mercoledì, aprile 26, 2006

MORATTI: UNA DONNA, UN PERCHE'. di cloroalclero
(per esempio: perchè sindaco?)

Image Hosted by ImageShack.us




Non sono imputabile di scarsa simpatia istintiva per Letizia Moratti. La sua faccia, quando sorride, mi richiama immagini liete della mia infanzia: mi ricorda il caro Stan Laurel quando si vestiva da donna. Non è per ragioni istintive che ritengp Letizia Moratti il peggior sindaco possibile, almeno per una città come Milano,nei nostri giorni.
Milano è ormai una città molto triste. Somiglia sempre di piu' a certe città americane, con i quartieri suddivisi tra "zone bene" abbastanza pulite, decentemente frequentate, popolate da gente che presenta pochi dubbi sulla consistenza del suo reddito e zone meno bene, popolari, strapiene di extracomunitari scontenti che convivono con italiani altrettanto scontenti e che riversano l'inevitabile frustrazione gli uni sugli altri .
Milano è una città di frustrati e di alienati di tutte le nazionalità e provenienze.
I problemi di ordine pubblico non sono riconducibili alla carenza di vigli urbani e/o di polizia, quanto al progressivo degrado del concetto di qualità della vita che stare nel capoluogo lombardo implica.
Chi ha figli, ha ben presente che se sono adolescenti si devono fare i kilometri per attraversare la città, per via degli accorpamenti delle superiori che la politica di risparmio del dott. Tremonti, commercialista personale di Berlusconi ha imposto.
Per la stessa succitata ragione, sempre chi ha figli ha scoperto che, nella scuola dell'obbligo, le ore di lingua straniera sono state dimezzate. Laddove poi la lingua straniera era stata introdotta attraverso progetti di lunga data, tipo le scuole materne, è stata resa a pagamento, per cui ci trova a tirar fuori 50 euro per vedersi il bimbo che, a fine anno, ha imparato (se va bene) solo i nomi dei colori. Contribuire al benessere collettivo è sempre una buona cosa, ma 50 euro per sentirsi enunciare "blue", "green", "red", non è gratificante. Non è che non si vuole pagare, ma non ci si devono chiedere le ossa. Poi, in campo di servizi pubblici "dare moglie, vedere cammello"
Non siamo mica Berlusconi, noialtri, che manda i bambini alla creativa ed attrezzatissima scuola steineriana, ci dobbiamo accontentare noi, di avere figli che, oltre a vivere in questa città-incubo, crescano pure loro frustrati e , cosa ben piu' spiacevole, se si ammette che una dose di frustrazione sia un certo bagaglio necessario della quotidianità per maturare, ignoranti.
Se Milano risulta brutta e poco vivibile per gli adulti, figuriamoci per i bambini. Parcheggi enormi hanno preso il posto dei giardinetti classici in cui ogni milanese non ricco ha passato la sua infanzia.I pochi parchi pubblici sono sovraffollati, proprio della serie "la metropolitana di domenica": una passeggiata sulle rive dell'idorscalo, d'estate, offre le medesime sensazioni dell'autobus nell'ora di punta.
Il quartiere dove sono nata io, tra Italia novanta e i parcheggi di oggigiorno, è stato stravolto e reso irriconoscibile, oltre che poco fruibile per chi ci vive, che assediato da sottopassaggi e corsie urbane preferenziali, non sa neppure dove attraversare la strada..
Hanno chiuso l'attività centri sportivi, palestre e piscine che una volta erano abbordabili per tutti essendo comunali (ricordate il bagno di albertini nella piscina Ponzio, dopo lunga e costosa ristrutturazione, e , dopo due settimane la medesima piscina fu chiusa perchè un bagnante era inciampato sul bordo e ci aveva rimesso la pelle? Non fu piu' riaperta.)
I centri pediatrici di quartiere sono stati chiusi. Sono stati, come la maggior parte dei servizi pubblici, "accorpati" cioè resi disponibili ogni 2 o 3 quartieri, col risultato di renderli meno efficienti, con piu' code e, grazie alle brillanti iniziative di una mente interessante quale Formigoni, più costose.
Milano una volta era una bella città. Viva e vivibile, pur nella sua immagine caotica che, nel periodo di industrializzazione, si era costruita. Si facevano raduni, concerti, feste di piazza.Una città che, quartiere per quartiere cercava di rispondere alle esigenza di chi lavorava ed era condannato a vivere lì, cosa che già in sè richiederebbe risarcimento. Milano, città di gente che spesso sceglieva di risiedervi per esclusive ragioni di lavoro, rispondeva, nella stragrande maggioranza dei casi, almeno alle esigenze sociali primarie: la sanità, l'istruzione.
Era una città per la plebe che lavorava. Non ci si offenda dinanzi alla parola "plebe". Basta guardare la vita , ormai in diretta, dei vip che popolano il mondo della televisione, per capire di cosa sto parlando e quali sono le differenze con noi "comuni mortali".
Il problema è che il linguaggio televisivo, al posto che avvicinare la mente alla realtà, che pur nei messaggi ,validi solo commercialmente, ci viene comunicata, ci allontana dalla realtà stessa. C'è una bella differenza tra l'essere pagati per fare i buffoni su un'isola deserta ed essere pagati per passare le merci sotto la cellula fotoelettrica della cassa di un supermercato, e non parlo solo dei quattrini.
