sabato, luglio 08, 2006

Gaza. Dove il compromesso è impossibile.

A Gaza c'è la guerra. Ormai si puo' parlare di guerra esplicita, dichiarata. Dopo mesi di stillicidio, di impoverimento programmato della popolazione, dopo che si è affamata la gente, la si è fiaccata, si sono distrutte le risorse, minimizzati i medicinali, chiuse le comunicazioni, si è arrivati alla guerra vera e propria, all'invasione con carri armati, missili, elicotteri , oltre alle immancabili ruspe. Tutto condotto verso la popolazione civile.
Nessuno spazio alla trattativa. La causa occasionale è stata offerta dal rapimento di un giovane soldato israeliano, ma tutto fa pensare che questo enorme dispiegamento di mezzi, come epilogo ad un periodo di boicottaggio organizzato della vita civile dei palestinesi, gli israeliani siano arrivati al termine di un piano preciso: la distruzione di quel che rimane della Palestina.
E' di oggi la notizia, smentita dagli israeliani, di una famiglia distrutta da un bombardamento.Se ne sa poco, in effetti. Quello che riesce ad uscire da quei luoghi, a livello informativo, è scarso: poche foto, poche notizie, ovviamente sempre smentite dagli israeliani, che cercano di perpetrare i loro malaffari coperti da una cortina di silenzio, addirittura redarguendo la croce rossa svizzera: unico organismo internazionale ad aver sollevato il problema della crisi umanitaria che la politica di questo paese da ormai molti mesi provoca.
Questo rapimento aveva l'obiettivo di convincere gli israeliani a rilasciare le centinaia di donne e minori portati via dalle loro case e rinchiusi nelle carceri. Gente che spesso ha solo vincoli di parentela con i presunti "terroristi". A volte neppure quelli.
Gli israeliani hanno adottato la tattica di creare i desaparecidos in quella terra: arrivano, ispezionano, controllano e poi qualcuno viene caricato su una camionetta e portato via. Le famiglie non ne sanno piu' nulla. Solo dopo mesi apprendono che i loro cari stanno rinchiusi, senza accusa, senza processi, nelle carceri di stato.
Gli israeliani non vogliono saperne nulla.Non gradiscono nessun ispettore onu. Nessun giornalista, nessun testimone, nè fotografo. Quei pochi che ci sono sono strettamente controllati nel loro lavoro, sono abilitati a visitare certe zone, mentre quelle "calde" sono loro precluse. Gaza è un lager a cielo aperto e non da adesso, che è stata proprio invasa.
Desiderano, gli israeliani, il silenzio, come i nazisti desideravano il silenzio su quello che accadeva dietro le mura di Auschwitz.
Nessuna trattativa sarà accettata , l'ha detto Olmert, finchè il soldato israeliano non sarà rilasciato. RIcorda l'atteggiamento tenuto in Italia al tempo del rapimento Moro: con i terroristi non si tratta, a priori. Una logica del piu' forte che nasconde, nella storia, sempre, l'intento nascosto di attuare altri progetti, di tutelare altri e piu' potenti interessi.
Ed è così che la Guerra si muove, si realizza, si autocrea. Mentre un occidente complice tiene l'opinione pubblica sulla corda dei mondiali di calcio e mentre le ferie sono alle porte con il loro carico di spensieratezza . La Guerra fratricida verso un popolo inerme e fiaccato da anni di vessazioni divenute via via sempre più costose in termini di vite umane e di morte delle risorse.
Ma a Israele è permesso tutto: distruggere case con le ruspe, bombardare centrali elettriche, vietare lo sfruttamento di miniere, e adesso, fare guerra.
A livello internazionale gode della negazione del diritto di critica.
L'olocausto fa sentire ancora la sua voce ammonitrice a chi israeliano non è, e offre a chi invece lo è un buon argomento per portare avanti quella che, nella mente bacata dei neocon e di tutti i complici di questo genocidio, una semplice e legittima "difesa" verso il "nemico islamico" che trova nel palestinese "pretenzioso"e "terrorista" il suo collaudato paradigma. Da cinquant'anni a questa parte. Forse il momento della "soluzione finale" è arrivato.

1 commento:

cloroalclero ha detto...

allora: io questo l'ho postato l'8 luglio. meno di un mese dopo è scoppiata la faccenda del rapimento dei soldati israeliani da parte degli hezbollah e tutta la guerra che ne è seguita. Sostengo che l'attacco di hezbollah, musulmani sciiti, è stata una REAZIONE LEGITTIMA alle vessazioni (per usare un eufemismo) che gli israeliani da MESI perpetrano contro Gaza e i territori ex (si fa per dire) occupati. E l'opportunismo israeliano non si è fatto attendere...invasione del sud del libano e tentata espropriazione della valle del Litani, cui mirano da molto, ma molto tempo...per ora sospesa, ma poi non si sa ...