La "Schiavitu' dei Gentili"

“I savi di Sion” (“protocolli dei savi anziani di sion”, ma io abbrevio “savi di sion” sennò non mi passa più) è il titolo di una falsa raccolta di sacre scritture ebraiche, che non sono mai esistite come tali,ma son diventati famosi in Russia ,all’inizio del XX secolo, quando servirono a giustificare i pogrom, sotto l'aspetto ideologico.
Wikipedia dopo aver fatto un’analisi letteraria e storica delle manipolazioni con cui un pamphlet del 1864 è diventato un manoscrtitto teologico, dice:
Nei ventiquattro Protocolli gli Anziani illustrano i sistemi per ottenere il controllo del mondo. Vogliono convincere con l'inganno i gentili, da loro chiamati goyim, ad assecondare la loro volontà. I loro metodi preferiti sono la diffusione di idee liberali, il sovvertimento della morale, la promozione della libertà di stampa, la contestazione dell'autorità tradizionale e dei valori cristiani e patriottici. Il controllo delle masse tramite i media e la finanza è il mezzo con cui il tradizionale ordine sociale verrà sovvertito. ….. Nei Protocolli, la massoneria e i "pensatori liberali" sono meri strumenti attraverso i quali gli Anziani finalmente instaureranno una teocrazia ebraica.
I Protocolli prospettano un Regno a venire, e descrivono accuratamente come sarà condotto. Ma anche in questo regno, gli Anziani eviteranno il diretto controllo politico, e sceglieranno di affermarsi tramite l'usura e la manipolazione di denaro. Lo stesso Re degli Ebrei non sarà altro che un uomo di paglia
Decido di entrare nel merito de “savi di sion”, sondandone il contenuto, per capirne un po’ di piu’.
Scopro che la loro storia è legata, oltre che ai pogrom, al satanismo e alla commistione con la terza internazionale socialista russa e ,praticamente, alla fine (per giri tortuosi tra forze politiche diverse che volevano interagire con, o perseguitare o inglobare, dei componenti della comunità ebraica) il falso scritto teologico s’è scoperto che conteneva tutta una teorizzazione della presa del potere da parte di individui e gruppi composti da un gran numero di persone che aderiscono a questa comunità ebraica, che però eviterebbero le posizioni dirette e preferirebbero controllare denaro e prezzi di tutte le merci del mondo.
Poi clikko su google e lui mi manda su un sito complicatissimo new world order, che fa un giro enorme tra teosofia, grande oriente, socialisti ecc.. fino ad arrivare ad un rapporto politico (lo Chavin) che descriveva le prospettive del potere nella repubblica di Vichy, in cui compaiono principi analoghi a quelli espressi in “savi di sion”.
In tempi recenti,la storia della loggia "propaganda 2" (P2) e della sua attitudine direi "profetica", di descrivere meccanismi che in Italia si sono poi verificati dimostra che queste modalità "associazionistiche" segrete non sono affatto una prerogativa attribuibile in particolare agli ebrei:se esaminiamola carta programmatica per l'Italia, elaborata dalla loggia P2 (propaganda 2) vediamo che essa descrive le stesse strategie per la presa del potere già incontrate per i savi di sion e per Vichy, dando, per esempio, precise disposizioni riguardo alla politica sindacale e all'utilizzo delle risorse militari
Sostanzialmente, i compiti da svolgere per governare il mondo, secondo le società segrete che progettano le politiche del futuro, sono questi:
1. Mettere il potere politico nelle mani dei mandatari dei gruppi interessati (banchieri e capitalisti);
2. Realizzare la massima concentrazione in ogni ramo dell’industria, allo scopo di eliminare qualsiasi concorrenza;
3. Avere l’assoluto controllo dei prezzi di qualsiasi prodotto;
4. Inquadrare gli operai in un organico giuridico e sociale che non permetta più nessuna azione rivendicatrice da parte sua.
Il succo è che, mentre “savi di sion” descrive la costruzione di un’oligarchia mondiale ebraica, gli altri documenti analoghi sul potere, descrivono la costruzione di un’oligarchia mondiale punto. Probabilmente, il vezzo dei "ricchi" di riunirsi in organizzazioni "settarie" con i loro riti e la loro simbologia parareligiosa, retaggio degli ordini del medioevo passato,
è un eredità del periodo della rivoluzione borghese in occidente. Poi, visto che dava risultati positivi, il meccanismo è stato ripetuto fino ai giorni d'oggi, quando tutto è stato, come il resto della vita culturale e politica (e soprattutto economica) globalizzato.
