...E non se ne vogliono andare...

Che cos’hanno in comune G.W. Bush, Paul Wolfowitz ed Ehud Olmert? Che cosa, oltre
alla complicità attiva ( e ad altissimo livello) col sistema guerrafondaio globale imperialistico?
Hanno in comune che, nel mondo, a diverso titolo, di questa gentaglia si stanno chiedendo le dimissioni.
Ehud Olmert, capo dell'esecutivo di Israele contrariamente alla "tradizione" israeliana per cui i capi dell'esecutivo sono anche militari, ha voluto portare guerra al Libano e poi l'ha persa.

Anche se questa parola (persa)non viene usata. Si parla di errori, omissioni, reticenze. Si dice, precisamente, che Olmert “e' accusato di aver trascinato Israele in guerra senza un adeguato piano militare e di non aver informato il governo del reale stato delle forze armate prima del lancio dell'offensiva di terra” . Contro la prosecuzione del suo mandato ci sono i riservisti, ma anche, secondo i sondaggi, il 69 % degli israeliani.
Tuttavia, G.w Bush è intervenuto per aiutarlo, testimoniando che “la sua presenza è indispensabile “ per “due popoli due stati” (...) e per “costruire la pace” (muahahahaha).
Siccome però oggi le dimissioni dei potenti sono diventate rare come i presidenti USA ragionevoli, le dimissioni di Ehud, per ora, sembrano rientrate.

Di fatto Bush è dovuto intervenire anche per difendere il suo amico Paul wolfowitz, accusato di aver fatto assumere in modo clientelare una “esperta di medio oriente”(che poi era la sua donna) presso il Dipartimento di Stato Usa, con un stipendio di 193mila dollari, superiore a quello di Condoleeza Rice .
Questo dopo che lui aveva assunto la presidenza della banca mondiale, dove lei lavorava con un già più che lauto stipendio, e da dove fu da lui distaccata,appunto, con la collaborazione della presidenza Bush, per evitare conflitto di interessi.
A questo distacco al Dipartimento, aveva provveduto G. Bush, nonostante avesse fatto della lotta al clientelismo il suo cavallo di battaglia alle elezioni. Quindi la patata bollente è stata passata nelle sue mani.
Pertanto, si chiedono le dimissioni sia di Wolfowitz che di Bush. Wolfowitz ha detto che non ha problemi ad andarsene, basta che gli venga elargito un riconoscimento per la sua “buona fede” e per il "buon servizio" prestato per la banca mondiale.
Bush invece, quelli che chiedono le sue dimissioni, non li prende neppure in considerazione.

Anzi: si attiva per dimostrare che è un ottimo presidente. Tipo che:
-sta persuadendo Putin ad acconsentire allo scudo spaziale (sarebbe "un bene" anche per i russi)
-sta controllando l’andamento del Doha Round(conferenza mondiale che riguarda anche 40 paesi in via di sviluppo in una trattativa che va avanti dal 2001 affinchè si giunga ad una direttiva economica sulle liberalizzazioni che valga in tutto il mondo) , con i suoi zerbini Merkel e Barroso affinche’ si raggiunga, a livello di WTO (organizzazione mondiale del commercio) un accordo entro la fine del 2007 per la liberalizzazione di settori chiave come l'agricoltura e i servizi.
- Ha spedito la Rice a Sharm el Sheik a parlare con gli iraniani(ha detto Bush: "sarà gentile, ma ferma")
-Ha elogiato l’Italia perché si è dimostrata affidabile nella lotta contro il terrorismo
E la deliberazione del congresso per cui si è detta qualche parola sui tempi e si sono stanziati finanziamenti per ritirare le truppe americane dall'Iraq è passata sulla persona di Bush come un'arietta fresca che, come ad un qualsiasi impiegato milanese, gli ha messo soltanto voglia di "sentirsi più attivo".
Nn lo so se la faccia del mondo cambierebbe, levandosi dagli zebedei questi personaggi...certo che per noi, levarci dalla vista televisiva le loro, di facce (di merda), sarebbe almeno un risultato estetico.