giovedì, maggio 10, 2007

Lotta al Sistema



Non credo che l'espressione "lotta al sistema" sia appannaggio di gente "rivoluzionaria", "comunista" o sovversiva, come lo spaccio di stronzate mediatiche cerca di far credere. Tant'è vero che nella nostra società vi sono individui che, senza essere particolarmente estremisti (anzi...) dedicano le loro energie e il loro tempo a combattere le magagne più eclatanti di questa società "feudale", governata da dirigenti la cui definizione politica scade, senza voler dare giudizi morali, nel paradosso.

A parte Marco Travaglio la cui attività giornalistica volta all'informazione e alla denuncia stimiamo in tanti, vorrei parlare di altri due personaggi attivi in rete e non solo, che combattono contro le iniquità di questo sistema: Piero Ricca e Antonio Caracciolo.
Piero Ricca è un liberale, come Travaglio, che ritiene che i difetti di questo sistema risiedano nella stessa strutturà di impunità con cui il potere si è consolidato. Potere che ha creato un sistema di asservimento tale che in Italia non esistono più giornalisti che facciano le domande doverose ad Andreotti, che si presenta come un educatore nelle università e che invece è un pregiudicato prescritto per reati di mafia.

Il paradosso, in questo caso è che, in una conferenza stampa (cioè dove i giornalisti dovrebbero professionalmente esercitare il loro diritto di fare domande per fornire all'opinione pubblica gli srumenti per valutare la realtà) le domande di Piero risultano così sovversive in sè e per sè, che le guardie lo fermano, lo vessano, gli chiedono i documenti.

Andreotti, che è stato prescritto ma che presenta un curriculum giudiziario di tutto rispetto, per quel che riguarda le collusioni con la mafia, viene protetto dalle forze dell'ordine. Quelle stesse che vengono colpite ogni volta che la mafia compie un attentato. Piero che esercita un banale "diritto di informazione" è perseguitato dai colleghi di quei poliziotti che sono stati uccisi da conoscenti di Andreotti, che non è "innocente" come disse Bruno Vespa in una menzognera trasmissione "porta a porta". Bensì "prescritto" che è cosa molto diversa e che scaturisce dalla più pervicace politica di Berlusconi, tesa a liberare i suoi amici dalle pendenze penali con leggi apposite.

Come si vede da questo video, Piero Ricca si batte anche contro il conflitto di interessi, che pure questo governo vuole tutelare, con la motivazione che (secondo le parole di Fassino) "se si risolve, non lavora più nessuno." ed è stoppato, rimbrottato, interrotto malamente da FASSINO che trova fastidiose queste obiezioni. Evidentemente anche lui, uomo "desinistra" in questo feudalesimo di potentati, si è abituato bene.

Io non condivido completamente Piero Ricca, non credo che il liberismo economico sia una soluzione, nè credo che il "mercato" seppure "depurato" dai potentati che esercitano con i loro raggruppamenti fatti di parentele ed amicizie legate da situazioni di illegalità, sarebbe l'orizzonte migliore per la società. Tuttavia l'opera "sovversiva" di Piero (aggettivo che non gli piacerebbe, visto che per lui le cose che fa sono semplici reazioni che dovrebbero venire spontanee a qualunque cittadino consapevole e responsabile ) la apprezzo molto.

Così come apprezzo l'attività intellettuale di Antonio Caracciolo da Seminara, professore universitario, studioso di filosofia politica, che , iscritto a Forza Italia, gira per incontri, congressi, conferenze dei vari partiti per fare "domande scomode", sia nel campo della politica italiana che estera.
Per esempio in questo post racconta dell'imbarazzo suscitato da una sua domanda alla riunione dei "riformatori liberali" (che raggruppa radicali, gente di forza italia e di altri gruppi di destra) e cioè di quanto si potrebbero da subito abbassare le tasse agli italiani se si abolisse l’otto per mille alla Chiesa e tutti gli altri privilegi connessi. Sul suo blog (per il quale teme l'oscuramento,per via delle idee "sovversive" che esprime) il professore racconta brillantemente delle vicissitudini di isolamento e di emarginazione nell'ambiente politico (è iscritto a Forza Italia) e accademico per la sua incapacità di piegarsi alle peggiori logiche del potere.