Questo tipo di documenti contengono progetti politici e teorizzano l'associazione in gruppi, piu’ o meno segreti, tesi a far soldi e ad intrecciare un complesso sistema di public relations.
Il sistema di favoritismi e di legami ricattatori, d’onore o di crediti si identifica spesso con le società segrete, che altro non sono che luoghi d’incontro di “gente di un certo livello” la quale si lega reciprocamente, si promette favori, si impegna in questa o in quella situazione, per ricavare -tutti-vantaggi per se, famiglia, amici.
Ora: l’idea antisemita si basa sul fatto che gli ebrei “governino”, da piu’ in alto ancora, questo sistema di relazioni ad alto livello. Che lo dirigano allo scopo di favorire, in proporzione crescente, l’ingresso di membri della comunità nelle “alte sfere”.
Quest’ultima è la parte “complottista” di tutta la storia. Che, per usare un metro di paragone usato da Dacia Valent, come tale,non offre alcun parametro di falsificazione.
Personalmente sospendo il giudizio, come si dovrebbe fare spesso per non incorrere in pregiudizi distruttivi, se non altro, del dialogo possibile*.
In ogni caso penso che, veri o no, i “savi di sion” come altri documenti analoghi (P2 in primis), raccontino di un progetto politico oligarchico, da costruirsi tassello per tassello tra i potenti del territorio e trovando il modo di tenere tutto assieme.
Poi sul fatto se ciascun soggetto agisca pro domo sua, del partito, della famiglia o della comunità: non si puo’ sapere quanto ‘ste cose avvengano e quanto gli umani si facciano corrompere, agendo sui destini del mondo, che si espandono nella direzione data dall’insieme non sommativo di questi egoismi individuali e di gruppo.
Penso però una cosa, e cioè che il punto 4 , che compare in “savi di sion” ma anche in altri documenti di questo tipo, stia preparando questa nuova schiavitù, quella dei “gentili”. Dei non eletti. Che poi siano “gli sfigati non eletti da dio” come vorrebbero certi sionisti, o quelli che semplicemente sono “gentili” perché non sono capaci di averci un certo pelo sullo stomaco ( e quindi gentili a buon diritto) non cambia molto: sono quelli che stanno “dall’altra parte”. I perdenti. I derelitti. Quelli che Gesu’ disse : saranno i primi.
Tra i perdenti, una buona fetta della popolazione preme per entrare nei “giri” del potere. Il mondo dello spettacolo è una buona fabbrica di sogni a basso prezzo. Consuma energie, dirotta le coscienze. Sarei tentata di dire che, prendendo l’esempio italiano, lo show business fa oggi quel che fece la prima guerra mondiale o l’eroina negli anni 70 , per dirla con una vecchia canzone degli alpini fascisti, bandiera nera: “la meglio gioventu’ la va sottotera”. Lo show business seppellisce, da vivi, i cervelli migliori.
La schiavitu’ dei gentili è , ormai una realtà in atto, con molte possibilità ulteriori di svilupparsi.
Certo, bisogna dire che questa congerie di eventi, schiavitu’ mentale, schiavitu’ culturale, schiavitu’ sul lavoro (chiamami precariato) è voluta e preparata con diligenza, dalla corruzione dei sindacalisti, con la svendita al capitale dei “compagni” con riforme universitarie classiste e stronze. Con il baronato che esclude e allontana le menti migliori.
Il mercato globalizzato e consumistico crea un’illusione umana. Quella che la vita orientata al possesso delle merci sia il concetto esistentivo preferibile.
Cio’ che è descritto da “savi di sion” altro non è che una versione “etnica” del più generale concetto di lotta di classe, e cioè la descrizione dettagliata del progetto tramite cui, impadronendosi delle risorse, un’oligarchia stimolata dalla distinzione di “casta” (ceto, classe) intende strutturare le dinamiche dei rapporti di forza, per evitare che i “molti” del pianeta si ribellino e rovescino il potere costituitosi nel sistema globalizzato, multinazionale.