Parlo del fatto che, pur lasciando a gente come Berlusconi la possibilità di mandare i suoi figli alla scuola steineriana a x migliaia di euro al mese, dovremmo riservarci a noi stessi, la Plebe, la possibilità di far esprimere le potenzialità dei nostri figli a livello di scuola pubblica, formante e istruttiva. E' un diritto inalienabile, questo, di chiunque si spacchi la schiena su un posto di lavoro "normale" , cercando un senso a quello che fa tutti i giorni, oltre a potersi permettere il cellulare a natale.
Il sogno berlusconiano non c'è mai stato. Milano, con il suo elettorato leghista che ormai da quasi vent'anni ha promosso giunte fatte da persone come minimo discutibili, con assessorati dati in mano a chi si occupava esclusivamente di far brillare la propria immagine pubblica, anzichè soddisfare reali, pressanti necessità dei cittadini. Privatizzazioni ed investimenti senza costrutto hanno deprivato i milanesi dei servizi essenziali e reso inefficienti (e carissimi) i servizi che sono rimasti, basti pensare al degrado del cibo che in questi ultimi anni ha caratterizzato le refezioni della scuola primaria.Iniziative che non hanno fatto risparmiare un euro e che sono state fatte ad uso e consumo dei soliti "pochi".
Tornando a Letizia Moratti dispiace che sia tra le pochissime donne che hanno avuto in Italia un ruolo importante: come artefice della riforma scolastica, il suo nome passerà alla storia come quello di Giovanni Gentile, che era anche un filosofo, mentre lei è stata solo lo strumento della piu' volgare filosofia berlusconiana, che ha espresso poco prima delle elezioni e a cui è stato dato (chissà perchè) poco rilievo mediatico, e cioè che " non è giusto che i figli degli operai abbiano le stesse possibilità dei figli degli imprenditori".
Letizia Moratti ha creato una scuola che è classista come quella di Gentile, che però faceva i conti con l'impossibilità dei poveri di mandare i figlioli all'università. La scuola di Moratti dice "mandate i vostri figli a scuola, e magari anche all'università (e pagate salato). Tanto poi non vi servirà a un cazzo: i figli resteranno ignoranti. Se volete qualcosa di piu' della media (scarsa) dovrete PAGARE MOLTISSIMO.
Questa è stata la filosofia con cui Moratti ha costruito la sua scuola. Niente di piu' o di meno. E per farlo, si è esposta anche a figure davvero barbine, dicendo, in varie riprese che "ha aumentato i fondi per la scuola", che " ha potenziato la cultura linguistica nelle scuole" , che "i professori non vengono piu' nominati dopo mesi dall'inizio della scuola".
E' imbarazzante come, tali affermazioni, fatte da un ministro della repubblica, possano essere smentite da chiunque abbia uno o piu' figli in età scolare. Eppure Moratti continua a ripetere queste scempiaggini di fronte a milioni di persone.
E a me viene in mente Berlusconi, che continuava a rimproverare agli avversari politici in particolare una cosa che lui e i suoi accoliti normalmente fanno, e cioè ribaltare la realtà per fini propri.
Berlusconi ha parlato di inglese, internet e impresa. L'inglese l'ha dimezzato. Internet se si puo' lo si naviga da casa, sennò nisba, perchè di pc lo stato non ne ha dati molti e l'impresa viene agevolata dalla riforma moratti che prevedendo gli "stage" ha significato che un ragazzo puo' compensare il suo livello di ignoranza con periodi di lavoro gratuito nelle imprese che ne fanno richiesta.
Moratti ha lungamente e ripetutamente discusso con Tremonti, che ha bocciato ogni iniziativa seria in materia di istruzione pubblica per ragioni "economiche".
Salvo poi recuperare elettorato e favore politico con l'aumento dei buoni scuola con cui, chi poteva, contribuiva a pagare al figliolo la scuola privata.
Sotituirei alle tre I di Berlusconi altre lettere e cioè I S P: ignoranza, schiavismo, precariato, che la legge biagi, tanto osannata, chissà perchè. da tutte le forze politiche, di fatto condanna i nostri figlioli ad essere mantenuti a vita perchè sancisce la quasi impossibilità di un lavoro decente. Dove per decente intendo l'unica finalità che il lavoro puo' avere: essere finalizzato alla costruzione di una vita in cui vi sia spazio, come dicono gli americani, da cui non abbiamo niente da imparare ma qualcosa sì, della "ricerca della felicità".
Ricerca che a Milano è diventata in questi ultimi anni particolarmente ardua. E che lo sarà ancor di piu' se Moratti, da pessimo ministro dell'istuzione pubblica (perchè per la privata probabilmente è stata anche dignitosa) diventerà un pessimo sindaco.



ps: ieri Moratti ha sfoggiato il padre, sopravvisuto di bergen belsen, alla manifestazione del 25 aprile.I fini erano veramente solo elettorali, visto che lei è proprio una di destra. Ma forse ci troviamo davanti al solito personaggio all'italiana: Francia o Spagna, basti che se magna.Sarà per questo che l'hanno fischiata?
Moratti esce da un posto, indegnamente ricoperto, perchè le dava potere.In questa "vacanza" anche il carrozzone della Resistenza e dell'antifascismo, purchè valga conservarle i privilegi del potere, farebbe al caso suo.Persone vere con ideali veri. Un fulgido esempio per tutti noi.

Nessun commento: