l'inquaificabile zerbinaggio italiano,da 60 anni a questa parte). Statunitensi che si prendono il mondo con la sublime "arte della guerra", risolvendo nel contempo anche i dissidi di classe interni, perchè vi sono leggi apposite per commutare la galera con il servizio militare.
Che così i criminali si integrano e collaborano col sistema, per dirla con i padri della nostra costituzione "secondo la loro capacità contributiva": da delinquenti, appunto.

Questo l'imperialismo fa, anche a costo di impoverire progressivamente anche la classe "media" occidentale, togliendole diritti e sicurezza, per renderla sempre ricattabile a livello di "servizi" commerciali e amministrativi, indispensabili al funzionamento di questo assurdo sistema imperialterroristico. Non solo: l'imperialismo ha studiato molti sistemi per controllarne anche le menti, rappresentando il mondo come un reality relativistico la cui percezione è filtrata e condizionata dai mass media (di cui l'uomo della medietà borghese occidentale, non riesce neppure a decidere se esso è bello o brutto, giusto o ingiusto) in cui le stragi stanno su uno sfondo come minuscole, ma strutturali, piastrine di un mosaico non ben definito.

6 commenti:

lavalanga ha detto...

E'sempre una questione economica: in Iraq l'occupazione militare avrà fine quando sarà ultimata la "ricostruzione", qualsiasi cosa si intenda con tale termine, e le compagnie petrolifere "sicure" nelle loro attività predatorie; per l'Afghanistan la questione è un po' più complicata, troppi essendo gli interessi geopolitici che insistono su quella zona (Cina, India/Pakistan, Russia, Europa, USA, ...) e troppo lucrosi gli affari "oppiacei" imposti alla popolazione locale.

Carlo Gambescia ha detto...

Eccellente analisi.
Ciao Cloro,
Carlo

Fritz von Bozen ha detto...

si ma ti dimentichi che anche Voi italiani siete uno stato che occupa dei territori e costringe la gente addirittura ad usare una lingua non sua. Il Sud Tirolo siamo vessati dalla lingua,ci avete pure cambiato nome alla regione "Alto adige", avete invaso i nostri territori con le caserme militari pieni di alpini meridionali e ricordo che in alcuni casi intere comunita' furono deportate. Siamo noi i veri Palestinesi!

Anonimo ha detto...

Se c'è una comunità che è vessata in alto adige è quella italiana, sempre più esclusa dalla politica o dai ruoli chiave dell'economia.

Ed è scandaloso che nessun politico italiano, neanche quelli che straparlano di Patria e Nazione italiana, si occupi di ciò.

R.

fritz von bozen ha detto...

Ma per favore, Noi SUD TIROLESI vogliamo far parte della nostra unica nazione che riconosciamo l'Austria.
Non abbiamo niente in comune con voi italiani, che vivete alla nostre spalle e che mandate i vostri soldati ad occupare i nostri territori!
Voi italiani siete occupanti!

orso ha detto...

bel post Cloro, penso proprio di pubblicarlo sul mio se non hai problemi....
e belli anche i commenti....
saluti libertari
orso