*L'amico Carlo Gambescia mi fa notare che in qualche passaggio, sosterrei la stessa tesi di Evola: "Evola nell' introduzione all'edizione italiana del 1938 (la quinta, La Vita Italiana), dei "Protocolli", benché in chiave etnica (ma fino a un certo punto...), sosteneva "ideologicamente", più o meno, quel che tu hai scritto nel post: probabilmente non sono veri, però in qualche modo i fatti vanno in una certa direzione... E quindi - proseguiva Evola - pur sospendendo il giudizio sulla loro veridicità, è come se lo fossero... Evola parlava di "incontro" tra "azione sparsa e inconscia" e quelle "occulta, oculata e unitaria di forze del sovvertimento mondiale". Il collegamento "avv[errebbe] in gran parte automaticamente" (p. 29).
Ora: io non prendo la stessa posizione di Evola. Se la borghesia, in generale, si struttura così, non vedo perchè la borghesia ebraica dovrebbe far diversamente. Siccome i vari potentati che accumulano ricchezza, fanno le guerre in giro, ma si fanno pure le guerre tra di loro, per arrivare a controllare sempre piu' globalmente il sistema e noi non sappiamo quale sia il potentato "vincente" in questo momento, non escludo che il potentato ebraico sia in effetti tra quelli che, oggi, si stanno giocando il dominio su questioni cruciali (almeno così sembrerebbe, a giudicare da come i media trattano Israele, stato praticante l'apartheid, dipinto però come l'unica vera democrazia del medio oriente).
Ma, se così fosse, i "savi di sion" c'entrerebbero accidentalmente. Così come, alla fine, è da considerarsi accidentale il rapporto tra la figura storica di Licio Gelli e l'attuale situazione italiana.
Se l'idea complottista fosse fondata, infatti, il Craxi sarebbe stato ancora potente.
Se la lotta tra oligarchie l'ha reso vittima, allora la base del complottismo non è fondata (se vi fosse un solo complotto, chi sta dentro il meccanismo sarebbe cmq invincibile, una volta raggiunto un certo livello di potere). Quindi la lettura di Evola è carente sul piano della categoria della possibilità, considerando la lobby ebraica, non come una delle lobbies, ma la lobby per antonomasia. E così si espone ad una critica sull'antisemitismo difficilmente confutabile.







17 commenti:
Beh, sono dieci minuti che fisso sto box di testo e non trovo le parole da scrivere.
L'unica cosa che mi viene da dire è una semplice battuta, dato che 1-sono felicemente fidanzato 2-in fin dei conto non so manco chi sei davvero, ma la battuta la devo fare per riassumere con poche parle cosa penso di questo post.
Cloro, mi vuoi sposare?
azz, siamo alle proposte? tieni conto anche di me eh ;-)
bellissimo post Cloro...
aggiugerei soltanto che simil progetti li avevamo/abbiamo anche nella nostra picciola italia, quando leggemmo il programma due della loggia massonica...molte cose in comune, una su tutte una lotta di classe che solo "i perdenti" hanno dimenticato...
un abbraccio libertario
orso
Le denunce di progetti politici oligarchici non vengono solo dal lato di chi lotta per l'egualitarismo, dal lato di chi difende gli strati più deboli o da chi è pervaso dal genuino spirito di rivalsa del popolo. Molte volte capita che enormi gruppi di potere oligarchico si muovano contro altri super gruppi, utilizzando proprio la suggestione culturale per indirizzare la massa (manovrabilissima) contro una determinata plutocrazia nemica. Ora, il clima della 'belle epoque' era effettivamente denso di sommovimenti che per la maggior parte si svolgevano nei sotterranei delle logge o nelle stanze segrete dei palazzi dell'aristocrazia. Proliferavano gruppi di 'rentiers' che non mollavano la presa neanche per lo stracavolo, ed allora la grande borghesia ebraica era forte, agguerrita, ricchissima, giocava alla pari accanto agli altri gruppi economici continentali e influenzava fortemente le decisioni di politica economica proprio nel cuore di un'Europa che stava conoscendo il suo miglior momento campanilistico e sciovinista. Se si considera che è difficile pensare che la manovra dei protocolli sia stata solo una costruzione della polizia segreta zarista, e che è altrettanto inverosimile che il movimento socialista internazionalista abbia voluto improvvisamente trascurare tutto il panorama capitalistico etnicamente europeo per dirigere la propria attenzione solo sulle lobbies ebraiche, ecco che sorge una terza ipotesi che non ti consiglio di tralasciare...
E la tua considerazione dei protocolli come una versione del concetto di lotta di classe potrebbe essere proprio ciò che i finanzieri di allora volevano leggere nelle coscienze socialiste, per cercare quelle braccia che potessero fare il lavoro sporco contro le roccaforti politiche sioniste incastonate nella madre Europa...
