lunedì, marzo 12, 2007

Tentativo (malriuscito) di una fenomenologia della deferenza II



Sia nelle società sacrali, che in quelle in divenire verso una progressiva laicizzazione della mentalità, la proprietà terriera è sopravvissuta nella sua essenza di principium individuationis della ricchezza di certe famiglie, quindi di fondamento del potere.

Tale potere aumentava, anche a prescindere dal livello di ricchezza materiale, a seconda delle modalità di difesa e dei suoi costi, sia politici che, ovviamente, economici, per sostenere i quali, in epoca feudale in occidente, si son fatte guerre che duravano decenni.

Nel frattempo si sviluppava la borghesia che è oggi la classe dominante (ma non è che la nobiltà sia stata defraudata completamente dal suo potere, anche se magari dal suo carisma, sì) e gli “stati” europei (ma anche le nazioni americane) sono il frutto, come diceva Marx, giustamente, dell’opposizione tra certe famiglie nobili, (2) e borghesia, nella dialettica con cio’ che incarnava la nobiltà e che gestiva .

Se si condivide, in generale, quanto detto sopra, non si potrà dar torto a Marx, che diceva che la storia è storia lotta di classe. All'epoca sua per la gestione dei "mezzi di produzione". Più in generale però, la lotta per il potere è una lotta per la gestione (3) e , successivamente , per la proprietà, delle risorse che han generato ,e generano, ricchezza.

In questo quadro, marxiano, il potere ha avuto le sue forme di evoluzione secondo un rapporto di forza gestito tramite risorse economiche e risorse umane, in cui era in gioco l’abilità dell’individuo nel creare relazioni, nel capire dove investire i soldi. Nel lucrare sugli investimenti, nell'accumulare denaro e fare prestiti su interesse.

La borghesia è stata nell’epoca moderna il tessuto sociale che ha fatto da collante tra luoghi, business, capitani di ventura e anche, nell’epoca coloniale, han trattato (quando han trattato) coi “capi” di altre zone e culture, come nel caso degli schiavi africani, che erano “venduti” dal loro capovillaggio che si avvantaggiava dell’acquisto di “merci” nel quadro dei commerci triangolari della potenza inglese.

Tuttavia mentre nel passato queste infiltrazioni in settori della classe al potere, avvenivano sulla base della forze e dell’abilità personale, oggi, la classe dirigente ha una storia che ,per lo più, è parassitaria.

Figli di papà che s’abboccano tra figli di papà, che ereditano, subentrano, si avvantaggiano di posizioni di spicco nell’economia, nel gossip (che è “Potere” come dimostra la vicenda Gregoraci) nell’industria, nella politica, nella finanza, nell’alta consulenza al servizio di tutti questi settori.

La proprietà terriera, in certe occasioni si è scontrata con la proprietà borghese (fondata sul commercio) , in certi altri casi no, anzi, i latifondisti sono stati complici dei borghesi nel processo che li ha visti, progressivamente, imporre le loro oligarchie ai vertici del mondo occidentale(4).
Oggi, la proprietà terriera, specialmente nelle zone ricche di materie prime, coincide con il “cuore” del meccanismo economico e di potere: la gestione dell’energia, senza la quale, tutto il sistema di produzione delle merci, si ferma. Non si trascuri però l’acqua potabile, la risorsa che tra poco scarseggerà. Specie in certe zone , dove sarà oggetto di contese in termini di gestione, che con gli anni si trasformerà in proprietà e come tale, dovrà essere difesa militarmente. La corsa alla ricchezza, come viene intesa oggi ha bisogno sostanzialmente di denaro e di gente abbastanza disperata ed ambiziosa da farsi mandare a difendere l'ordine mondiale.

La dialettica tra classi, che ha occupato la storia soprattutto moderna, ha implicato la deferenza, da sempre ottenuta tramite la forza e i mass media.

Nel medioevo, fino all’epoca della rivoluzione americana, il mass media era la religione.
Come oggi fa la tv, essa parla al “cuore della gente”, fa vedere l’esempio di dio in croce (nel caso del cristianesimo). Con quest’immagine di immane sofferenza, si soggiogano le coscienze, iniettando loro il concetto della “volontà di dio”, che “provvidenzialmente” assegna un destino, oltre che individuale, collettivo, alle masse
.
E le mandava alle crociate, alla cacciata dei tartari, alla colonizzazione di terre straniere, come le Americhe.
Disperazione e spirito d’avventura erano le motivazioni degli innumerevoli (nel vero senso della parola) poveracci . Infarciti della convinzione che “dio è con noi” e “lo vuole”, sacralizzando il destino collettivo in nome del delirio della beatitudine ultraterrena.
In questo delirio collettivo che ha caratterizzato l’obbedienza all’autorità in certi periodi della storia, la maggioranza moriva.
Tra i pochi sopravvissuti, c’erano coloro che imparavano dalle loro disgrazie e riuscivano ad affermarsi, come soldato di ventura, mercenario, o come “vassallo” a qualunque titolo, di un potente e attraverso l’abilità personale (ed essa non è che un perfezionamento dell’istinto di sopravvivenza) restava vivo e si arricchiva nell’interazione con questo potente.



