venerdì, settembre 15, 2006

A think for Oriana

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Un solo pensiero per l'appassionata Fallaci, il cui odio sincero non l'ha salvata dal cancro. Un solo pensiero per quella che fu una scrittrice dalla penna che scarnificava l'anima, quando scriveva al "bambino mai nato" e che avrebbe dovuto scrivere ai bambini mai vissuti del medio oriente, oggi, vittime dell'odio e dell'intolleranza, cui la sua penna ammalata più di lei, si era messa al servizio.
Oltre le vane glorificazioni della malafede del potere, oltre le detrazioni dei suoi nemici di oggi, la morte ha vinto, l'ha inghiottita, insieme al suo talento.
La morte dovrebbe insegnare una cosa a chi è vivo e agitato in sentimenti terreni: a "guardare al mondo con l'occhio di Dio" , ossia con quel distacco che l'infinito-o la fine- richiama presso la nostra vita. Mi sforzo di pensare alla Fallaci, il giorno della sua morte con questo distacco. Il suo viso bello ma duro impresso in ogni fotografia, il giorno della sua morte si sfoca in un'espressione cui non siamo abituati a pensare, forse per la sua fama, o per la sua ricchezza o per il suo talento venduto all'ideologia dei potenti. Quell'Oriana che vedo annegare nel buio di questi tempi mi appare come solo una povera donna. Che ha bisogno di qualcun altro che scriva per lei l'epitaffio della sua tomba.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Che dire:e´partita un áttimo prima che cominciasse a prendersela con gli iceberg alla deriva.(immigrati pure loro)
Ma il povero problema della Fallaci in tarda eta´credo si possa concentrare su una parola:cazzo.Insomma…..mancanza di quello.
Una persona che non vuol invecchiare e si inacidisce in quel modo e´l´esempio classico di astinenza sessuale.E a giudicare dalla baldanza fisica e dal numero di rivoluzionarii e carcerieri che si e´fatta,COME NON COMPRENDERLA.
Spero che il profeta chiudendo un okkio o tutti e due,ignorando che non si e´immolata alla jihad,gli conceda i 27 vergini membruti e ben dotati di cui ha bisogno.
Se non altro, con la bocca piena, eviterebbe di straparlare pure da lassu´.

cloroalclero ha detto...

"COME NON COMPRENDERLA"

A parte il fatto che se le fosse mancato il "divin augello",con tutti i soldi che aveva,figurati se non poteva permettersi un accompagnatore nerboruto che per 5/600 euri si imbottisce di viagra e si scopa pure i lama sputacchiosi per l'intera nottata (non mi vedo la Oriana farsi scrupoli di mercificazione del corpo maschile),inoltre vabbe',non penso che l'astinenza sessuale,per quanto vissuta in modo spiacevole,sia una giustificazione per chi esprime a milioni di persone che gli islamici vanno bruciati,le moschee pure ecc..instillando odio in un'opinione pubblica già abbruttita di per se'.Ma che idee...

marco.inge ha detto...

ecco cio' che penso al riguardo...

Anonimo ha detto...

dal blog di beppe grillo

Morta Oriana Fallaci quanti giornalisti liberi di nazionalità italiana rimangono in giro? La Fallaci ha scritto cose che non condividevo e altre su cui ero d’accordo. Ma si è presa sempre dei rischi. Diceva la sua verità, ci metteva la sua faccia. Lascia, più che un vuoto, un baratro nel giornalismo italiano. Fare il giornalista non è facile, ci vuole il protettore. Giornalisti senza padroni non ce ne sono più, e quelli che resistono sono sempre più anziani. E anche ripetitivi, ma non ditelo a Eugenio Scalfari. Bisogna andare nella biblioteca comunale e leggersi vecchi pezzi di Montanelli per tirarsi un po’ su. E Travaglio? Mi si chiederà. Ma Travaglio non è un giornalista, è una persona informatasuifattiatempopieno. Un testimone multioculare. Un fenomeno vivente. Uno da fare ministro della Giustizia.
Essere giornalista e non anche servo è una questione di astuzia. Io comunque preferisco il giornalista schierato senza se e senza ma. E’ più pulito, mi è quasi simpatico. Anche se nessuno lo prende sul serio, come un ubriaco al bar, e tutti gli vogliono bene. Fa la pubblicità, ma non è una pubblicità ingannevole. Feltri, Fede, Ferrara, Rossella, la vecchia guardia, gente semplice, una razza in estinzione. Insidiata dagli opinionisti che hanno, soprattutto, una grande opinione di sé stessi.
I fighetti del giornalismo, intellettualmente onesti, con la cravatta giusta e la rubrica. Leggi i loro articoli e alla fine ti rimane un senso di vuoto. Non hanno più bisogno di mentire per coprire i fatti. Li annullano con il nulla. E non fanno neppure fatica. I Riotta, i Severgnini, i Mentana.
Oriana, ci mancherai.

cloroalclero ha detto...

bah. Il commento di beppe grillo mi fa proprio cagare...

cloroalclero ha detto...

GRANDE ARTICOLO DI NOREPORTER
sottoscrivo in pieno...anche se non so chi l'ha scritto.

Che dire di Oriana Fallaci nel giorno della sua morte?



D’accordo c’è la pietas. Quella pietas che lei non avrebbe tenuto in conto contro di noi e che noi siamo costretti a considerare nell’ora della sua morte. Sottigliezze che distinguono chi per vocazione si sente newyorkese da chi, sempre per vocazione, si sforza di essere Romano.



No, non faremo ad un cadavere l’oltraggio vile del commento sguaiato, volgare, irridente. Ma, sia chiaro, non faremo nemmeno l’oltraggio a noi stessi di tacere una sola delle colpe di questo personaggio.



Lasciamo a perbenisti, progressisti, antifascisti, centro-asociali, psicologi da talk show e marmaglia varia la fatica di spiegare con acrobazie intellettuali, giochi di prestigio e contorsioni mentali la fandonia di una Fallaci “sincera democratica” riscopertasi in vecchiaia e malattia neocons, occidentalista e reazionaria.



Per quanto ci riguarda, almeno la coerenza non esitiamo a riconoscergliela, all’Oriana. Coerenza nel tradimento del proprio popolo, coerenza nel sostegno acritico all’informe conformismo occidental-antifascista. Dai primi passi come staffetta partigiana agli ultimi rantoli da arringatrice di spaventate ed inebetite folle occidentali per conto di Washington, l’evoluzione ci sembra lineare, piana, senza scosse o passaggi ingiustificati.



Non ci è mai piaciuto ciò che la Fallaci diceva, non ci è mai piaciuto nemmeno come lo diceva. Un ego ipertrofico, che in una parodia di ragionamento logico diveniva quasi prova a se stesso: “io dico questo ed è vero perché io lo dico”. Auto-ipse dixit: eccola, la morte della ragione greca (ma l’Oriana avrebbe forse detto “occidentale”). Altro che Islam.



Ma ora basta: si era parlato all’inizio di pietas e non vorremmo che la rabbia e l’orgoglio (la nostra rabbia, il nostro orgoglio, non quello per conto terzi) ci inducessero in tentazione.



Addio Oriana. Senza rancore, ma non ne hai mai azzeccata una.

Anonimo ha detto...

A THOUGHT, bestia.

E tu saresti una scrittrice?



Robespierre.

cloroalclero ha detto...

E tu saresti una scrittrice?
no.Pero' mi sa che sono un po' poetica, non volendo, infatti, mi sono concessa una "licenza"
ehehehehehehehehehehehe