Strayker
A proposito di Dacia,
ma che ha combinato ?
Pensatoio
mmh..che lavorone.
:)
(io però ora vorrei sapere che diceva il post eliminato....)
Riguardo l'aggiornamento che hai apportato (dall'asterisco in poi), cerca di mantenere una necessaria contestualizzazione storica dei protocolli. La teoria del complotto non la fila più nessuno ora, tranne i seguaci evoliani e tutti i nostalgici fascisti e nazional-totalitaristi vari, insieme agli esoteristi ed ai misterici dalle forme più disparate. L'unica lobby ebraica degna di nota si trova ora negli Stati Uniti (un'altra è in Russia), ed ha un relativo potere politico sull'amministrazione unicamente per quel che riguarda il rapporto tra la politica estera occidentale e lo stato di Israele. Quindi non esiste nessun potentato ebraico se non nei limiti e nelle "esigue" forme delle associazioni e fondazioni culturali che negli Usa sono molto floride e supportate.
Per il rapporto tra i Savi di Sion e le manovre delle oligarchie, i protocolli solo ora - nel 21esimo secolo e appunto per la dismissione della teoria del complotto - centrerebbero relativamente; nei primi del novecento, invece, e fino al secondo conflitto mondiale essi sono stati il cardine attorno a cui ha ruotato tutta la discriminazione dei vecchi potentati verso un denso strato dell'alta finanza plutocratica europea. Da qui la deriva verso la giustificazione formale e tangibile attorno a cui si è consolidata la dottrina totalitaria dei regimi del novecento.
Strayker
sulle derive evoliane sto avvertendo da parecchio tempo la Sinistra ed anche noi due avemmo una discussione tempo fa (toh vedi un po' cosa dice il Gambescia!)
il post era questo:
http://bishma.splinder.com/post/9942827
e ti rimando lì.
in particolare chiederei :
1) di leggere DAVVERO i protocolli di Sion e di non fermarsi ai tentativi di riadattamento (tra l'altro vecchi di alcuni anni). Se si leggessero i Protocolli, si scoprirebbe che tali tentativi non sono fondati su nulla di concreto ma solo sono fondati solo sulla volontà da parte di alcuni ambienti di rivitalizzare un testo antiebraico ormai confutato e gettato GIUSTAMENTE nel pattumeria del complottismo antiebraico. E' un'operazione , quella della rivalutazione, di assoluta falsità intellettuale che può contare sulla confusione che regna in alcuni ambiti della Sinistra
2) leggere il testo di un autorevole esponente del neofascismo italiano Carlo Terracciano(defunto da poco):
"rivolta contro il mondialismo moderno" per capire quanto queste teorie siano ben poco di Sinistra e quanto invece appartengano al mondo del neofascismo
saluti
Fa piacere leggere cotanto sugli ebrei senza che ci sia un ebreo.. a commentarlo, che per altro farebbe come me non lo commenterebbe...
Fa ridere leggere le lobby russe, americane... ma kazzo avete cosi paura... di noi? che limite che avete..
la prossima volta scrivero' buhhhhhhhh
che magari scappate sotto le coperte... :-)
wow! siamo nella pubblicità della birra peroni! in che anno siamo?
non capisco bene...
è sempre divertente vedere come, alla fine, l'antisemitismo unisca sempre e sia così trasversale...
certo se fossimo nel 2007 in italia sarebbe ben preoccupante, fortuna che siamo dentro la pubblicità
Cloro, su wiki non fare troppo affidamento, tempo fa, riguardo ai Protocolli si leggevano tutt’altre cose. Cose che a quelli di it cultura ebraica evidentemente non sono piaciute, e gli hanno dato una bella revisionata http://groups.google.it/group/it.cultura.ebraica/browse_thread/thread/88d2e57e5a08557f/77ab7a141ed073dd?lnk=st&q=wikipedia+protocolli+savi+sion&rnum=1&hl=it#77ab7a141ed073dd
Ma sta gente li legge e non li capisce i post o sono proprio in malafede?
il problema dei falsi protocolli di Sion getta una luce sinistra sul problema della verità storica.
come storico posso dire che nei confronti della verità ho una posizione non dogmatica, ma pragmatica: in una parola possiamo dare per vera l'esistenza di Cristo, Caligola, Hitler, Napoleone... e la maggior parte delle loro azioni.
ma restano e resteranno sempre nella ricerca storica delle zone d'ombra.
e qui sorgono i problemi.