Presso il popolo, i poveracci che facevano fortuna erano guardati con invidia e disprezzo(5) , però, dopo qualche tempo, anche nel disprezzo si creava la “deferenza”. Antropologicamente parlando, poiché comunque, arricchirsi era considerata un’aspirazione comune,diventava un “valore”; alla fine questi, pur burini, bifolchi ecc.. venivano considerati in qualche modo un’autorità.
Però c’era sempre qualcuno che, all’osteria, si vantava di aver detto un no qualsiasi al paesano arricchito, cioè che ,almeno a parole, si ribellava allo status quo. E nello stesso tempo, al dato di realtà del proprio “non essere abile”.
Penso che coloro che dicono (mio cugino, mio cugino) che “qualcuno era comunista per frustrazione” (W Gaber) abbiano ragione, in molti casi.
Negli anni 70 è successo che molti cavalcarono la moda dell’essere comunisti per incapacità di porsi al mondo degli adulti e però riuscirono (e ai figli di papà riusciva sempre sicuramente), in epoca di riflusso, ad accedervi lo stesso, sintetizzando il proprio passato in qualche modo e diventando, a propria volta, un “autorità”.

Oggi che l’occidente ci ha regalato una società apparentemente “sicura” : la casa, il lavoro, le rate, i figli ecc…la deferenza viene creata, non piu’ in base a leitmotiv religiosi, ma in base ad icone coniate dai mass media.
Il mass media per eccellenza, la tv, ha creato la deferenza “per principio di ragion sufficiente”: non si riconosce l’autorità perché ha doti militari (con le guerre che si fanno oggi le doti militari non esistono più) o perché riveste una fama di santo, o è un grande condottiero.
No: oggi l’autorità si crea quando qualcuno va in televisione. Non solo, ovvio, ma l’apparire in tv è un modo sicuro per promuovere qualcuno al consenso di massa.
Se qualcuno “va in televisione” vuol dire che “c’è una ragion sufficiente” perché ci vada. Qualcosa che rende il soggetto “diverso” e anche “superiore”.

Cantanti e pessime attrici che diventano onorevoli, come venditori, avvocati, commercianti.
Tutti questi professionisti prestati alla politica sono diventati autorevoli. Come dicevo prima si trovano davanti delle masse di gente “ben disposta” nei loro confronti.
Heidegger parlava del dominio del “si” e dell’immenso potere che si nasconde in questo sentire “medio” . Si dice, si pensa che chi va in televisione…c’è una ragione sufficiente per cui ci sta, allo stesso modo che chi ha il potere di prendere decisioni collettive, ce l’ha perché, appunto, esiste una ragione sufficiente che fa sì che lo abbia. Appare il principio di realtà come canone di discernimento. Si accetta a priori una verità di fatto, connaturata all’istinto. Questo “istinto” , antropologicamente parlando, risiede nell’animale convinzione che l’uomo di successo sia “colui che è talmente autoconservativo…che puo’ occuparsi dell’autoconservazione degli altri” in altri termini, è un leader.

Vabbè. Volevo scrivere qualcosa di filosofico, invece m’è uscito il solito discorso “da bar”.
Pazienza.


1si pensi alle guerre in seguito alle quali si è introdotta la leva obbligatoria

2Sovrani assoluti che magari si alleavano con il popolo minuto per tassare e limitare la borghesia, che mirava, coi soldi (finanziamenti su interesse ecc..), con la fondazione di organizzazioni (società segrete ecc..) e l’infiltrazione in quelle esistenti, a creare strutture dove , inizialmente attraverso la rivendicazione di leggi scritte,( oggi attraverso la complicità con le parti sociali vincenti),fossero tutelati nei loro interessi (per esempio dai sequestri operati dai sovrani assolutisti) e coadiuvati nella scalata al potere.

3 si pensi ad esempio agli intendenti che da Luigi XIV si sono arricchiti facendo la cresta sulle tasse che esigevano.Una cosa analoga accade ancora oggi: lo dimostrano le cifre con cui vengono pagati i consulenti “privati” ,per esempio della sindaca Moratti qui a Milano. Soldi con cui lei si è pagata le “clientele” durante la campagna elettorale.

4 Si pensi ad esempio alla collaborazione, durante il governo Crispi, tra i latifondisti e la “sinistra storica” che, negli anni 80 dell’800 portò alla firma della triplice, pur di contrastare la Francia, con cui c’era aperta una guerra doganale sui prodotti agricoli.

5 “quelli che stavano con le pezze al culo e mò so diventati “ricchi” ma sempre stronzi rimangono”

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Il problema è :
per andare in televisione,
uno deve ricapitolare (come nella legge di haeckel) tutte le fasi precedenti della deferenza...?
Es la Gregoraci deve per forza... ?

Pensatoio

moltitudini ha detto...

Ahaha, straordinario, dico davvero.

cloroalclero ha detto...

Il problema è :
per andare in televisione,
uno deve ricapitolare (come nella legge di haeckel) tutte le fasi precedenti della deferenza...?
Es la Gregoraci deve per forza... ?


In realtà, dietro questa battuta (che fa ridere moltitudini) c'è lo spunto per una riflessione impegnativa. Qualcosa che potrà dare origine ad un "catafalco", vero Italo? ;-)

orso ha detto...

azz...e questo sarebbe un discorso da bar? che modesta!
bel post...
a presto
orso