Cio' che il consueto "spaccio mediatico di stronzate" mette in giro è che la "sovversione", cioè la contestazione più radicale dei meccanismi del potere, sia una cosa "pericolosa". E questo è vero, soprattutto per i soggetti della contestazione, che non se la passano bene a mettersi contro coloro che il potere lo detengono saldamente.
I "sovversivi" sarebbero, secondo la tv, "pericolosi comunisti" o , peggio, "anarcoinsurrezionalisti" , magari pure armati di bombe. Questa disinformazione ha di mira l'emotività dell'italiano medio, inculcandogli paura, per indurlo a votare sempre le stesse persone, le cui facce vengono rappresentate ogni sera dal mezzo televisivo e che, anche se magari sono facce di pregiudicati o prescritti, il mezzo stesso fa sì che la massa impari ad amarli, quasi come parenti che anche se hanno tanti difetti, alla fine sono imposti dalla necessità della stirpe.

6 commenti:

Skeight ha detto...

Tecnicamente, soltanto i cambiamenti rivoluzionari sono sovversivi. Però non c'è da stupirsi che siano considerati tali anche quelli graduali (e comunque non rivoluzionari) proposti da Ricca, Caracciolo e gli altri: in un sistema cristallizzato come quello del potere italiano, anche il minimo cambiamento rischia di far crollare tutto il castello di protezioni e impunità costruite.
Bel post, ciao

mario ha detto...

Se il professore è un emarginato potrebbe trarne le conseguenze.
La logica della denuncia è meglio di niente, anche se penso che poi il discorso e l'analisi debbano andare fino in fondo per individuare le cause che producono le patologie del sistema.
Da qui passare ad azioni di denuncia e di "lotta" che siano in grado di coinvolgere le persone (e quanti condividono)in modo incisivo.
Ti ripropongo un pensiero di Marcuse (che ho già utilizzato)
"il potere autarchico può tollerare le opinioni eversive radicali fin quando si inseriscono nelle regole e nelle consuetudini accettate socialmente.L'opposizione diventa così parte integrante di quel mondo a cui si oppone"

Un saluto
Mario

hendrix ha detto...

Non so se conosci Antonella Randazzo, penso di si se hai disinformazione.it tra i siti di controinformazione.
L'ho "incontrata" due mesi fa con questo articolo: MANIPOLAZIONE DELL'OPINIONE PUBBLICA (I telegiornali di pulcinella) da cui traggo: "La verifica delle fonti e l'utilizzo del senso critico sono ormai azioni atrofizzate dall'assumere passivamente il punto di vista delle poche agenzie che informano centinaia di paesi, come la Adnkronos e l'Ansa. Considerando come assolute alcune fonti e ignorandone altre, l'informazione è già alterata in origine.

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2007/03/manipolazione-dellopinione-pubblica.html

E' filosofa pure lei.

orso ha detto...

...vado a conoscere questo caracciolo allora...
mi trovi d'accordo su tutto...e le contestazioni radicali avranno sempre difficoltà, soprattutto in prima serata...
ciao Cloro
orso

Umader ha detto...

Condivido questo post.
Oggi siamo al paradosso che, stante in Italia un regime politico-economico di stampo liberista e mafioso-clientelare, è la stessa Costituzione Repubblicana ad essere ormai alla stregua di un testo sovversivo, e non soltanto i "pericolosi comunisti" e i contestatori tout court.
Un saluto

sermau ha detto...

quoto il tuo post.
aggiungo solo, tu già l'hai accennato, che in realtà il liberalismo che non deve essere confuso col (neo)liberismo e non vi può essere sovrapposto senza timore di compiere un'ingiustizia intellettuale...il liberalismo, dicevo, ha figliato. La società capitalistica di oggi col suo corollario di corporativismo e "libero" consumo è la nipote (se non vogliamo che sia proprio il figlio/figlia) di quella società fondata su valori liberali.
La conclusione politica che traggo è che il liberalismo come filosofia politica è stata un fallimento.