occorre chiedersi "che cosa sia la verità".
vorrei fare un paragone tra due falsi storici - accreditati e dimostrati come falsi: i Protocolli di Sion e la Donazione di Costantino.
entrambi erano documenti che sono stati volutamente creati per ottenere un risultato: nel primo caso favorire l'antisemitismo, nel secondo promuovere il prestigio politico di un ente (il papato, o meglio il vescovo di Roma) che stava acquistando sempre più potere e desiderava liberarsi dai poteri - regio in italia, allora rappresentato dai Longobardi - e bizantino, allora rappresentato dall'imperatore d'Oriente che riteneva Roma una delle pertinenze di Costantinopoli.
nel caso del documento pontificio noto come donazione la cosa buffa è che era praticamente un falso - materiale e ideologico, vale a dire che era redatto in modo da imitare un documento autentico e che conteneva informazioni false - che però aveva alle spalle una situazione in qualche modo "vera", o meglio descriveva sotto la finzione della donazione imperiale una realtà concreta.
non ricordo chi era il genio che disse: il teatro è una falsità che serve a dire la verità, specialmente quando non si hanno i mezzi o l'opportunità di dire le cose come stanno.
un po' come nell'Amleto quando il principe per smascherare il (vero) assassino del padre, lo zio e re di Danimarca, inscenò a corte la tragedia di Gonzalo che smascherava dietro una storia falsa quella che però era una verità.
nel caso dei Protocolli non posso vantare la competenza che ho sulla Donazione, ma a quello che so credo che il grosso della frode sia stato rappresentare TUTTI gli ebrei e quindi l'ebraismo come intento a macchinare ai danni dei gentili.
il che era sicuramente falso.
ma questo non ci assicura che non esistesse una minoranza di ebrei organizzati che desiderasse operare in modo da promuovere in maniera illegale gli interessi di certo "ebraismo" o meglio gli interessi del sionismo, vale a dire la corrente nazionalista che pretendeva e pretende di identificarsi con l'ebraismo.
può essere che dietro i finti protocolli vi fosse una realtà in parte vera, o che dietro i finti protocolli non vi fosse che il vuoto.
questo non so giudicarlo al momento.
il dramma che ricade come orrenda responsabilità sulla polizia segreta zarista (la probabile mente dietro ai protocolli) è di aver usato una menzogna per gettare nel fuoco tutti gli ebrei, in quanto ebrei, e quindi i quanto nemici per definizione, senza distinzione.
il problema è che la "verità" si regge su ipotesi, prove a volte labili, o evidenze anche parziali.
quando su un argomento storico non ho verificato le prove e fatto delle ricerche io mi affido alla probabilità e alla verosomiglianza.
il che mi fa accettare come verità probabile, e comunque sempre passibile di verifica, che dietro ai protocolli ci fosse solo la menzogna.
ma lo rivedremo per il caso Toaff. posso dire, quanto al suo libro, che tutto il livore dei sionisti si basa sulla presunzione di assoluta innocenza e incapacità del male da parte degli ebrei.
a questi critici manca l'intelligenza e il buonsenso di riconoscere che se pure vi fossero stati (come Toaff ritiene verosimile) ebrei infanticidi rituali, il fatto non giustificherebbe i pogrom.
come del rresto non è giustificabile ammazzare tutti i folignati perché Luigi Chiatti il mostro di foligno è stato davvero un pedofilo assassino.
ne consegue ciò: il fatto che esista UN ebreo omicida non qualifica tutti gli ebrei come omicidi, allo stesso modo il fatto che gli ebrei siano stati vittime non qualifica tutti gli ebrei come vittime eterne e sempre e solamente vittime. alcuni di loro sono stati e sono carnefici.
il problema non è dimostrare se uno, due, o mille ebrei siano stati omicidi, ma credere che dall'innocenza o dalla colpevolezza di una parte di essi derivi una caratteristica indelebile e automatica delll'ebreo. ossia la totale colpevolezza a priori o l'innocenza a priori.
una posizione razzista e assurda in cui specularmente si vuole attribuire al popolo ebraico un'identità inesistente.
cordialmente. perdonate il post lungo ma la materia è delicata.
Cara Cloro,
io non credo che il problema sia quello della schiavitù dei gentili. Non piú di quanto lo sia la schiavitù degli ebrei. Mi spiego, nelle societá tradizionali, cioè nelle societá preborghesi, gli ebrei erano relegati in quegli ambiti delle attivitá umane che erano ritenuti contronaturali, come, per esempio, l'usura, il cambio, l'esazione di imposte. Erano tenuti fuori dalla comunitá, ai margini della sua riproduzione, erano costretti a rappresentare la morte che si genera dalla morte: il denaro che si genera dal denaro. Questo per le note ragioni storiche. Le grandi monarchie nazionali si servivano degli ebrei come esattori, perché la rabbia dei "corvéables" ricadesse su di loro e non sulla nobiltá, per esempio. L'immagine negativa degli ebrei era imposta algli ebrei a vantaggio dei gentili. Con l'avvento delle societá borghesi, la comunitá tradizionale si è "ebraizzata" nel senso descritto sopra, l'usura è diventata un'attivitá rispettabile, i banchieri sono diventati presidenti della repubblica moralisti, san paolo una banca, il denaro morto la sola passione mortuaria della cittá. Così i borghesi sono diventati gli ebrei di se stessi. Dico ebrei nel senso di separati, respinti, posti al di fuori della societá nel regno dell'antivita, della morte che si genera dalla morte. Contro la loro volontá, per destino storico, per cieca necessitá. Il problema è che le borghesie a differenza degli ebrei, lo hanno scelto liberamente questo ruolo!
L'ebreo è stato, in larga misura, quello che lo hanno obbligato ad essere i cristiani. I quali poi glielo hanno rinfacciato come colpa. Poi i cristiani si sono fatti loro stessi a immagine di quello che avevano fatto agli ebrei, e hanno continuato a rinfacciare loro la somiglianza. Detto questo credo che una critica all'ebraismo come religione della separatezza, della differenza della non-universalitá o dell'universalitá capovolta sia legittima e sia necessaria. E questa separatezza che ha generato la possibilitá di intendere il valore come separato dalla produzione e dalla riproduzione, come anti-natura. In questo ha svolto una funzione "progressiva" e ha finito per universalizzarsi nella forma del capitale globale. Che trionfa sugli universalismi tradizionali e comunitari oggi e, probabilmente per sempre.
Questo è, per me, il senso di schiavitú dei gentili, ed é un prodotto dei gentili che hanno reso schiavi prima gli ebrei e poi se stessi.
Con stima
genseki
al momento stento a immaginare chi potrebbe obiettare razionalmente alla teoria di Genseki.
complimenti.
invito a ragionare su:
1) il cambiamento, negli ultimi secoli, della "morale", o etica, o comunque visione di alcune attività legate ai soldi e allo scambio economico puro (usura, mercantilismo, ecc.); a proposito si legga "Il denaro" di Massimo Fini;
2) la differenza tra la religione ebraica e le altre: queste ultime tendono a fare proselitismo, espandersi, includere, tanto che si arriva oggi alla lotta del conto complessivo dei credenti islamici e cristiani nel mondo; diversamente la religione ebraica è settaria, elitaria, e opera per esclusione più che per inclusione;
3)Gambescia scrive: "se la borghesia, in generale, si struttura così, non vedo perchè la borghesia ebraica dovrebbe far diversamente"; io vorrei sapere se effettivamente esiste, oggi, una borghesia ebraica e un "proletariato" ebraico, e vale a dire se esiste, come potremmo dire che dovrebbe essere statisticamente normale, una parte di ebrei che lavora come operaio, per esempio, o contadino, o impiegato semplice, e così via;
4) analizzare il differente approccio nei confronti delle lobbies religioso-economiche (cattolica, islamica, ebraica), e domandarsi perchè non sia possibile criticare quelle ebraiche come giusto tanto quanto è giusto criticare quelle cattoliche per esempio (Opus Dei, Cei, ecc.) o "laiche", e infine valutarne appieno strategie, fini e effetti; e meglio ancora, analizzarle tutte come "laiche", in quanto strutture di relazioni a volte con strategie, fini, effetti e dinamiche sovente aberranti e pericolose, e non in quanto legate a dogmi o fedi;
5) tutto ciò, considerando le capacità e gli effetti (positivi e/o negativi) della straordinaria capacità di aggregazione e di solidarietà (sia essa esclusiva o inclusiva) che quello che troppo grossolanamente, per via delle pur sussistenti divisioni interne, possiamo definire popolo ebraico; a questo proposito, consiglio l'ottimo "Esodo e rivoluzione" di Walzer.
"l’emancipazione degli ebrei nel suo significato ultimo è l’emancipazione dell’umanità dal giudaismo" Karl Marx
Marco
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